Scapole Alate e Postura

Scapole Alate e Postura
Ultima modifica 26.02.2020
INDICE
  1. Introduzione
  2. Postura e Palestra
  3. Anamnesi e Valutazione
  4. Come Intervenire

Introduzione

Quello delle scapole alate non è solo un inestetismo, particolarmente temuto dal sesso maschile, ma anche una condizione strettamente legata alla postura.

scapole alate e postura Shutterstock

Per scapole alate si intende un paramorfismo (raramente un dismorfismo) oggettivamente valutabile, che interessa la collocazione delle stesse (sporgenza del margine mediale) rispetto alla gabbia toracica e soprattutto alla colonna vertebrale – dalla quale proviene, per lo più, questa condizione.

Non bisogna tuttavia confondere l'effetto estetico di magrezza con tale alterazione. Il primo è dovuto a una muscolatura "non troppo" sviluppata e a un pannicolo adiposo sottile ma non pregiudica lo stato di salute, mentre la seconda ha cause anatomo-funzionali ben precise e può essere responsabile di ulteriori scompensi da non sottovalutare.

In questo articolo cercheremo di fare maggiore chiarezza sull'argomento, in relazione all'attività di potenziamento muscolare nelle palestre.

Postura e Palestra

Muscolarità VS Atteggiamento posturale

Uno degli aspetti più sottovalutati dalla maggior parte degli sportivi e dei frequentanti dei centri fitness - ma non solo – è l'atteggiamento posturale (postura). Come abbiamo anticipato sopra, questo è strettamente correlato (causa-effetto) alla condizione delle scapole alate.

Questo perchè, nella pratica quotidiana dell'allenamento, si è spesso alla ricerca di un risultato "estetico ideale", piuttosto che dal corretto funzionamento del sistema motorio. D'altronde, talvolta anche un semplice obbiettivo estetico può non essere del tutto realizzabile se non vengono presi i giusti accorgimenti per correggere eventuali difetti strutturali.

Ci sarebbe poi anche da valutare con che criterio gli addetti ai lavori inseriscono nei programmi di allenamento certi esercizi che, per quanto "fondamentali", non possono riguardare tutti gli individui – per evidenti "differenze" articolari, muscolari, tendinee e di leve meccaniche. D'altro canto come dargli torto, se la richiesta fosse sempre di ottenere un fisico da copertina?

Distensioni su panca, trazioni alla sbarra, lento avanti/dietro, stacchi da terra, squat regular, rematori vari ecc non sono per tutti. Il problema è che per molti, senza uno qualsiasi di questi, non è possibile ottenere i risultati sperati. Ovviamente, eliminare sia gli squat che gli stacchi da terra, renderebbe più complicato allenare le cosce e i glutei, ma non impossibile. Per fortuna abbiamo la possibilità di utilizzare anche vari macchinari isotonici, come i cable cross, le presse ecc.

Non è poi detto che il culturista esteticamente "ottimo" si alleni bene. Purtroppo la natura è ingrata e la genetica fa la sua parte – trascuriamo l'aspetto doping. Estetica a parte, tanti individui "particolarmente muscolari" trascurano invece una vastità di aspetti molto importanti dell'allenamento, senza pensare al "futuro" delle proprie articolazioni – soprattutto della colonna vertebrale.

Vediamo cosa dobbiamo tenere in considerazione prima di iniziare un protocollo di allenamento.

Anamnesi e Valutazione

Anamnesi delle scapole alate

Il tanto trascurato atteggiamento posturale è alla base della nostra fisicità, legata all'apparato scheletrico – da considerare come una sorta di telaio – sul quale poggiano i muscoli scheletrici striati e volontari inserendosi grazie ai tendini. La corretta postura è quindi una componente primaria dell'allenamento e del benessere, e come tale dovrebbe essere valutata e monitorata a colpo d'occhio vigile/clinico da ogni professionista intento a stilare un programma di allenamento.

Una postura scorretta indica sempre un problema di assetto generale, con ripercussioni sulle aree di muscolatura più deboli; tale disequilibrio porta al non reclutamento o al reclutamento sbilanciato dei muscoli interessati dal lavoro che si sta compiendo.

L'anamnesi di ogni soggetto da parte del responsabile di sala pesi deve quindi prevedere una serie di test o quantomeno domande, poste al soggetto da allenare, che verifichino in toto la presenza o meno di vizi posturali risolvibili esclusivamente con la pratica della ginnastica adeguata in palestra; in caso di dubbio, è auspicabile cercare il parere di una figura specializzata (fisioterapista, fisiatra, ortopedico, a seconda del caso).

Tanta attenzione va posta soprattutto in età evolutiva. Le scapole alate sono infatti un paramorfismo legato all'atteggiamento posturale presente nella maggior parte dei soggetti in accrescimento somatico, cioè tra i 12-14 anni; data la crisi puberale pre-adolescenziale, a cui si associa un notevolissimo incremento strutturale osteo-articolare (proceritas secunda), in questo periodo le scapole alate rappresentano il più presente degli scompensi del rachide.

Ricordiamo che a livello clinico le alterazioni morfologiche corporee si distinguono in paramorfismi e dismorfismi. Entrambe sono la risultante di posizioni mantenute per abitudini viziose, con deformità transitorie e correggibili con adeguata ginnastica per i paramorfismi, e non correggibili in tal senso nei dismorfismi; questi ultimi, a causa della cronicità creatasi nel tempo, richiedono un adeguato trattamento (spesso chirurgico-ortopedico).

Per approfondire: Paramorfismi e Dismorfismi

Valutazione delle scapole alate

L'osservazione dei soggetti con un asse clavicolare più lungo rispetto alla norma, è visto come un distacco tra le scapole che, lateralizzandosi, fanno risultare dal versante posteriore del tronco un dorso ampio e piatto.

Sulla visione laterale viene invece percepita una piattezza palese sia del dorso che del petto e da quella frontale un'insufficiente/scarso trofismo dei muscoli pettorali; ma un dorso più ampio. Le scapole all'infuori o scapole alate sono quindi il risultato di un distaccamento delle stesse dal torace verso l'avanti, di norma bilateralmente.

Quello elencato è l'atteggiamento più frequente, ma in alcuni soggetti vi si presenta un asse clavicolare decisamente minore associato a cifosi del rachide del tratto dorsale (t1-t12); di conseguenza si presenta un'accentuata sporgenza delle scapole che rendono il dorso ricurvo (dorso curvo).

Questi paramorfismi, ribattezzabili come "ali di pollo" o "dorso del gatto" non permettono lo sviluppo del muscolo "gran pettorale" data l'anteposizione dei monconi delle spalle. I pettorali sono muscoli adduttori dell'omero e per effetto della loro biarticolarità vengono portati in avanti aprendo l'articolazione scapolo toracica (articolazione virtuale che segna il passo/distanza tra una scapola e l'altra). Visto il modificato assetto della colonna vertebrale e delle clavicole, tra l'ultima vertebra cervicale (c7) e il tratto toracico si nota un accorciamento dei muscoli pettorali, che divengono incapaci di distendersi completamente; il muscolo può quindi subire soltanto allungamenti parziali, fino a dimezzare la sua forza effettiva a carico dei muscoli anteriori delle spalle (deltoide anteriore) e dei muscoli posteriori – estensori del braccio (tricipite brachiale).

Raramente possiamo trovare casi monolaterali (scivolamento di una scapola da un lato) con rotazioni e asimmetrie delle spalle associate a particolari tipi di scoliosi.

Come Intervenire

Ginnastica e allenamento per le scapole alate

Passiamo ora all'aspetto dell'allenamento della sezione muscolare che permetta l'avvicinamento delle scapole; quali ipotonici, occorrerà lavorare su: trapezio centrale (muscolo superficiale) e romboide (muscolo profondo posto sotto il muscolo trapezio).

Per il trapezio è possibile eseguire le classiche tirate al mento, mentre per il romboide si può optare per un rematore con manubri (presa neutra) con gomiti adesi alla gabbia toracica. Quest'ultimo lavora assieme a molti altri muscoli della schiena e non solo; per poterlo attivare maggiormente, si raccomanda di enfatizzare la fase di massima chiusura dietro, tenendo anche per un secondo in isometria.

Dal punto di vista di un buon funzionamento è bene non dimenticare, anzi ricercare, anche il coinvolgimento del muscolo deltoide posteriore (muscolo superficiale) e del gran dentato (muscolo profondo), per il suo coinvolgimento sull'omero.

Per il deltoide posteriore, l'esercizio più semplice è le croci a 90° con i cavi, magari eseguito su panca in posizione prona, mentre per il gran dentato è possibile optare per il pullover (scelto anche per lo sviluppo del pettorale alto).

Una postura gradatamente migliorata potrebbe richiedere da 1 mese ad 1 anno circa di allenamento per consolidare i risultati – in base all'età del soggetto, la muscolatura reagisce in modo diverso. Tale intervento permetterà non solo di portare trofismo generale a tutte le regioni muscolari, ma conferirà armonia estetica e sicurezza di sé – da non trascurare poiché, nell'ambito degli inestetismi, le scapole alate sono piuttosto disagevoli, soprattutto per i soggetti maschili.

Concludiamo con un'osservazione; la strada dello "sviluppo muscolare" può portare più lontano di quanto si possa immaginare, a patto che vengano adottati i giusti accorgimenti. Non dimentichiamo che il concetto di cultura estetica – muscolarità finalizzata a sé stessa – è ormai superato, mentre è in fase di espansione quello di funzionalità totale – benessere e potenziamento psico-fisici.

Autore

Riccardo Borgacci
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer