Sintomi delle Prime Settimane di Gravidanza: Quali sono? Tempi, Cause e Rimedi

Generalità

I sintomi delle prime settimane di gravidanza sono indicativi del periodo di cambiamenti che il corpo si sta preparando ad affrontare.

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Nelle fasi precoci della gestazione, ogni donna può presentare queste manifestazioni con modalità e tempi diversi. In qualche caso, si tratta di semplici fastidi, come pancia gonfia, mal di schiena o cefalea; altre volte, compaiono disturbi più sgradevoli, inclusi nausea e vomito, crampi addominali, febbre e spossatezza. Spesso, queste manifestazioni sono ben evidenti e si avvertono fin dai primi giorni, in altre occasioni tardano a manifestarsi.

Cosa sono

Cosa sono i Sintomi delle Prime Settimane di Gravidanza?

I sintomi delle prime settimane di gravidanza sono un insieme di manifestazioni, di entità variabile, che si verificano in seguito al concepimento.

La manifestazione più evidente e nota è il ritardo delle mestruazioni (amenorrea) a partire dal primo ciclo successivo al rapporto coitale fecondante. Questa non è, tuttavia, l'unica conseguenza dei cambiamenti associati all'inizio della gestazione.

Sintomi delle Prime Settimane di Gravidanza: quali sono i più comuni?

  • Amenorrea (assenza delle mestruazioni nei giorni attesi);
  • Piccole perdite di sangue (spotting da impianto);
  • Aumento del volume del seno e cambiamento del colore dei capezzoli;
  • Pollachiuria (stimolo più frequente a urinare);
  • Nausea;
  • Stanchezza e maggior desiderio di dormire;
  • Sbalzi d'umore;
  • Mal di testa;
  • Dolore lieve nella parte bassa dell'addome.

Cause

I sintomi delle prime settimane di gravidanza rappresentano il segnale con cui il corpo comunica le modifiche a cui si sta preparando.

I primi cambiamenti iniziano subito dopo il concepimento: nelle prime settimane, ogni 48 ore raddoppiano i livelli di gonadotropina corionica, la cui funzione è quella di stimolare il corpo luteo a produrre il progesterone, l'ormone principale della gravidanza.  

Come e Quando può iniziare una Gravidanza?

Il concepimento avviene dopo un rapporto sessuale, quando gli spermatozoi, risalendo l'utero, raggiungono la cellula uovo matura, rilasciata dall'ovaio durante l'ovulazione e disponibile per la fecondazione.  L'ovulo fecondato viene trasportato dal movimento delle cellule ciliate delle tube in direzione della cavità uterina, dove si annida nell'endometrio, ossia la mucosa interna dell'utero, all'incirca 6-7 giorni dopo il rapporto sessuale non protetto (quindi intorno al 21° giorno di un ciclo mestruale regolare di 28 giorni, se la fecondazione è avvenuta in quattordicesima giornata).

A questo punto, inizia anche la produzione della gonadotropina corionica, la cui subunità "beta" è importante per il funzionamento del test di gravidanza.

Il periodo in cui è possibile che l'uovo venga fecondato inizia 4-5 giorni prima dell'ovulazione e termina 1-2 giorni dopo. Ciò è possibile in considerazione del fatto che la cellula uovo matura, quando viene espulsa dall'ovaia, riesce a sopravvivere per circa 24 ore, mentre gli spermatozoi possono rimanere vitali nell'apparato genitale femminile fino a 72-96 ore. Pertanto, un rapporto sessuale non protetto avvenuto anche 3 o 4 giorni prima dell'ovulazione può portare alla fecondazione.

Sintomi delle Prime Settimane di Gravidanza: perché si manifestano?

L'insorgenza dei sintomi delle prime settimane di gravidanza dipendono da fattori metabolici, ormonali, gastrointestinali e psicologici.

Non appena avviene il concepimento, il corpo femminile inizia ad avvertire alcuni disturbi per effetto delle variazioni ormonali e degli altri cambiamenti che accompagnano l'inizio della gravidanza, come il rapido aumento di estrogeni e progesterone, la riduzione dei livelli di zuccheri nel sangue, l'abbassamento della pressione sanguigna e l'aumento della produzione di sangue. Questi ed altri fattori si sommano e contribuiscono alla scomparsa del flusso mestruale e alla sensazione di stanchezza molto frequente all'inizio della gravidanza. Il progesterone è responsabile, inoltre, di alterazioni del gusto e dell'olfatto, sbalzi d'umore e mal di testa.

Nel frattempo, il metabolismo rallenta ed è più facile per la donna soffrire di acidità di stomaco e difficoltà di digestione.

Sintomi delle Prime Settimane di Gravidanza: Dopo Quanto Tempo si avvertono?

I sintomi delle prime settimane di gravidanza sono molto soggettivi. Non tutte le donne, infatti, avvertono i medesimi segnali con le stesse tempistiche: alcune future mamme cominciano a sentire i primi segnali molto precocemente, altre non percepiscono nulla fino alla prima visita dal ginecologo.

Normalmente, il campanello d'allarme di una possibile gravidanza è rappresentato dal ritardo del ciclo (in genere, a partire da 10 giorni dopo il concepimento). Nella maggior parte dei casi, gli altri sintomi si avvertono a partire dalla quinta-sesta settimana di gestazione, ovvero circa 3-4 settimane dopo il concepimento.

Sintomi

Sintomi delle Prime Settimane di Gravidanza: come si riconoscono

I sintomi delle prime settimane di gravidanza possono essere diversi e numerosi e cambiano da donna a donna. Talvolta, persino la stessa mamma può vivere in modo differente due gestazioni.

In qualche caso, è possibile che il desiderio di maternità influenzi le percezioni e faccia credere di essere incinta. Altre volte, può accadere di confondere i sintomi delle prime settimane di gravidanza con una banale influenza o scambiarli per i disturbi premestruali, soprattutto se la gravidanza non è programmata.

Amenorrea o assenza delle mestruazioni

Uno dei sintomi delle prime settimane di gravidanza a cui una donna in età fertile e sessualmente attiva pensa quando sospetta di essere incinta è il ritardo delle mestruazioni.

Se successiva al concepimento, la mancata comparsa del flusso nel giorno atteso (o in prossimità dello stesso, in base alla regolarità del proprio ciclo mestruale) è fortemente indicativa dell'inizio di una gravidanza.

Chiaramente, il ritardo delle mestruazioni non è sempre attribuibile a tale situazione. Il flusso mestruale può tardare o non presentarsi per numerosi fattori come le brusche variazioni di peso, lo stress, i cambiamenti di clima e l'assunzione di particolari farmaci.

Per escludere i dubbi, è possibile eseguire un test di gravidanza ad uso domestico. Se una donna ha un ciclo mestruale regolare di 28 giorni, questo può essere effettuato fin dal primo giorno di ritardo delle mestruazioni, ossia a 7 giorni circa dall'annidamento dell'uovo fecondato ed a 14 dal presunto concepimento. In linea generale, infatti, questi strumenti sono in grado di identificare l'ormone beta-HCG da 8 a 11 giorni dopo l'ovulazione.

Tuttavia, dal momento che non tutti i test sono in grado di rilevare le più basse concentrazioni dell'ormone nelle urine e non è sempre possibile stabilire il momento esatto in cui si verifica la fase ovulatoria, soprattutto quando i cicli sono irregolari, è meglio eseguire la prova dopo quattro o cinque giorni di ritardo mestruale. In ogni caso, se il test è stato eseguito correttamente, si possono attendere alcuni giorni e ripetere la prova per confermare il risultato (spesso, la confezione contiene due stick). Quando il test di gravidanza domiciliare è positivo, è praticamente certo che la gravidanza ha avuto inizio, ma è consigliabile confermare il risultato attraverso un prelievo del sangue (dosaggio plasmatico) e fissare una prima visita ginecologica.

Se l'esito è dubbio o negativo ed il ritardo mestruale si protrae, è bene parlarne con il medico curante o il proprio ginecologo.

Piccole perdite di sangue

Lo spotting da impianto dell'embrione è uno dei sintomi delle prime settimane di gravidanza che si manifesta con piccole perdite ematiche, dal colore rosso vivo o scuro. Queste goccioline di sangue si riscontrano, in alcuni casi, una o due settimane dopo la fecondazione dell'ovulo (proprio quando sarebbero attese le perdite mestruali), quando l'embrione inizia il suo processo di annidamento nell'endometrio dell'utero.

Lo spotting da impianto può confondere la donna, in quanto potrebbe essere simile ad un lievissimo flusso mestruale. In realtà, queste perdite ematiche rientrano tra i sintomi delle prime settimane di gravidanza.

A gravidanza appena cominciata, una perdita ematica di scarsa entità può capitare anche per altre cause, come la rottura di capillari nel collo dell'utero (quest'organo è infatti più ricco di sangue nei mesi dell'attesa) successiva a un rapporto sessuale. Nel caso il sanguinamento diventasse abbondante è meglio rivolgersi al proprio ginecologo.

Perdite vaginali bianche

Dall'inizio della gravidanza, alcune donne notano la presenza di perdite bianche dall'aspetto lattiginoso. Questo sintomo può essere la conseguenza dell'ispessimento della parete della vagina, un fenomeno del tutto innocuo che ha inizio quasi subito dopo il concepimento. Tuttavia, se associato a cattivi odori, a sensazioni di bruciore o prurito è opportuno parlarne con il medico per escludere che alla base delle perdite ci sia un'infezione batterica o una micosi da candida.

Indolenzimento del seno

Tra i sintomi delle prime settimane di gravidanza rientrano i cambiamenti del seno e dei capezzoli.

Fin dal primo periodo della gestazione, le mammelle aumentano di volume e risultano turgide per l'effetto di estrogeni e progesterone.

Già a pochi giorni dal concepimento, il seno può fare male o diventare particolarmente sensibile. La sensazione che si può provare è simile a quella che molte donne percepiscono prima delle mestruazioni.

Questo sintomo tende a ridursi nell'arco di poche settimane: è sufficiente dare all'organismo il tempo di adattarsi ai nuovi livelli ormonali.

Altri sintomi delle prime settimane di gravidanza riguardano i capezzoli, che possono sporgere più del solito e risultano più sensibili. L'areola può diventare, invece, più scura, tendente al violaceo, e si allarga.  Il seno può anche ricoprirsi di vene più evidenti.

Nausea al mattino

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Durante le prime 12 settimane di gravidanza, circa l'80% delle donne incinte soffrono delle cosiddette "nausee mattutine". Questa sensazione sgradevole è accompagnata, in circa la metà dei casi, da vomito e da una forte avversione a certi odori, come, ad esempio, quello del caffè. Alcune gestanti avvertono questo disturbo, ma riescono a viverla come un fastidio di poco conto, che non compromette la vita quotidiana.

Nonostante si parli di "nausea mattutina", va precisato che questo sintomo associato alla gravidanza non è limitato solo alle prime ore della giornata: è più frequente al mattino, ma in realtà può farsi vivo a qualsiasi ora del giorno o della notte.

Come gli altri sintomi delle prime settimane di gravidanza, poi, alcune donne iniziano ad avere le nausee già dopo un mese dal concepimento, mentre altre non ne soffrono affatto per l'intera durata della gestazione.

Nella maggior parte dei casi, le nausee al mattino scompaiono tra la 16esima e la 20esima settimana di gravidanza o entro il terzo mese; in qualche occasione, però, il disturbo continua oltre la 20esima settimana.

In generale, è bene rivolgersi al medico nel caso in cui il malessere fosse continuo e impedisca di trattenere nello stomaco qualsiasi cibo o bevanda. Di solito, le nausee mattutine non mettono in pericolo la salute del bambino, ma quando sono molto gravi possono indicare la presenza di un'iperemesi gravidica. Quest'ultima situazione richiede un trattamento specialistico e, talvolta, rende addirittura necessario un ricovero in ospedale.

Stanchezza e forte desiderio di dormire

Uno dei più comuni sintomi delle prime settimane di gravidanza è la stanchezza.

La spossatezza e la sonnolenza derivano dal nuovo assetto ormonale e metabolico che si sta instaurando per accogliere una nuova vita: già una settimana dopo il concepimento e, più in generale, soprattutto durante le prime 12 settimane di gravidanza, l'aumento del progesterone provoca senso di stanchezza accompagnata da un irrefrenabile desiderio di dormire e riposare.

La dilatazione dei vasi sanguigni, l'abbassamento della pressione e la riduzione della glicemia possono addirittura portare alla comparsa di capogiri e di svenimenti.

A meno di altri problemi di salute, l'affaticamento indotto dalla gravidanza non è grave e può essere affrontato semplicemente riposando molto e arricchendo la propria alimentazione di cibi ricchi di proteine e di ferro.

Crampi addominali

Nelle prime settimane di gravidanza, è possibile avvertire sensazioni dolorose e crampi al basso ventre. Questa manifestazione risulta dall'espandersi dell'utero, che si allarga per fare spazio allo sviluppo dell'embrione.

Se i dolori sono particolarmente forti e proseguono per diversi giorni, però, è il caso di consultare il ginecologo, poiché potrebbero indicare la presenza di alcune patologie minori o più gravi, come le infezioni delle vie urinarie, la nefrolitiasi, l'aborto spontaneo o la rottura della tuba in corso di gravidanza ectopica.

Minzione frequente

Un altro dei sintomi delle prime settimane di gravidanza è lo stimolo più frequente a urinare rispetto al solito. Questo fenomeno dipende dall'aumento del sangue in circolo durante la gestazione, conseguenza della formazione della placenta, e dall'azione del progesterone, ormone che rilassa la muscolatura della vescica, rendendo di conseguenza più difficile trattenere la pipì.

La pollachiuria non si presenta solitamente con l'esatto esordio della gravidanza, ma qualche settimana più tardi. L'aumento della necessità di andare in bagno per svuotare la vescica inizia, di solito, tra la sesta e l'ottava settimana dopo il concepimento.

Nel caso in cui si sospetti non dipenda da una semplice conseguenza della gravidanza, ma sia correlata ad un'infezione delle vie urinarie o problemi di salute (ad esempio, il diabete), è bene parlarne con il proprio medico.

Sbalzi d'umore

Già dai primi giorni della gestazione gli ormoni condizionano molte sensazioni e possono determinare irritabilità e sbalzi di umore, quindi è probabile che la donna si senta più emotiva e fragile, propensa al pianto ed all'ansia, ma anche più euforica.

Altri Sintomi delle Prime Settimane di Gravidanza

Nelle prime fasi della gravidanza possono manifestarsi anche:

  • Mal di testa;
  • Sensazione di vago malessere;
  • Aumento della sensibilità ad alcuni odori e cambiamenti del gusto (es. strano sentore metallico in bocca, avversione per il caffè, perdita d'interesse nei confronti del tabacco ecc.);
  • Salivazione più abbondante rispetto alla norma;
  • Mutamenti dell'appetito (ad esempio, insolita avidità per certi cibi, precedentemente indifferenti);
  • Mal di stomaco o sensazione di gonfiore simile a quella provata nei primi giorni di flusso mestruale;
  • Mal di schiena;
  • Stitichezza.

Questi sintomi possono essere sempre indicativi di gravidanza?

Alcune delle manifestazioni elencate quali sintomi delle prime settimane di gravidanza possono essere dovuti ad altre cause. Tuttavia, qualora i diversi disturbi siano associati a segni organici specifici (es. tensione mammaria, aumento del volume dell'utero ecc.), la diagnosi di gravidanza è praticamente scontata.

Diagnosi

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Sintomi delle Prime Settimane: quando fare il test di gravidanza?

In caso di ritardo nelle mestruazioni, è sempre importante valutare l'eventualità di una gravidanza: se il ciclo ha qualche giorno di ritardo è sempre bene fare il test di gravidanza (come quelli facilmente reperibili in farmacia).

Il test va eseguito alla mancata comparsa della mestruazione ed eventualmente ripetuto a distanza di 7 giorni, cercando di seguire correttamente le istruzioni.

Altri accertamenti che si possono fare in caso di sospetti sintomi delle prime settimane di gravidanza comprendono i dosaggi ormonali, l'analisi del sangue e l'ecografia pelvica.

Qualche consiglio

Molti dei sintomi delle prime settimane di gravidanza possono essere facilmente alleviati o risolti con alcuni accorgimenti, come:

  • Cercare di eliminare o ridurre lo stress con qualche attività rilassante e piacevole, come leggere un libro o fare una passeggiata;
  • Tra un pasto e l'altro sgranocchiare cibi secchi, come cracker o grissini: la nausea si manifesta con maggiore facilità a stomaco vuoto;
  • Evitare l'assunzione di sostanze stimolanti che possono aggravare i sintomi (tè, caffè, bevande energetiche ecc.);
  • Astenersi dal fumo e dal consumo di alcol (entrambi fortemente controindicati in gravidanza);
  • Assumere rimedi naturali, come infusi o tisane rilassanti;
  • Prestare attenzione all'igiene intima, ricorrendo a prodotti specifici per non alterare l'equilibrio della flora batterica vaginale;
  • Evitare l'utilizzo di indumenti troppo stretti e aderenti che, favorendo gli sfregamenti, possono irritare la zona genitale;
  • Assicurarsi un'abbondante idratazione;
  • Mangiare cibi ricchi di fibre e praticare una moderata attività fisica, come la ginnastica o lunghe passeggiate: il movimento aiuta l'attività dell'intestino;
  • Assecondare le esigenze del corpo che sta cambiando e riposare ogni volta che se ne avverte l'esigenza, senza aspettare di arrivare al limite delle proprie forze.

Ultima modifica dell'articolo: 08/11/2018

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