Test Malattie Sessualmente Trasmissibili: Esami per la Donna
Ultima modifica 23.05.2024
INDICE
  1. Malattie Sessualmente Trasmissibili nella Donna
  2. Come si riconoscono dai sintomi
  3. A cosa servono i test MST
  4. Quando rivolgersi al medico
  5. Quali esami fare
  6. Cosa fare se l’esito è positivo

Malattie Sessualmente Trasmissibili nella Donna

MST: punti chiave

  • Le malattie sessualmente trasmissibili (MST) sono patologie batteriche, virali e parassitarie che si trasmettono prevalentemente attraverso i rapporti sessuali (vaginali, orali, anali) con un/a partner infetto/a. Il contagio può avvenire attraverso lo scambio di fluidi corporei (saliva, eiaculato maschile, secrezioni vaginali e sangue), nonché da contatto diretto con la pelle o le mucose genitali e varie attività non sessuali (es. uso condiviso di aghi, asciugamani, articoli da toilette). Nella donna, alcune malattie a trasmissione sessuale si possono passare dalla madre al figlio in gravidanza, durante e dopo il parto.
  • Oltre alla maggiore prevalenza rispetto agli uomini, le infezioni sessualmente trasmissibili nelle donne hanno importanti effetti debilitanti per quanto riguarda la salute riproduttiva e sessuale. Il maggiore impatto delle malattie sessualmente trasmissibili nelle donne rispetto agli uomini è dovuto principalmente a:
    • Maggiore facilità di trasmissione delle IST da maschio a femmina
    • Anatomia urogenitale femminile, più esposta e vulnerabile agli agenti infettivi rispetto a quella maschile. Basti pensare che la cervice all'estremità distale della vagina conduce al tratto genitale superiore compreso l'utero, l'endometrio, le tube di Falloppio e le ovaie, traducendosi in varietà di sintomi ed effetti in diverse parti dell'apparato riproduttivo, tra cui: vaginite, malattia infiammatoria pelvica (PID) e infertilità.
  • I test e il trattamento sono fondamentali per ridurre le malattie e l'infertilità associate alle infezioni sessualmente trasmissibili non diagnosticate nelle donne.

6 modi in cui le MST hanno un impatto diverso sulle donne dagli uomini

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1) L'anatomia dell'apparato urogenitale femminile è favorevole alle MST.

  • Il rivestimento della vagina è più sottile e più delicato della pelle del pene, quindi è più facile per batteri, virus e parassiti stabilire un'infezione
  • La vagina rappresento un buon ambiente (caldo-umido) per la colonizzazione e la proliferazione degli agenti infettivi

2) Le donne hanno meno probabilità di manifestare i "sintomi più comuni" delle specifiche malattie sessualmente trasmissibili, come la clamidia e la gonorrea, rispetto agli uomini.

3) Le donne hanno maggiori probabilità di confondere i sintomi di una malattia sessualmente trasmissibile per qualcos'altro.

  • Spesso, le donne non si manifestano perdite anomale o eventuale bruciore/prurito può essere correlato erroneamente ad un'infezione da lievito, come la candida
  • Per gli uomini, alcuni sintomi, come le perdite dal pene, vengono notati più facilmente, poiché insoliti

4) Le donne potrebbero non vedere i sintomi facilmente come gli uomini.

  • Possono verificarsi ulcere genitali (come da herpes o sifilide) e la vagina e potrebbe non essere facilmente visibile, mentre gli uomini possono avere maggiori probabilità di notare piaghe, vescicole e altre lesioni sul loro pene

5) Le malattie sessualmente trasmissibili possono portare a gravi complicazioni di salute e influenzare i futuri piani riproduttivi di una donna.

  • Se le malattie sessualmente trasmesse non vengono riconosciute e curate tempestivamente, possono portare a complicazioni anche molto gravi, talvolta irreversibili, soprattutto nella donna. Alcune infezioni, come la gonorrea o la clamidia, si possono diffondere a utero, tube ed ovaie, provocando la cosiddetta Malattia Infiammatoria Pelvica (PID). Questa patologia, oltre ad essere molto dolorosa, se non viene subito curata, può diventare cronica e causare sterilità, gravidanze extra-uterine e parto pretermine

6) Il papilloma virus umano (HPV) è la più comune infezione a trasmissione sessuale nelle donne ed è la principale causa del cancro del collo dell'utero.

Come si riconoscono dai sintomi

Sintomi Malattie Sessualmente Trasmissibili nelle Donne: quali sono?

Molte malattie sessualmente trasmissibili decorrono a lungo in maniera asintomatica, cioè senza provocare manifestazioni evidenti, o si presentano con sintomi aspecifici, almeno nelle prime fasi dopo il contagio. Altre volte, il corpo invia dei segnali che possono indicare la presenza di un'infezione: questi vanno interpretati come "spie d'allarme" e dovrebbero indurre a rivolgersi al medico e sottoporsi ai test per le malattie sessualmente trasmissibile. Questi sintomi includono:

Al manifestarsi di questi disturbi e per qualsiasi altro dubbio, è sempre raccomandabile parlarne con il proprio medico o con il ginecologo di riferimento, che potrà così indicare quali test per le malattie sessualmente trasmissibili sono necessari e, sulla base del loro esito, può consigliare il trattamento più adatto al singolo caso.

Attenzione! Durante le normali operazioni di igiene intima è sempre bene controllare l'area genitale, per cogliere piccole alterazioni, arrossamenti, rigonfiamenti, vescicole o altre segni anomali.

Malattie Sessualmente Trasmissibili più comuni nelle Donne

La più nota malattia sessualmente trasmissibile è sicuramente l'AIDS, ma ne esistono molte altre più comuni e altrettanto temibili: gonorrea, sifilide, clamidia, infezioni da papilloma virus umano (HPV), herpes genitale, epatite B e tricomoniasi sono le condizioni a maggiore incidenza. Tutte queste infezioni a trasmissione sessuale (IST) si differenziano tra loro per il grado di contagiosità, la sintomatologia e il decorso, cioè i tempi e le modalità di sviluppo della malattia.

Le malattie sessualmente trasmissibili che colpiscono più frequentemente le donne includono:

  • Gonorrea: conosciuta anche come blenorragia (o scolo, nel gergo popolare), la gonorrea è un'infezione causata dal batterio Neisseria gonorrhoeae, e si presenta con sintomi come perdite vaginali giallastre, bruciore intimo o minzione dolorosa. Tuttavia, è importante notare che la gonorrea può essere asintomatica o produce manifestazioni difficilmente distinguibili da altre infezioni vaginali o delle vie urinarie.
  • Clamidia: è un'infezione batterica, causata dalla Chlamydia trachomatis. Il principale problema di questa malattia è che produce sintomi abbastanza vaghi e sfumati: i disturbi correlati all'infezione non sono sempre riconoscibili dalle persone oppure vengono confusi per condizioni di altro genere. Se i sintomi della clamidia sono presenti includono: perdite vaginali, arrossamento o gonfiore genitale e minzione dolorosa; queste manifestazioni compaiono da una a tre settimane dopo il contagio. Questa finestra di tempo è rischiosa, poiché in questa fase si può trasmettere la malattia ad altri senza esserne consapevoli. Se non viene adeguatamente trattata con l'antibiotico-terapia, la clamidia può condurre, nella donna, ad un'infiammazione della cervice, con serie conseguenze per l'apparato riproduttivo che possono sfociare nella cosiddetta malattia infiammatoria pelvica (PID).
  • Herpes genitale: è una malattia sessualmente trasmissibile causata dai virus Herpes simplex di tipo 2 (responsabile dell'80-90% circa di tutti i casi) ed Herpes simplex di tipo 1 (cioè lo stesso virus dell'herpes labiale). Entro una settimana dal contagio, l'infezione da Herpes simplex può dare manifestazioni nel punto di ingresso del virus: bruciore e formicolio, comparsa di vescicole rotondeggianti riunite "a grappolo", ulcere dolorose e pruriginose ecc. Oltre ai segni genitali, l'infezione primaria può essere complicata da sintomi sistemici, con comparsa di febbre, mal di testa, dolori articolari, malessere generale e difficoltà ad urinare. Tali manifestazioni possono risultare piuttosto fastidiose, ma è anche possibile che l'herpes simplex non provochi alcun disturbo evidente. A tal proposito, un fattore rilevante nella diffusione dell'herpes genitale è proprio la trasmissione inconsapevole della malattia. Può accadere, infatti, che una persona sia una portatrice sana dell'herpes genitale, e che possa quindi trasmetterlo ad altre persone pur non manifestando alcun sintomo o disturbo legato alla malattia.
  • Papilloma virus umano (HPV): l'HPV è un agente infettivo caratterizzato da un'ampia variabilità genetica. Alcuni di questi sono responsabili di lesioni benigne della pelle e delle mucose, come verruche, condilomi o papillomi. Altri ceppi virali hanno, invece, un potenziale oncogeno, cioè sono in grado di produrre lesioni che possono evolvere in un senso neoplastico. In particolare, il papilloma virus rappresenta il principale fattore di rischio per il tumore della cervice uterina.

MST: dopo quanto si manifestano i primi sintomi nella donna?

A volte, le manifestazioni delle malattie sessualmente trasmesse insorgono entro breve tempo. In altri casi, ci mettono anni prima di manifestarsi, e lo fanno nelle forme più diverse; se in una prima fase la malattia può passare inosservata, a distanza di molto tempo possono insorgere complicanze anche molto gravi, talvolta irreversibili, sia nell'uomo che nella donna.

Non solo: le lesioni e le infiammazioni genitali date dalle diverse malattie sessualmente trasmissibili aumentano il rischio di acquisire e trasmettere altre infezioni, inclusa quella da HIV.

Malattia sessualmente trasmissibile

Eziologia

Periodo d'incubazione

Clamidia

Batterica

7–21 giorni

Herpes genitale

Virale

2–12 giorni

Gonorrea

Batterica

1–14 giorni

Epatite B

Virale

8–22 settimane

HIV

Virale

2–4 settimane

HPV

Virale

1 mese –10 anni (dipende dal ceppo)

Sifilide

Batterica

3 settimane–20 anni (dipende dal ceppo)

Tricomoniasi

Parassitaria

5–28 giorni

A cosa servono i test MST

Esami per le Malattie Sessualmente Trasmissibili nella Donna: a cosa servono?

I test per le malattie sessualmente trasmissibili rappresentano l'unico modo per individuare con certezza eventuali infezioni acquisite nel caso di rapporti sessuali; se fatti tempestivamente, questi esami permettono di iniziare terapie che portano alla guarigione o che limitano le conseguenze peggiori. Ricordiamo, infatti, che, se non trattate, le malattie sessualmente trasmissibili possono causare problemi a lungo termine, sia per sé, che per le/i loro partner sessuali, motivo per cui la diagnosi precoce è importantissima.

Senza questi esami, le infezioni non possono essere trattate, portando a complicazioni di salute anche gravi e facilitando la trasmissione a nuovi partner sessuali. Nelle coppie stabili, invece, si rischierebbe di ricadere in un circolo vizioso, ovvero nelle reinfezioni per il cosiddetto "effetto ping-pong". In pratica, il/la partner non trattato rischierebbe di trasmettere nuovamente la malattia alla/al partner, motivo per cui il trattamento dev'essere esteso anche alle/ai partners sessuali avuti negli ultimi mesi, anche quando non presentano sintomi.

Quando rivolgersi al medico

Idealmente, si dovrebbe consultare il proprio medico non appena si nota qualcosa fuori dalla norma. Per le ragazze e le donne, uno dei più importanti segni indicatori è la comparsa di perdite vaginali anomale. Se queste assumono una consistenza, un colore o un odore diversi da quelli consueti, è necessario prestare attenzione e accertare che non sia presente un'irritazione o un'infiammazione. Per lo stesso motivo, durante le normali operazioni di igiene intima è sempre bene controllare l'area genitale, per cogliere piccole alterazioni, arrossamenti, rigonfiamenti, vescicole o altre segni anomali. Anche il dolore durante i rapporti sessuali, il bruciore o altri disturbi durante l'emissione di urina, o ancora la presenza di una secrezione uretrale anomala possono indicare un'infezione in corso. In tutti questi casi e per qualsiasi altro dubbio, è sempre raccomandabile parlarne con il proprio medico, che può dire di cosa si tratta e consigliare il trattamento più adatto al singolo caso.

Dopo l'esame fisico, il medico potrebbe richiedere:

Il campione viene utilizzato per rilevare la presenza di batteri, virus, parassiti o funghi responsabili delle malattie sessualmente trasmissibili nella donna.

Quali esami fare

Malattie Sessualmente Trasmissibili: quali sono gli esami per la donna

Gli esami indicati per valutare la salute sessuale della donna e diagnosticare le malattie sessualmente trasmissibili possono variare in base a:

  • Fattori di rischio individuali (età, sesso, stato di salute, numero di partner e abitudini sessuali);
  • Segni e sintomi riferiti al medico indicativi di un'infezione a trasmissione sessuale in corso.

In linea generale, quindi, la scelta di quali test fare per le specifiche MST è orientata da un sospetto clinico.

Nella donna, i test per le malattie sessualmente trasmissibili possono includere l'analisi di urine, sangue e secrezioni vaginali mediante tampone; inoltre, potrebbe essere previsto un tampone cervicale, un Pap test e/o test HPV e l'osservazione al microscopico del siero prelevato da genitali o ano.

I test delle malattie sessualmente trasmissibili per la donna sono disponibili come esami singoli, mirati a confermare il sospetto diagnostico, o fanno parte di un pannello, il cosiddetto STDS Panel (Sexual Trasmission Diseases panel), che consente di eseguire lo screening delle più comuni infezioni a trasmissione sessuale, quali, per esempio: clamidia, gonorrea, sifilide, HIV-1 e -2.

Malattia sessualmente trasmissibile

Campione richiesto

Test per diagnosi

HIV

Prelievo di sangue o campione di saliva    

Rileva l'antigene p24 e/o gli anticorpi per HIV-1 e HIV-2 prodotti dall'organismo in risposta all'infezione

EPATITE B

Prelievo di sangue

Rileva le proteine virali (antigeni: HBsAg e HBeAg), gli anticorpi prodotti dall'organismo in risposta all'infezione (HBsAb, HbcAb, HBeAb) o il DNA del virus

CLAMIDIA

Tampone vaginale, tampone rettale o campione di urina

Rileva il materiale genetico (DNA) del batterio Chlamydia trachomatis

GONORREA

Striscio uretrale o test sulle urine

Rileva il materiale genetico (DNA) del batterio Neisseria gonorrhoeae

SIFILIDE

Prelievo di sangue o tampone prelevato dal sito dell'infezione

Rileva gli anticorpi prodotti dall'organismo in risposta all'infezione (VDRL e TPHA), la presenza del batterio Treponema pallidum o del suo DNA

HERPES GENITALE

Striscio delle vescicole e prelievo di sangue

Rileva la presenza del virus o gli anticorpi anti-HSV prodotti dall'organismo in risposta all'infezione

PAPILLOMA VIRUS

Valutazione clinica lesioni sospette (es. condilomi); tampone cervicale

Rileva il materiale genetico (DNA o mRNA) di HPV

TRICOMONIASI

Campione di urina o tampone uretrale, vaginale o cervicale

Rileva la presenza del parassita Trichomonas vaginalis o del suo DNA

Cosa fare se l’esito è positivo

Se il test risulta positivo per una malattia sessualmente trasmissibile, rivolgersi subito al proprio medico per sapere che cosa fare: indicativamente, come riferimento generale, se si escludono alcune forme di epatite virale, l'AIDS e l'herpes genitale, le MST possono essere curate in modo definitivo, a patto che si segua in modo corretto la terapia indicata e questa sia attuata il prima possibile.

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Autore

Dott.ssa Giulia Bertelli

Dott.ssa Giulia Bertelli

Biotecnologa Medico-Farmaceutica
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici