Prostata e testicoli: la prevenzione inizia da giovani

Prostata e testicoli: la prevenzione inizia da giovani
Ultima modifica 31.03.2022
INDICE
  1. Introduzione
  2. Il sistema riproduttivo maschile
  3. Gli uomini tendono a trascurarsi
  4. La visita urologica e andrologica
  5. L’autopalpazione
  6. I campanelli di allarme
  7. I consigli utili

Introduzione

Quello delle malattie della prostata e dei testicoli è un argomento di cui, in genere, gli uomini giovani si disinteressano perché nell'immaginario collettivo esse sono considerate patologie tipiche di una certa età. In realtà, non è necessariamente così e in ogni caso bisogna fare attenzione fin da giovani perché la prevenzione andrebbe cominciata presto: è importante sottoporsi a controlli regolari e imparare a riconoscere sintomi sospetti il prima possibile così da tutelare al meglio il proprio sistema riproduttivo.

Il sistema riproduttivo maschile

Nell'uomo l'apparato sessuale è formato essenzialmente da tre organi:
- la prostata, ghiandola sessuale accessoria del sistema riproduttivo maschile, che si trova sotto la vescica, di fronte al retto, e circonda l'uretra, il canale che porta l'urina verso l'esterno. Il suo compito principale è quello di produrre una parte del liquido seminale che viene espulso con l'eiaculazione. Quando è sana, in genere, è grande quanto una noce, tuttavia con il passare degli anni o in presenza di determinate malattie tende a ingrossarsi;
- i testicoli, i due organi a forma ovoidale, di consistenza duro-elastica, localizzati alla base del pene. Contenuti in una sorta di sacchetto, lo scroto, hanno il prezioso compito di produrre gli spermatozoi e il testosterone, il più importante ormone maschile;
- il pene: organo cilindrico avvolto da cute, che ha sia funzione sessuale che urinaria. 

Gli uomini tendono a trascurarsi

In linea di massima, gli uomini tendono a prestare meno attenzione alla propria salute rispetto alle donne. Le ragioni sono diverse: per esempio il fatto che i maschi, a differenza delle femmine, non siano sottoposti ad alterazioni fisiologiche, tipo il ciclo mestruale o il parto, li porta spesso a osservarsi meno e a prestare scarsa attenzione ai campanelli di allarme; anche il ruolo da "duri" e da "forti" che la società ha imposto loro per anni non aiuta, in particolare a dare peso a sintomi come il dolore. Non bisogna dimenticare, poi, che molti uomini sono meno curiosi e sensibili rispetto alle donne, conoscono meno a fondo il proprio corpo e credono di non avere tempo per concentrarsi su certe "piccolezze". Il risultato è che non si curano come dovrebbero del loro corpo e in particolare di prostata e testicoli. Se quasi tutte le donne vanno regolarmente dal ginecologo, gli uomini non vanno quasi mai dall'andrologo (il "ginecologo" al maschile): spesso, gli chiedono un consulto solo in caso di malattia manifesta oppure grazie alla sensibilità della donna nel cogliere le modificazioni del loro corpo.

La visita urologica e andrologica

Ancora oggi, dunque, sono pochi gli uomini che si rivolgono all'andrologo o all'urologo per un controllo dell'apparato genitale. Invece, questi specialistici dovrebbero diventare per l'uomo quello che per la donna è il ginecologo: la prevenzione, infatti, passa anche attraverso queste visite specialistiche, la cui frequenza va stabilita dal medico in base ai singoli casi. Lo specialista, dopo un'attenta anamnesi, con cui raccoglie la storia clinica personale e famigliare del paziente e i sintomi avvertiti, in genere ispeziona prostata, pene e testicoli e può procedere con l'esplorazione rettale: dopo aver indossato un guanto lubrificato, inserisce un dito attraverso l'ano, con questo tasta la prostata e può individuare la presenza di eventuali masse sospette. Inoltre, può prescrivere delle indagini di approfondimento, come test del sangue, ecografia transrettale e/o dello scroto, urotac. L'ideale è sottoporsi a una visita specialistica in giovane età e poi attenersi alle indicazioni del medico per quanto riguarda la frequenza dei controlli successivi.

L’autopalpazione

Oltre a sottoporsi a una visita urologica/andrologica, gli uomini dovrebbero imparare, fin dall'adolescenza, a effettuare mensilmente l'autopalpazione dei testicoli, una manovra utile per individuare formazioni sospette e poter quindi consultare il medico. Conoscere perfettamente la conformazione dei propri testicoli e controllarla periodicamente permette di identificare precocemente ogni possibile variazione di forma, consistenza e sensibilità e di intervenire in caso di problemi. Ecco come procedere.

  • Se possibile sdraiarsi e prendere il testicolo fra le mani, avvolgendolo interamente con il palmo.
  • Ruotarlo delicatamente ma accuratamente fra indice e pollice, così da riuscire a esaminarlo nel dettaglio.
  • Palpare prima la parte inferiore di ogni singolo testicolo e poi il resto.
  • Osservare e toccare la zona per vedere se sono presenti eventuali noduli duri, formazioni rotondeggianti, gonfiori morbidi o altre anomalie.
  • Fare le stesse mosse con l'altro testicolo.
  • Ripetere l'esame in posizione eretta.
  • Se possibile, meglio effettuare l'autopalpazione dopo il bagno o la doccia calda.

 

I campanelli di allarme

Se si notano uno o più dei seguenti sintomi è bene chiedere un consulto al medico:

  • presenza di sangue nelle urine e nel liquido seminale;
  • bruciore al pene;
  • urgenza o aumento della frequenza della minzione;
  • noduli, indurimenti, gonfiori e alterazioni a livello dei testicoli;
  • senso di pesantezza a livello dei testicoli;
  • perdite involontarie di urina.

 

Anche il dolore quando si fa pipì è da non sottovalutare. 

I consigli utili

Per proteggere la salute di prostata e testicoli, oltre a sottoporsi alle visite specialistiche, a non sottovalutare eventuali sintomi e a eseguire regolarmente l'autopalpazione, è bene adottare uno stile di vita sano, in particolare è utile:

  • muoversi il più possibile perché la vita sedentaria è un fattore di rischio,
  • contrastare il sovrappeso, se necessario rivolgendosi a un nutrizionista,
  • seguire una dieta equilibrata e idratarsi correttamente.

Anche l'alimentazione può aiutare a ridurre il rischio di tumore alla prostata.