Polipi Iperplastici Intestinali di G.Bertelli

Generalità

I polipi iperplastici sono piccole protrusioni, simili ad un nodulo, che crescono nel rivestimento più interno dell'intestino.

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Tali lesioni sono di natura benigna e non correlano ad un rischio elevato di evoluzione in senso maligno, quindi vengono considerate sostanzialmente innocue.

La patogenesi dei polipi iperplastici intestinali non è del tutto chiara, ma sembra che questi siano dovuti ad un'anomala proliferazione delle cellule della mucosa intestinale, le quali si accumulano sulla superficie.

I polipi iperplastici intestinali non provocano disturbi particolari e solo raramente possono causare sintomi, quali perdite ematiche (rettorragie) o alterazioni dell'alvo. Pertanto, queste lesioni polipoidi vengono spesso individuate accidentalmente durante una colonscopia o un esame radiologico dell'intestino. In genere, i polipi iperplastici vengono diagnosticati nel corso della sesta o settima decade di vita.

La gestione prevede il trattamento chirurgico e/o la sorveglianza endoscopica.

Cosa sono

I polipi iperplastici sono proliferazioni epiteliali benigne che si formano nel rivestimento dell'intestino, più comunemente a livello del colon sigmoideo e del retto. Queste protrusioni sono molli e presentono una superficie liscia ed uniforme, di colorito pallido.

I polipi iperplastici intestinali sono tipicamente sessili (cioè presentano una grande base d'impianto e non sono peduncolati). Non avendo il "gambo", queste lesioni sono piatte o assomigliano ad un nodulo sulla parete dell'intestino e sporgono solo leggermente verso il lume interno dell'organo (canale intestinale).

I polipi iperplastici intestinali possono essere singoli o multipli. Le loro dimensioni sono variabili, ma generalmente hanno un diametro inferiore a 5 millimetri (mm).

Cause

I polipi iperplastici intestinali sono lesioni molto frequenti, soprattutto nelle persone anziane. Queste formazioni sono di origine benigna e non presentano elevati rischi di evoluzione in senso maligno (in altre parole, i polipi iperplastici hanno la stessa probabilità dei tessuti normali di degenerare in un tumore maligno).

Alla base dei polipi iperplastici, vi è un'eccessiva crescita cellulare (iperplasia): il rallentato ricambio delle cellule epiteliali e l'esfoliazione ritardata delle stesse componenti mature portano ad un "accumulo" superficiale di cellule caliciformi ed assorbenti. Le cause di tale fenomeno non sono ancora del tutto chiare, tuttavia è noto che alcuni fattori possono favorirne la comparsa.

I polipi iperplastici possono presentare diverse caratteristiche (es. microvescicolare, con prevalenza di cellule caliciformi, con scarsa produzione di muco, misto ecc.), senza che queste ne modifichino il comportamento clinico.

Significato clinico

L'iperplasia della mucosa intestinale può verificarsi come reazione non specifica a qualunque infiammazione (sotto forma di massa o lesione), adiacente o sovrastante. La presenza di questa tipologia di polipi può fornire, quindi, un indizio sull'eventuale presenza di un processo patologico rilevante.

Dal punto di vista clinico, il principale significato dei polipi iperplastici intestinali sta nella loro distinzione dagli adenomi serrati sessili, i quali sono istologicamente simili, ma caratterizzati da un potenziale di malignità. A differenza degli adenomi, i polipi iperplastici intestinali non presentano segni di displasia epiteliale.

Relazione tra polipi e cancro del colon-retto

Di solito, i polipi intestinali sono di natura benigna, cioè non evolvono in altre gravi patologie. Tuttavia, esiste un certo rischio di trasformazione in senso maligno; tale degenerazione, comunque molto lenta, è più probabile per alcuni tipi di polipi, come quelli di grandi dimensioni (diametro > 2 cm), numerosi e con un grado moderato o grave di displasia. Per questo motivo, la precoce identificazione e asportazione di polipi al colon sospetti ne previene una possibile evoluzione in cancro del colon-retto.

Il polipo intestinale neoplastico più comune è l'adenoma, che può potenzialmente progredire fino a trasformarsi in carcinoma. I polipi non neoplastici sono classificabili, invece, come infiammatori, iperplastici o amartosi.

Da un punto di vista molecolare, è stato evidenziato che le cellule epiteliali dei polipi iperplastici intestinali sono morfologicamente normali, ma possono presentare un'instabilità dei microsatelliti (deficit nel controllo degli errori di replicazione del DNA, che si manifesta con anormalità a carico di corte sequenze genomiche). Ne consegue che, pur essendo considerate prive di significato preneoplastico, queste lesioni polipoidi dell'intestino potrebbero evolvere in adenomi serrati sessili, qualora si venissero a creare determinate condizioni (soprattutto quando sono multiple o di dimensione maggiore al centimetro). Secondo recenti studi scientifici, alcuni polipi iperplastici intestinali potrebbero rappresentare, quindi, il primo stadio della classe dei carcinomi sporadici del colon.

Poliposi iperplastica

La presenza di almeno cinque polipi iperplastici nel colon (di cui almeno due con dimensioni superiori al centimetro) definisce una condizione patologica chiamata poliposi iperplastica. Questa presenta spesso una componente familiare ed è associata ad un significativo rischio di carcinoma del colon.

Fattori di rischio

I polipi iperplastici possono comparire a qualsiasi età, ma tendono ad insorgere soprattutto dopo i 50 anni.

Il rischio aumenta soprattutto se vi è una certa predisposizione familiare, cioè se altri parenti stretti hanno già manifestato la tendenza a sviluppare tali lesioni. Anche fumo, obesità, scarsa attività fisica ed abuso di alcol aumentano le probabilità di soffrirne.

Tra i fattori dietetici predisponenti, va ricordato l'eccessivo consumo di carni rosse e di grassi saturi in genere; viceversa, diete ricche di fibre e una sufficiente attività fisica sembrano avere un ruolo protettivo. Un altro importante fattore che aumenta le probabilità di sviluppare i polipi iperplastici è la presenza di malattie infiammatorie croniche del colon-retto, tra cui la rettocolite ulcerosa ed il morbo di Crohn.

Sintomi e Complicazioni

I polipi iperplastici intestinali sono lesioni tipicamente sessili, multipli, piccoli (entro i 5 mm di diametro), lisci e mollicci, che si trovano più comunemente nel colon sigmoideo e nel retto. Queste formazioni simil-nodulari sono macroscopicamente visibili a livello della superficie mucosa dell'intestino.

La maggior parte dei polipi iperplastici non provoca sintomi o disturbi particolari. La loro scoperta, quindi, è spesso occasionale, ad esempio durante test di screening o esami endoscopici eseguiti per altre ragioni.

In alcuni casi, alla presenza di polipi iperplastici si accompagna la presenza di muco nelle feci, diarrea o piccole perdite di sangue dal retto (ematochezie). Quest'ultime sono spesso impercettibili, quindi non visibili ad occhio nudo, ma sono rilevabili con un esame delle feci per la ricerca del cosiddetto "sangue occulto".

Talvolta, la perdita ematica cronica può indurre un'anemia microcitica, con astenia, dispnea da sforzo e calo ponderale.

Se i polipi iperplastici raggiungono dimensioni considerevoli, può comparire un dolore all'addome crampiforme, localizzato o diffuso; nel caso in cui le dimensioni siano tali da occludere il lume intestinale, compaiono, invece, vere e proprie coliche.

Segnali d'allarme

I campanelli d'allarme a cui prestare attenzione, perché potrebbero segnalare la presenza di un polipo intestinale sono due. Il primo è un significativo e inspiegabile cambiamento dell'abituale ritmo di evacuazione, che permane per qualche settimana. Il secondo è il riscontro visivo di sangue o di muco nelle feci, oppure una variazione della loro forma come una sottigliezza anomala.

Diagnosi

Spesso, i polipi iperplastici vengono individuati accidentalmente durante l'endoscopia colon-rettale (rettoscopia, colonscopia o pancolonscopia) o un esame radiologico dell'intestino.

Colonscopia

La colonscopia è un esame endoscopico che permette di guardare l'interno del colon attraverso un endoscopio, detto colonscopio. Quest'indagine viene attuata nell'ambito di un programma di screening (da ripetersi ogni decennio a partire dai 50 anni) o viene prescritta quando la presenza di polipi intestinali è sospettata in base ai sintomi presenti.

L'esame si effettua introducendo uno strumento flessibile a fibre ottiche attraverso l'orifizio anale, per poi farlo risalire delicatamente lungo il retto e il colon. In questo modo la colonscopia è in grado di trasmettere direttamente le immagini della mucosa intestinale, evidenziando l'eventuale presenza di polipi iperplastici intestinali. Inoltre, durante una colonscopia è possibile rimuovere lesioni di piccole dimensioni o eseguire delle biopsie. Su questi campioni bioptici viene poi eseguito l'esame istologico, che permette di accertare la natura dei polipi iperplastici intestinali ed il rischio di evoluzione maligna. Sulla base di questa valutazione, il medico deciderà, poi, se l'asportazione endoscopica sia sufficiente o se siano necessari interventi chirurgici più radicali (es. asportazione del tratto di intestino colpito dai polipi).

Clisma opaco a doppio contrasto

Un altro esame diagnostico è il clisma opaco a doppio contrasto; si tratta di una speciale radiografia che, grazie ad una miscela di aria e bario immessi nel colon tramite clistere, permette di visualizzare i polipi iperplastici a livello delle pareti interne del colon. Si tratta comunque di un esame di seconda scelta, eseguito nei casi in cui la colonscopia non può essere praticata sul paziente. La metodica non consente, tuttavia, di effettuare prelievi bioptici.

Esame delle feci per la ricerca del sangue occulto

Solo nei casi in cui i polipi provochino piccole perdite ematiche, un esame delle feci per la ricerca del cosiddetto "sangue occulto" può individuare tale anomalia e indirizzare verso una colonscopia di accertamento. Il controllo delle feci per il sangue microscopico permette di rilevare una perdita ematica per lo più cronica.

Anche se la ricerca del sangue occulto è importante per i disturbi del colon e del retto, bisogna tener presente che un test negativo NON esclude la presenza di polipi iperplastici intestinali. 

Trattamento

In linea generale, si consiglia sempre l'asportazione di eventuali polipi individuati nel corso della colonscopia. Tale approccio deve essere inteso come forma di prevenzione contro il tumore del colon-retto, anche in considerazione del fatto che non è possibile stabilire in maniera assolutamente certa se un polipo diventerà maligno oppure no.

I polipi iperplastici intestinali possono essere asportati chirurgicamente già durante l'esame endoscopico. Il colonscopio ospita, infatti, un canale attraverso il quale possono passare un'ansa o una pinza metallica. Questi dispositivi permettono di rimuovere le lesioni, mediante una procedura chiamata polipectomia endoscopica (gold standard).

Quando i polipi iperplastici intestinali sono di grandi dimensioni o si trovano in posizioni difficilmente accessibili, potrebbero essere necessari altri approcci chirurgici endoscopici o laparoscopici, per la loro rimozione completa.

Una volta asportati, i polipi iperplastici intestinali vengono inviati al laboratorio per la diagnosi istologica, per stabilire le caratteristiche delle lesioni e definire se queste sono benigne o se ci sono segni di una possibile trasformazione neoplastica. In base all'esito delle analisi ed a diversi altri fattori, quali ad esempio le caratteristiche citologiche dei polipi iperplastici intestinali, il medico potrà consigliare con quale frequenza sottoporsi alle future visite di controllo (sorveglianza endoscopica).

Giulia Bertelli

L'autore

Giulia Bertelli

Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici