Vaccino anti Covid-19 dal medico di famiglia: come funziona.

Vaccino anti Covid-19 dal medico di famiglia: come funziona.
Ultima modifica 19.02.2021
INDICE
  1. Vaccino dai medici di base
  2. Come funzionerà la vaccinazione
  3. Chi potranno vaccinare i medici di famiglia
  4. Seconda dose: si può rimandare?
  5. Categorie e fasi della campagna vaccinale

Vaccino dai medici di base

Molte Regioni stanno siglando accordi con le associazioni di Medicina generale per avviare, a fine febbraio, la campagna vaccinale a partire dagli over 80. Raggiunta l'immunizzazione, saranno anche i medici di medicina generale a poter effettuare le vaccinazioni anti Covid-19 ai propri assistiti, o agli assistiti dei medici appartenenti alla stessa forma associativa. La condizione per poter partire è la disponibilità del vaccino AstraZeneca (che verrà utilizzato unicamente per gli under 55, sempre presso il medico di base) o simili in quanto di uso più semplice per la medicina territoriale rispetto a quello di Pfizer somministrato durante la prima fase alle categorie prioritarie del comparto sanitario e socio sanitario. Questi tipi di vaccini, poi, non richiedono una conservazione estremamente fredda come invece prevede il vaccino Pfizer attualmente somministrato dall'Azienda sanitaria.

I medici di medicina generale, dunque, potranno essere decisivi nella campagna di vaccinazione anti-Covid. Da definire ancora i tempi di somministrazione, in funzione delle disponibilità delle dosi e delle priorità, da definire in base alla vulnerabilità dei pazienti. La Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, in collaborazione con Cittadinanzattiva, si è attivata per sviluppare una piattaforma con un algoritmo in grado di individuare i pazienti che devono avere la priorità per la vaccinazione anti-Covid, sulla base di parametri quali età e presenza di una o più patologie. La piattaforma sarà resa disponibile a tutti i medici di famiglia.

Come funzionerà la vaccinazione

I medici effettueranno le vaccinazioni secondo le priorità indicate dalle Apss che, periodicamente, trasferiranno ai medici di famiglia l'elenco nominativo degli assistiti da sottoporre a vaccino, in attesa dell'entrata in funzione delle piattaforme sviluppate. Nella prima fase saranno vaccinate le persone di età superiore a 80 anni.Per gli anziani impossibilitati a muoversi, in alcune regioni sarà possibile usufruire del servizo Vaccini Covid-19 a Domicilio.

I medici potranno effettuare le vaccinazioni anche ad assistiti di medici appartenenti alla stessa forma associativa, sia nei propri studi che a domicilio dai pazienti. I medici di base effettueranno le vaccinazioni appena sarà disponibile il vaccino Astra Zeneca per gli under 55 e che, a differenza di quello in corso di somministrazione, può essere conservato nei normali frigoriferi, oppure un altro con simili modalità di conservazione (l'invio alle Regioni del vaccino Astra Zeneca è previsto intorno al 10 febbraio).

Chi potranno vaccinare i medici di famiglia

In una prima fase, i medici di base vaccineranno i pazienti in età avanzata, come gli ultra ottantenni, e le persone con altri fattori di rischio come la presenza di una o più malattie. Nelle fasi successive, seguiranno le direttive regionali e nazionali della campagna vaccinale. I medici potranno vaccinare anche altri assistiti, non in carico, ma residenti nel territorio della loro Asl, e potranno partecipare alla campagna anche i medici di continuità assistenziale (ex guardia medica).

Seconda dose: si può rimandare?

La necessità di ottimizzare la campagna vaccinale ha come obiettivo quello di rendere disponibile il maggior numero possibile di dosi di vaccino per il più alto numero di persone possibili. La somministrazione dei vaccini su larga scala è legata a tre fattori principali: la quantità di dosi di vaccino disponibili; l'approvazione di diversi tipi di vaccini; il cronoprogramma e la possibilità di  dilazione nel tempo delle seconde dosi.

Per i vaccini sino ad ora in uso, ossia quelli di Pfizer-Biontech e Moderna che prevedono doppia dose, la somministrazione della seconda dose non può essere fatta, rispettivamente, prima di tre e quattro settimane; tuttavia, non viene posto con chiarezza alcun limite massimo di tempo. I test scientifici sono a ora prodotti hanno rilevato che per aumentare l'immunità della popolazione può essere valida anche la somministrazione di una sola dose per il momento, rimandando la seconda dose a un periodo più lungo.

L'efficacia di una sola dose è del 50% circa, ma il dato più rilevante è che la copertura del vaccino resta molto elevata per gli effetti gravi. Esiste la possibilità di essere colpiti ugualmente dal virus, ma in forma asintomatica o paucisintomatica. In breve, se l'Autorità sanitaria decidesse di aumentare questa dilazione nelle somministrazioni sarebbe una scelta possibile. Il tipo di vaccino della prima dose deve essere lo stesso del richiamo, o seconda dose: sempre dal punto di vista scientifico i vaccini a Rna messaggero, quali ad esempio Pfizer e Moderna, non sono intercambiabili con vaccini prodotti con tecniche diverse come AstraZeneca.

Categorie e fasi della campagna vaccinale

Quale sarà il calendario di somministrazione del vaccino anti Covid-19, previsto dal Piano nazionale? Il cronoprogramma stabilisce che:

  • Primo trimestre 2021: verranno sottoposti a vaccino gli appartenenti alle tre categorie a massima priorità. Tradotto in numeri: si tratta di 1,4 milioni di operatori sanitari, 570.000 tra personale e ospiti delle RSA e 4,4 milioni di anziani con più di 80 anni.
  • Entro il secondo trimestre 2021: verrà coinvolta la fascia di età 60-79 anni (13,4 milioni) e le persone con almeno una patologia cronica (7,4 milioni).
  • Tra il secondo e il terzo trimestre 2021: con l'aumento delle dosi di vaccino disponibili, si passerà a vaccinare le altre categorie, tra cui gli appartenenti ai servizi essenziali (insegnanti e personale scolastico, forze dell'ordine, personale delle carceri e di comunità, ecc).
  • Quarto trimestre: è prevista l'estensione al resto della popolazione che si sottoporrà a vaccino, a oggi, per adesione libera e volontaria. Non sono ancora certe eventuali norme che obblighino determinati soggetti a vaccinarsi in determinate regioni o territori, e in altri ambiti professionali. 

Per superare il dolore al braccio post vaccino si possono eseguire esercizi specifici.