Virus Marburg: Cos’è, Contagio e Malattie da Virus di Marburg

Virus Marburg: Cos’è, Contagio e Malattie da Virus di Marburg
Ultima modifica 25.08.2021
INDICE
  1. Cos’è
  2. Cause
  3. Modalità di Trasmissione
  4. Approfondimenti e Curiosità

Cos’è

Che Cos’è il Marburg virus?

Il virus Marburg è l'agente responsabile della febbre emorragica di Marburg (anche nota come malattia da virus di Marburg), condizione altamente infettiva e potenzialmente letale.

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La malattia di cui è responsabile il virus Marburg rientra, infatti, tra le febbri emorragiche virali, caratterizzate da iperpiressia, sanguinamenti abbondanti e manifestazioni a carattere sistemico (artromialgie, crampi, nausea, vomito e diarrea) ad esordio acuto e spesso così gravi da condurre alla morte nel giro di pochi giorni.

Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, il tasso di mortalità correlato ai casi di Marburg si estende fino all'88%.

Cause

Non si conosce l'esatta origine del virus Marburg. Si ritiene che la malattia di cui è responsabile – denominata febbre emorragica di Marburg o malattia da virus di Marburg – sia una zoonosi e che la sopravvivenza dell'agente virale responsabile venga mantenuta da uno o più animali nativi del continente africano.

Dove e Quanto è Diffusa l’Infezione da virus di Marburg?

L'infezione da virus di Marburg è diffusa in molte aree dell'Africa centrale (soprattutto in Uganda, Kenya e Zimbawe); in genere, insorgono piccoli focolai epidemici sporadici che provocano meno di 50 casi.

Agosto 2021: in Guinea, è stato identificato il primo caso di malattia da virus di Marburg, nonché il primo registrato nell'Africa occidentale. L'OMS ha perciò lanciato un allarme di alto rischio pandemico a livello nazionale e regionale. Le possibilità di una diffusione globale di questa malattia sono, invece, fortunatamente molto basse.

Qual è il Serbatoio Naturale del virus Marburg?

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'uomo non è parte del ciclo naturale del virus, quindi il contagio avverrebbe fondamentalmente per il contatto casuale con un altro primate infetto. È stata documentata, infatti, la trasmissione tramite alcune specie di scimmie, che probabilmente fungono da "ospiti amplificanti" per il virus Marburg.

Alcune evidenze, inoltre, sostengono che i primati possano essere a loro volta infettati dall'esposizione ai pipistrelli. In particolare, il pipistrello della frutta - Rousettus aegyptiacus - molto diffuso in Africa, è considerato l'ospite naturale del virus Marburg. Il virus Marburg viene trasmesso alle persone dai pipistrelli della frutta, per poi diffondersi tra gli esseri umani attraverso il contagio interpersonale (da uomo a uomo).

Sono necessari ulteriori studi per accertare se altre specie animali possono ospitare il virus.

Per approfondire: Zoonosi: Cosa Sono? Come e Perché Avviene il Salto di Specie?

Modalità di Trasmissione

Come Si Trasmette il virus Marburg?

Il virus Marburg appartiene alla famiglia Filoviridae, la stessa a cui appartiene l'agente eziologico che provoca l'Ebola. Sono stati identificati numerosi ceppi di Marburg virus, presumibilmente con diversi gradi di letalità.

Il contagio - da persona a persona - avviene in seguito a contatto diretto con sangue, secrezioni respiratorie e fluidi biologici (saliva, vomito, feci, urine, muco e liquido seminale) di soggetti infetti. È sempre possibile anche la trasmissione indiretta con superfici e materiali recentemente contaminati. Il rischio è più alto durante le fasi tardive della malattia, cioè quando il paziente presenta vomito, diarrea o emorragie.

La trasmissione è stata documentata attraverso rapporti sessuali anche dopo sette settimane dalla guarigione clinica (nel liquido seminale il virus resta vitale per tale periodo).

L'infezione può essere contratta anche attraverso punture accidentali con siringhe e aghi contaminati in ambienti ospedalieri.

Per approfondire: Sintomi Febbre emorragica di Marburg

Approfondimenti e Curiosità

Perché il virus Marburg si chiama così?

Il virus Marburg prende il nome dall'omonima città tedesca dove fece la sua prima apparizione nel 1967, quando fu causa di tre simultanei focolai epidemici in Germania (città di Marburg e Francoforte) e in ex-Jugoslavia, attuale Serbia (Belgrado). In entrambi i Paesi, il virus Marburg fu probabilmente introdotto con l'importazione di scimmie verdi ugandesi (Cercopithecus aethiops, anche noto come Cercopiteco grigioverde) e si è diffuso attraverso un salto di specie (spillover). I primi casi furono registrati tra il personale di un laboratorio a stretto contatto con questi primati. Casi secondari interessarono il personale sanitario di strutture ospedaliere esposti a materiale biologico infetto.

Successivamente, si registrarono episodi sporadici o vere e proprie epidemie in Sudafrica (1975), Kenya (1980 e 1987), Repubblica Democratica del Congo (tra il 1998 e il 2000) e Angola (2004), per un totale di circa 600 casi e 480 morti.

Prosegui con la lettura di: Malattia da Virus Marburg - Febbre di Marburg

Fonti utilizzate e Bibliografia

  • Ministero della Salute: sezione del sito dedicata al Marburg virus (malattia di)
  • Marburg virus disease. WHO website

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici