Cosa sapere e cosa fare quando si perde un dente

Cosa sapere e cosa fare quando si perde un dente
Ultima modifica 08.05.2023
INDICE
  1. Perdita di un dente: cosa sapere
  2. Impianto o protesi removibile
  3. Trattamento implantare: quali sono gli step principali
  4. Caratteristiche degli impianti
  5. Passaporto implantare: perché è bene richiederlo

Perdita di un dente: cosa sapere

La perdita di uno o più denti è un evento che può interessare tutti nell'arco della propria vita: può succedere agli anziani, così come ai giovani. Le ragioni per cui si perde un dente – in termini tecnici, si parla di edentulia - possono essere diverse e non sono esclusivamente correlate alle abitudini d'igiene dentale.
A prescindere dalle cause specifiche del caso, per mantenere la bocca funzionale e in salute, è importante rivolgersi quanto prima al proprio dentista, che potrà valutare la situazione e proporre la strategia più adatta alla sostituzione dei denti persi. Oltre all'estetica, infatti, la perdita di uno o più denti influenza la masticazione e fonetica.
Fortunatamente, grazie alle moderne tecniche implantologiche, l'edentulia può essere compensata con l'impianto di un nuovo dente artificiale.

Impianto o protesi removibile

I denti naturali sono formati da una radice dentale, ancorata saldamente nell'osso mascellare/mandibolare e da una corona dentale, che è la parte superiore visibile del dente.
Se si deve ripristinare uno o più denti è possibile scegliere tra una soluzione implantare o un trattamento convenzionale. Ecco quali sono le principali differenze:
Gli impianti dentali sostituiscono le radici dentali naturali. Si tratta di un piccolo, ma robusto perno in metallo o ceramica biocompatibile che viene inserito nell'osso mascellare o mandibolare in sostituzione della radice dentale. L'impianto costituisce la base per il fissaggio di singole corone, ponti dentali multipli o può essere utilizzato come ancoraggio per protesi dentali complete. Quando si tratta di ripristinare un singolo o più elementi dentali, gli impianti offrono il vantaggio di conservare la struttura ossea e del palato; inoltre, viene mantenuta la qualità della masticazione e i denti sembrano più naturali, sono fissi e non possono muoversi.
Le protesi removibili sostituiscono, invece, uno o più denti per mezzo di ganci o altri sistemi di fissazione mobili. Quando serve ripristinare un singolo dente, il trattamento convenzionale con ponte fissato ai denti adiacenti (rappresentano cioè il sostegno del ponte) prevede che gli elementi sani accanto al dente mancante siano limati e l'osso nella zona edentula può restringersi. Se i denti sono più di uno, viene utilizzata una protesi removibile che richiede il supporto di altri denti e/o della gengiva orale. Quest'ultima opzione può associarsi a instabilità della protesi, assorbimento osseo e cambiamenti del palato, oltre ad innescare fastidi con il movimento della protesi.


Per questa serie di motivi, un numero sempre maggiore di persone sceglie oggi soluzioni di implantologia dentale invece delle protesi tradizionali per ripristinare il proprio sorriso. Precisiamo che non esiste una soluzione universale, cioè una sola opzione non va bene per chiunque e qualsiasi situazione clinica. Prima di optare per l'uno o l'altro approccio di trattamento per ripristinare la mascella/mandibola con impianti dentali o protesi removibili, la scelta va fatta insieme al dentista e deve tenere conto di diversi fattori individuali, prima fra tutti la salute generale del paziente (vanno considerate, per esempio, la presenza di diabete o altre patologie che potrebbero influenzare l'esito del trattamento). In ogni caso, sarà sempre necessario un check-up implantare preliminare, con il quale è possibile valutare con precisione lo stato del supporto osseo e parodontale, nonché il bilanciamento del piano occlusale e, di conseguenza, pianificare il trattamento più adeguato al caso.

Per approfondire: Impianti dentali: quando intervenire con un trattamento immediato

Trattamento implantare: quali sono gli step principali

Quando si perde un dente, la procedura per realizzare un impianto dentale prevede i seguenti passaggi:

  1. Consulto ed esame: il dentista valuterà l'anamnesi dentale e medica del paziente, chiarendo quali siano le aspettative. Al termine del check-up preliminare, verranno illustrate le diverse opzioni di trattamento.
  2. Valutazione clinica e pianificazione: il dentista sottoporrà il paziente ad una valutazione clinica approfondita. Per essere un candidato adatto al trattamento di implantologia dentale è necessario avere sufficiente osso sano per l'ancoraggio dell'impianto. Le radiografie e le scansioni CBCT rilevano la qualità e la quantità ossea. In caso di osso insufficiente, sono disponibili opzioni per la generazione di nuovo osso.
  3. Chirurgia implantare: nella gengiva, il dentista creerà un accesso per inserire l'impianto dentale nell'osso, previa somministrazione dell'anestesia. Sopra l'impianto il dentista applicherà una componente secondaria di guarigione per aiutare a modellare la gengiva durante la guarigione. In questa fase, la zona edentula sarà ancora visibile. Se, insieme al dentista, si sceglierà una soluzione dentale provvisoria, in base alla dimensione e alla posizione dello spazio edentulo, sarà applicata una corona o un ponte in acrilico provvisoria/o, che può essere fissata/o ai denti naturali adiacenti. A termine del trattamento, il dentista fornirà le istruzioni dettagliate su ciò che potete fare e che dovete evitare subito dopo l'intervento. Ad esempio:
    • Applicare dei cuscinetti refrigeranti all'esterno, sul viso, per prevenire il sanguinamento e il gonfiore;
    • Evitare cibi e bevande calde che possono causare sanguinamenti indesiderati. Preferire cibi freddi;
    • Evitare di masticare direttamente sopra il sito implantare;
    • Assumere i farmaci prescritti come raccomandato;
    • Praticare con attenzione sciacqui orali e spazzolare delicatamente la zona circostante.
    Ci vorrà del tempo perché l'osso e i tessuti molli guariscano correttamente intorno all'impianto. Ciò dipenderà dal piano di trattamento e può variare da 2 a 9 mesi. Durante la fase di guarigione, si devono mangiare cibi morbidi che siano facili da masticare e si deve evitare l'alcol e il fumo. Il dentista darà istruzioni dettagliate su cosa fare e su cosa evitare e per quanto tempo.
  4. Controllo postoperatorio e rimozione delle suture: circa due settimane dopo l'intervento, il dentista controllerà la guarigione e rimuoverà le suture.
  5. Presa dell'impronta e realizzazione della protesi: quando l'impianto sarà completamente guarito, sarà il momento di iniziare la fase di restauro. Normalmente il restauro viene realizzato dal dentista in collaborazione con il laboratorio odontotecnico. Il dentista prenderà un'impronta dell'impianto per fornire al laboratorio le informazioni necessarie sulla posizione dell'impianto. Ciò significa che dovrete mordere un cucchiaio riempito con materiale da impronta. Il dentista sceglierà anche il colore del dente, in modo che il colore del restauro protesico armonizzi con quello dei denti adiacenti. Questa impronta serve al laboratorio odontotecnico come base per realizzare il restauro protesico con la stessa forma, dimensione e lo stesso colore del dente estratto.
  6. Applicazione del restauro protesico: quando la protesi definitiva sarà pronta, il dentista la fisserà al rispettivo impianto o ai rispettivi impianti ed effettuerà le necessarie regolazioni, assicurando che l'occlusione sia confortevole, funzionale ed estetica come pianificato. D'ora in poi, sarà possibili di nuovo mangiare, sorridere e ridere in modo naturale.

Caratteristiche degli impianti

Prima di vedere quali sono le caratteristiche, ricordiamo brevemente che un impianto dentale è formato da 3 componenti principali:
• Vite endossea: è la componente cilindrica che viene inserita all'interno dell'osso mandibolare o mascellare e verrà fissata col processo naturale dell'osteointegrazione. Questa parte determina la solidità dell'impianto dentale;
• Moncone: ha la funzione di legare la vite endossea e la protesi dentaria (o corona);
Protesi dentaria: nota anche col nome di corona o capsula, è la parte più esterna e visibile, indistinguibile dai denti naturali.


Gli impianti dentali non sono tutti uguali, ma si differenziano per tre principali caratteristiche:
Materiale: il materiale biocompatibile più diffuso è il titanio, nello specifico il titanio grado IV. Si tratta di un metallo con un elevato grado di purezza che permette un'adeguata stabilità e viene riconosciuto dall'organismo come proprio e non come estraneo: ciò è alla base dell'osteointegrazione. Altro materiale utilizzato per la realizzazione degli impianti dentali è lo zirconio. Questi due metalli sono disponibili sul mercato anche in combinazione: il risultato è un materiale con una resistenza alla trazione e alla fatica superiore agli impianti comparabili in titanio.
Forma: la vite endossea presenta delle spire che permettono sia un contatto con l'osso più naturale, sia un'osteointegrazione più semplice. La forma di vite endossea più diffusa è quella cilindrica o tronco-conica poiché, richiamando la forma naturale della radice del dente, rende il risultato il più naturale possibile.
• Superficie: le tecnologie di superficie sono la base per un'osteointegrazione predicibile, servendo all'ancoraggio osseo dell'impianto e facilitando l'adesione cellulare; si va dalle superficie lisce a quelle ruvide, fino alle macro- e micro-rugose. Tra le più performanti attualmente utilizzate e meglio documentate in implantologia rientrano le superfici implantari micro-ruvide, in quanto hanno dimostrato eccellenti proprietà di osteointegrazione rispetto alle superfici lisce o lucidate, favorendo il contatto osso-impianto.

Passaporto implantare: perché è bene richiederlo

Il passaporto implantare è un documento compilato dal dentista che realizza il trattamento e che riporta in dettaglio:
• Tipologia di intervento effettuato
• Materiale utilizzato
• Data d'inserimento
• Posizione dell'impianto nella bocca.

Nel passaporto è indicato, inoltre, il codice articolo ed il numero di lotto dell'impianto, riferimenti che ne consente la rintracciabilità anche ad anni di distanza.
Il passaporto implantare non è obbligatorio per legge, ma perché è sempre bene chiederlo: ogni studio dentistico è tenuto a fornire una certificazione di originalità dei propri impianti e componenti protesici, affinché il paziente possa ricevere assistenza in qualunque parte del mondo si trovi e nelle più svariate eventualità. Può capitare, infatti, di dover trasferirsi in un'altra città, trovarsi lontano da casa per lavoro o vacanza o cambiare studio dentistico per i motivi più svariati: in questi casi, il passaporto implantare rappresenta un supporto importantissimo e permette di intervenire nel modo più adeguato. Prendendo visione di questa cartella, qualunque dentista potrà avere un quadro clinico preciso della bocca del paziente e, di conseguenza, regolarsi per gli interventi o per le procedure di mantenimento.

Autore

Dott.ssa Giulia Bertelli

Dott.ssa Giulia Bertelli

Biotecnologa Medico-Farmaceutica
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici