Sintomi, cause e rimedi utili all'astigmatismo

Sintomi, cause e rimedi utili all'astigmatismo
Ultima modifica 30.09.2022
INDICE
  1. Astigmatismo in breve
  2. Sintomi dell’astigmatismo
  3. Cause dell’astigmatismo
  4. Come correggerlo?

Astigmatismo in breve

Cos’è, sintomi, chi colpisce, cause e trattamento

L'astigmatismo è un tipo di errore di rifrazione dovuto all'asimmetria rotazionale nel potere rifrattivo dell'occhio, riconosciuto per la prima volta da Thomas Young nel 1801.

Tale condizione è responsabile di visione distorta o offuscata, a qualsiasi distanza, ed eventualmente: affaticamento degli occhi, mal di testa e difficoltà nella guida notturna.

L'astigmatismo si manifesta più spesso già dalla nascita e può cambiare o svilupparsi nel corso della vita. Nel complesso, pare colpisca il 30-60% degli adulti tra Europa ed Asia – il 23,9% solo in Europa e il 20% in Italia. Se manifesto già dalla prima infanzia e non trattato, può causare ambliopia.

Le cause di astigmatismo non sono chiare; tuttavia, si ritiene che sia legato a fattori genetici responsabili dell'irregolarità nella curvatura della cornea, e/o ad anomalie nel cristallino dell'occhio.

La diagnosi avviene previa visita oculistica, attraverso l'analisi della rifrazione oggettiva e soggettiva.

Il trattamento dell'astigmatismo può essere differenziato in tre soluzioni: occhiali, lenti a contatto e chirurgia.

Gli occhiali sono l'opzione più semplice, ma le lenti a contatto possono fornire un campo visivo più ampio. La chirurgia refrattiva modifica in modo definitivo la forma dell'occhio e può essere risolutiva, ma non senza un certo margine di rischio e di costi.

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Sintomi dell’astigmatismo

Come vede un astigmatico? Segnali per riconoscerlo

Quando l'astigmatismo è asintomatico, i segnali per riconoscerlo sono inesistenti o poco rilevanti.

Viceversa, gli astigmatici sintomatici mostrano vere e proprie complicazioni della funzione visiva; ma i quadri possono risultare più o meno gravi, e con manifestazioni talvolta diverse.

Il segnale più diffuso è la riduzione della vista, ovvero una diminuzione dell'efficacia visiva sia da vicino che da lontano.

Questa si associa molto spesso a:

  1. sfocature di vario genere, verticali od orizzontali, e a distanze differenti
  2. lo sdoppiamento della visione
  3. difficoltà nella visione notturna.

Alcuni esempi pratici sono: la difficoltà a distinguere il profilo montuoso in un panorama, la deformazione dei margini superiore e inferiore di oggetti (o anche numeri, lettere ecc.), un forte fastidio provocato dalle luci delle automobili dopo il crepuscolo, una stanchezza cronica agli occhi nonostante si utilizzino tutti gli accorgimenti per preservarli ecc.

Ne possono conseguire ulteriori sintomi e disagi correlati, tra i quali:

  • disallineamento oculare;
  • affaticamento, dolore o bruciore degli occhi;
  • lacrimazione;
  • mal di testa.

Alcune ricerche hanno inoltre evidenziato il legame tra astigmatismo e una maggiore prevalenza di emicrania.

Diagnosi di astigmatismo

L'astigmatismo dev'essere necessariamente diagnosticato con una visita oculistica.

Un esame completo prevede sia una serie di test per verificare la salute degli occhi, sia un esame della rifrazione.

L'oculista può utilizzare vari strumenti, focalizzare luci intense direttamente sui bulbi oculari e analizzare il comportamento degli occhi nella visione tramite specifiche lenti.

Cause dell’astigmatismo

La causa primaria dell'astigmatismo congenito non è ancora del tutto chiara, ma è probabile che sia almeno parzialmente correlata ad alcuni fattori genetici.

Diverso è se consideriamo l'astigmatismo acquisito, che insorge secondariamente ad eventi traumatici o patologie dell'occhio.

Astigmatismo congenito: cosa suggerisce la ricerca scientifica?

Gli studi basati sui gemelli omozigoti, iniziati nel 2007, hanno portato un contributo solo parziale alla comprensione dell'eziologia.

Si tratta di un ambito molto complicato, in quanto per studiare il fondamento genetico dell'astigmatismo si rende necessaria un'analisi dell'intero genoma (GWAS).

Sebbene non sia ancora giunti ad un risultato conclusivo, sono stati identificati vari potenziali meccanismi, come le varianti del gene PDGFRA sul cromosoma 4q12, associate all'astigmatismo corneale.

Uno studio di follow-up condotto nel 2013 sulla popolazione europea, tuttavia, non ha riscontrato alcuna variante significativamente associata all'astigmatismo corneale a livello dell'intero genoma (polimorfismo a singolo nucleotide rs7677751 presso PDGFRA).

[Yazar, Seyhan; Mishra, Aniket; Ang, Wei; Kearns, Lisa S.; Mountain, Jenny A.; Pennell, Craig; Montgomery, Grant W.; Young, Terri L.; Hammond, Christopher J.; Macgregor, Stuart; Mackey, David A. (2013). "Interrogation of the platelet-derived growth factor receptor alpha locus and corneal astigmatism in Australians of Northern European ancestry: results of a genome-wide association study". Molecular Vision. 19: 1238–1246].

Di fronte a tale incoerenza, uno studio di Shah e co. del 2018 ha incluso entrambe le popolazioni (asiatiche e nordeuropee). È stato quindi in grado di replicare con successo il locus significativo dell'intero genoma precedentemente identificato per l'astigmatismo corneale vicino al gene PDGFRA, con un ulteriore identificazione di tre nuovi geni candidati: CLDN7, ACP2 e TNFAIP8L3.

[Shah, Rupal L.; Guggenheim, Jeremy A.; UK Biobank Eye and Vision Consortium (December 2018). "Genome-wide association studies for corneal and refractive astigmatism in UK Biobank demonstrate a shared role for myopia susceptibility loci". Human Genetics. 137 (11–12): 881–896]

Altri studi GWAS hanno fornito risultati inconcludenti. Lopes e co. hanno identificato un locus con polimorfismo a singolo nucleotide del piombo rs3771395 sul cromosoma 2p13.3 nel gene VAX2 (VAX2 svolge un ruolo importante nello sviluppo dell'asse dorsoventrale dell'occhio).

[Lopes, Margarida C.; Hysi, Pirro G.; Verhoeven, Virginie J. M.; Macgregor, Stuart; Hewitt, Alex W.; Montgomery, Grant W.; Cumberland, Phillippa; Vingerling, Johannes R.; Young, Terri L.; van Duijn, Cornelia M.; Oostra, Ben (1 February 2013). "Identification of a candidate gene for astigmatism". Investigative Ophthalmology & Visual Science. 54 (2): 1260–1267].

Li e co., tuttavia, non hanno riconosciuto segnali genetici coerenti o significativi per l'astigmatismo refrattivo, suggerendo una possibile co-suscettibilità genetica diffusa per errori di rifrazione sferici e astigmatici. Hanno anche scoperto che la regione del gene TOX precedentemente identificata per l'errore di rifrazione era la seconda regione più fortemente associata.

[Li, Qing; Wojciechowski, Robert; Simpson, Claire L.; Hysi, Pirro G.; Verhoeven, Virginie J. M.; Ikram, Mohammad Kamran; Höhn, René; Vitart, Veronique; Hewitt, Alex W.; Oexle, Konrad; Mäkelä, Kari-Matti (February 2015). "Genome-wide association study for refractive astigmatism reveals genetic co-determination with spherical equivalent refractive error: the CREAM consortium". Human Genetics. 134 (2): 131–146].

Un altro recente studio di follow-up aveva nuovamente identificato quattro nuovi loci per l'astigmatismo corneale, due dei quali lo erano anche per l'astigmatismo: ZC3H11B (associato alla lunghezza assiale), NPLOC4 (associato alla miopia), LINC00340 (associato all'errore di rifrazione equivalente sferico) e HERC2 (associato al colore degli occhi).

Astigmatismo acquisito: quali le possibili cause?

L'astigmatismo può verificarsi anche a seguito di un intervento di cataratta o di una lesione corneale – da trauma o da malattia.

La contrazione della cicatrice dovuta alla guarigione di una ferita o all'estrazione della cataratta è responsabile del parziale appiattimento della cornea.

Il cheratocono, una patologia della cornea, la progressiva deformazione di quest'ultima provoca un astigmatismo di tipo "irregolare".

Come correggerlo?

Attenzione! La valutazione del disturbo deve essere effettuata dal medico oculista, che saprà consigliare o indicare la soluzione più adatta per ciascun paziente.

La correzione dell'astigmatismo può essere incentrata:

  • sull'applicazione di occhiali;
  • oppure di lenti a contatto;
  • sottoponendosi a chirurgia refrattiva.

Gli occhiali sono la soluzione più semplice, nonostante le lenti a contatto possano fornire un campo visivo più ampio.

La chirurgia refrattiva può essere risolutiva, in quanto modifica permanentemente la forma dell'occhio ma, come ogni forma di chirurgia elettiva, non è esente da rischi e costi maggiori rispetto alle opzioni non invasive (occhiali e lenti a contatto).

La scelta di un'opzione rispetto alle altre va fatta considerando alcuni fattori, come la salute complessiva degli occhi, lo stato di rifrazione e lo stile di vita.

Nella malattia cheratoconica, alcune lenti a contatto consentono una migliore acuità visiva rispetto agli occhiali. Un tempo disponibili solo in forma rigida e permeabile ai gas, le lenti toriche sono ora disponibili anche in forma morbida.

Nelle persone anziane, l'astigmatismo può essere corretto anche previo intervento alla cataratta, inserendo una lente intraoculare torica o eseguendo particolari incisioni – incisioni di rilassamento limbare (LRI). Statisticamente parlando, in queste specifiche casistiche, le lenti intraoculari toriche sembrano offrire migliori risultati rispetto alle LRI.

Le lenti intraoculari toriche possono essere utilizzate con efficacia sovrapponibile anche in pazienti con una storia di anamnesi oftalmica complessa – ad esempio un pregresso intervento chirurgico.

Lenti a contatto toriche: la scelta più diffusa

Come anticipato, le lenti a contatto toriche offrono il miglior risultato in termini di ampiezza del campo visivo. Hanno un potere refrattivo diverso sui vari meridiani e, grazie a particolari sistemi di stabilizzazione, rimangono orientate a seconda della forma e del grado di astigmatismo presente, facendo così ricomporre correttamente l'immagine sulla retina.

Le lenti a contatto offrono una visione più naturale, perché la distanza del sistema di correzione dall'occhio – maggiore negli occhiali – gioca un ruolo fondamentale. Essendo la lente, appunto, "a contatto", questa distanza si annulla e non subentrano differenze di ingrandimento tra i vari meridiani, con l'immagine che viene così messa a fuoco sulla retina.

Molti utenti d'altro canto, sembrano ancora restii per paura che risultino difficili da applicare o non confortevoli. In realtà, è solo questione di usare gli accorgimenti giusti e di un minimo di pratica.

Ogni lente torica riporta un riferimento per inserirla nel verso giusto ma, in ogni caso si colloca automaticamente nella giusta posizione dopo pochi ammiccamenti, grazie agli specifici sistemi di stabilizzazione (bilancio del peso e degli attriti).

In secondo luogo, i presidi di ultima generazione offrono un confort molto elevato. Indossarle non arreca solitamente alcun problema, con qualche eccezione per chi lamenta occhi secchi; ma anche in questo caso esistono specifiche soluzioni (lenti in silicone hydrogel e sostituti lacrimali).

Inoltre, si riducono moltissimo le complicazioni nella vita quotidiana, come la moltitudine di gesti che invece obbligano i portatori di occhiali.

Autore

Riccardo Borgacci
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer