Virus Dengue: Cos’è? Contagio, Cura e Vaccino di Giulia Bertelli

Generalità

Il virus dengue è l'agente patogeno responsabile dell'omonima malattia: la dengue, nota anche come "febbre rompiossa".

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La patologia che consegue da quest'infezione virale esordisce con un aumento della temperatura corporea, a cui seguono cefalea, dolori attorno e dietro agli occhi, mialgie, artralgie, eruzioni cutanee di tipo maculo-papulose, nausea, vomito e altri disturbi gastro-intestinali.

In una piccola percentuale dei casi, il virus dengue è responsabile di una forma di dengue emorragica, che può rivelarsi molto grave o addirittura fatale. Questa variante della malattia è caratterizzata da trombocitopenia, manifestazioni emorragiche e perdita di liquidi, che possono causare veri e propri collassi (sindrome da shock dengue o DSS).

Il virus dengue non si trasmette per contagio interumano diretto, ma soltanto attraverso la puntura di zanzare Aedes infette.

Cos’è

Virus Dengue: descrizione e caratteristiche

Il virus dengue (DEN) è un agente patogeno appartenente al genere Flavivirus, famiglia Flaviviridae, responsabile di una malattia febbrile acuta o emorragica, trasmessa all'uomo dalla puntura di zanzare Aedes.

Quattro sierotipi strettamente correlati possono provocare l'infezione - DEN-1, DEN-2, DEN-3 e DEN-4 - per ognuno dei quali si possono distinguere diversi genotipi, evidenziando un'ampia variabilità genetica del virus.

Contagio

Come si contrae l’infezione da Virus Dengue?

La trasmissione del virus dengue avviene attraverso la puntura di una zanzara femmina infetta, appartenente al genere Aedes. I soggetti che contraggono l'infezione (sintomatici o asintomatici) fungono temporaneamente da serbatoi del virus dengue.

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Quali possono essere i vettori del Virus Dengue?

Il virus dengue è trasmesso dalle zanzare del genere Aedes: sia le Aedes aegypti confinate soprattutto in aree tropicali e sub-tropicali, che le Aedes albopictus presenti anche alle nostre latitudini sono implicate nell'insorgenza della malattia.

  • La femmina della zanzara Aedes aegypti costituisce il vettore principale di trasmissione dei virus dengue all'uomo. Dopo un'incubazione di 4-10 giorni, l'insetto infetto è capace di trasmettere l'agente virale per il resto della sua vita.
  • L'Aedes albopictus, comunemente chiamata "zanzara tigre", è presente anche nelle regioni temperate ed è considerata responsabile della diffusione del virus in Asia, Africa ed Europa.

In Africa, diverse altre zanzare sono state indicate come potenziali vettori per il virus dengue.

Zanzare Aedes: come si riconoscono?

Le zanzare Aedes possono essere identificate tramite le vistose strisce bianche localizzate sui loro corpi neri e sulle zampe.

A differenza delle zanzare Anopheles (vettori della malaria), quest'insetti ematofagi pungono anche nelle ore diurne, soprattutto dopo l'alba con picchi di attività al mattino presto (dopo l'alba) e nel tardo pomeriggio (prima del tramonto), in ambienti chiusi o all'aperto.

L'Aedes albopictus prospera in una più ampia gamma di siti rispetto alla Aedes aegypti, tra cui bucce di cocco, baccelli del cacao, ceppi di bambù, cavità degli alberi e superfici d'acqua naturali o artificiali, come pneumatici per veicoli e piattini sottovasi delle piante.

Le zanzare Aedes sono coinvolte anche nella trasmissione di altre infezioni virali, tra cui la chikungunya e la febbre gialla.

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Virus Dengue: come NON si trasmette

Il virus dengue non si trasmette direttamente da persona a persona. Le zanzare entrano in contatto con l'agente virale pungendo esseri umani o animali infetti e rimangono portatrici di dengue per tutto il loro ciclo vitale. Le epidemie sono sostenute, quindi, dalla trasmissione uomo-zanzara-uomo.

Virus Dengue: periodo di contagiosità

Il rischio che una persona colpita da dengue risulti infettante e possa trasmettere il virus ad una zanzara è più elevato, quando è viremico, cioè da poco prima della comparsa della febbre per tutta la durata del periodo febbrile (4-5 giorni, fino ad un massimo di 12 giorni). Per impedire l'ulteriore trasmissione da parte delle zanzare, i pazienti infettati dal virus dengue dovrebbero essere isolati con zanzariere, fino alla risoluzione del secondo picco febbrile.

Quanto è comune l’infezione da Virus Dengue?

La dengue è endemica nelle aree a clima tropicale (Sud-Est Asiatico, Africa, Oceania, America Centrale e Meridionale), ma recentemente si è diffusa in tutto il Mondo. La sua distribuzione è influenzata da:

  • Piovosità;
  • Temperatura;
  • Urbanizzazione.

Anche i viaggiatori che s'infettano all'estero e ritornano in Italia o nel loro Paese di residenza possono diffondere la malattia.

Le zanzare Aedes si adattano facilmente a diversi ambienti, pertanto possono diffondere la dengue anche in Europa e Nord America durante i mesi estivi.

Malattie associate

Dal punto di vista sintomatologico, l'infezione da virus dengue può presentarsi, in due forme distinte: classica o emorragica.

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Febbre Dengue (Dengue classica o febbre rompiossa)

Generalmente, la dengue si manifesta, dopo un periodo di incubazione di 3-15 giorni, con l'improvvisa comparsa di febbre elevata (fino a 40°C), brividi, cefalea e sudorazione profusa. All'esordio dell'infezione da virus dengue, si presentano mialgie, lombalgia e dolori di elevata intensità alle gambe e alle articolazioni, sintomi che giustificano la denominazione della malattia come "febbre rompiossa". Si riscontrano, poi, comunemente arrossamento delle congiuntive, dolore retrorbitario e ingrossamento dei linfonodi.

La febbre e gli altri sintomi persistono per 48-96 ore. Segue un periodo di apiressia e apparente benessere della durata di circa 24 ore. In corrispondenza di un secondo rialzo termico, si presenta un'eruzione cutanea di tipo maculo-papulare che diffonde dal tronco alle estremità e al viso (simile a quello del morbillo). Possono verificarsi, inoltre, disturbi gastrointestinali e sintomi respiratori, come tosse, faringodinia e rinorrea. Talvolta, compaiono petecchie e altre lievi manifestazioni emorragiche (sangue dal naso e dalle gengive). Il decesso è raro.

Dengue emorragica (Dengue grave o febbre emorragica Dengue)

Nella dengue emorragica, in corrispondenza al secondo rialzo termico (indistinguibile dalla variante classica), si sviluppano trombocitopenia, deplezione di liquidi e manifestazioni emorragiche sotto forma di petecchie, ecchimosi, epistassi, perdita di sangue dalle gengive, ematemesi e melena. Se non trattata, la febbre emorragica è potenzialmente fatale: si può arrivare al collasso ed allo stato di shock cardiocircolatorio.

Diagnosi

Virus Dengue: esami per l’identificazione

La diagnosi è normalmente effettuata in base ai sintomi, ma può essere confermata isolando l'agente virale e indentificando gli anticorpi IgM anti-dengue in campioni di sangue. Le indagini diagnostiche impiegate, quindi, comprendono esami sierologici (ELISA) e retro-trascrizione con la reazione a catena della polimerasi (RT-PCR).

La diagnosi differenziale dell'infezione da virus dengue deve essere posta nei confronti di malaria, leptospirosi e febbre tifoide.

Trattamento

Come si tratta l’infezione da Virus Dengue?

Non sono disponibili specifici farmaci antivirali per l'infezione da virus dengue. La terapia è di supporto e consiste principalmente nel controllare ed alleviare i sintomi.

La gestione si basa, quindi, sull'idratazione e sul riposo in caso di una forma lieve-moderata di malattia, mentre nei casi più gravi è prevista la somministrazione endovenosa di liquidi e l'emotrasfusione.

Alcuni farmaci antipiretici (acido acetilsalicilico e ibuprofene) devono essere accuratamente evitati, in quanto potrebbero favorire la comparsa di manifestazioni emorragiche (petecchie). Per ridurre la febbre ed i dolori articolari, può essere assunto il paracetamolo.

Le persone infette dovrebbero essere protette al chiuso, soggiornando in zone sotto una zanzariera, per evitare un'ulteriore esposizione al vettore durante i primi giorni della malattia, in modo tale da non contribuire al ciclo di trasmissione.

Al superamento della dengue, segue un'immunità persistente verso lo specifico sierotipo del virus infettante; nei confronti degli altri tre sierotipi virali, invece, la difesa immunitaria è solo parziale e temporanea.

Vaccino

Virus Dengue: esiste un vaccino per prevenire l’infezione?

Attualmente, in Italia, non è disponibile alcun vaccino autorizzato per prevenire l'infezione da virus dengue. In alcuni Paesi dove la malattia è endemica, è stato registrato fra la fine del 2015 e l'inizio del 2016, il primo vaccino contro la malattia (Dengvaxia, nome commerciale del precedente vaccino sperimentale Cyd-Tdv) che può essere utilizzato in persone di 9-45 anni.  

Prevenzione

Virus Dengue: è possibile prevenire l’infezione?

La misura preventiva più efficace contro il virus dengue consiste nell'evitare le punture di zanzara nelle aree endemiche, ricorrendo a repellenti, vestiti adeguati e protettivi.

Per prevenire la diffusione dell'infezione, inoltre, si dovrebbero applicare le zanzariere sopra i letti, sulle porte e sulle finestre, oltre ad attuare tutte le misure volte a ridurre l'infestazione da zanzare negli ambienti esterni:

  • Ridurre i siti che supportano la riproduzione dei vettori come i contenitori pieni d'acqua naturali e artificiali;
  • Corretto smaltimento delle acque di fogna e rimozione dei rifiuti solidi urbani;
  • Interventi periodici di disinfestazione ed eliminazione delle raccolte d'acqua che possono essere usate per lo sviluppo delle larve.

Consigli per i viaggiatori

Chi intraprende un viaggio in una zona endemica per la febbre dengue corre il potenziale rischio di infettarsi. Da questo punto di vista, le categorie maggiormente a rischio, come le donne in gravidanza, soggetti con malattie croniche e immunocompromessi, dovrebbero usare la massima cautela.

In generale, i viaggiatori possono proteggersi prevenendo le punture di zanzara:

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  • Usare repellenti per insetti sulla pelle esposta. Questi prodotti dovrebbero contenere DEET (N,N-dietil-3-metilbenzamide), IR3535 o picaridina. Seguire sempre le istruzioni riportate sull'etichetta del repellente e considerare che il sudore ne riduce l'effetto. Donne gravide e bambini dovrebbero consultare il proprio medico prima di utilizzare questi prodotti, mentre particolare attenzione va posta ai bambini di età inferiore ai 3 mesi, per i quali l'utilizzo è invece sconsigliato.
  • Indossare camicie a maniche lunghe e pantaloni lunghi, che non lascino scoperte parti del corpo di colore chiaro, perché gli indumenti scuri attraggono le zanzare. È importante ricordare che alcune zanzare portatrici della malattia non sono attive solo nelle ore serali, ma anche durante il giorno.
  • Utilizzare zanzariere su finestre e porte per impedire l'ingresso alle zanzare nelle stanze in cui si soggiorna (meglio se impregnate con sostanze repellenti).
  • Le zanzare Aedes vivono in una vasta gamma di habitat e possono riprodursi in piccoli ristagni d'acqua. Questi possono raccogliersi nei pneumatici, vasi da fiori, lattine, piscine per bambini, tubi di scarico e tutti gli altri contenitori aperti. Prevenire la formazione di acqua stagnante è una misura per impedire alle zanzare di proliferare.
  • Quando è necessario, è possibile ricorrere a prodotti chimici o alla lotta biologica contro il vettore (larve e zanzare adulte).
  • Infine, è molto importante che i pazienti viremici evitino di essere punti dalle zanzare Aedes, per non agevolare l'ulteriore diffusione del virus dengue.
Giulia Bertelli

L'autore

Giulia Bertelli

Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici