Tensione muscolare causata dall’ansia: come intervenire

Tensione muscolare causata dall’ansia: come intervenire
Ultima modifica 30.09.2021
INDICE
  1. Introduzione
  2. In che modo agiscono ansia e stress
  3. Come mitigare il dolore
  4. Bisogna agire anche sull’ansia

Introduzione

Quando si avverte una tensione muscolare il primo pensiero va alle attività svolte nelle ore precedenti e a eventuali sforzi fatti. Non sempre, però, la colpa è dell'attività fisica e/o di movimenti scorretti. C'è anche una tensione muscolare causata dall'ansia. Anzi, le preoccupazioni, il nervosismo e gli stati ansiogeni sono fra i fattori scatenanti più comuni delle contratture dei muscoli. In questi casi, è importante agire a monte, per cercare di alleviare il malessere psico-emotivo e, di conseguenza, anche i sintomi fisici collegati.

In che modo agiscono ansia e stress

Ansia e stress sono disturbi che molto spesso causano somatizzazioni a livello fisico. Possono manifestarsi con cefalea, tachicardia, difficoltà di respirazione, sensazione di chiusura della gola, dolori addominali, disturbi digestivi e anche problemi all'apparato muscolo-scheletrico. La tensione muscolare causata dall'ansia è molto comune, soprattutto quella localizzata alla schiena. Infatti, le situazioni caratterizzate da una forte emotività spesso trovano una valvola di sfogo proprio nella schiena o nel collo. Ma non si tratta solo di questo.

Occorre sapere che, in condizioni normali, quando si respira si contrae il muscolo diaframma abbassandolo: si crea così uno spazio nel quale i polmoni possono espandersi, riempiendosi d'aria. Quando si è tesi e preoccupati, invece, il diaframma perde parzialmente la sua capacità di abbassarsi e di fare spazio, l'aria introdotta è quindi inferiore e la persona ha il respiro corto. Il corpo usa allora un piccolo trucco: eleva di pochi millimetri le spalle e il collo a ogni respiro, in modo da creare più spazio, ma questo finisce con l'originare tensioni muscolari. In aggiunta, quando si è sotto stress l'organismo attiva la reazione di attacco: entra cioè in campo il sistema nervoso simpatico che va stimolare dei meccanismi che, per una serie di eventi concatenati, portano i muscoli a contrarsi. Se lo stress e l'ansia perdurano, i muscoli non riescono a uscire dalla fase di contrazione, dando luogo a dolori, malesseri, limitazioni nei movimenti. Fra l'altro, l'ansia e lo stress prolungati fanno calare i livelli di endorfine, sostanze che funzionano come antidolorifici naturali; di conseguenza, il dolore si avverte maggiormente.

Ansia e stress si possono provare anche guidando, in questo caso si parla di Amaxofobia.

Come mitigare il dolore

Per allentare la tensione muscolare causata dall'ansia è bene innanzitutto intervenire con rimedi sintomatici, che aiutano i muscoli a decontrarsi e sciogliersi. Eccone alcuni molto efficaci.

 

La borsa dell'acqua calda

In questi casi sono molto utili i trattamenti che utilizzano il caldo, che miorilassa e allunga i muscoli tesi, alleviando i dolori. Via libera, dunque, all'applicazione della borsa dell'acqua calda, ma anche alle docce e ai bagni caldi, ai cuscini da riscaldare al microonde, alle sciarpe.

 

I massaggi

I massaggi regalano una sensazione di piacere e di sollievo. La mobilitazione passiva delle masse e il calore sviluppato dal contatto, infatti, hanno un effetto antalgico e rilassante, anche se temporaneo. Inoltre, il fatto di essere coccolati e al centro dell'attenzione procura distensione e benessere e diminuisce le tensioni.

 

Lo stretching e le ginnastiche dolci

I movimenti delicati dello stretching, del pilates, dello yoga e delle altre ginnastiche dolci possono aiutare a mitigare i fastidi avvertiti.

 

Le terapie manuali e fisiche

Talvolta, possono essere indicate terapie manuali di manipolazione, come osteopatia o chiropratica, e terapie fisiche, come ipertermia, Tens, ionoforesi, tecarterapia, ultrasuoni.

 

La ginnastica riabilitativa

Spesso è consigliata una ginnastica riabilitativa e/o posturale. Esistono vari metodi e spetta al fisiatra o al fisioterapista scegliere quello più adatto alla persona. Per esempio, il metodo McKenzie si basa sul mantenimento di posture corrette e sull'esecuzione di esercizi personalizzati.

                                                                                                        

I farmaci

Quando i sintomi sono molto intensi, per donare una sensazione di sollievo, in particolare per migliorare il dolore, il medico può prescrivere farmaci antidolorifici o miorilassanti (che aiutano a sciogliere le tensioni muscolari e a migliorare il dolore). Vanno usati solo al bisogno e seguendo scrupolosamente le sue indicazioni.

 

Il biofeedback

Il biofeedback è una tecnica di rilassamento che insegna a prendere coscienza delle contrazioni muscolari del proprio corpo e a rilassarle.

Bisogna agire anche sull’ansia

Per migliorare questo tipo di tensione muscolare è fondamentale anche agire a monte, cercando di agire sulla causa del problema, ossia sull'ansia e sullo stress. L'ideale sarebbe affrontare la situazione che preoccupa e fare il possibile per risolverla o, quantomeno, accettarla al meglio, se necessario anche con l'aiuto di un professionista, come uno psicologo o uno psicoterapeuta. Se ciò non è possibile o comunque richiede del tempo, è importante cercare di favorire il rilassamento. Ecco qualche strategia utile:

  • ritagliarsi ogni giorno una piccola pausa solo per sé, dedicandosi alle attività che piacciono di più;
  • praticare un'attività fisica e avere uno stile di vita attivo: il movimento aiuta a scaricare tensione e nervosismo;
  • una volta al giorno dedicarsi a un'attività pratica e manuale: per esempio, curare una piantina o riordinare la scrivania. Si tratta di modi semplici ma efficaci per uscire dalla dimensione dell'urgenza e recuperare quella della lentezza e delle cose veramente importanti;
  • imparare a fare una cosa per volta.