Parasonnie: Cosa Sono, Cause, Sintomi e Terapia di G.Bertelli

Generalità

Le parasonnie sono disturbi del sonno episodici caratterizzati da comportamenti anomali o eventi fisiologici indesiderati che avvengono durante specifici stadi del riposo o nei passaggi sonno-veglia.

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Le manifestazioni tipiche possono includere movimenti, sogni, emozioni o percezioni correlate al sonno. I movimenti delle parasonnie possono apparire complessi e propositivi per gli altri, cioè sembrano finalizzati al raggiungimento di un obiettivo; in realtà, chi ne soffre rimane addormentato e, spesso, non ricorda che l'episodio si sia verificato.

In alcuni casi, le parasonnie possono causare traumi e disturbare il sonno del paziente o di chi gli sta vicino.

Cosa Sono

Cosa s'intende per Parasonnie?

Le parasonnie rappresentano un gruppo eterogeneo di disturbi del sonno. Questi sono caratterizzati da comportamenti anomali o eventi fisiologici inusuali che si verificano mentre si dorme.

In particolare, le parasonnie possono verificarsi:

  • Durante l'addormentamento;
  • Mentre si dorme;

oppure

  • In prossimità del risveglio.

Le parasonnie avvengono senza particolari alterazioni dei meccanismi o dei cicli temporali quotidiani del sonno stesso.

Parasonnie: quali sono?

Le parasonnie comprendono un'ampia varietà di condizioni, completamente differenti tra loro, che possono essere distinte in:

  • Parasonnie primarie: disordini del sonno a sé stanti;
  • Parasonnie secondarie: fenomeni indicativi della presenza di disturbi a carico di altri sistemi dell'organismo che si manifestano durante il sonno.

Le parasonnie possono essere classificate anche a seconda degli specifici stadi del sonno in cui si verificano (fase del sonno REM, Rapid-Eye-Movement; sonno non-REM o NREM, Non-Rapid-Eye-Movement).

Tra le parasonnie più comuni rientrano:

Classificazione Internazionale delle Parasonnie

Disturbi del sonno NREM (disordini dell'arousal)

  • Risvegli confusionali
  • Sonnambulismo
  • Pavor nocturnus (terrori notturni)

Disturbi associati alla transizione sonno-veglia

Parassonnie associate alla fase REM

Altre parasonnie

Cause e Fattori di Rischio

Parasonnie: cosa le provoca?

In generale, le parasonnie risultano da un'attivazione del sistema nervoso centrale, con coinvolgimento, ad ore e in momenti inappropriati (cioè durante il sonno), di uno o più dei seguenti sistemi:

  • Sistema motorio;
  • Sistema nervoso autonomo;
  • Sistema cognitivo.

Le manifestazioni correlate alle parasonnie si verificano più frequentemente entro 1-2 ore dall'addormentamento. Un episodio mediamente dura qualche minuto, ma la sua durata può essere molto variabile (da qualche secondo fino a mezz'ora). Spesso, le persone che soffrono di parasonnie non conservano alcun ricordo degli episodi.

Le cause che possono esacerbare il fenomeno non sono ancora del tutto note, ma pare siano coinvolti lo stress e le condizioni che disturbano il sonno.

I fattori che possono innescare le parasonnie o peggiorarle comprendono:

  • Stimolazioni sonore o luminose durante il riposo;
  • Distensione vescicale (vescica piena);
  • Disturbi respiratori nel sonno (es. apnee notturne ostruttive, asma ecc.);
  • Abitudine del riposo diurno;
  • Alterazioni dell'equilibrio idro-salino;
  • Consumo eccessivo di alcol;
  • Assunzione di alcuni farmaci, come i sedativi e gli antidepressivi;
  • Febbre (soprattutto nei bambini);
  • Ipertrofia adenoidea;
  • Otiti medie;
  • Reflusso gastroesofageo;
  • Deprivazione di sonno;
  • Pasto serale troppo pesante.

Un ruolo chiave è svolto anche dai fattori genetici: il rischio di sperimentare le parasonnie è più alto per le persone che presentano almeno un familiare di primo grado con la stessa problematica.

Parasonnie: esiste un significato patologico?

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Nella maggior parte dei casi, le parasonnie sono fenomeni parafisiologici ad evoluzione benigna, cioè non correlano ad un significato patologico (non sono associate ad alcun tipo di malattia fisica, né psichica) e tendono alla risoluzione spontanea. Alcune di queste manifestazioni sono piuttosto comuni, infatti, nel corso dell'infanzia e tendono a ridursi o scomparire con l'età adulta; ne sono un esempio l'enuresi notturna o il pavor nocturnus. Queste perturbazioni non patologiche del sonno non sono associate a traumi, esperienze del vissuto o problemi emotivi.

Tuttavia, se assumono particolari caratteristiche per frequenza o intensità, le parasonnie possono essere interpretate come sintomo spia di alcune condizioni patologiche, quali ansia, depressione, disturbo post-traumatico da stress e malattie neurologiche. Il fenomeno è presente anche in soggetti con disturbo borderline e schizofrenia.

Sintomi

Quali sono i Sintomi delle Parasonnie?

Le parasonnie comportano manifestazioni molto eterogenee, che compaiono durante il sonno o sono esacerbati da questo. A differenza delle dissonnie, questi disturbi non comportano insonnia o eccessiva sonnolenza diurna.

Cosa s'intende per Dissonnie?

Allo stesso modo delle parasonnie, le dissonnie appartengono al gruppo primario dei disturbi del sonno e sono caratterizzati da un riposo disfunzionale per qualità, quantità o ritmo. Ciò si traduce in difficoltà ad addormentarsi, veglia notturna e/o risveglio precoce.

Le possibili manifestazioni associate alle parasonnie comprendono:

Le parasonnie sono spesso associate ad un'attivazione del sistema nervoso vegetativo, con sintomi come tachicardia, pallore, sudorazione eccessiva, rigidità muscolare e respiro accelerato.

Sonnambulismo

Il sonnambulismo è una parasonnia di natura benigna, a risoluzione generalmente spontanea. Sedersi, camminare per la casa o realizzare altri movimenti, a volte anche complessi, possono verificarsi dopo e durante il risveglio dal sonno non REM (fase NREM).

Nel corso degli episodi di sonnambulismo, il paziente non è cosciente dell'ambiente circostante e non reagisce agli stimoli: in realtà, il sonnambulo sta continuando a dormire, nonostante l'attività motoria apparentemente finalizzata ad un obiettivo. Chi sperimenta tale parasonnia può anche parlare o emettere suoni incomprensibili.

Incubi notturni

Gli incubi sono sogni terrificanti che si verificano durante il sonno REM ed arrivano a svegliare il soggetto in uno stato di angoscia. Queste manifestazioni causano, infatti, una forte risposta emotiva e sono accompagnate da sentimenti quali agitazione intensa, paura, rabbia, tristezza ed altre emozioni sgradevoli (definite come disforiche).

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Gli incubi tendono a presentarsi nelle prime ore dell'alba e si contraddistinguono per il fatto che il soggetto può ricordare completamente e vividamente il contenuto ed i dettagli del sogno al risveglio. Di norma, la durata dell'evento è breve (circa 4-15 minuti), ma, spesso, dopo l'episodio, il soggetto potrebbe non essere in grado di riaddormentarsi.

Prima di svegliarsi, la persona emette qualche suono o può muoversi involontariamente, ma raramente si verificano manifestazioni che indicano l'attivazione del sistema nervoso autonomo, come palpitazioni, sudorazione eccessiva, rigidità muscolare e respiro accelerato (al contrario dei terrori notturni o pavor nocturnus).

Questi sogni dal contenuto terrificante si verificano soprattutto nei bambini di età compresa tra i 4 e i 12 anni di età; gli incubi tendono a manifestarsi in modo intermittente e per brevi periodi, quindi mostrano una graduale e spontanea remissione associata alla crescita.

Pavor nocturnus

Per pavor nocturnus (detto anche terrore notturno) s'intende un parziale risveglio dal sonno profondo, caratterizzato da uno stato di agitazione intensa.  Il fenomeno si verifica durante il sonno non-REM, in genere poco dopo l'addormentamento (gli incubi, invece, si verificano nella fase REM).

Il pavor nocturnus è un disturbo frequente soprattutto nei bambini di età compresa tra i 2 e i 12 anni; si manifesta in modo intermittente e per brevi periodi, quindi mostra una graduale e spontanea remissione nel tempo. Gli episodi possono apparire drammatici: il bambino grida, piange, sembra spaventato, può dimenarsi e non risponde ai tentativi di conforto.

In questa tipologia di parasonnia, la frequenza cardiaca risulta aumentata, il respiro è corto e frequente. Il pavor nocturnus è accompagnato anche da pallore, sudorazione eccessiva e rigidità muscolare. In genere, il bambino torna a dormire dopo pochi minuti e, a differenza degli incubi, al mattino non ricorda questi episodi.

Allucinazioni nel sonno

Le allucinazioni nel sonno consistono in sensazioni o illusioni particolarmente vivide che si presentano all'inizio del sonno (ipnagogiche) o al momento del risveglio (ipnopompiche).

Questi fenomeni possono riguardare l'apparato visivo o altri organi di senso e non sono facilmente distinguibili dai normali sogni del sonno REM. Le allucinazioni, talvolta a contenuto bizzarro o terrifico, possono essere scambiate per reali, poiché si verificano in una fase di transizione fra il sonno e la veglia. Le allucinazioni possono associarsi alle paralisi del sonno.

Paralisi del sonno (o paralisi notturna)

La paralisi del sonno è un disturbo caratterizzato dalla transitoria e generalizzata incapacità di muoversi e parlare prima di addormentarsi (paralisi ipnagogica) o in fase di risveglio (paralisi ipnopompica). Il fenomeno dura da pochi secondi a diversi minuti, quindi regredisce spontaneamente. Le paralisi del sonno possono essere molto drammatiche per il soggetto, il quale è consapevole di non riuscire a muoversi, nonostante il desiderio di farlo. I muscoli volontari sono paralizzati, come se il corpo fosse già entrato o si trovasse ancora in una condizione di riposo, mentre il cervello è attivo.

Possibili conseguenze delle Parasonnie

Le conseguenze cliniche possono coinvolgere il soggetto affetto da parasonnie e/o la persona che dorme accanto a lui. In generale, un episodio non altera significativamente la struttura del sonno, ma la reiterazione nel tempo può predisporre, in qualche caso, alla frammentazione del riposo, con effetti sulla salute generale e disturbi psicosociali.

Diagnosi

Parasonnie: quando è opportuno rivolgersi al Medico?

Dal punto di vista clinico, le parasonnie sono perturbazioni del sonno non patologiche: se occasionali, gli episodi non richiedono un'attenzione particolare da parte del medico. Raramente, infatti, rappresentano segnali di qualcosa di serio e, in genere, migliorano con il tempo, particolarmente nei bambini.

Tuttavia, è consigliabile farsi visitare dal medico se:

  • Gli episodi di parasonnia diventano frequenti;
  • Si ritiene di essere a rischio d'incorrere in situazioni pericolose con possibilità di farsi del male o di procurarlo agli altri;
  • Le parasonnie persistono o insorgono nell'età adulta.
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Come viene formulata la Diagnosi di Parasonnie?

Nella maggior parte dei casi, la diagnosi delle parasonnie è puramente clinica: riferendo i sintomi al medico di base (o al pediatra), egli individua rapidamente il disturbo e, se lo ritiene opportuno, può indicare una visita dal neurologo.

Oltre a definire le caratteristiche della parasonnia, l'accertamento permette di:

  • Escludere la presenza di altri disturbi concomitanti, come la apnea notturna ostruttiva e la sindrome delle gambe senza riposo;
  • Stabilire un trattamento adeguato (se necessario).

Anamnesi

Nella diagnosi delle parasonnie, l'anamnesi dettagliata sui sintomi, orari e periodicità degli episodi è importantissima. Durante il colloquio con il medico, la persona che soffre di tali disturbo del sonno può riferire la difficoltà che sperimenta (ad esempio, se fa più fatica ad addormentarsi o a dormire a lungo) e le manifestazioni con cui si presenta.

Sulla base delle informazioni raccolte, il medico può chiedere un accertamento o stabilire già il trattamento più adatto allo specifico caso.

Diario del sonno

Per chiarire il quadro clinico delle parasonnie, il medico può chiedere al paziente di annotare ogni giorno, per almeno due settimane, informazioni come:

  • Orario in cui va a dormire;
  • Tempo necessario per addormentarsi;
  • Numero di ore dormite;
  • Risvegli notturni o precoci;
  • Caratteristiche dei pasti (composizione, cibi consumati ecc.);
  • Attività svolte nel corso della giornata, inclusi eventi particolarmente stressanti;
  • Sintomi avvertiti;
  • Caratteristiche dell'ambiente in cui si dorme (luci, temperatura, umidità e suoni).

Polisonnografia

La polisonnografia è un esame strumentale indicato nel caso in cui si renda necessaria:

  • Una diagnosi differenziale con episodi di natura epilettica durante il sonno (detta anche epilessia notturna);

oppure

  • Quando viene sospettata la contemporanea presenza di patologie respiratorie.

La polisonnografia permette di registrare cosa avviene durante il sonno, chiarendo cosa succede al paziente quando riposa. I parametri fisiologici che vengono valutati comprendono l'attività del cervello e del cuore, i movimenti del torace e degli arti inferiori e la respirazione.

Trattamento e Rimedi

Parasonnie: quale trattamento è previsto?

Non esiste una cura specifica per le parasonnie e, di solito, non vengono prescritti medicinali.

L'approccio al disturbo prevede fondamentalmente nella correzione degli stili di vita inadeguati e nell'adozione di strategie utili per favorire il riposo.

Per riducono la frequenza degli episodi di parasonnie, è consigliabile:

  • Andare a dormire alla stessa ora, tutte le notti, quando possibile;
  • Assicurarsi che la stanza da letto sia al buio e tranquilla;
  • Andare al bagno (svuotare la vescica) prima di coricarsi, per evitare di doversi alzare durante la notte;
  • Mettere in atto strategie per trattare e ridurre lo stress: trovare modi per rilassarsi, come fare un bagno caldo, leggere o respirare profondamente.

Se le parasonnie si manifestano in un bambino e gli episodi si manifestano generalmente alla stessa ora della notte, si può cercare di tenerlo sveglio per circa 15-30 minuti prima dell'ora in cui normalmente si presenta. In tal modo, è possibile impedirne la comparsa andando ad influenzare il ciclo del sonno.

Da ricordare

Per contrastare le manifestazioni tipiche delle parasonnie agire sui fattori che ne favoriscono la comparsa. In particolare, è utile riposare per un tempo adeguato e mantenere una routine rilassante prima di andare a dormire.

Quando sono indicati i Farmaci?

In genere, le parasonnie tendono ad autolimitarsi e non rendono necessario alcun tipo di intervento medico, nonostante le manifestazioni possano persistere per diversi anni.

Se il disturbo persiste durante l'adolescenza o l'età adulta, quando strettamente necessario (es. episodi frequenti o rischio per l'incolumità del paziente o degli altri), il neurologo può prescrivere una terapia farmacologica a base di ansiolitici o antidepressivi per ridurre l'incidenza degli attacchi e stabilizzare il sonno. Nella gestione delle parasonnie, talvolta, le terapie come quella cognitivo comportamentale o l'ipnosi possono dimostrarsi utili.

Da ricordare

Per quanto istintivo, tentare di svegliare qualcuno, adulto o bambino, durante le parasonnie è molto difficile, non appropriato e, spesso, inutile. Quando un episodio è in corso, l'intervento più utile consiste nell'assicurare la sicurezza della persona e ricondurla a letto gentilmente, rassicurandola e prevenendo i gesti inconsapevoli con cui potrebbe ferirsi o farsi male.

Parasonnie: Cosa Fare

Durante un episodio di parasonnia:

  • Evitare movimenti bruschi per ridurre la durata dell'attacco ed evitare reazioni aggressive;
  • Non cercare di strattonare o svegliare forzatamente il soggetto che soffre di parasonnie: questo comportamento potrebbe aumentare l'agitazione e prolungare l'episodio; è utile, invece, cercare di parlargli con voce tranquilla e toni bassi;
  • Favorire il ritorno a letto è importantissimo per limitare la durata dell'episodio.
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In generale, per limitare le manifestazioni e la durata delle parasonnie è possibile prendere alcune precauzioni come:

  • Adottare misure di sicurezza in casa:
    • Rimuovere oggetti che possono essere dannosi o costituire un intralcio se la persona che soffre di parasonnie si alza e cammina per le stanze;
    • Assicurarsi che porte e finestre siano chiuse;
    • Rendere inaccessibili le scale (ed esempio, con un cancelletto ben chiuso in cima);
  • Curare l'igiene del sonno:
    • Mantenere un regolare ritmo sonno-veglia;
    • Limitare l'assunzione di bibite alla sera, particolarmente quelle contenenti caffeina;
  • Evitare di riferire alla persona che soffre di parasonnie quanto avvenuto durante la notte: ciò potrebbe predisporre a disturbi d'ansia.
Giulia Bertelli

L'autore

Giulia Bertelli

Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici


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