Urinocoltura: Cos’è? Perché e Come si Esegue?
Ultima modifica 21.04.2020
INDICE
  1. Cos’è
  2. Perché si Esegue
  3. Valori Normali
  4. Come si Fa
  5. Interpretazione dei Risultati

Cos’è

L'urinocoltura è un esame microbiologico finalizzato alla ricerca di particolari microorganismi nelle urine. Quest'analisi viene indicata in caso di sospetta infezione delle vie urinarie (in particolare, cistite), poiché consente d'individuare gli eventuali microrganismi implicati nel processo patologico e di quantificarli.

Lo scopo principale dell'urinocoltura è diagnostico, ma, se eseguita in associazione all'antibiogramma, può rivelarsi utile per scegliere il farmaco più idoneo all'eradicazione del patogeno in causa.

Perché si Esegue

Normalmente, l'urinocoltura non mostra concentrazioni significative di batteri, poiché le urine sono tendenzialmente sterili; soltanto una microflora batterica piuttosto esigua colonizza la parte terminale dell'uretra maschile, mentre è generalmente assente in quella femminile. Nonostante ciò, le infezioni delle vie urinarie (IVU) rappresentano una forma morbosa di frequente riscontro nella pratica clinica.

L'infezione può provenire da altri organi: nelle donne, per esempio, dalla vagina o dalla zona anale, negli uomini dalla prostata (in presenza di una concomitante prostatite).

A Cosa Serve l’Urinocoltura?

L'urinocoltura è un esame diagnostico finalizzato alla ricerca di microrganismi qualora sia in atto un'infezione del tratto urinario (uretra, vescica urinaria, pelvi renale o rene) o dell'apparato genitale. Una volta raccolto, il campione di urina viene inviato in laboratorio per essere inseminato su l'esame colturale che consentirà l'isolamento e l'identificazione del patogeno implicato nel quadro clinico. L'interpretazione dell'urinocoltura permette d'impostare il protocollo terapeutico più adeguato alla risoluzione dell'infezione.

Esame Urine e Urinocoltura: quando sono prescritte queste analisi?

L'urinocoltura viene richiesto quando si sospetta un'infezione delle vie urinarie responsabile di fastidio e dolore durante la minzione, bisogno frequente di urinare e per tutti o alcuni dei seguenti sintomi:

  • Senso di malessere generale;
  • Sensazione di non avere svuotato del tutto la vescica;
  • Bruciore o fastidio durante la minzione;
  • Urine torbide e maleodoranti;
  • Dolori nella parte bassa dell'addome.

Va considerato, però, che i sintomi associati ad un alto livello di patogeni nelle urine possono essere aspecifici e comuni ad un gran numero di disturbi e/o patologie: il consulto del medico è, quindi, sempre indicato per la corretta interpretazione dell'urinocoltura.

L'urinocoltura può essere eseguita anche nel paziente asintomatico, ad esempio qualora un precedente esame delle urine mostri segni di un infezione (pH alcalino, nitriti positivi e leucocituria, cioè numerosi globuli bianchi nel sedimento urinario).

L'urinocoltura viene spesso eseguita durante la gravidanza, periodo in cui la donna è particolarmente esposta al rischio di infezioni delle vie urinarie (spesso asintomatiche); il ginecologo potrà quindi richiedere alla gestante di eseguire un'urinocoltura ogni trenta giorni, prescrivendo il trattamento più opportuno ogni qualvolta risultasse positiva.

Urinocoltura con Antibiogramma

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Nel caso delle infezioni batteriche, l'urinocoltura consente di valutare, grazie ad un antibiogramma, la sensibilità o la resistenza agli antibiotici dell'agente infettivo in causa. Diventa così possibile scegliere il farmaco antibiotico più adatto al caso, al fine di determinare la cura più idonea e prevenire la diffusione di specie batteriche resistenti.

Il batterio identificato nelle urine con più frequenza è l'Escherichia coli.

Leggi anche Urinocoltura con Antibiogramma: in cosa consiste? Quando si esegue?

Valori Normali

L'urina è normalmente un liquido biologico sterile o, per lo meno, a bassa carica batterica, quindi l'urinocoltura deve dare esito negativo.

  • Valori normali: meno di 100.000 UFC (Unità Formanti Colonie, cioè batteri) per millilitro.

Un'urinocoltura in cui vi siano da 10.000 a 100.000 UFC/ml viene considerata dubbia, mentre l'esame risulta positivo quando sono presenti più di 100.000 UFC/ml. Il riscontro quest'ultimo reperto (urinocoltura positiva) costituisce una probabile spia di infezioni delle vie urinarie (IVU) acute o croniche.

Nelle persone con il catetere qualsiasi carica è considerata degna di nota, poiché questo dispositivo facilita l'ingresso dei batteri e l'insorgenza delle infezioni. Anche nel caso vengano riscontrati agenti batterici nelle urine prelevate a livello della vescica (per via percutanea mediante ago sterile), si considera positivo anche il campione che presenta una concentrazione batterica inferiore. Questo reperto indica che esiste un'infiammazione sostenuta da batteri lungo le vie urinarie, oppure, più raramente, gli agenti patogeni provenienti dal sangue vengono eliminati attraverso il rene.

Come si Fa

Urinocoltura: Preparazione all’Esame e Raccolta del Campione

In presenza di infezioni delle vie urinarie, l'urinocoltura rappresenta uno strumento diagnostico molto utile. Proprio in considerazione dello scopo dell'esame colturale (ricerca ed isolamento dei microrganismi), è fondamentale che il campione non venga contaminato con germi provenienti dall'esterno.

Consulta anche: Raccolta delle Urine - Regole Pratiche

 Vediamo allora alcune semplici regole per evitare questo tipo di contaminazione.

  • Sospendere, secondo le indicazioni mediche, eventuali terapie antibiotiche ed antifungine nelle 48 ore che precedono l'esame.
  • Al mattino, prima di urinare, lavare accuratamente le manied i genitali esterni con acqua e sapone, risciacquando a lungo con acqua; non utilizzare disinfettanti. Nel maschio la pulizia deve avvenire dopo aver retratto completamente la cute del prepuzio; la donna dovrà invece pulire - preferibilmente con una garza imbevuta di soluzione fisiologica e con movimenti dall'avanti all'indietro - la superficie interna delle grandi e delle piccole labbra, divaricando queste ultime con le dita prima di iniziare ad urinare.
  • La raccolta del campione deve avvenire il mattino del giorno della consegna dell'esame, raccogliendo le urine almeno dopo due ore dall'ultima minzione.
  • Iniziare ad urinare scartando il primo getto. Trattenere l'urina ed aprire il contenitore sterile precedentemente ricevuto in laboratorio o in farmacia.
  • Riprendere ad urinare nel recipiente sterile, riempiendolo per poco meno della metà. Cercare di non bagnare i bordi del contenitore e di non contaminarli con le mani, i peli, i genitali o con la biancheria intima. Ancor più importante è evitare di toccare l'interno del contenitore. NOTE: non aprire mai il recipiente sterile prima dell'uso.
  • Riavvitare il coperchio subito dopo aver urinato; accertarsi che l'operazione sia stata eseguita in maniera corretta per non versare le urine durante il trasporto.
  • Se si utilizzano contenitori simili per esame delle urineed urinocoltura, indicare quale contiene il primo getto (valido per l'esame delle urine) e quale il successivo (valido per l'urinocoltura).
  • Portare il campione di urina in laboratorio al più presto o conservarlo a 4°C (in frigorifero) fino ad un massimo di 12 ore. Durante il trasporto, fare attenzione a non rovesciarlo.

NOTA BENE: le indicazioni fornite dal laboratorio analisi di riferimento possono variare leggermente rispetto a quelle descritte. In età pediatrica, ad esempio, il campione per urinocoltura viene raccolto in un apposito sacchetto di plastica sterile ed adesivo.

Interpretazione dei Risultati

I risultati dell'esame colturale devono essere valutati insieme ai risultati dell'analisi dell'urina completa dal medico di base, che conosce il quadro anamnestico del proprio paziente. Dal momento che alcuni campioni urinari possono essere potenzialmente contaminati dalla normale flora batterica della pelle, deve essere posta molta attenzione nell'interpretazione dell'esame.

Se vengono riscontrati numerosi batteri nelle urine, il medico prescriverà una terapia antibiotica, attiva contro il tipo di batterio identificato quale responsabile dell'infezione, e programmerà i controlli successivi per verificare l'efficacia dei farmaci assunti.

Per approfondire: Urinocoltura Positiva: che significa e cosa fare

Urinocoltura con Antibiogramma: indicazioni per la terapia antibiotica

Una volta ricevuta la risposta dell'urinocoltura e dell'antibiogramma, il medico sceglierà il farmaco più idoneo e consiglierà la frequenza giornaliera e la durata della terapia. Nel caso sia prescritta una cura antibiotica, questa non dev'essere interrotta alla prima scomparsa o attenuazione dei sintomi, ma protratta per tutto il periodo richiesto: quest'accortezza limita il rischio di recidive e la diffusione dell'antibiotico-resistenza.

Autore

Dott.ssa Giulia Bertelli

Dott.ssa Giulia Bertelli

Biotecnologa Medico-Farmaceutica
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici