Secchezza oculare e miopia: quando è colpa del Covid?

Secchezza oculare e miopia: quando è colpa del Covid?
Ultima modifica 23.03.2021
INDICE
  1. Introduzione
  2. Covid-19 e disturbi agli occhi
  3. Irritazione e congiuntivite da virus
  4. Lo studio: Covid-19 e manifestazioni oculari
  5. Mascherina e disturbi alla vista
  6. Covid-19 e peggioramento della miopia

Introduzione

Bruciore, rossori, lacrimazione eccessiva, occhi stanchi e affaticati e difficoltà nel mettere a fuoco oggetti lontani. Questi sono i sintomi oculari più significativi sperimentati da coloro che hanno contratto il Covid-19. Anche chi non è entrato direttamente in contatto con il virus, però, ha avvertito irritazione e disturbi alla vista per via dell'uso prolungato di mascherine e di dispositivi elettronici per smartworking e didattica. 

Covid-19 e disturbi agli occhi

ll virus che causa il Covid-19 viaggia attraverso droplets, ossia piccole gocce che vengono rilasciate nell'aria quando una persona con l'infezione starnutisce, tossisce o parla. Nel momento in cui si respirano o inalano le goccioline, il virus entra nell'organismo e si replica. Si può entrare a contatto con il virus anche semplicemente toccandosi occhi, naso e bocca con le mani ormai infettate.

Irritazione e congiuntivite da virus

Il sintomo oculare più significativo sperimentato da chi è risultato positivo al Covid-19 è rappresentato dagli occhi irritati, secondo una nuova ricerca pubblicata su BMJ Open Ophthalmolog. Nonostante il Coronavirus sia principalmente una patologia a carico del sistema respiratorio, che ha fra i sintomi più comuni tosse continua e febbre alta, alcune ricerche hanno dimostrato che in alcuni soggetti positivi possono comparire manifestazioni oculari, come secrezione congiuntivale, sfregamento degli occhi e congestione congiuntivale.
 

Lo studio: Covid-19 e manifestazioni oculari

Secondo gli autori dello studio pubblicato su  BMJ Open Ophthalmology, i sintomi oculari sono presenti tra il 4% e il 31% dei soggetti affetti da Covid-19, ma possono essere sottostimati poiché di solito non sono gravi. 

La maggior parte delle domande che i ricercatori hanno rivolto al campione di persone esaminate è stata adattata dall'Ocular Surface Disease Index (OSDI) e dal Salisbury Eye Evaluation Questionnaire (SEEQ) che sono stati utilizzati in altri studi sul Covid-19. I ricercatori hanno raccolto dati online anonimi tra il 16 aprile e il 20 luglio 2020 da un totale di 83 partecipanti di età superiore ai 18 anni. Tutti i partecipanti erano risultati positivi al virus e la maggioranza (65%) erano donne.

I dati hanno mostrato che i sintomi di Covid-19 più segnalati sono stati: tosse secca (66%), febbre (76%), affaticamento (90%) e perdita dell'olfatto / gusto (70%). I 3 sintomi oculari più comuni erano fotofobia (18%), occhi irritati (16%) e prurito agli occhi (17%). La frequenza degli occhi irritati era significativamente più alta durante lo stato di positività del Covid-19 (16%) rispetto allo stato pre-Covid-19 (5%). L'81% dei partecipanti ha riferito di aver manifestato sintomi oculari entro 2 settimane da altri sintomi e l'80% ha riferito che essi sono durati per meno di 2 settimane.

 

Mascherina e disturbi alla vista

Anche la mascherina usata per proteggersi dal virus può causare dei disturbi alla vista. In particolar modo, se non la si posiziona adeguatamente sul viso, si rischia che il flusso d'aria espirato vada a contatto diretto con gli occhi causandone la disidratazione. Ciò provoca secchezza e aumenta l'attrito quando si apre e si chiude la palpebra.

Inoltre, i germi presenti naturalmente nella bocca, i cosiddetti germi saprofiti, sono molto aggressivi per l'occhio. Il processo mediante il quale si è soliti soffiare verso gli occhi quando si indossa la mascherina, porta il respiro agli occhi e può causare delle infezioni, che però, è utile sottolineare, sono piuttosto rare.

Covid-19 e peggioramento della miopia

La pandemia ha cambiato notevolmente le abitudini quotidiane di milioni di persone, tra queste l'esposizione prolungata e costante a schermi di devices elettronici. Lo smartworking e l'impossibilità di svolgere attività sportive e ludiche all'aperto si sono notevolmente ampliati. Tutto ciò ha avuto degli effetti anche sulla salute degli occhi, provocando un generale peggioramento della vista da lontano.

Il cristallino, una lente naturale che serve a mettere a fuoco gli oggetti che ci troviamo davanti, sia da lontano sia da vicino, la cui salute è fondamentale per la vista, si muove grazie al corpo ciliare, un muscolo elastico, la cui elasticità va diminuendo con il passare degli anni. Trascorrere tante ore a guardare oggetti da una distanza ravvicinata, come accade in questi mesi a causa della pandemia, porta il cristallino a dimenticare la sua forma iniziale e a impiegare un tempo maggiore per tornare al suo stato di riposo abituale. Per questo motivo, se si passano molte ore a guardare il computer o il cellulare, si può fare più fatica a ricominciare a guardare da lontano, non tanto a causa di una miopia vera e propria quanto per una "miopia da Covid-19" perché il cristallino non riesce a tornare immediatamente alla sua forma iniziale. 

Quando l'occhio si abitua a guardare sempre da vicino, è portato a focalizzarsi su questa tendenza, andando incontro alla miopia. 

La pandemia ha causato anche un aumento degli effetti psicologici delle videochat