Protesi al Ginocchio: quando farla e in cosa consiste?
Ultima modifica 14.12.2022
INDICE
  1. Cos'è
  2. Quando Farla
  3. Scopi
  4. Tipi di Protesi
  5. Durata
  6. Preparazione
  7. Come si esegue
  8. Altri articoli sulla 'Protesi al Ginocchio'

Cos'è

In cosa consiste la Protesi al Ginocchio?

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2022/12/14/protesi-ginocchio-orig.jpeg Shutterstock

La protesi al ginocchio è un dispositivo medico artificiale, indicato nella replicazione dell'articolazione vera e propria, quando questa è irrimediabilmente danneggiata.

L'installazione di una protesi al ginocchio avviene tramite intervento chirurgico; si tratta di una procedura comune, che in genere riguarda individui sopra i 50 anni.

Lo scopo della protesi al ginocchio è alleviare il dolore e ripristinare una certa mobilità articolare in quei soggetti con un ginocchio compromesso e che non rispondono alle terapie conservative.

L'intervento di protesi al ginocchio è invasivo e impone una riabilitazione post-operatoria appropriata, al fine di garantire un recupero soddisfacente.
Se l'applicazione è andata a buon fine e il paziente è scrupoloso nel seguire il percorso riabilitativo, la protesi al ginocchio garantisce risultati soddisfacenti; occorre precisare, tuttavia, che il paziente dovrà evitare determinate attività, poiché potrebbe inficiare sulla tenuta della protesi stessa (questo riguardo non è poi così difficile da seguire, in quanto solitamente ricorrono alla protesi pazienti anziani, che non hanno uno stile di vita particolarmente attivo).

Esistono diversi tipi di protesi al ginocchio; la scelta del modello dipende dalle caratteristiche della degenerazione articolare e da altri fattori (es: età del paziente).

Le protesi al ginocchio non sono eterne: generalmente, durano tra i 15 e i 20 anni, ma molto dipende dalle richieste funzionali del paziente.

Com’è fatto il Ginocchio: un breve ripasso

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2021/12/23/ginocchio-superfici-articolari-orig.jpeg Shutterstock

Il ginocchio è l'importante articolazione sinoviale del corpo umano, posta tra femore (superiormente), tibia (inferiormente) e rotula (anteriormente).
Alla sua costituzione prendono parte diversi elementi anatomici, tra cui:

  • Cartilagine articolare. Situata sulla superficie inferiore del femore, serve a proteggere quest'ultima dai danni da sfregamento.
  • Membrana sinoviale. Tappezza l'articolazione dall'interno e produce un fluido lubrificante, chiamato liquido sinoviale, che riduce le frizioni tra le varie componenti del complesso articolare.
  • Legamenti. Sono essenziali nel garantire la giusta stabilità all'articolazione durante i movimenti dell'arto inferiore.
  • Borse sinoviali. Sono piccole sacche di membrana sinoviale, ripiene di liquido sinoviale, che hanno funzione lubrificante e anti-sfregamento.
  • Menisco interno(o menisco mediale) e menisco esterno (o menisco laterale). Costituiti da cartilagine e situati sulla superficie superiore della tibia, i due menischi forniscono stabilità all'articolazione e proteggono la tibia dalle sollecitazioni provenienti dal femore, durante i movimenti dell'arto inferiore.

Con la sua posizione e le sue componenti strutturali, il ginocchio gioca un ruolo fondamentale nel sostenere il peso del corpo e nel permettere i movimenti di estensione e flessione della gamba, durante una camminata, una corsa, un salto ecc.

Per approfondire: Ginocchio: com'è fatto e come funziona?

Quando Farla

Quando serve la Protesi al Ginocchio?

Come le altre articolazioni sinoviali del corpo umano, anche il ginocchio può subire danni e processi di degenerazione.

I sintomi più comuni di queste condizioni sono: doloregonfiore scarsa mobilità articolare.

Se il danno/degenerazione articolare è di lieve entità, la sintomatologia tende a essere modesta e, il più delle volte, facilmente gestibile con interventi di natura conservativa.

Al contrario, quando danno e degenerazione sono importanti, i sintomi sono rilevanti e debilitanti, e, spesso, non rispondono alle terapie più tradizionali: è proprio in queste circostanze che sussistono le condizioni per ricorrere alla chirurgia protesica.

