Quanti mal di testa al mese sono considerati normali?

Quanti mal di testa al mese sono considerati normali?
Ultima modifica 15.12.2023
INDICE
  1. Introduzione
  2. Le forme più diffuse di mal di testa
  3. Cefalea: quante crisi possono comparire al mese?
  4. I consigli di prevenzione
  5. Il diario del mal di testa
  6. Quando servono i farmaci
  7. Cosa fare durante un attacco

Introduzione

Il mal di testa è una delle problematiche più diffuse in assoluto, a tutte le età. C'è chi ne soffre sporadicamente e chi invece ne è soggetto con una certa frequenza. Ma quanti mal di testa al mese sono considerati normali e quando invece bisogna preoccuparsi? In genere, si parla di cefalea frequente se si hanno meno di 15 crisi al mese e di cefalea cronica quando gli episodi sono più di 15.

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Le forme più diffuse di mal di testa

Il mal di testa rappresenta la più comune tra le sindromi dolorose. A oggi, sono state identificate diverse forme di cefalea, a loro volta suddivise in molte diverse "sottocategorie". Le forme più diffuse sono tre: la cefalea tensiva, l'emicrania e la cefalea a grappolo.

Si tratta di tre malattie a sé stanti, non legate ad altri processi patologici, che si distinguono fra loro per tipologia di dolore, frequenza, intensità e durata degli attacchi e regione del capo interessata dal dolore. Esistono, comunque, altre tipologie di mal di testa meno frequenti associate a malattie precise, dalla sinusite alla nevralgia.

 

Cefalea: quante crisi possono comparire al mese?

In linea di massima, si parla di mal di testa infrequente quando si verifica meno di un attacco al mese, di mal di testa frequente se compaiono da 1 a 15 crisi al mese e di mal di testa cronico se gli episodi dolorosi mensili sono più di 15. A seconda delle diverse forma di mal di testa però ci sono criteri più specifici e mirati per classificare frequenza, intensità e durata del dolore.

In linea di massima comunque se si supera la soglia di 15 attacchi al mese si è in presenza di una malattia cronica che richiede interventi mirati. Ovviamente anche un numero inferiore di episodi può essere problematico, a maggior ragione se il dolore è intenso e impedisce di condurre una vita normale.

Se si è soggetti al mal di testa dunque è sempre bene parlarne con il medico per capire le caratteristiche e la natura della propria problematica e capire come meglio agire per fronteggiare la situazione.

Sarà poi il medico a valutare se è il caso di inviare la persona a un centro specialistico. Sul territorio italiano, infatti, esistono ambulatori dedicati alla diagnosi e alla cura delle cefalee: si tratta dei Centri Cefalee, strutture specifiche dove operano neurologici specializzati nel settore.

Perché invece vengono le fitte alle tempie.

Perché la domenica viene più spesso il mal di testa.

I consigli di prevenzione

  • Limitare gli alcolici.
  • Smettere di fumare.
  • Fare attenzione ai cibi freddi.
  • Seguire una dieta sana ed equilibrata.
  • Evitare i digiuni, ma cercare sempre di fare 3 pasti e 2 spuntini.
  • Praticare un'attività fisica regolare.
  • Cercare di non soggiornare a lungo in ambienti troppo illuminati e/o troppo rumorosi.
  • Dedicarsi ad attività piacevoli e rilassanti, che aiutino a contrastare tensioni e nervosismo.
  • Svolgere pratiche anti-stress, come meditazione e yoga.
  • Controllare la postura e se serve correggerla.
  • Rispettare il ritmo sonno-veglia, concedendosi ogni giorno le giuste ore di sonno.
  • Stare il più possibile all'aria aperta, anche durante l'inverno.
  • Non curare il mal di testa con il fai da te, ma rivolgersi sempre al medico.

Il diario del mal di testa

Il primo passo per curare e anche prevenire la cefalea, di qualunque tipo, consiste nell'eliminare o quanto meno ridurre l'esposizione ai fattori scatenanti. Per conoscere quali sono è utile tenere una sorta di "diario del mal di testa" dove annotare, ogni volta che si soffre di un attacco cefalea, le attività svolte prima della sua comparsa, come pure i cibi consumati, gli eventuali farmaci assunti, i fattori ai quali ci si è esposti e così via.

In questo modo, controllando come si sono svolte le giornate in cui sono comparsi gli episodi dolorosi, si individuano con più facilità i fattori predisponenti. È utile anche annotare i sintomi avvertiti più frequentemente prima o durante le crisi dolorose, sia per aiutare il medico a inquadrare meglio la situazione sia per capire se i disturbi sono più accentuati in determinate situazioni.

Quando servono i farmaci

Se l'eliminazione o il controllo dei fattori scatenanti sono stati inefficaci per impedire o alleviare il dolore e la crisi è intensa e impedisce di svolgere le normali attività, si deve ricorrere alla cura farmacologica. È fondamentale evitare l'autocura e attenersi scrupolosamente alle indicazioni del medico.

In caso contrario si rischia di vanificare l'effetto dei medicinali, se non addirittura di creare dipendenza o tolleranza verso il farmaco.

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