Shibari: Cos’è il Bondage Giapponese e Come si Fa Kinbaku

Shibari: Cos’è il Bondage Giapponese e Come si Fa Kinbaku
Ultima modifica 27.01.2022
INDICE
  1. Cos’è
  2. Breve Storia dello Shibari
  3. Kinbaku
  4. Come Si Fa
  5. Sfatiamo Qualche Mito sullo Shibari
  6. Potenziali Benefici

Cos’è

Shibari: Cos’è l’Arte del Bondage Giapponese?

Shibari (o Kinbaku) è un'antica forma di bondage artistico giapponese, realizzata costringendo il corpo con corde di canapa, iuta o lino. 

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Peculiarità dello Shibari è l'uso di specifici kata (forme) e regole estetiche: gli schemi con cui viene applicata la corda e la posizione con cui si lega l'altra persona tramite torsioni e nodi in punti anatomici strategici è importante, poiché assume un valore simbolico e comunicativo.

L'obiettivo primo dello Shibari non risiede, infatti, nel controllo della persona legata, ma nel senso estetico e nel piacere visivo scatenato dalle forme create dalla pressione delle corde sulla pelle.

Shibari è una parola giapponese che significa "legare" nella maggior parte dei contesti, ma è usata nel BDSM per riferirsi a questo stile di bondage decorativo. In particolare, il termine Shibari è diventato di uso comune in Occidente negli anni '90 per descrivere l'arte del bondage Kinbaku.

Shibari = l’Arte Sensuale del Legare con la Corda

Lo Shibari Rope Bondage (anche noto come Japanese Rope Bondage per distinguerlo dalla variante Western) prevede di legare un partner, usando schemi semplici, ma visivamente intricati.

La complessità, la funzionalità e l'estetica di questo stile di BDSM sono state riconosciute e apprezzate in tutto il Mondo. Oggi, lo Shibari rappresenta una forma di espressione artistica sensuale e di cura di sé. Precisiamo questo punto sin da ora: lo Shibari può essere praticato anche da soli, tramite l'auto-legatura, come atto di self care, allo stesso modo della meditazione o di un'altra disciplina mente-corpo come lo yoga. In generale, lo Shibari non fa leva sulla tensione sessuale, ma prevede uno scambio fisico e mentale estremamente intimo, profondo e soddisfacente in chi lo pratica. Naturalmente, se il momento è così intenso da far sorgere desiderio sessuale, allora può esserci eccitamento e piacere, ma, contrariamente a quanto si possa pensare, il sesso non è l'unico motivo per cui le persone praticano lo Shibari.

Breve Storia dello Shibari

Lo Shibari attinge all'Hojōjutsu, un'arte marziale usata dai Samurai nel periodo Edo in Giappone (dal 1603 al 1868) per trattenere, trasportare e torturare i prigionieri di guerra con funi e corde. Considerato che questi prigionieri erano strettamente legati in base al loro crimine, l'Hojōjutsu aveva uno scopo funzionale, oltre che estetico e simbolico

Hojōjutsu scomparve, in seguito, dalla società. Le sue tecniche con le corde, tuttavia, si sono trovate nello scenario BDSM underground giapponese. La variante moderna di questa pratica divenne nota come "Shibari" o "Kinbaku".

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Lo Shibari divenne più popolare quando si fece strada in Europa e in America dall'inizio del 1900. Negli anni '50, le riviste pubblicarono le prime fotografie di bondage giapponese e gli spettacoli dal vivo misero in luce figure come il Nawashi (maestro di corda) o il Bakushi (da kinbakushi, che significa maestro di bondage), anche traendo ispirazione da altri forme d'arte dell'epoca tra cui il teatro Kabuki e le xilografie Ukiyo-e

Nel tempo, l'arte sensuale del legare con la corda si è evoluta in molte pratiche diverse e ha assunto varie declinazioni: l'interpretazione mutevole dello Shibari continua ancora.

Kinbaku

Shibari vs Kinbaku: Quali Differenze?

Kinbaku è una parola giapponese di recente introduzione (probabilmente risale al 20° secolo) che può essere resa come "legatura stretta", mentre Kinbaku-bi significa letteralmente "la bellezza della legatura stretta". Il termine Kinbaku allude all'uso della corda di canapa per trattenere i prigionieri, come simbolo di potere, allo stesso modo con cui le manette sono usate in un contesto BDSM occidentale.

Una distinzione moderna che ha guadagnato popolarità è che:

  • Shibari sia una pratica puramente artistica ed estetica;
  • Kinbaku si riferisca alla pratica artistica e sensuale nel suo insieme.

In realtà, tra i praticanti giapponesi dell'arte questa differenza non è così netta e i termini possono essere utilizzati in modo interscambiabile. Alcuni riferiscono un'interpretazione occidentale impropria del termine Shibari, in quanto, da vocabolario giapponese, significherebbe "legare" in modo generico e non nel contesto del bondage.

Come Si Fa

Lo Shibari prevede di legare una persona, facendo in modo che non riesca più a muoversi, con corde sottili (generalmente, il diametro è compreso tra 4-6 mm) e lunghe 7-8 m, a seconda della corporatura.

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Il tipo di fune tradizionalmente più utilizzato è quella di iuta a tre trefoli (Asanawa), mentre è raro che il Nawashi usi corde in fibra sintetica. Le fibre naturali si agganciano facilmente l'una all'altra, il che significa che il bondage può essere tenuto insieme dall'attrito di torsioni o nodi molto semplici.

Gli schemi per la legatura sono specifici, molti dei quali derivati dallo Hojōjutsu sebbene modificati in modo significativo per renderli più sicuri per il bondage. Come da tradizione orientale, il bondage giapponese mette in risalto tutto ciò che è imperfetto e asimmetrico.

Sfatiamo Qualche Mito sullo Shibari

Falso Mito 1: è tutta una questione di sesso.

Lo Shibari lascia molto spazio all'interpretazione, ma non è sempre una questione di sesso: il piacere sessuale può essere sicuramente uno di quei motivi per cui si pratica, ma l'esperienza rende implicita una componente psicologica intensa. Per esempio, è possibile sentirsi eccitati dal dolore o dalla consapevolezza del corpo che deriva dall'esperienza, senza finalizzare l'esperienza dal punto di vista dell'appagamento sessuale. Piacere sessuale o meno, durante le sessioni di Shibari è inevitabile sperimentare l'intimità con l'altra persona, indicativamente proporzionale alla fiducia stabilita.

Falso Mito 2: lo Shibari è doloroso.

Lo Shibari non è pensato per essere doloroso: se questa componente c'è, dovrebbe essere piacevole e mai intollerabile. Chiarire i reciproci confini (incluso il consenso) o le safe words (se necessario) possono eliminare molte delle incognite che potrebbero generarsi durante ogni esperienza. Alla base dello Shibari, ci deve essere la fiducia.

Falso Mito 3: lo Shibari è degradante.

Lo Shibari può essere interpretato come una sfida per il corpo e non dovrebbe mai evocare un senso di disagio o dare la percezione che venga a mancare il rispetto. In un certo senso, può essere paragonato ad una posizione yoga per la respirazione profonda utile a raggiungere un altro livello di forza mentale e rilassamento.

Falso Mito 4: lo Shibari non è sicuro.

Impegnarsi in qualsiasi forma di bondage con la corda può comportare alcuni rischi, ma, ancora una volta, non si tratta di dolore, forza o mancanza di rispetto. Prima di praticare lo Shibari, dovresti valutare quali sono i rischi per sé: buone domande da porsi riguardano qualsiasi condizione di salute mentale o fisica. Per esempio, l'essere trattenuti e senza controllo potrebbero innescare una reazione psicologica non desiderata nel caso di fossero sperimentati dei traumi o altre esperienze significative dal punto di vista emotivo.

Potenziali Benefici

Quello che si ottiene dallo Shibari dipende da motivazione e aspettative. I livelli su cui agisce la pratica possono contribuire ad aumentare la consapevolezza mente-corpo e l'intimità con un partner, oltre a stimolare la creatività e l'equanimità.

Al contempo, lo Shibari premierebbe con molti ormoni del benessere: il bondage giapponese è regolato dallo stesso principio della corsa, cioè spingersi al limite, per poi sperimentare gli effetti di endorfine, dopamina e serotonina, con l'opportunità di vedere di cosa è capace il proprio corpo.

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici