Come lo stretching passivo può migliorare la salute cardiovascolare

Come lo stretching passivo può migliorare la salute cardiovascolare
Ultima modifica 08.02.2021
INDICE
  1. Lo studio italiano
  2. Possibili implicazioni mediche
  3. Sport e salute del cuore

Potrebbe esserci un'importante novità per la salute cardiovascolare e per coloro che soffrono di patologie come infarto e ictus, tra le prime cause di morte al mondo.

Come riportato dal Journal of Physiology, i ricercatori del dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell'Università degli Studi di Milano hanno infatti scoperto che svolgere stretching passivo migliorerebbe il flusso sanguigno facilitando la dilatazione delle arterie e diminuendone la rigidità.

Secondo uno studio canadese, inoltre, lo stretching combatterebbe l'ipertensione.

Non fare stretching prima di iniziare una sessione fitness, inoltre, può essere un grave errore e portare a diversi problemi.

Esiste anche un tipo di stretching che si può fare comodamente da letto

Lo studio italiano

Per arrivare a questa conclusione, gli studiosi hanno preso in considerazione 39 persone, in egual misura uomini e donne sani, e le hanno divise in due gruppi.

Ai componenti del primo, chiamato di controllo, non è stato chiesto di praticare alcun esercizio di allungamento muscolare, mentre a quelli del secondo, chiamato sperimentale, di svolgere un programma di stretching passivo degli arti inferiori, cinque volte a settimana per 12 settimane.

Cos'è lo stretching passivo

Lo stretching passivo è diverso da quello attivo perché, a differenza di quest'ultimo, permette l'allungamento muscolare per mezzo di una forza esterna, che può essere una persona fisica o la forza di gravità.

Lo stretching aumenta anche la flessibilità corporea.

Esiste però anche lo stretching attivo

I risultati

I ricercatori che hanno portato avanti lo studio hanno valutato l'effetto di questo protocollo sia sul flusso sanguigno locale, gli arti inferiori; sia in aree muscolari non direttamente coinvolte nello stretching, gli arti superiori.

Alla fine dell'esperimento, le differenze che sono emerse sono state notevoli. Nei componenti del gruppo che si era allenato, infatti, sia le arterie dei muscoli non direttamente coinvolti sia quelle dei muscoli direttamente coinvolti nello stretching, hanno mostrato un aumento del flusso sanguigno e delle capacità dilatatorie, insieme a una ridotta rigidità vascolare.

Possibili implicazioni mediche

Dopo queste prime informazioni si attende il prossimo step, ovvero la sperimentazione su pazienti soggetti a patologie cardiovascolari. In caso quanto emerso dallo studio venisse confermato anche su di loro, potrebbero aprirsi scenari nuovi per la cura e la prevenzione delle malattie cardiovascolari e, in generale, di tutte quelle che presentano delle alterazioni nei meccanismi di controllo del flusso sanguigno. Se ciò avvenisse, questo metodo di allenamento potrebbe essere usato come un nuovo intervento non farmacologico per migliorare la salute e ridurre il rischio di insorgenza di patologie cardiovascolari, specialmente in persone con ridotta mobilità o allettate.

Si può praticare anche a domicilio

La facilità di realizzazione dello stretching passivo, infatti, potrebbe rivelarsi molto utile anche durante un ricovero ospedaliero o dopo interventi chirurgici, in strutture cliniche, così come a domicilio. Il fatto che sia facilmente replicabile anche a casa la rende inoltre particolarmente spendibile nel momento storico attuale, caratterizzato dalla pandemia di Covid-19.

«Questa nuova applicazione dello stretching potrebbe rivelarsi molto strategica nell'attuale periodo, durante il quale una pandemia senza precedenti sta costringendo le persone a casa, limitando la possibilità di allenarsi al meglio e con costanza», sottolineano i docenti Emiliano Cè e Stefano Longo, del gruppo di ricerca di Fabio Esposito, docente di Metodi e Didattiche della attività sportive.

Sport e salute del cuore

Nonostante siano necessari ulteriori studi per attestare ufficialmente la veridicità di questa scoperta, se il fatto che i miglioramenti per la salute siano scaturiti dagli esercizi di stretching passivo dovesse trovare conferma, i medici potrebbero iniziare a raccomandare abitualmente ai propri pazienti con malattie vascolari di svolgere esercizi di stretching in aggiunta alla normale routine aerobica.

«L'esercizio fisico è uno dei modi più efficaci per garantire arterie sane, ma fino ad ora ci si è sempre concentrati soprattutto su corsa, camminata, bicicletta e nuoto, pensando che le attività cardio fossero le uniche efficaci. Questo studio è entusiasmante perché mostra benefici simili con allenamento diverso. - ha affermato la dottoressa Nicole M. Weinberg , cardiologa presso il Providence Saint John's Health Center di Santa Monica, in California - Se questo potrà essere riprodotto con i pazienti con malattie vascolari, forse cambierà i programmi di esercizio, la riabilitazione cardiaca e altri aspetti della riabilitazione».

I pericoli delle malattie vascolari

Con malattia vascolare si intende qualsiasi condizione anomala delle arterie o dei vasi sanguigni. Quando il flusso sanguigno è ostacolato da arterie danneggiate o che non funzionano bene, possono verificarsi ictus, coaguli di sangue e infarti. Il flusso sanguigno consente al sangue ossigenato di viaggiare attraverso il sistema vascolare fino ai tessuti di tutto il corpo. Senza un buon flusso sanguigno, gli organi in tutto il corpo sono a rischio.

Come migliorare la salute delle arterie

È importante che le arterie siano flessibili e non rigide per riuscire a espandersi e fornire più sangue al muscolo cardiaco e ai muscoli coinvolti nell'attività durante l'esercizio o alle arterie addominali dopo un pasto abbondante. L'esercizio fisico regolare, la perdita di peso e il controllo dei fattori di rischio sono le cose più importanti che si possono fare per garantire la salute delle arterie. Infine, quando è presente la malattia, i farmaci possono essere utili per dilatare le arterie e ridurre al minimo il dolore in caso di malattia vascolare periferica sintomatica.