Riepilogando, quindi, l'applicazione della protesi al ginocchio è indicata in presenza di una degenerazione articolare severa, combinata a una sintomatologia incompatibile con uno stile di vita normale e senza sofferenze.

La protesi va intesa come un rimedio estremo, da attuare soltanto dopo opportune valutazioni e soprattutto dopo aver tentato una gestione conservativa della sintomatologia.

Quando operare di protesi al ginocchio??

  • Forte dolore e gonfiore
  • Rigidità articolare e ridotta mobilità del ginocchio
  • Difficoltà a svolgere le più comuni attività quotidiane
  • Qualità della vita compromessa

Quando è indicata la Protesi al Ginocchio?

Entrando nel pratico, ecco le principali condizioni che potrebbero indurre una degenerazione articolare tale da rendere necessaria la protesi al ginocchio:

  • Artrosi, anche nota come osteoartrite o gonartrosi (artrosi del ginocchio).
    È in assoluto il principale motivo di ricorso alla protesi al ginocchio.
    Si tratta di una patologia correlata soprattutto all'invecchiamento e caratterizzata dal consumo della cartilagine articolare, che protegge le superficie ossee impegnate nell'articolazione.
  • Artrite reumatoide.
    Si tratta di una malattia autoimmune, in cui il sistema immunitario, anziché difendere l'organismo dalle infezioni, lo aggredisce, procurando danni alle articolazioni.
    A livello articolare, l'artrite reumatoide colpisce, dapprima, la membrana sinoviale; dopodiché, agisce contro anche le componenti dell'articolazioni: la cartilagine, i legamenti e le superfici.
    La sintomatologia tipica: rigidità articolare, dolore e gonfiore.
    Anche in questo caso, la protesi è un trattamento proposto al paziente quando l'artrite reumatoide è grave e in fase avanzata.
  • Emofilia.
    È una malattia genetica ereditaria, che altera il normale processo di coagulazione.
    Tra le varie conseguenze, figurano anche gli emartri, ossia sanguinamenti all'interno delle articolazioni maggiori.
    Nel lungo periodo, le forme gravi di emofilia producono emartri che compromettono la salute delle articolazioni e ne favoriscono la degenerazione artrosica.
    Nel soggetto con emofilia, oltre al ginocchio, soffrono per la malattia anche l'anca e la caviglia.
  • Gotta.
    È una forma di artrite, caratterizzata dall'accumulo di acido urico a livello articolare.
  • Osteonecrosi (o necrosi avascolare).
    È la morte di una porzione del tessuto osseo dovuta a mancato o insufficiente afflusso di sangue.
  • Gravi infortuni al ginocchio.
    Si intende infortuni su cui è impossibile intervenire con la chirurgia riparativa.
  • Displasie osseee deformità del ginocchio (es: varismo o valgismo).
    Entrambe queste condizioni determinano una disposizione anomala degli elementi ossei articolari, i quali perdono progressivamente la loro mobilità e integrità.
    Hanno un'origine congenita e possono rivelarsi invalidanti.

Occorre precisare che la protesi al ginocchio non costituisce il trattamento di prima linea per le condizioni sopraccitate: va sempre inteso, infatti, come una terapia da adottare in caso di mancata risposta alle terapie conservative e in presenza di sintomi incompatibili con una vita normale.

Per capire, prendendo come riferimento l'artrosi del ginocchio, molte persone ne soffrono, ma non tutte hanno bisogno della protesi; quest'ultima, difatti, è indicata quando il grado di degenerazione della cartilagine articolare è elevato, la funzionalità articolare è fortemente compromessa e la gestione conservativa della malattia non dà più alcun beneficio.

Chi è il classico paziente sottoposto a Protesi del Ginocchio?

La maggior parte degli individui sottoposti a protesi al ginocchio appartiene alla popolazione anziana di età compresa tra i 60 e gli 80 anni; questi soggetti, d'altra parte, sono tra i più colpiti da condizioni come l'artrosi (del ginocchio) e l'artrite reumatoide.

Nel paziente più giovane, la chirurgia protesica è poco considerata, anche in presenza di un grave danno articolare; c'è la preferenza, infatti, verso soluzioni conservative o meno invasive (medicina rigenerativa).
Il motivo di ciò è abbastanza semplice: le protesi al ginocchio hanno durata limitata nel tempo, non sono eterne; di conseguenza, trascorso il loro tempo di vita, dovrebbero essere cambiate con un nuovo dispositivo, un'operazione molto più complessa del primo intervento di applicazione.

Scopi

Qual è l’obiettivo della Protesi al Ginocchio?

Lo scopo della protesi al ginocchio è molteplice:

  • Riduzione del dolore;
  • Miglioramento della mobilità articolare;
  • Miglioramento delle capacità motorie generali;
  • Miglioramento sensibile della qualità della vita.

Tipi di Protesi

Quanti tipi di Protesi al Ginocchio ci sono?

Esistono due tipi di protesi al ginocchio:

  • Protesi totale
  • Protesi parziale o monocompartimentale

Protesi Totale Ginocchio

Le protesi totali sono dispositivi studiati per ricoprire l'intera superficie articolare.

Il loro impiego è indicato quando la cartilagine articolare del ginocchio è consumata per la maggior parte.

Le protesi totali possono includere anche parti per replicare la faccia interna della rotula, quando quest'ultima è anch'essa fortemente degenerata.

L'innesto della protesi totale al ginocchio è, in assoluto, l'intervento più praticato.

Protesi Monocompartimentale Ginocchio

Le monocompartimentale, invece, sono studiate per ricoprire una sola porzione di superficie articolare.

Il loro utilizzo è indicato quando la degenerazione è limitata a un'area circoscritta di cartilagine, evenienza questa tipica di chi soffre di grave varismo o grave valgismo.

L'applicazione della protesi monocompartimentale riguarda solitamente i soggetti al di sotto dei 50 anni, che per una qualche ragione presentano una degenerazione parziale molto importante.

Criteri per la scelta del Tipo di Protesi

La scelta del tipo di protesi da impiegare dipende principalmente da due fattori:

  • Gravità ed estensione del danno articolare. Come si è visto, se il danno è molto esteso, è indicata la protesi totale; al contrario, se la degenerazione è limitata a un'area circoscritta della cartilagine, sussistono le condizioni per applicare una protesi monocompartimentale.
  • Età del paziente. In generale, per i pazienti anziani è prevista la protesi totale, mentre per quelli più giovani la monocompartimentale.
    Tuttavia, ci sono delle eccezioni; ecco quali: a un paziente anziano con un danno prevalente a carico di un'area di cartilagine è indicata maggiormente la monocompartimentale, poiché l'intervento di installazione è meno invasivo (ha poca importanza se dura di meno); viceversa, a un paziente più giovane con un danno generalizzato, che non risponde alle terapie conservative, è raccomandata una protesi totale, poiché dura più a lungo e un'eventuale sostituzione è più semplice rispetto al caso della monocompartimentale.

A conclusione, è doveroso segnalare che anche il peso corporeo del paziente è un fattore che incide sulla scelta del tipo di protesi.

Durata

Quanto dura una Protesi al Ginocchio?

Una protesi totale di ginocchio dura 15-20 anni; se la richiesta funzionale è scarsissima, può durare anche 25 anni.

Una protesi parziale, invece, ha vita più breve: 10-15 anni.

Preparazione

Come prepararsi all’intervento di Protesi al Ginocchio?

Prima dell'intervento di protesi al ginocchio, è previsto un percorso di esami diagnostici che serve al medico per stabilire:

  • Come si deve comportare il paziente prima della procedura
  • Qual è lo stato effettivo dell'articolazione

Anamnesi

Tramite un'anamnesi accurata, il medico viene a conoscenza dello stato di salute generale del paziente e soprattutto se assume farmaci che potrebbero compromettere il buon esito dell'intervento.
L'esempio tipico è quello degli anticoagulanti: se è in uso questa tipologia di medicinali, va temporaneamente sospesa, per evitare perdite di sangue eccessive.

La storia clinica, poi, è importante anche per identificare abitudini del paziente, che egli dovrebbe correggere, quanto meno temporaneamente, per favorire la guarigione e il recupero.
È il caso, per esempio, dell'abitudine al fumo: fumare rallenta il processo di cicatrizzazione delle ferite chirurgiche a livello cutaneo e osseo.

Esami radiologici

L'analisi precisa dell'anatomia articolare, svolta tramite risonanza raggi X e risonanza magnetica, consente di pianificare al meglio il futuro intervento: la protesi, infatti, è un dispositivo realizzato su misura del paziente.

Elettrocardiogramma

L'ECG fornisce informazioni relativamente allo stato di salute generale del paziente: un tracciato privo di anomalie è indicatore di un cuore sufficiente sano da sopportare un intervento chirurgico che prevede solitamente l'anestesia generale.

Fisioterapia prima della Protesi al Ginocchio: perché farla?

Un percorso fisioterapico pre-operatorio su misura può essere fondamentale per accorciare il recupero post-intervento.

Camminare, per esempio, è di grande giovamento, sia ai muscoli sia ai legamenti.

Un'altra raccomandazione molto importante è quella di eseguire alcuni esercizi di allungamento muscolare e tendineo per gli arti inferiori, e di rinforzo muscolare per gli arti superiori; quest'ultimi, infatti, saranno chiamati a un duro lavoro quando si farà uso delle stampelle.

Come si esegue

In cosa consiste l’intervento di Protesi al Ginocchio?

La procedura si divide in due momenti principali:

  • L'anestesia, che spetta a un medico anestesista, e
  • L'applicazione della protesi, che rientra invece tra le competenze di un ortopedico specializzato nelle patologie del ginocchio, in particolare nella chirurgia protesica del ginocchio.

Anestesia

L'intervento di protesi al ginocchio (sia di tipo totale, che di tipo parziale) prevede solitamente l'anestesia generale e, di conseguenza, l'addormentamento del paziente.

Tuttavia, è possibile anche optare per un'anestesia epidurale, che comporta agisce solo sulla parte inferiore del corpo e soprattutto non comporta l'addormentamento del paziente.

Protesi Totale Ginocchio

Ad anestesia avvenuta, comincia l'operazione vera e propria.

La procedura può durare da una a tre ore e prevede tre momenti cardine:

  • Incisione in corrispondenza della rotula;
  • Rimozione delle estremità ossee consumate di femore e tibia;
  • Impianto dell'articolazione artificiale.

Il medico operante esegue l'incisione a livello della rotula: ciò gli consente di spostarla e accedere all'articolazione.

Dopodiché, procede con la rimozione delle estremità consumate di tibia e femore e con la loro sostituzione con placche di metallo.
La parte distale del femore è sostituita da una placca di forma curva; la parte prossimale della tibia, invece, è rimpiazzata con una placca di forma piatta.

Indi, in mezzo alle due placche, che incolla alle ossa con una sostanza chiamata "cemento", inserisce un elemento spaziatore (o inserto) in plastica; esso svolge lo stesso ruolo della cartilagine articolare, evitando lo sfregamento diretto di femore e tibia.

Se anche la rotula è danneggiata, su quest'ultima, applica una placca metallica nella parte interna.

Terminate tutte queste procedure, richiude e sutura l'incisione.

Protesi Monocompartimentale Ginocchio

L'applicazione di una protesi monocompartimentale di ginocchio prevede gli stessi passaggi descritti per la protesi totale.

A cambiare è soltanto il dispositivo usato: la protesi, infatti, è limitata al settore mediale o laterale del ginocchio, a seconda di dove localizza l'area articolare degenerata.

A fine intervento, risulterà soltanto un'area dell'articolazione ricoperta da protesi (la mediale o la laterale), mentre l'altra è normale.

Protesi Ginocchio totale o parziale: pro e contro

La protesi parziale è meno invasiva di quella totale; essa, infatti, richiede tempi di guarigione più brevi, poiché l'incisione è meno profonda e il percorso riabilitativo più corto.

Tuttavia, presenta degli svantaggi notevoli, che inducono il chirurgo a optare, nella maggior parte dei casi, per la protesi totale.

Svantaggi della Protesi Monocompartimentale Ginocchio

  • Dura meno della protesi totale. Un intervento di sostituzione della protesi vecchia è assai problematico, molto più della prima operazione. Per esempio, il collante (o cemento), usato per fissare le placche, è assai resistente e rimuoverlo è molto difficoltoso.
  • Offre meno benefici terapeutici di una protesi totale. Il dolore, infatti, può ripresentarsi a distanza di tempo, in quanto la degenerazione articolare è un processo progressivo, che consuma le porzioni ossee non ancora sostituite dalla protesi.

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Per approfondire: Protesi al Ginocchio: recupero, rischi e benefici

Autore

Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza