Peste bubbonica: si può prendere dal gatto? Ruolo pulci, sintomi e cura

Peste bubbonica: si può prendere dal gatto? Ruolo pulci, sintomi e cura
Ultima modifica 13.02.2024
INDICE
  1. Cos’è la Peste bubbonica
  2. Cause e trasmissione
  3. Sintomi e complicanze
  4. Trattamento

Cos’è la Peste bubbonica

La peste bubbonica è una malattia infettiva acuta, contagiosa e febbrile. Solitamente, l'infezione viene trasmessa all'uomo attraverso il morso di una pulce infetta, spesso veicolata da una varietà di roditori, selvatici e urbani, che rappresentano il serbatoio dell'infezione. Il vettore classico della peste bubbonica è la pulce Xenopsylla cheopis.

La peste bubbonica è causata da un batterio Gram negativo a forma di coccobacillo, Yersinia pestis (così denominato in onore di Alexander Yersin, batteriologo dell'Istituto Pasteur, che isolò con successo il batterio nel corso di un'epidemia a Hong Kong nel 1894). Ancora oggi, questo piccolo batterio è responsabile della riaccensione di focolai della malattia, in varie parti del Mondo.

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Peste bubbonica: una malattia riemergente

La peste è stata protagonista di terribili epidemie fin dall'antichità; la più nota è quella "esplosa" in Europa fra il 1347 e il 1353, che decimò quasi un terzo della popolazione e, per questo, denominata "peste nera" o "morte nera". La peste si presenta come 3 eventi clinici principali: 1) peste bubbonica, 2) peste setticemica e 3) peste polmonare. La trasmissione da uomo a uomo è rara, tranne durante le epidemie di peste polmonare. La peste è diffusa in tutto il Mondo, in maniera irregolare: globalmente l'OMS riporta dai 1.000 ai 3.000 casi ogni anno, distribuiti soprattutto tra Africa, Asia e Sud America. Poiché il numero di casi umani è in aumento e le epidemie stanno ricomparendo in diversi Paesi dopo anni di quiescenza, la peste è attualmente considerata una malattia riemergente.

Cause e trasmissione

La peste bubbonica è la presentazione più comune della peste. La malattia nell'uomo segue il morso di una pulce infettata da Yersinia pestis. I batteri penetrano dall'area del morso e diffondono ai linfonodi regionali - solitamente nell'inguine (sito più comune), nell'ascella o nel collo - che diventano dolenti e gonfi (bubboni). Il periodo di incubazione della peste bubbonica varia, ma solitamente è compreso da 2 a 6 giorni.

Le ghiandole linfatiche ingrossate, chiamate bubboni, sono un segno distintivo della peste bubbonica.

Quali sono le cause della Peste bubbonica?

La peste bubbonica è una malattia infettiva causato dal batterio Yersinia pestis, un coccobacillo appartenente alla famiglia Enterobatteriaceae. L'infezione da Yersinia pestis è veicolata dalle pulci che infestano roditori selvatici e urbani (come topi, gerbilli, scoiattoli, marmotte e cani della prateria).

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Come si prende la Peste bubbonica?

In numerose aree endemiche, Yersinia pestis (agente eziologico della peste bubbonica) infesta i roditori selvatici e urbani (serbatoi animali del batterio).  Occasionalmente, la peste bubbonica può essere trasmessa anche dagli animali domestici, come gatti e, raramente, cani; gli esseri umani sono ospiti accidentali.

L'uomo viene contagiato tramite il morso di una pulce infetta (vettore della Yersinia pestis); più raramente, la peste bubbonica viene acquisita attraverso:

  • Contatto diretto
  • Inalazione di particelle (come espettorato e feci provenienti da animali o persone malate, manipolazione delle carcasse infette ecc.)
  • Ingestione di materiale organico proveniente da animali infetti
  • Esposizione ad aerosol (droplets) contenenti bacilli che causano la peste
  • Graffi o morsi di gatti domestici infetti

Nota bene: la sopravvivenza del bacillo dipende dall'interazione pulci-roditori e l'infezione umana non contribuisce alla persistenza dei batteri in natura. Delle 1500 specie di pulci identificate, solo 30 hanno dimostrato di agire come vettori della peste. Il più importante di questi vettori è Xenopsylla cheopis (pulce del ratto orientale).

Peste bubbonica: fattori di rischio

  • Morso di pulce
  • Contatto con un paziente o un potenziale ospite
  • Contatto con animali infettati da Yersinia pestis (cani, gatti) o roditori
  • Residenza in un'area endemica di peste
  • Presenza di una fonte di cibo per roditori nelle immediate vicinanze dell'abitazione
  • Campeggio, escursionismo, caccia o pesca
  • Esposizione professionale (es. ricercatori, veterinari)
  • Manipolazione diretta o inalazione di tessuti o fluidi tissutali contaminati

Dove è diffusa la Peste bubbonica?

Essendo una zoonosi, la peste si trova in tutti i continenti, ad eccezione dell'Oceania. Esiste il rischio di peste umana laddove coesistono la presenza di focolai naturali della peste (i batteri, un serbatoio animale e un vettore) e la popolazione umana.

Epidemie di peste si sono verificate in Africa, Asia e Sud America; ma a partire dagli anni '90, la maggior parte dei casi umani si è verificata in Africa. I tre paesi più endemici sono la Repubblica Democratica del Congo, il Madagascar e il Perù. In Madagascar, casi di peste bubbonica vengono segnalati quasi ogni anno, durante la stagione epidemica (tra settembre e aprile).

Negli Stati Uniti, la maggior parte dei casi di peste tra le persone si verifica in due aree: il New Mexico settentrionale, l'Arizona settentrionale e il Colorado meridionale, e un'altra area che coinvolge la California, l'Oregon meridionale e il Nevada occidentale.

Peste bubbonica: cosa c'entra il cambiamento climatico?

Una delle ragioni della ricomparsa della peste potrebbe essere il riscaldamento globale, che è ideale per aumentare la prevalenza della Yersinia pestis nella popolazione ospite. Al contempo, l'instaurarsi di cambiamenti ambientali e climatici (es. prolungate siccità) può dare luogo periodicamente a improvvise ed estese morie di roditori, che lasciano le pulci prive della loro fonte di nutrimento di elezione. Tali condizioni inducono questi parassiti, a ripiegare su altri mammiferi, come gli animali domestici e, occasionalmente, l'uomo.

Sintomi e complicanze

Peste bubbonica: quali sono i sintomi?

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Dopo un periodo di incubazione di 2-6 giorni, la peste bubbonica si presenta con sintomi simil-influenzali:

A livello cutaneo, nella sede del morso della pulce, può comparire una piccola vescicola.

La Yersinia pestis invade, successivamente, i linfonodi regionali corrispondenti provocando il processo infiammatorio che porta all'ingrossamento del "bubbone", che diventa molto dolente e circondato da un'area edematosa.

Cos'è il bubbone della peste bubbonica?

I bubboni sono linfonodi unilaterali, ovali, estremamente gonfi e possono variare da 2 a 10 cm di dimensione. I linfonodi femorali sono più comunemente coinvolti. I pazienti con un bubbone inguinale camminano zoppicando e l'arto interessato può trovarsi in una posizione di flessione, abduzione e rotazione esterna. L'ingrossamento dei bubboni porta alla rottura e alla fuoriuscita di pus maleodorante.

Le sedi coinvolte dalla peste bubbonica sono soprattutto l'inguine, l'ascella e il collo. Occasionalmente, l'infezione può coinvolgere i linfonodi mesenterici o retroperitoneali che imitano un addome chirurgico.

I bubboni ascellari, cervicali ed epitrocleari si osservano quasi sempre nella peste associata ai gatti.

Nel tempo, possono svilupparsi processi suppurativi e infezioni secondarie possono sovrapporsi alle lesioni primarie, complicando il decorso della malattia. Sono frequenti anche ipotensione arteriosa, tachicardia, tossiemia e shock. Il paziente può essere agitato, delirante, confuso e scoordinato.

Senza intervento, questo stadio può portare a peste polmonare secondaria o meningite o può diffondersi e manifestarsi come sepsi.

Il rischio di decesso correlato alla peste bubbonica non trattata arriva fino al 60%; il tasso di mortalità si riduce a < 5% quando viene instaurato un trattamento con antibiotici appropriati.

Trattamento

Peste bubbonica: come si cura?

Se diagnosticata entro le prime 24 ore dalla comparsa dei sintomi, la peste può essere trattata con successo con la somministrazione di antibiotici quali streptomicina, tetracicline, gentamicina, cloramfenicolo e doxiciclina.

Nella profilassi post-esposizione è impiegata anche l'associazione di trimetoprim e sulfametossazolo.

Tutti i pazienti con sospetta peste e segni di polmonite devono essere posti in stretto isolamento respiratorio per 48-72 ore dopo l'inizio della terapia antibiotica e tenuti lì fino a quando la polmonite non è stata esclusa o fino a quando la coltura dell'espettorato ha mostrato risultati negativi.

Il trattamento con antibiotici è raccomandato, secondo i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC) americani, anche nelle persone che entrano potenzialmente a contatto con il malato, per prevenire l'insorgenza della peste bubbonica.

Se il trattamento non è rapido, il paziente può morire nel giro di pochi giorni.

Per approfondire: Peste: cos'è? Cause, sintomi e perché preoccupa ancora

Autore

Dott.ssa Giulia Bertelli

Dott.ssa Giulia Bertelli

Biotecnologa Medico-Farmaceutica
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici