Sintomi Influenza: Come Riconoscerli? Raffreddore o Influenza?

Sintomi Influenza: Come Riconoscerli? Raffreddore o Influenza?
Ultima modifica 12.10.2020
INDICE
  1. Generalità
  2. Sintomi Influenza: Come si Riconoscono?
  3. Rischi e Complicanze
  4. Quando Preoccuparsi
  5. Influenza o Raffreddore?
  6. Influenza o Sindrome Parainfluenzale?
  7. Influenza o COVID-19?

Generalità

Nella convinzione comune, il mal di gola, i dolori diffusi, la stanchezza, la tosse e qualche linea di febbre sono sempre manifestazioni dell'influenza stagionale. In realtà, altre malattie tipiche del periodo invernale possono presentarsi con sintomi molto simili: riuscire a distinguere un "forte" raffreddore, le sindromi parainfluenzali o l'infezione da Coronavirus dall'influenza vera e propria è importante per ricorrere ai trattamenti ed ai rimedi più adatti.

Influenza: Cos’è

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L'influenza è una malattia causata da Orthomixovirus che infettano l'apparato respiratorio (naso, gola e polmoni), il cui contagio segue un andamento tipicamente stagionale: in Italia, il picco si registra generalmente da dicembre a fine febbraio.

Il quadro iniziale dell'influenza è caratterizzato dall'insorgenza rapida e improvvisa di sintomi respiratori e generali, che includono tipicamente febbre (superiore ai 38°C), tosse, mal di gola, dolori ossei e muscolari diffusi, spossatezza e malessere generale.

Come si Trasmette l’Influenza?

I virus dell'influenza si trasmettono facilmente per via aerea, attraverso le goccioline di saliva e di muco emesse normalmente con starnuti, colpi di tosse o parlando a distanza molto ravvicinata con un'altra persona. Queste secrezioni respiratorie (droplets) possono depositarsi anche su oggetti e superfici, pertanto la trasmissione può avvenire anche per via indiretta, attraverso il contatto con mani contaminate da queste particelle. Per questo motivo, queste infezioni si diffondono più facilmente tra familiari, compagni di scuola o colleghi e nei luoghi chiusi e affollati come i mezzi pubblici, i bar o il cinema. Quando i virus raggiungono le mucose delle vie respiratorie provocano l'infezione.

Periodo di Contagiosità dell'Influenza

Le persone che contraggono il virus dell'influenza iniziano ad essere contagiose prima dell'esordio dei sintomi. In particolare, il periodo di contagiosità si estende a partire da 36-48 ore prima fino a circa 3-7 giorni dopo l'inizio della malattia. Ciò significa che il virus influenzale può essere trasmesso anche da persone apparentemente sane.

I bambini piccoli, le persone gravemente malate e coloro che hanno un sistema immunitario indebolito possono infettare gli altri per periodi più lunghi. Anche gli individui asintomatici - cioè che vengono infettati, ma non sviluppano mai sintomi evidenti - possono trasmettere l'influenza.

Sintomi Influenza: Come si Riconoscono?

L'influenza può causare quadri sintomatologici da lievi a gravi, caratterizzati da:

  • Sintomi a carico delle vie respiratorie, che sono sempre interessate (tosse, starnuti, mal di gola);
  • Manifestazioni generali, cioè a carico dell'intero organismo (brividi, febbre, cefalea, dolori muscolari diffusi, senso di spossatezza e di malessere generale).

Come Distinguere i Sintomi dell’influenza

L'insieme dei sintomi (variamente associati) e la modalità di comparsa determinano la corretta diagnosi. Innanzitutto, l'esordio dei sintomi influenzali è solitamente improvviso.

L'influenza è caratterizzata dalla presenza di:

  • Febbre elevata ad esordio brusco (38-40°C, dura almeno 3-4 giorni);
  • Brividi di freddo accompagnati da:

A livello sistemico, compaiono:

  • Dolori ossei e muscolari diffusi in tutto il corpo (responsabili della tipica sensazione di avere le "ossa rotte");
  • Debolezza fisica;
  • Sonnolenza.

Sono contemporaneamente presenti sintomi respiratori quali:

In qualche caso, possono manifestarsi congiuntivite, fotofobia (fastidio per la luce) e sintomi gastrointestinali, tra cui riduzione dell'appetito, nausea, vomito, diarrea e crampi addominali.

Nonostante ogni anno i virus dell'influenza cambino le proprie caratteristiche antigeniche, i sintomi restano più o meno sempre gli stessi.

Se non è presente la triade costituita da un repentino rialzo della temperatura, oltre i 38°C, disturbi generali ed almeno un sintomo respiratorio, ci si trova di fronte ad una sindrome parainfluenzale o ad un raffreddore.

L'influenza costringe a letto per almeno una settimana e può lasciare una sensazione di spossatezza che può durare anche dieci giorni/due settimane dopo la scomparsa dei sintomi.

Influenza: Quando Insorgono i Primi Sintomi?

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Il periodo d'incubazione dell'influenza, cioè il tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi clinici, è abbastanza breve, poiché dura circa 1-2 giorni.

Quanto Durano i Sintomi dell’Influenza?

I sintomi dell'influenza durano solitamente per 3-4 giorni e la maggior parte delle persone guarisce completamente dalla malattia entro una settimana, senza alcuna sequela significativa. In qualche caso, disturbi come la tosse e la spossatezza possono prolungarsi per 1-2 settimane.

Influenza: Quanto Dura la Febbre?

In caso di influenza stagionale, solitamente, la febbre dura almeno 3-4 giorni.

Rischi e Complicanze

Nei soggetti sani, l'influenza raramente è motivo di complicazioni, ma, nelle persone più vulnerabili, può aprire la strada ad altri disturbi.

Complicanze Influenza: Chi è più a Rischio?

Alcune categorie della popolazione presentano un aumentato rischio di sviluppare decorsi più gravi o incorrere nell'esacerbazione di malattie preesistenti (come asma, diabete e cardiopatie).

In particolare, sono considerate persone ad alto rischio:

  • Anziani (più della metà dei casi gravi e complicati si registrano nei soggetti di età superiore ai 65 anni);
  • Pazienti con malattie croniche, quali, ad esempio il diabete, le malattie immunitarie o cardiovascolari e quelle respiratorie;
  • Donne in gravidanza;
  • Bambini di età compresa fra i 6 mesi e i 5 anni;
  • Pazienti sottoposti a terapie che indeboliscono il sistema immunitario.

Quali sono le Possibili Complicanze dell’Influenza?

L'organismo già indebolito, infatti, è più esposto al rischio di complicazioni e coinfezioni (cioè infezioni concomitanti) da parte di altri virus o batteri. Le infezioni che più frequentemente si sovrappongono all'influenza sono la bronchite e la polmonite, suggerite dalla persistenza o dalla ricorrenza di febbre e tosse, dopo l'apparente risoluzione della malattia primaria.

In alcuni casi, possono subentrare disidratazione, infezioni alle orecchie (otiti) o sinusiti.

L'influenza può peggiorare, inoltre, problemi di salute cronici preesistenti; le persone con enfisemi, bronchiti croniche o asma possono accusare, ad esempio, un'insufficienza respiratoria, mentre chi è affetto da coronaropatie o insufficienza cardiaca può sviluppare uno scompenso cardiaco acuto.

L'influenza può determinare, inoltre, complicanze a carico dell'apparato cardiovascolare (miocardite), del sistema nervoso (encefalite) o dei muscoli (miosite, rabdomiolisi) e insufficienza multiorgano (ad esempio: insufficienza respiratoria e renale). Complicazioni meno comuni dell'influenza includono: tonsillite, convulsioni (nel bambino con febbre alta) e meningite.

Casi gravi di influenza si possono verificare anche in persone sane che non rientrano in alcuna delle categorie sopra citate.

Influenza in Gravidanza: Quali Rischi?

Se si contrae durante la gravidanza, l'influenza può indurre un travaglio prematuro (prima della 37esima settimana gestazionale), o determinare un basso peso alla nascita del bambino. Raramente, l'influenza può essere causa di aborto spontaneo.

Quando Preoccuparsi

In generale, è importante stare attenti a come evolve l'influenza: se nell'arco di 3-4 giorni le cose non migliorano e si nota un peggioramento, è meglio consultare il proprio medico per evitare di sottovalutare possibili complicazioni e valutare il trattamento più opportuno.

Influenza: Segnali di Allarme

In caso di influenza, alcuni sintomi sono da interpretare come gravi o preoccupanti e dovrebbero indurre a consultare tempestivamente un medico per l'opportuna valutazione del quadro clinico.

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Nel bambino

  • Respirazione veloce o difficoltà a respirare
  • Labbra bluastre o viso cianotico
  • Inspirazione forzata ad ogni atto respiratorio
  • Dolore al petto
  • Grave dolore muscolare (il bambino si rifiuta di camminare)
  • Disidratazione (niente urina per 8 ore, nessuna lacrima durante il pianto, secchezza delle fauci)
  • Mancanza di interazione quando è sveglio
  • Convulsioni
  • Febbre superiore a 40°C e, nei bambini di età inferiore a 12 settimane, qualsiasi rialzo febbrile
  • Febbre o tosse che prima migliorano, poi ritornano o peggiorano
  • Peggioramento delle condizioni mediche croniche

Negli adulti

  • Difficoltà a respirare o mancanza di respiro
  • Dolore o pressione persistenti al torace o all'addome
  • Vertigini persistenti, confusione, incapacità di svegliarsi
  • Convulsioni
  • Oliguria
  • Grave dolore muscolare
  • Grave debolezza o instabilità
  • Febbre o tosse che prima migliorano, poi ritornano o peggiorano
  • Peggioramento delle condizioni mediche croniche

Influenza o Raffreddore?

I virus dell'influenza e del raffreddore possono circolare contemporaneamente nello stesso periodo dell'anno.

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Raffreddore: Come Distinguerlo dall’Influenza?

Il raffreddore è un'infezione acuta virale, abitualmente non febbrile, che causa sintomi a carico delle vie aeree superiori, come naso che cola, tosse e mal di gola. Il disturbo si manifesta dopo un'incubazione di 24-72 ore e, nella maggior parte dei casi, si autolimita entro 10 giorni.

Il raffreddore esordisce tipicamente con "sensazione di raschiamento in gola" o faringodinia, starnuti frequenti, rinorrea, lacrimazione, congestione nasale e malessere generale.

Le secrezioni nasali sono inizialmente chiare, acquose e profuse, poi diventano mucoidi e purulente, dense, biancastre o giallastre.

I raffreddori possono esacerbare l'asma e la bronchite cronica per alcuni giorni.

Qual è la Differenza tra Influenza e Raffreddore?

Il raffreddore e l'influenza condividono molti sintomi, quindi può essere difficile distinguere tra loro in base alle sole manifestazioni sintomatiche. Entrambe sono malattie respiratorie, ma sono causate da virus diversi: l'influenza è provocata da Orthomixovirus; in circa il 50% dei casi, il raffreddore è conseguenza di un Rhinovirus e, meno spesso, dell'infezione da parte di Coronavirus, virus influenzali e parainfluenzali, Enterovirus, Adenovirus, virus respiratorio sinciziale e Metapneumovirus.

Segni e sintomi

Raffreddore Influenza

Esordio dei sintomi

Graduale Brusco

Febbre

Rara; non elevata (˂ 38°C) Comune e alta (˃ 38°C); dura 3-4 giorni
Dolori ossei e muscolari

Lievi

Comune; spesso gravi
Brividi

Raro

Abbastanza comune
Stanchezza, debolezza

Qualche volta

Comune
Starnuti

Comune

Qualche volta
Tosse

Da lieve a moderata

Comune (solitamente secca); può essere grave
Naso chiuso

Comune

Qualche volta
Mal di gola

Comune

 Qualche volta
Mal di testa

Raro

Comune
Lacrimazione 

Comune

Qualche volta

In generale, i sintomi dell'influenza sono più intensi rispetto a quelli provocati dal comune raffreddore: quest'ultimo è raro provochi gravi problemi di salute, come polmoniti o coinfezioni batteriche. Inoltre, le manifestazioni del raffreddore sono perlopiù limitate al naso e alla gola, esordiscono gradualmente e, di solito, si risolvono entro pochi giorni.

La congestione nasale è con maggiore probabilità associata al raffreddore; rara è la febbre ed i dolori muscolari.

Influenza o Sindrome Parainfluenzale?

Le sindromi parainfluenzali (dette anche sindromi simil-influenzali) sono infezioni del tratto respiratorio, spesso impropriamente etichettate come "influenza" in quanto ne mimano i sintomi. Queste forme possono comportare naso che cola, abbassamento di voce, mal di gola e tosse più o meno intensa. Anche la febbre può comparire, ma resta entro temperature piuttosto basse. In alcuni casi, non si presentano sintomi respiratori, ma diarrea e vomito.

Le forme simil-influenzali tendono a risolversi, in genere, nel giro di tre o quattro giorni e diversamente dall'influenza, non lasciano una sensazione di debolezza nei giorni successivi.

Come distinguere le Sindromi Parainfluenzali dall’Influenza

Le sindromi parainfluenzali più diffuse colpiscono l'apparato respiratorio e quello gastrointestinale.

  • Nel primo caso, si verifica una malattia a carico delle vie aeree superiori, simile ad un forte raffreddore associato a senso di stanchezza, mal di gola, tosse e qualche linea di febbre (spesso non supera i 38°C). Gli occhi possono lacrimare ed essere arrossati, le mucose iperemiche e la cute calda e umida per via della febbre. Nei bambini, i virus parainfluenzali possono causare laringotracheobronchiti acute (croup), il quale determina febbre, tosse, raucedine e stridore laringeo per ostruzione delle vie aeree superiori. Altre forme respiratorie si manifestano in modo simile alla polmonite ed alla bronchiolite.
  • Se le sindromi parainfluenzali colpiscono l'apparato gastrointestinale, invece, le manifestazioni iniziali comprendono generalmente mal di gola, febbricola, vomito, diarrea e dolori addominali.

Qual è la Differenza tra Influenza e Parainfluenza?

I sintomi delle sindromi parainfluenzali sono molto simili a quelli dell'influenza, ma è possibile distinguere le due condizioni soprattutto sulla base della presentazione e del decorso.

L'influenza vera e propria è un'infezione stagionale acuta caratterizzata da febbre alta (oltre 38 °C) improvvisa, dolori muscolari e articolari, mal di testa e malessere generale, nonché sintomi respiratori come tosse, mal di gola, naso congestionato o che cola.

A differenza dell'influenza, i cui sintomi persistono fino ad una settimana dall'esordio, le sindromi parainfluenzali, sebbene frequenti, sono solitamente lievi, autolimitate e di breve durata.

In assenza di interessamento delle basse vie respiratorie, la parainfluenza si risolve rapidamente, solitamente a distanza di tre-quattro giorni dall'esordio, nonostante la sintomatologia possa trascinarsi per qualche altro giorno (poche linee di febbre, lieve mal di gola, gonfiore addominale).

Da ricordare

L'influenza vera e propria si distingue per tre segni inconfondibili:

  • L'esordio è brusco;
  • Si manifesta con una febbre che raggiunge subito i 38°C (e oltre);
  • Provoca sintomi generali (come dolori alle articolazioni e ai muscoli) e respiratori, fra cui una caratteristica tosse secca.
Per saperne di più: Sindromi Parainfluenzali - Parainfluenza

Influenza o COVID-19?

Sia COVID-19 che l'influenza possono avere segni e sintomi di vario grado, che vanno da nessun sintomo (asintomatico) a sintomi gravi.

Come distinguere Influenza e Infezione da Coronavirus?

I primi sintomi di COVID-19 e influenza stagionale sono molto simili, pertanto difficili da distinguere: entrambe le condizioni sono malattie infettive caratterizzate da febbre alta e da una sintomatologia a carico dell'apparato respiratorio che inizia con mal di gola e tosse secca, stizzosa e insistente.

Nell'influenza, è abbastanza suggestivo che in associazione alla febbre si avvertano dolori ossei e muscolari, mal di testa e spossatezza.

Nell'infezione da nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2), la mialgia è riportata meno spesso rispetto all'influenza, mentre è comune, anche nelle fasi iniziali, l'alterazione di olfatto e gusto. Di solito, la perdita dell'olfatto è improvvisa e grave e non si accompagna a naso chiuso o naso che cola: gli odori non vengono più percepiti, neppure quando sono intensi o particolarmente sgradevoli. Anche la perdita del gusto è caratteristica: i sapori sono avvertiti in modo più blando e non si è davvero in grado di distinguere tra amaro, salato o dolce.

L'ageusia (cioè la perdita del gusto) e l'anosmia (perdita dell'olfatto) non si presentano nel decorso dell'influenza, mentre la modifica o la perdita del gusto e/o dell'olfatto tendono a comparire nei primi giorni della malattia conclamata, a volte addirittura come segni prodromici dopo l'infezione da Coronavirus, e persistono anche per alcune settimane dopo la guarigione, quindi possono contribuire alla diagnosi di COVID-19.

Purtroppo, non tutte le persone sperimentano queste due alterazioni e, in alcuni casi, la difficoltà a percepire gli odori è la semplice conseguenza di allergie concomitanti o altre cause di naso chiuso.

Altra differenza significativa è che, di solito, la difficoltà a respirare (fiato corto) è un sintomo frequente nell'infezione respiratoria da Coronavirus 2019-nCoV, mentre non è così di comune riscontro nell'influenza.

Va considerato, però, che se i sintomi di COVID-19 non sono particolarmente accentuati o difficili da interpretare rispetto ad altre infezioni tipiche del periodo, l'unico modo certo per fare una diagnosi differenziale è eseguire il tampone naso-faringeo, per la corretta identificazione e differenziare dei virus dell'apparato respiratorio presenti. In alternativa, sono disponibili anche i test sierologici; per approfondire, Test Sierologici COVID-19: Cosa Sono e Come Funzionano?

Segni e sintomi

Influenza COVID-19

Esordio dei sintomi

Sintomi ad esordio brusco Range di sintomi da lievi a gravi

Febbre

Comune (˃ 38°C); dura 3-4 giorni

Comune (˃ 37,8°C)

Stanchezza, debolezza

Comune

Qualche volta

Tosse

Comune (di solito secca)

Comune (di solito secca)

Perdita di olfatto e/o gusto

Raro

Comune
Fiato corto

No

 Comune
Naso chiuso o che cola

Qualche volta

 Poco comune
Dolori ossei e muscolari

Comune

 Qualche volta
Brividi

Abbastanza comune

 Raro
Starnuti

Qualche volta

 Comune
Mal di gola

Qualche volta

 Qualche volta
Mal di testa

Comune

 Qualche volta
Diarrea

A volte, nei bambini

 Raro

Decorso di COVID-19: le Differenze con l’Influenza

I virus dell'influenza tendono a causare la malattia prima rispetto al Coronavirus: l'influenza stagionale è preceduta da circa 1-2 giorni di incubazione, mentre il periodo che intercorre dall'esposizione al Coronavirus 2019-nCoV all'insorgenza della sintomatologia è più lungo. In media, trascorrono 5-6 giorni prima che una persona che ha contratto il virus manifesti i sintomi; il periodo di incubazione è stimato tra 2 e 11 giorni, ma può protrarsi fino a 14 giorni. Questo spiega l'isolamento per due settimane dei casi sospetti: entro quest'arco di tempo, se è stata contratta, l'infezione dovrebbe svilupparsi e dare luogo ai sintomi.

Per saperne di più: Coronavirus 2019-nCoV: Come Riconoscere i Primi Sintomi e Cosa Fare

Altra differenza importante riguarda il decorso:

  • Nell'influenza stagionale, l'esordio dei sintomi generali e respiratori è brusco, la febbre raggiunge subito i 38°C (e oltre) e dura 3-4 giorni; nella maggior parte dei casi, la malattia tende ad autolimitarsi entro una settimana.
  • Di solito, i sintomi di COVID-19 compaiono gradualmente: prima si manifesta un malessere generale, poi la febbre (oltre i 37,8°C, fino a 38,5°-39°C), anche associata a tosse e, a volte, diarrea. La malattia tende ad aggravarsi nell'arco di 5-7 giorni dalla comparsa dei primi sintomi, quindi sono possibili diverse evoluzioni: si va incontro alla guarigione senza particolari problemi oppure, se l'infezione da Coronavirus 2019-nCoV riesce a coinvolgere il tratto respiratorio basso, possono svilupparsi gravi polmoniti che possono condurre all'insufficienza respiratoria acuta.

COVID vs Influenza: Cosa C'è da Sapere

  • Il COVID-19 sembra diffondersi più facilmente dell'influenza e può causare quadri clinici più gravi, come la polmonite da Coronavirus 2019-nCoV.
  • La comparsa dei sintomi da COVID-19 è diversa da quella dell'influenza in termini di tempistiche assolute, così come il periodo di contagiosità risulta essere più lungo. In particolare, la finestra in cui può manifestarsi l'infezione da Coronavirus va da 2 a 14 giorni.
  • Un'altra importante differenza è che esiste un vaccino per proteggere dall'influenza, mentre, al momento, non esiste ancora un vaccino anti COVID. Il modo migliore per prevenire l'infezione rimane quello di evitare l'esposizione al virus adottando le misure di sicurezza indicate per il contenimento della malattia infettiva: distanziamento sociale, indossare la mascherina a coprire naso e bocca e corretta e frequente igiene delle mani.

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Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici