Zone Erogene: Quali Sono e Come Trovarle

Zone Erogene: Quali Sono e Come Trovarle
Ultima modifica 28.09.2020
INDICE
  1. Cosa Sono
  2. Quali Sono
  3. Come Trovarle

Cosa Sono

Le zone erogene sono aree del corpo altamente sensibili che, quando vengono stimolate, possono contribuire all'eccitamento sessuale e, talvolta, possono concorrere al raggiungimento dell'orgasmo.

Cosa Sono le Zone Erogene?

Una zona erogena è un'area del corpo umano - come il collo, i capezzoli e l'ombelico - dotata di una spiccata sensibilità, la cui stimolazione esterna è correlata ad una risposta sessuale.

Le zone erogene variano da individuo a individuo, sia per quanto riguarda la localizzazione, che per i livelli di sensibilità e piacere che possono indurre quando vengono sollecitati: in sintesi, ciò che può essere eccitante per una persona potrebbe non esserlo per un'altra.

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Anticipiamo brevemente che la reattività delle zone erogene dipende fondamentalmente dalla grande quantità di recettori sensitivi presenti a livello di pelle e mucose, così pure delle terminazioni nervose situate nella profondità di tessuti muscolari e connettivali.

Pur essendo in gran parte del tutto soggettive, sono state riconosciute quali "aree del piacere" comuni la zona orale e quella anale (perineo incluso), il seno e l'area uro-genitale. Le zone erogene più comuni includono il capezzolo e l'areola, il clitoride, il punto G, il pene e l'ano. Altre aree rilevanti per la loro sensibilità sono labbra, collo, cuoio capelluto, orecchie, interno coscia, addome e piedi

Cosa Significa Zona Erogena?

Il termine di "erogena" deriva dal greco érōs "amore" e -genes "nato", quindi letteralmente significa "che genera amore" e si riferisce alla proprietà della zona in questione di procurare piacere sessuale.

Come Funzionano

Le zone erogene sono localizzate in diverse parti dell'organismo e risultano dotate di un'elevata sensibilità alle stimolazioni fisiche dirette, come sfioramenti e pressioni continue e/o intermittenti.

Dalle zone erogene si può generare una piacevole reazione sessuale sotto forma di rilassamento o di eccitazione. La loro stimolazione può dare, inoltre, origine a fantasie e pensieri erotici (nota: ricordiamo quest'ultimi essere componenti della stimolazione soggettiva o mentale del modello di risposta sessuale di Masters e Johnson; per saperne di più, invitiamo alla lettura di quest'articolo).

Va segnalato, però, che il piacere percepito in seguito alla loro sollecitazione è molto soggettivo, cioè può variare da soggetto a soggetto e in base alle specifiche circostanze (stato d'animo dei partnes, capacità di rilassarsi, tipo di stimolazione ecc.).

Zone Erogene nel Ciclo di Risposta Sessuale

Anche quando stimolate in modo indipendente rispetto ad altre parti dell'apparato genitale femminile o maschile, le zone erogene sono in grado di innescare la fase di eccitamento del ciclo di risposta sessuale (per saperne di più consulta: orgasmo), mantenere la libido e provocare un piacere intenso. Per alcune persone, le zone ad elevata sensibilità erogena possono concorrere al raggiungimento dell'orgasmo e, in qualche caso, possono evocarlo.  

Perché Alcune Aree sono Più Erogene di Altre?

La sensibilità di ciascuna parte del corpo dipende in gran parte dalla densità e dalla tipologia di terminazioni nervose situate in quella regione. Ad esempio, i genitali maschili e femminili subiscono una vasocongestione, che aumenta la quantità di sangue che scorre in queste regioni, rendendole altamente sensibili quando vengono eccitate. Altre aree come l'avambraccio, la testa e l'addome hanno meno terminazioni nervose, ma possono anche essere potenziali zone erogene per alcuni, specialmente se toccate leggermente e dolcemente durante i preliminari.

Zone Erogene e Teoria della Mappa Cerebrale

Le zone erogene hanno proprietà di risposta paradossali, in quanto producono una reazione sessuale nonostante siano sollecitate parti del corpo distanti dai genitali.

Nel tempo, la comunità scientifica ha cercato di rispondere al seguente quesito: perché ci sono alcune aree del nostro corpo che, se toccate delicatamente, innescano l'eccitamento, mentre altre parti del corpo adiacenti no? Ad esempio, una donna può eccitarsi nel farsi accarezzare il collo o il lobo dell'orecchio, ma non la guancia o la fronte.

Un'interessante teoria proposta dal neurologo Vilayanur S. Ramachandran (figura di spicco nel campo delle neuroscienze) alla fine degli anni '90 sostiene che la distribuzione delle zone erogene rispecchi la disposizione di queste parti del corpo nella corteccia somatosensoriale o area sensitiva primaria (nota anche come area S1). Più nel dettaglio, l'ipotesi era che le zone erogene si trovassero accanto alle aree genitali in una delle numerose "mappe" del corpo a livello cerebrale e che toccarne una parte causasse una "perdita" di sensazioni nelle sezioni vicine della mappa. Ad esempio, nella mappa della corteccia somatosensoriale primaria, i piedi si trova accanto ai genitali e, per questo motivo, possono essere evocare una sensazione erogena.

Un team di ricerca guidato dal neuropsicologo Oliver Turnbull della Bangor University's School of Psychology ha deciso di condurre un'indagine sistematica per confermare o meno il ruolo della corteccia somatosensoriale primaria nella reattività delle zone erogene, rivelando alcune statistiche interessanti su ciò che uomini e donne percepiscono come tali.

Innanzitutto, i risultati della loro analisi non supportavano l'ipotesi di Ramachandran secondo cui S1 era responsabile delle sensazioni erogene per i seguenti motivi:

  • Per la maggior parte dei partecipanti del test sperimentale, i piedi – una delle zone prese a riferimento – non risultavano così sensibili al tatto, dimostrando sorprendentemente un basso livello erogeno;
  • La stimolazione corticale diretta di S1 (metodica usata in neurochirurgia) non sembrava produrre una sensazione erogena.

Sulla base di queste evidenze e sulla considerazione che diverse sono le regioni del cervello responsabili dell'elaborazione del tatto, lo studio del professor Turnbull evidenzia che la corteccia somatosensoriale primaria non è l'area del cervello più probabile per l'elaborazione dello stimolo erogeno. Le origini della distribuzione erogena potrebbero derivare, quindi, da una mappa neurale situata altrove. Ad essere implicata sarebbe, in particolare, ​​una parte del cervello più antica e più basilare di S1, nota come insula; in una fase iniziale del nostro sviluppo, quest'area è "cablata" in tutti noi ed è responsabile sia delle emozioni, che della ricezione della sensazione tattile.

La percezione o meno di uno stimolo erogeno (come nell'esempio dei piedi) sarebbe motivato, invece, da una "perdita di connessione" tra parti adiacenti della mappa cerebrale. Inoltre, è stato osservato che le caratteristiche demografiche (età, sesso), l'esperienza individuale e le differenze culturali non sembrano essere variabili determinanti sostanziali. Lo studio ha rivelato, infine, che:

  • Tutti identifichiamo le stesse aree del nostro corpo come zone più o meno erogene (ricordiamo esistere alcune differenze soggettive in termini di maggiore o minore sensibilità);
  • Per quanto riguarda le principali zone erogene, le differenze tra uomini e donne non sono così spiccate.

Quali Sono

Tipologie di Zone Erogene

Le zone erogene possono essere distinte in:

  • Specifiche: sono associate direttamente alla risposta sessuale. Le zone erogene specifiche sono: labbra, capezzoli, aree dei genitali (in particolare: prepuzio e corona del glande nell'uomo, clitoride e resto della vulva nella donna e la zona perianale in entrambi i sessi). Queste parti risultano particolarmente reattive agli stimoli tattili, per la quantità di recettori sensoriali presenti: le terminazioni nervose hanno una maggiore densità e sono più superficiali rispetto al resto della superficie corporea. Inoltre, le zone erogene specifiche stimolano a livello cerebrale uno stato di eccitamento generalizzato.
  • Aspecifiche: queste zone presentano innervazione e caratteristiche simili alle aree non erogene. Ne sono un esempio i lati ed il retro del collo, l'interno delle braccia, le ascelle ed i lati del torace. Una sollecitazione intensa e continua delle zone erogene aspecifiche possono amplificare la risposta sessuale.
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Le zone erogene possono essere classificate anche in base al tipo di risposta sessuale che generano:

  • Zone erogene primarie: sono fondamentalmente i genitali (vagina, clitoride, prepuzio e glande), la cui stimolazione anche breve provoca sensazioni di forte eccitamento, potenziando il piacere sessuale e contribuendo nell'insieme all'orgasmo.
  • Zone erogene secondarie: sono alcune aree della pelle o delle mucose la cui stimolazione produce una un'eccitazione di tipo sessuale. Le zone erogene secondarie non sono, però, indispensabili per il raggiungimento dell'orgasmo. Esempi di zone erogene secondarie sono il pube, i capezzoli e le natiche.
  • Zone erogene potenziali: sono parti del corpo lontane dai genitali capaci di produrre una serie di sensazioni piacevoli. La loro stimolazione può riflettersi sulle zone erogene primarie portando all'erezione o alla lubrificazione della vagina. Ne sono un esempio le orecchie, la bocca, i piedi e le gambe.

Zone Erogene Femminili

  • Zone erogene primarie
    • Clitoride
    • Vagina (punto G)
  • Zone erogene secondarie
    • Pube
    • Glutei
    • Grandi e piccole labbra
    • Perineo
    • Ano
    • Areola dei seni e capezzoli

Punto A: Zona Erogena della Fornice Vaginale Anteriore

Conosciuta anche come zona AFE, A-Spot o Secondo Punto G, il punto A una zona erogena femminile che, quando stimolata, può indurre una rapida lubrificazione vaginale e la cui stimolazione continua può esitare in orgasmo particolarmente intenso. Come per il famigerato punto G, la comunità scientifica non ha ancora preso una posizione definitiva riguardo l'esistenza o meno del punto A, che, a livello indicativo, sarebbe situato all'entrata della fornice vaginale anteriore, nel punto più profondo della parete anteriore della vagina, al di sopra della cervice (in pratica, dove la parete anteriore inizia a curvarsi verso l'alto). Per quanto riguarda le proprietà erogene, è stato ipotizzato che il punto A sia situato in una zona della vagina particolarmente ricca di terminazioni nervose. La fornice vaginale anteriore sarebbe, inoltre, in rapporto con un'altra zona erogena: il cavo del Douglas, conosciuto anche come piega (o plica) rettouterina.

Leggi anche: Punto G: Cos’è e Dove si trova?

Zone Erogene Maschili

  • Zone erogene primarie
    • Glande
    • Pene
  • Zone erogene secondarie
    • Scroto
    • Ano
    • Interno cosce
    • Capezzoli

Punto L

Il punto L è la zona erogena maschile che equivale al punto G femminile. Allo stesso modo di quest'ultimo, se stimolato dall'esterno, tramite pressione sul perineo, o dall'interno, tramite massaggio prostatico, il punto L sembra faccia raggiungere un orgasmo d'intensità e durata maggiori rispetto a quello evocato dalla sola stimolazione di glande e asta del pene.

Altre Zone Erogene

  • Labbra
  • Orecchie
  • Collo/Nuca
  • Clavicola
  • Parte inferiore della schiena
  • Interno coscia
  • Incavo dietro alle ginocchia
  • Basso ventre
  • Piedi (pianta lui, dita dei piedi lei)
  • Incavo all'interno del braccio (gomito)
  • Ascelle
  • Palmo della mano
  • Cuoio cappelluto
  • Interno del polso

Lo sapevate che…

Baciare aumenta i livelli di dopamina nel cervello, un neurotrasmettitore che stimola il desiderio sia negli uomini, che nelle donne. Il bacio stimola anche il rilascio dell'ossitocina, nota anche come "ormone dell'amore", a causa del suo ruolo nel regolare l'aspetto affettivo delle relazioni.

Come Trovarle

Il modo migliore per mappare le proprie zone erogene è conoscere il più possibile il proprio corpo ed assecondare le proprie preferenze durante l'esperienza, esplorando le modalità di stimolazione che risultano più gradevoli. Come anticipato, la stimolazione di alcune parti del corpo per alcune persone innescano una reazione piacevole, per altre possono risultare addirittura fastidiose.

Diversi fattori sono cruciali per avere una piacevole esperienza durante la mappatura delle zone erogene: la mentalità in cui ci si trova nelle situazioni sessuali gioca un ruolo importante nella capacità di eccitarsi e lasciarsi andare, così come, tra partners, occorre prestare attenzione agli stati d'animo reciproci ed alla stimolazione fisica che si scambia (es. tocco leggero, pressione, vibrazioni ecc.).

Comprendere dove si trovino le proprie zone erogene e quali sensazioni sono in grado di suscitare è parte integrante di una sana comunicazione sessuale tra partners: essere in grado di parlare ed esplorare le zone erogene dell'altro può aiutare a costruire una più forte connessione emotiva. 

Come Trovare le Zone Erogene

Un modo per scoprire le particolari zone erogene proprie e del/della tuo/a partner è attraverso una tecnica comunemente usata per la terapia sessuale, nota come focalizzazione sensoriale.

Ideata da Masters e Johnson nel 1970, la focalizzazione sensoriale prevede che i partners intraprendano, in un contesto assolutamente rilassato, una graduale interazione reciproca, accarezzando a turno il corpo nudo dell'altro ed escludendo in un primo momento i genitali. Entrambi i partner possono assumere una posizione seduta comoda, dove la schiena di un partner è posta contro il petto dell'altro (cioè, un partner ha le gambe attorno all'altro): quello davanti si concentra sul proprio respiro, mentre la persona dietro ne esplora la superficie del corpo, scoprendo quali zone erogene risultano sono più eccitanti. I partners quindi si scambiano e, a turno, si dedicano al corpo dell'altro senza pressioni di alcun tipo o stress. Per scoprire le proprie zone erogene e mapparle, è possibile dedicare del tempo ad esplorare il proprio corpo da soli.

Bibliografia

Oliver H. Turnbulla, Victoria E. Lovettb, Jackie Chaldecottc, Marilyn D. Lucasc, Reports of intimate touch: Erogenous zones and somatosensory cortical organization. Cortex, April 2014, Volume 53, Pages 146-154

Lauri Nummenmaa, Juulia T Suvilehto, Enrico Glerean, Pekka Santtila, Jari K Hietane, Topography of Human Erogenous Zones. Archives of Sexual Behavior, July 2016; 45(5):1207-16.

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici