Tavole di Ishihara di G.Bertelli

Generalità

Le tavole di Ishihara consentono di valutare la presenza di alterazioni visive, per quanto riguarda la percezione dei colori.

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Il test è composto da una sequenza di tavole pseudo-isocromatiche, nelle quali una matrice di punti di grandezza variabile, definisce un numero o un simbolo (stella, cerchio o triangolo), facilmente riconoscibile alle persone con una normale percezione cromatica. Al contrario, i pazienti daltonici o con deficit acquisiti della visione dei colori non riescono a vedere alcune o tutte le figure nascoste all'interno della tavola.

Il test di Ishihara viene utilizzato comunemente per la diagnosi del daltonismo e per definire l'entità dei difetti della sensibilità cromatica.

Cosa sono

L'interpretazione delle tavole di Ishihara è un test rapido che permette di evidenziare l'eventuale visione deficitaria del colore.

Quest'accertamento prevede l'impiego di 38 tavole pseudo-isocromatiche, contenute in sequenza all'interno di un libro, appositamente ideato per lo screening e la diagnosi delle discromatopsie; il test di Ishihara consiste nel riconoscere dei numeri che tendono a confondersi con lo sfondo colorato o, per i bambini, individuare dei percorsi o simboli.

In presenza di determinate condizioni patologiche (daltonismo o deficit acquisiti della visione dei colori), l'insieme di pallini colorati può non essere visualizzato o risultare confuso tra loro.

Le tavole di Ishihara sono valide soprattutto per diagnosticare i difetti congeniti (cioè presenti dalla nascita) della visione dei colori dell'asse rosso-verde.

Visione del colore e daltonismo

  • Il daltonismo è un deficit visivo associato ad un'anomalia funzionale dei coni. Quando uno o più tipi di queste cellule specializzate della retina sono difettosi, la percezione e la discriminazione dei colori risulta alterata.
  • La capacità di percepire i colori si basa, in particolare, sulla presenza di tre tipi di coni, che rispondono a particolari lunghezze d'onda nel campo della luce visibile. In questi fotorecettori, infatti, sono presenti tre tipi di proteine (opsine), che risultano rispettivamente sensibili ad uno stimolo di circa 420 nm (spettro del blu), 530 nm (verde) e 560 nm (rosso).
  • La visione tricromatica e la distinzione delle varie sfumature deriva dall'attivazione dei tre tipi di coni, in varie combinazioni e percentuali, in risposta alla radiazione emessa dall'oggetto osservato. Lo stimolo contemporaneo e massimo dei coni fornisce la percezione del bianco.

A cosa servono

Le tavole di Ishihara sono un test di verifica per le discromatopsie, quindi vengono sottoposte al paziente per valutare se vede correttamente i colori. Quest'esame permette di rilevare e porre la diagnosi di eventuali difetti nella percezione cromatica (congeniti o acquisiti), stabilendone le caratteristiche (quali colori non sono definiti alla vista).

Lo sapevate che…

L'interpretazione delle tavole di Ishihara è il test per daltonici maggiormente utilizzato nella pratica clinica. Quest'esame è utile per lo screening e le indagini qualitative dei difetti della percezione cromatica.

La serie di tavole di Ishihara è disegnata per eseguire un test rapido nel riconoscimento dei colori.

Più nel dettaglio, numeri o simboli sono occultati all'interno di uno sfondo colorato (spesso costituito da pallini beige-verdi). Queste immagini risultano facilmente visibili per chi possiede una sensibilità cromatica normale, mentre i pazienti daltonici o con deficit acquisiti della visione dei colori sbagliano o non riescono a vedere alcune o tutte le figure nascoste. Una tabella allegata alle tavole di Ishihara consente di identificare il tipo di alterazione cromatica eventualmente presente.

Quando si esegue il test di Ishihara?

Le tavole di Ishihara rientrano tra i cosiddetti test per daltonici.

Questi esami non invasivi vengono eseguiti quando si ipotizza che il paziente soffra di un'alterata visione dei colori, assoluta o parziale.

Le tavole vengono realizzate con figura e sfondo di colori diversi, ma con la medesima luminosità, quindi non riconoscibili se osservate dai soggetti che presentano delle discromatopsie.

Curiosità: perché si chiama così?

Il test di Ishihara deve il suo nome all'ideatore delle tavole, ossia il medico giapponese Shinobu Ishihara. In principio, la valutazione era riservata all'uso esclusivo dell'esercito (motivo per il quale fu creato l'esame): il test era sottoposto alle reclute militari, per poter rilevare la presenza di anomalie nella visione dei colori. Le prime versioni delle tavole di Ishihara erano basate inizialmente sull'interpretazione dei caratteri hiragana e katakana giapponesi.

La riedizione del test (con numeri arabi ed istruzioni in inglese) per la diffusione in diverse parti del mondo avvenne, poi, nel 1917.

Da chi viene eseguito il test?

Le tavole di Ishihara vengono sottoposte al paziente nel corso di una visita oculistica. Il medico specialista è in grado di interpretarne i risultati, può confermare l'esistenza del problema e stabilire la corretta diagnosi.

Esami associati

Per approfondire maggiormente le anomalie del senso cromatico, oltre alle tavole di Ishihara, il paziente viene sottoposto al test di Farnsworth. Questo consiste nell'ordinare in sequenza, secondo la corretta successione tonale, una serie di dischetti o altri oggetti di stessa luminosità e saturazione di colore.

L'interpretazione delle tavole di Ishihara può essere integrata dal test HRR, utile per approfondire i difetti nell'asse blu-giallo.

Cause

Un'alterata percezione per un determinato colore (discromatopsia) può essere congenita o acquisita, cioè secondaria ad altre patologie.

Le tavole di Ishihara contribuiscono a diagnosticare le seguenti condizioni:

  • Daltonismo: anomalia visiva di natura ereditaria che comporta un'alterata percezione dei colori. Il daltonismo è causato da un difetto genetico, responsabile della disfunzione dei coni retinici. Nella maggior parte dei casi, il disturbo si manifesta come un deficit nella percezione del rosso e del verde. Nei bambini, il daltonismo può essere sospettato quando iniziano a disegnare, utilizzando alcuni colori in modo anomalo. A volte, però, il difetto passa inosservato e viene rilevato solo dopo un normale controllo dall'oculista.
  • Altre forme di discromatopsia: diverse patologie possono portare a deficit di visione cromatica. Ciò significa che l'anomalia può dipendere da disturbi come retinopatie, neuropatie ottiche, traumi cranici o ictus con coinvolgimento dei centri visivi. Nei pazienti affetti da una forma di discromatopsia acquisita, le tavole di Ishihara permettono di accertare quali tonalità non riescono ad essere definite, la gravità del disturbo e come la percezione dei colori può influenzare la quotidianità.

Come si esegue

Il test di Ishihara prevede di sottoporre al paziente le 38 tavole contenute in un libro di pagine a sfondo nero o bianco. Queste tavole vanno lette ad una distanza di lettura di 30-40 cm e con una illuminazione adeguata.

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Il soggetto esaminato deve riconoscere numeri, lettere o segni, realizzati con l'impiego di cerchietti di diverse tonalità, che risultano evidenti a chi possiede un normale senso cromatico, ma difficili o impossibili da riconoscere per chi non distingue bene i colori.

Le tavole di Ishihara vengono presentate una per volta al soggetto e l'oculista annota le risposte.

Il paziente che soffre di daltonismo o di altre forme di discromatopsia presenterà, a seconda della gravità del suo disturbo, difficoltà lievi o più gravi nel riconoscere i colori primari e le relative sfumature.

Con i bambini, viene utilizzato lo stesso tipo di test con un accorgimento: nelle tavole di Ishihara, i numeri sono sostituiti con un disegno (es. stella, cerchio ecc.) o un percorso da seguire con il dito. Nel caso di anomalia cromatica, il "sentiero" da riconoscere su uno sfondo di cerchietti risulta indistinguibile.

Per completare il test di Ishihara, è sufficiente presentare al paziente altre tavole nelle quali solo chi è affetto da discromatopsia riconosce un'immagine, mentre i soggetti normali non vedono nulla, se non un insieme disordinato di cerchietti colorati.

Le tavole di Ishihara sono appositamente graduate, quindi permettono di valutare l'entità del disturbo: alcune tonalità non sono completamente invisibili agli occhi di chi è affetto da discromatopsia, ma vengono distinte solamente se molto accese e sature. A tal proposito occorre osservare che le anomalie del senso cromatico sono più frequentemente solo parziali, che non assolute.

Interpretazione dei risultati

Al fine del test di Ishihara, la "chiave" di interpretazione annessa alle tavole permette all'oculista di identificare gli errori commessi dal paziente e di formulare la relativa diagnosi.

  • A chi possiede un normale senso cromatico, i numeri e le lettere in ogni tavola di Ishihara risultano evidenti;
  • Per i soggetti con un deficit della percezione cromatica, invece, riconoscere le immagini nelle tavole di Ishihara risulta difficile o impossibile.

Il test di Ishihara può essere eseguito sia in visione mono- che binoculare, in considerazione del fatto che:

  • I difetti congeniti, come il daltonismo, sono sempre binoculari;
  • I difetti acquisiti possono essere monoculari.

Lettura delle tavole di Ishihara: note

  • Tavola 1: contiene il numero 12 e non è pseudoisocromatica; in pratica, questa tavola di Ishihara è dimostrativa e viene letta anche da chi vede male i colori.
  • Tavole 2-17: i simboli non vengono letti o creano confusione in chi presenta anomalie della visione dei colori nell'asse rosso-verde (come nel caso del daltonismo).
  • Tavole 18-21: non sono contenuti numeri, che vengono letti, invece, da chi presenta un deficit rosso-verde.
  • Tavole 22-25: permettono di distinguere la vera cecità per un colore (protanopia o deuteranopia a seconda che sia per il rosso o per il verde) dalla cecità parziale (protanomalia o deuteranomalia).
  • Tavole 27-38: numeri e lettere sono sostituiti da percorsi o simboli di facile lettura per i bambini.

Limiti delle tavole di Ishihara

Il test di Ishihara è ideale per una rapida identificazione dei difetti congeniti nell'asse rosso-verde. Tuttavia, questa valutazione non fornisce informazioni complete sui deficit di percezione cromatica che interessano l'asse blu-giallo. Pertanto, le tavole di Ishihara contribuiscono a conoscere il problema, ma i risultati andrebbero integrati con altri test per daltonici.

Giulia Bertelli

L'autore

Giulia Bertelli

Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici


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Ultima modifica dell'articolo: 30/01/2018

APPROFONDIMENTI E CURIOSITÀ

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