Arti Marziali: Cosa Sono e Quale Scegliere di Riccardo Borgacci

Cosa Sono

Cosa sono le arti marziali?

Le arti marziali (martial arts) sono metodi di combattimento – veri e propri sistemi codificati – tradizionali o moderni, concepiti per ragioni talvolta molto differenti: autodifesa, offesa, applicazioni militari, competizione sportiva, sviluppo fisico, mentale e spirituale, intrattenimento e conservazione del patrimonio culturale immateriale di una nazione.

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Sebbene il termine "arte marziale" venga associato agli stili di combattimento dell'Asia Orientale, in origine si riferiva ai sistemi di combattimento europei già nel 1550 d.C. Il sostantivo deriva dalla lingua latina e significa "arti di Marte", il dio romano della guerra. Alcuni autori sostengono che molte di queste tecniche andrebbero più appropriatamente definite "arti di combattimento" (fighting arts) o "sistemi di combattimento" (fighting systems), poiché non sarebbero mai state utilizzate o create da guerrieri professionisti.

Quali Scegliere?

Qual è l’arte marziale più adatta alle proprie caratteristiche?

L'arte marziale più adatta alle proprie caratteristiche è senza dubbio quella che meglio riflette la propria "idea" di arte marziale. D'altro canto, secondo questo principio, bisognerebbe essere in grado di provarle tutte; inutile dire che sia del tutto impossibile. Ecco perché di seguito riassumeremo brevemente in che modo si possono classificare le arti marziali; così facendo, è possibile farsi un'idea "approssimativa" della disciplina più adatta ad ogni necessità.

Tipi di classificazione delle arti marziali

Le arti marziali possono essere classificate utilizzando una varietà di criteri, tra cui:

  • Arti tradizionali / storiche e stili contemporanei: ad esempio, il folk wrestling rispetto alle moderne arti marziali miste (ibride)
  • Ambito tecnico: ad esempio con armi rispetto a quelle disarmate, e all'interno di quest'ultima categoria, suddividere per tipo di arma (con la spada, con il bastone ecc). Oppure per tipo di combattimento, ad esempio hand-to-hand (corpo a corpo tra due avversari) e striking (conto sacchi, paracolpi ecc), combattimento in piedi e combattimento a terra ecc
  • Per applicazione o intento: autodifesa, sport da combattimento, coreografia o dimostrazione di forme, idoneità fisica, meditazione ecc
  • Nella tradizione cinese (classificazione di Huang Zongxi del 1669): stili "esterni" (movimenti rapidi ed esplosivi con maggior focus sulla forza fisica e l'agilità) contro "interni" (neijia: consapevolezza dello spirito, della mente, del qi - respiro o flusso di energia) e uso di leve rilassate piuttosto che elevata tensione muscolare o "forza bruta").

Classificazione delle arti marziali sul focus tecnico

La classificazione più esplicativa delle arti marziali è sul focus tecnico:

Senza armi o disarmate

Le arti marziali disarmate possono essere ampiamente raggruppate in quelle che si concentrano su strikes o colpi contro oggetti, su grappling o lotta, su entrambi – spesso descritte come arti marziali miste o ibride.

Strikes o striking

È un attacco fisico diretto di una parte del corpo umano o con un oggetto (ad esempio un'arma) destinato a causare un trauma contundente o un trauma penetrante su un avversario. Ne esistono molte diverse varietà. Un colpo con la mano chiusa a pugno è definito pugno, un colpo con la gamba o il piede è indicato come calcio e un colpo con la testa è chiamato un colpo di testa o testata. Ci sono anche altre varianti impiegate nelle arti marziali e negli sport da combattimento. "Buffet" o "beat" sono termini che si riferiscono a colpi ripetuti e violenti contro un avversario, meglio noti come combinazione o combo

  • Discipline che usano solo o in maniera significativa i pugni: Boxe o pugilato, Wing Chun, Karate
  • Discipline che usano solo o in maniera prevalente i calci: Taekwondo, Capoeira, Savate
  • Altre: Muay Thai, Kung Fu, Pencak Silat

Grappling

È un combattimento corpo a corpo che si basa sull'afferrare l'avversario, come nel wrestling. Viene usato a distanza ravvicinata per ottenere un vantaggio fisico come il miglioramento della posizione o per causare lesioni all'avversario. Comprende un insieme di tecniche utilizzate in molte discipline, stili e arti marziali praticate sia come sport da combattimento che per autodifesa. Le gare di lotta implicano spesso il controllo a terra e possono terminare quando un concorrente ammette la sconfitta, noto anche come sottomissione o tap out. Non include, di solito, strikes o l'uso di armi. Tuttavia, alcuni stili di combattimento o arti marziali noti soprattutto per le loro tecniche di grappling insegnano tattiche che includono colpi e l'uso di armi combinate

  • Discipline di proiezione: Hapkido, Judo, Sumo, Wrestling, Aikido
  • Blocco articolare (joint lock) / strangolamento (chokeholds) / prese di sottomissione: Judo, Jujutsu, jiu-jitsu brasiliano, Sambo, Kung Fu
  • Katame-waza: Judo, Wrestling, Aikido

Armate

Interessano un ampio spettro di armi, tra cui a lama e da fuoco. Includono eskrima, silat, kalaripayat, kobudo e arti marziali storiche europee (HEMA), in particolare quelle del Rinascimento Tedesco. Anche molte arti marziali cinesi richiedono l'uso di armi. A volte, l'allenamento con un'arma specifica può essere considerato uno stile a sé stante, specialmente nel caso delle arti marziali giapponesi, ad esempio il kenjutsu e il kendo (spada), il bojutsu (bastone) e il kyudo (tiro con l'arco).

Classificazione delle arti marziali sulla applicazione o l’intento / obbiettivo

Orientate al combattimento

Includono gli sport da combattimento, come la Box o pugilato, e l'autodifesa.

Orientata alla salute e al benessere

Molte arti marziali, in particolare quelle asiatiche, si basano anche su tecniche relative alle pratiche medicinali. Ciò è particolarmente diffuso nelle arti marziali tradizionali asiatiche, che possono insegnare l'ossatura, l'erboristeria e altri aspetti della medicina tradizionale.

Un altro aspetto da analizzare è quello della pratica moderna delle arti marziali fisiche come mezzo di condizionamento fisico. Tale allenamento mira ad ottenere diversi benefici, peraltro condivisi dagli altri sport o attività fitness, come: riduzione dello stress mentale, miglioramento dell'autostima e dell'umore, aumento della forza, della flessibilità muscolare, della mobilità articolare, dell'equilibrio, dell'agilità, della resistenza aerobica e mista, della rapidità e velocità, della coordinazione, dell'efficienza cardio-circolatoria e respiratoria, prevenzione o cura del sovrappeso, prevenzione delle patologie del ricambio, dell'aterosclerosi ecc.

Lo Sapevi che…

Secondo Bruce Lee, inventore del Jet Kune Do, le arti marziali hanno la natura di un'arte, poiché includono comunicazione e completa espressione emotiva.

Orientate sulla spiritualità

Le arti marziali possono anche essere collegate alla religione e alla spiritualità. Si ritiene che numerosi sistemi siano stati fondati, diffusi o praticati da monaci o monache.

Nelle arti asiatiche, può essere incorporata la meditazione come parte dell'allenamento. Nelle tecniche influenzate dalla filosofia indù-buddista, la pratica stessa può essere usata come mezzo per raggiungere l'illuminazione.

Gli stili giapponesi, quando riguardano le qualità "non fisiche" del combattimento, sono spesso fortemente influenzati dalla filosofia buddista Mahayana. Sono particolarmente ricorrenti i concetti come "mente vuota" (empty mind) e "mente del principiante" (beginner's mind). I praticanti di Aikido, ad esempio, hanno una forte convinzione filosofica che riguarda il flusso di energia e la promozione della pace interiore, come idealizzato dal fondatore Morihei Ueshiba.

Le arti marziali tradizionali coreane pongono l'accento sullo sviluppo spirituale e filosofico del praticante. Un tema comune nella maggior parte degli stili coreani, come Taekkyon e Taekwondo, è il valore della "pace interiore", raggiungibile solo attraverso la meditazione e l'allenamento individuale. È opinione comune che i coreani concepiscano l'uso della forza fisica solo per l'autodifesa.

"Systema", un'arte marziale russa, si basa su tecniche di respirazione e rilassamento, nonché su elementi del pensiero ortodosso russo, per favorire l'autocoscienza e la calma, e per aiutare il praticante in diversi livelli: fisico, psicologico e spirituale.

Alcune arti marziali, di varie culture, possono essere eseguite come forma di danza. Ad esempio per evocare ferocia in preparazione alla battaglia o sfoggiare le proprie abilità in modo "stilizzato"; la capoeira è un esempio lampante. Molte di queste arti marziali includono la musica – soprattutto ritmi percussivi forti – vedi anche la danza della guerra, tipica Maori.

Cinesi

Arti marziali cinesi

Le arti marziali cinesi, spesso chiamate genericamente con il nome di kung fu e wushu, comprendono diverse centinaia di stili di combattimento che si sono sviluppati nel corso dei secoli in Cina. Questi vengono spesso classificati in "famiglie", "sette" o "scuole".

Esempi tipici includono gli esercizi fisici di Shaolinquan, che imitano i movimenti dei Five Animals (tigre, gru, leopardo, serpente e dragone, anche se ne sono stati sviluppati molti altri), i metodi di allenamento ispirati alle filosofie, alle religioni e alle leggende della Cina antica.

Gli stili che si concentrano sulla manipolazione del qi sono quelli "interni" (di cui abbiamo già fatto cenno), mentre quelli che si concentrano sul miglioramento della forma muscolare e cardiovascolare sono chiamati "esterni". Un altro metodo di classificazione popolare delle arti marziali cinesi è l'associazione geografica del "nord" e del "sud" della Cina.

Giapponesi

Arti marziali giapponesi

Le arti marziali giapponesi si riferiscono alle discipline originarie del paese del Giappone. In riferimento ad esse, vengono usati almeno tre termini differenti.

  • Budō, originariamente riferito ad un vero e proprio stile di vita che comprendeva dimensioni fisiche, spirituali e morali – con un focus sull'auto-miglioramento, realizzazione o crescita personale
  • Bujutsu, riferito all'applicazione pratica delle tattiche e tecniche marziali nel combattimento reale
  • Bugei, per l'adattamento o il perfezionamento di tali tattiche e tecniche, al fine di facilitarne l'istruzione e la diffusione sistematiche.

Koryū Bujutsu

Fanno parte del Koryū Bujutsu: Sumo, Jujutsu e la Scherma (un tempo usata dai samurai e ulteriormente suddivisa in Kenjutsu, Battōjutsu e Iaijutsu), Naginatajutsu, Sōjutsu, Shinobi no jutsu (dei cosiddetti Ninja) ed altre arti marziali Koryū.

Gendai budō

Fanno parte del Gendai Budō: Judo, Kendo, Iaidō, Aikido, Kyūdō, Karate, Shorinji Kempo (trasportato dall'arte cinese del Shaolin Kung Fu).

Coreane

Arti marziali coreane

Le arti marziali coreane sono pratiche e metodi militari originarie della Corea. La storia delle arti marziali coreane risale all'epoca preistorica. Gli antenati della moderna popolazione coreana emigrarono e si stabilirono nella penisola coreana già nel 28 ° secolo a.C., una regione geopolitica assediata da migliaia di noti casi documentati di invasioni straniere. Di conseguenza, il popolo coreano ha sviluppato arti marziali e strategie militari uniche al fine di difendere sé stessi e il loro territorio.

Le arti marziali tradizionali coreane si scissero gradualmente in tre gruppi o rami principali:

  • Sado Musul (arti marziali tribali)
  • Bulgyo Musul (arti marziali buddiste)
  • Gungjung Musul (arti marziali della corte reale).

Nel 1958, questi rami delle arti marziali tradizionali coreane furono organizzati per formare un unico moderno sistema ibrido noto come "Kuk Sool Won". Oggi, le arti marziali coreane sono praticate in tutto il mondo; più di uno su cento della popolazione mondiale pratica una qualche forma di Taekwondo (una tipica disciplina coreana che sfrutta prevalentemente l'uso dei calci). Tra le migliori pratiche coreane riconosciute usando le armi ci sono il tiro con l'arco tradizionale coreano e il Kumdo, l'adattamento coreano del Kendo giapponese. Le arti marziali coreane disarmate più conosciute sono il Taekwondo e l'Hapkido, anche se stanno rapidamente guadagnando popolarità sia all'interno che all'esterno del paese anche le pratiche tradizionali come Ssireum – Wrestling Coreano – e Taekkyon - Foot Fighting Coreano. Nel novembre 2011, il Taekkyon è stato riconosciuto dall'UNESCO e inserito nella sua lista dei beni culturali immateriali dell'umanità. C'è stato anche un risveglio delle arti tradizionali della spada coreana, nonché di coltelli e di tiro con l'arco.

Occidentali

Arti marziali occidentali

Contrariamente a quanto molti sono portati a credere, vista la popolarità acquisita dalle arti marziali orientali nella seconda metà del XIX secolo, esistono moltissime arti marziali occidentali.

Di seguito elencheremo le principali, accorpate alla lotta libera popolare e al pugilato popolare:

  • Europa: Pygmachia (antica boxe greca), Pale (antico wrestling greco), Pankration (sport di combattimento ibrido nell'antica Grecia), Kampfringen (wrestling medievale), Scuola tedesca di scherma, Scuola di scherma francese, Scuola di scherma spagnola, Scuola inglese di spada lunga, Scuola italiana di scherma, Glima (Norvegia), Lausatök (Norvegia), Pugilato a mani nude (Inghilterra) e lotta con bastone, Savate e la Canne (Francia), Bataireacht e Coraíocht (Irlanda), Ristynės (Lituania), Jogo do Pau (Portogallo), Pugilato russo, Sambo, Systema e ARB (Russia), Scherma storica scozzese e Backhold scozzese (Scozia), Lotta Canaria, Lotta Leonese, Juego del Palo (Spagna), Lotta svizzera (Svizzera), Khridoli (Georgia), Nova Scrimia (Italia), Combat Hopak (Ucraina), Bataireacht e Coraíocht (Irlanda) ecc
  • Africa: Istunka (Somalia), Nguni stick fighting e Musangwe (Sud Africa), Nuba fighting (Sudan), Surma stickfighting (Etiopia), Tahtib (Egitto), Laamb Wrestling (Senegal), Evala wrestling (Togo), Dambe (Nigeria), Moraingy (Madagascar), Engolo (Angola)
  • Oceania: Coreeda (Aboriginal Australian Wrestling), Mau rākau (arte delle armi Maori dalla Nuova Zelanda)

Ecc.

Miste

Arti marziali miste

Le arti marziali miste o Mixed Martial Arts (MMA) è uno sport da combattimento a pieno contatto che consente di colpire e lottare, sia in piedi che a terra, usando tecniche di vari sport di combattimento e arti marziali. Il primo uso documentato del termine arti marziali miste fu in una recensione di UFC 1 del critico televisivo Howard Rosenberg nel 1993.

All'inizio del XX secolo, vari stili misti si svolsero dapprima in tutto il Giappone e nei paesi delle Quattro Tigri Asiatiche. In Brasile nacque lo sport di Vale Tudo, in cui combattenti di vari stili combattevano con regole quasi inesistenti. Un altro esempio di inizio di arti marziali miste fu Masahiko Kimura contro Hélio Gracie nel 1951, combattuto tra judoka Masahiko Kimura e il fondatore brasiliano di jiu jitsu Hélio Gracie in Brasile. In Occidente, il concetto di combinare elementi di più arti marziali fu reso popolare dal Jeet Kune Do di Bruce Lee tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70. Un precursore della moderna MMA fu l'incontro tra il pugile Muhammad Ali e il lottatore Antonio Inoki nel 1976.

Nel 1980, la CV Productions Inc. creò la prima lega regolamentata di MMA negli Stati Uniti, chiamata Tough Guy Contest, che in seguito fu ribattezzata Battle of the Superfighters. Nel 1993, la famiglia Gracie portò il Jiu-Jitsu brasiliano, sviluppato negli anni '20, negli Stati Uniti fondando la società di promozione MMA Ultimate Fighting Championship (UFC).

Inizialmente promosso come una competizione per valutare le arti marziali più efficaci nei veri combattimenti disarmati, l'MMA si evolse, e i combattenti iniziarono a incorporare più arti marziali. A seguito di questi cambiamenti, lo sport ha visto una crescente popolarità grazie ad un'attività pay-per-view che compete con la boxe e il wrestling professionale.

Riccardo Borgacci

L'autore

Riccardo Borgacci

Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer


Ultima modifica dell'articolo: 29/07/2019

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