Varicella
Ultima modifica 03.10.2019
INDICE
  1. La Varicella in età adulta
  2. Dopo la Varicella, quando è possibile tornare a scuola?
  3. La sgradevole eredità della Varicella: il fuoco di Sant'Antonio

La Varicella in età adulta

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La varicella è una malattia infettiva che colpisce di preferenza durante l'infanzia. La causa è da attribuire ad un virus a DNA, il virus varicella zoster (VZV), appartenente alla famiglia degli Herpes virus.

La varicella è caratterizzata da febbredolori muscolari ed eruzioni vescicolari disseminate (che evolvono in croste) accompagnate da un prurito intenso, costantemente presente. Si trasmette molto facilmente da persona a persona per via respiratoria o, meno frequentemente, attraverso il contatto diretto con le lesioni cutanee.

Se contratta per la prima volta in età adulta, la varicella spesso causa sintomi particolarmente intensi. L'esantema cutaneo è più esteso e, con maggiore frequenza rispetto a quanto si osserva nei bambini, si possono manifestare complicanze legate alla sovrainfezione delle vescicole da parte di batteri (cellulite o, raramente, shock tossico streptococcico), polmonite, congiuntivite, trombocitopenia, artritiepatiti e meningo-encefaliti.

Per le donne in gravidanza, l'infezione può causare complicazioni sia per la futura mamma che per il feto (varicella neonatale o sindrome da varicella congenita), soprattutto se contratta nel primo trimestre. La varicella acquisita per via transplacentare può causare lesioni oculari e anomalie dello sviluppo cerebrale, dei muscoli e delle ossa.

Il rischio di contrarre la varicella in età adulta può essere ridotto mediante la vaccinazione; il ciclo vaccinale comprende 2 dosi a distanza di 1-2 mesi l'una dall'altra. Nel caso l'infezione fosse già avvenuta, il medico può prescrivere farmaci antivirali (aciclovir), oltre a consigliare antipiretici e preparati topici per alleviare il prurito.

Dopo la Varicella, quando è possibile tornare a scuola?

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La varicella non è più contagiosa dopo 5-7 giorni dalla comparsa delle prime manifestazioni cutanee. In pratica, quando tutte le vescicole si sono trasformate in croste, il bambino non può più trasmettere la malattia e può rientrare a scuola, anche se i suoi segni sono ancora ben evidenti sul corpo.

Le crosticine impiegheranno ancora qualche giorno per essiccarsi completamente e cadere. Di norma, ciò avviene dopo circa 7-10 giorni dalla comparsa dell'esantema.

La varicella è una malattia che si trasmette molto facilmente e, per lo stesso principio, il bambino che presenta ancora lesioni vescicolari dovrebbe evitare di recarsi in luoghi pubblici, come il parco giochi o la piscina.

La sgradevole eredità della Varicella: il fuoco di Sant'Antonio

La varicella, una volta contratta, produce un'immunità permanente, ma a distanza di anni può essere seguita dall'herpes zoster. Il virus varicella zoster (VZV), infatti, ha la capacità di rimanere latente nei gangli dei nervi spinali, invasi nel corso dell'infezione primaria, senza dare sintomi e, nel 10-20% dei casi, può riattivarsi, causando il cosiddetto "fuoco di Sant'Antonio" (herpes zoster).

Il soggetto, quindi, non ripresenterà la varicella, ma una manifestazione cutanea locale caratterizzata da grappoli di vescicole che provocano un dolore urente lungo il decorso del nervo, dove il virus ha stazionato. Gli eventi scatenanti la riattivazione non sono chiari, ma è noto che il fenomeno è più frequente con l'avanzare dell'età e nei pazienti con deficit delle difese immunitarie.

Un soggetto affetto da herpes zoster può trasmettere la varicella (ma non il fuoco di Sant'Antonio) ad un'altra persona che non l'abbia mai contratta (o che non sia stata vaccinata). Affinché si verifichi il contagio, però, è necessario il contatto diretto con le lesioni vescicolari (in cui è presente il virus della varicella). Durante il fuoco di Sant'Antonio, infatti, l'agente virale non colpisce solitamente i polmoni e non può diffondersi per via aerea (a differenza di quanto accade durante la varicella).