Quanti giorni può durare il mal di schiena?

Quanti giorni può durare il mal di schiena?
Ultima modifica 30.01.2024
INDICE
  1. Introduzione
  2. La durata del mal di schiena è variabile
  3. Il dolore può diventare cronico
  4. I 3 tipi di mal di schiena
  5. Quando dipende da malattie specifiche

Introduzione

Il mal di schiena è una problematica molto comune, a tutte le età: secondo i dati ufficiali colpisce fino a 8 persone su 10 almeno una volta nella vita. Nella maggior parte dei casi, si tratta di un disturbo transitorio, che si risolve nell'arco di alcuni giorni, qualche settimana al massimo, con i giusti accorgimenti. Tuttavia, può succedere che si protragga anche fino ai 3-6 mesi e oltre: in questo caso si parla di mal di schiena cronico.

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La durata del mal di schiena è variabile

Sebbene sia flessibile e robusta, la colonna vertebrale è una zona anche molto delicata e sottoposta a diversi sforzi ogni giorno: questo spiega perché tutti, bambini inclusi, almeno una volta nella vita, hanno sofferto genericamente di mal di schiena.

Ma non tutti i mal di schiena sono uguali: dietro a questa espressione si possono nascondere problematiche molto differenti causate da fattori ben distinti, che si differenziano non solo per tipologia, natura e sede del dolore, ma anche per la sua durata. A seconda dell'origine del problema, dunque, si hanno tempistiche differenti di risoluzione.

Nella maggior parte dei casi, comunque, il mal di schiena migliora nel giro di qualche giorno o settimana (in media da 1 a 6-8 settimane), in maniera spontanea o ricorrendo a trattamenti specifici. Tuttavia, può capitare che recidivi, ossia che si ripresenti a distanza di qualche tempo.

Il dolore può diventare cronico

In alcuni casi il dolore alla schiena diventa cronico. Si parla di mal di schiena cronico quando il dolore alla colonna vertebrale persiste per almeno 3-6 mesi, arrivando a compromettere la qualità di vita dell'individuo colpito.

Si tratta di un dolore di difficile identificazione e definizione tanto che ogni soggetto riferisce sensazioni differenti: in alcuni casi è limitato alla schiena, in altri si irradia fino a glutei, fianchi e gambe.

Il dolore cronico può essere il risultato di un mix di cause diverse, come difetti di postura, problemi addominali, sforzi e vizi ripetuti dovuti alla professione svolta, malattie infiammatorie, pregressi interventi chirurgici, altre malattie della colonna. Più raramente la colpa è di un trauma.

I 3 tipi di mal di schiena

  1. Acuto: si tratta della forma di mal di schiena più comune, che in genere dura da pochi giorni a poche settimane. Si risolve spontaneamente o con trattamenti blandi (come riposo, cure farmacologiche, fisioterapia), senza associarsi a una perdita di funzionalità della colonna.
  2. Sub-acuto: è un dolore che si protrae più a lungo, in media dalle 4 alle 12 settimane. Può richiedere cure più specifiche, ma può anche risolversi in maniera spontaneo. Può essere più o meno intenso e invalidante a seconda dei casi.
  3. Cronico :è il mal di schiena che persiste per almeno 12 settimane. Può richiedere terapie combinate e può arrivare a influenzare la qualità della vita. Per questo non andrebbe mai trascurato.

Quando dipende da malattie specifiche

Anche in presenza di malattie specifiche, in alcuni casi, il mal di schiena non dura troppo a lungo. Per esempio, nell'ernia del disco si può iniziare a stare meglio nel giro di pochi giorni, un mese mezzo al massimo, perché l'ernia, nell'arco di poco tempo, tende a disidratarsi e ad asciugarsi. Poi viene in parte "mangiata" dai macrofagi, cellule che fanno parte del sistema immunitario, facendo venir meno la compressione dolorosa delle radici nervose.

Anche i sintomi della stenosi spinale (l'eccessivo restringimento dello spazio che accoglie il midollo spinale e le radici nervose) possono risolversi in poco tempo con farmaci antidolorifici e antinfiammatori, iniezioni di farmaci anti-infiammatori, riposo e/o fisioterapia.

In altre malattie, si possono alternare fasi di remissioni, in cui il dolore si affievolisce, ad altre di riacutizzazione.

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