Paracheratosi di G.Bertelli

Generalità

La paracheratosi è un disordine che influenza il processo di maturazione e differenziazione delle cellule dell'epidermide.

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Quest'alterazione è caratterizzata, in particolare, da un eccessivo ispessimento dello strato corneo. Le cellule che compongono questa parte dell'epidermide conservano il loro nucleo, a differenza di quanto accade normalmente negli strati più superficiali della pelle. Nella paracheratosi, questo fenomeno si traduce in un aspetto squamoso, lucido e cheratinizzato della cute e delle mucose.

La paracheratosi è una condizione che interessa principalmente l'ambito dermatologico, essendo una tipica manifestazione della psoriasi e di varie forme di dermatite. Di solito, la presenza di quest'anomalia indica che l'epidermide è stata esposta ripetutamente ad uno stimolo infiammatorio e/o irritativo.

Il trattamento della paracheratosi varia a seconda della malattia di base.

Cos’è

La paracheratosi è un disturbo della cheratinizzazione, nel quale si verifica un sovvertimento del normale processo di maturazione epidermica.

In pratica, si verifica il passaggio diretto delle cellule dallo strato spinoso a quello corneo; conseguentemente, nella paracheratosi non si osservano tutti i passaggi intermedi della normale differenziazione.

Va ricordato, infatti, che l'epidermide è costituita da diverse "zone" (dallo strato più profondo alla superficie: basale, spinoso, granuloso, lucido e corneo) che rispecchiano il ciclo vitale delle cellule epiteliali presenti: i cheratinociti.

Nota. I cheratinociti sono le cellule più superficiali dell'epidermide, il cui nome deriva dalla proteina che essi contengono: la cheratina. I cheratinociti nascono dallo strato germinativo e risalgono gradualmente in superficie; durante il percorso, questi elementi vanno incontro ad una degenerazione che si conclude con il differenziamento terminale (ossia con la morte delle cellule) e la desquamazione della pelle.

Nella paracheratosi, le cellule dello strato corneo conservano così il loro nucleo, mentre lo strato granuloso appare ridotto o, addirittura, scompare. Ciò si traduce nell'ispessimento della pelle e nell'aumentata tendenza della stessa a desquamarsi.

Come è fatta la pelle (in breve)

La pelle appare come un sottile tessuto, ricoperto da peli e piccole imperfezioni. In realtà, questa è composta da tre strati principali, ciascuno dei quali svolge funzioni diverse e, a loro volta, sono suddivisi in ulteriori zone:

  • Epidermide (strato più superficiale): è lo strato epiteliale della pelle, che rappresenta l'impalcatura esterna di quest'organo. Qui si trovano le cellule germinative, addette alla produzione di tutte le componenti cutanee.
    • Nell'epidermide, lo strato corneo costituisce circa i tre quarti dell'epidermide; è formato da 20 a 30 lamelle cellulari, che assomigliano a "tegole" sovrapposte ("squame cornee") che determinano la cheratinizzazione della cute e la sua protezione. Le cellule che formano queste lamine sono prive di nucleo e presentano una consistenza dura; ognuno di questi elementi è destinato a staccarsi e cadere tramite desquamazione, per essere sostituito poi da cellule nuove.
  • Derma (parte intermedia): è formata da tessuto connettivo, molle ed elastico. Il derma è percorso da capillari, vasi linfatici e recettori nervosi (strato papillare). Inoltre, questa porzione permette alla pelle di mantenersi elastica e tesa, consentendo un'adeguata protezione di tutto il corpo (strato reticolare).
  • Ipoderma o sottocute (strato più interno): collega il derma e l'epidermide ai tessuti interni, permettendo l'ancoraggio su muscoli ed ossa ed assecondando l'aderenza della pelle durante i movimento del corpo.

Cause

La paracheratosi può essere una delle conseguenze di eventi morbosi a carattere dermatologico o sistemico. In particolare, quest'alterazione della cheratinizzazione si riscontra in numerose condizioni, nelle quali si verifica un aumento del turnover cellulare, sia esso infiammatorio o neoplastico.

Disturbi della cheratinizzazione: quali sono?

Le anomalie del processo di cheratinizzazione sono un gruppo di malattie cutanee che coinvolgono lo strato corneo, cioè la parte più superficiale della pelle.

Per semplicità, queste patologie sono classicamente suddivise in:

  • Quantitative, come l'ipercheratosi (condizione nella quale si riscontra un aumento della proliferazione dei cheratinociti);
  • Qualitative, come le discheratosi e la paracheratosi.

Paracheratosi: quali modifiche si verificano?

  • La paracheratosi è un disturbo della cheratinizzazione caratterizzato da un'anomala maturazione cellulare, che comporta la presenza di particolari strutture nucleari all'interno degli elementi dello strato più superficiale della pelle (strato corneo). I nuclei paracheratotici sono picnotici (in citologia, questa caratteristica è indicativa di un processo degenerativo) e spesso allungati, indipendentemente dalla malattia di base.
  • La persistenza del nucleo cellulare nei cheratinociti si traduce nell'ispessimento dello strato corneo, cioè in un aumento di spessore delle cellule dello strato superficiale.
  • Al contempo, nella paracheratosi si riscontra la riduzione o l'assenza dello strato granuloso: la pelle diventa cosà squamosa.
  • L'incompleta cheratinizzazione è conseguenza, in genere, di un'infiammazione o di un'irritazione cronica, conseguenti all'esposizione di stimoli infettivi, meccanici e chimici.

Paracheratosi: quali sono le patologie in cui si manifesta?

La paracheratosi si verifica, generalmente, in risposta ad eventi flogistici (come accade, ad esempio, nel caso della psoriasi), infezioni, stimoli irritativi e dismetabolismi.

In ambito dermatologico, questo fenomeno si osserva in tutte le malattie che comportano un'accelerazione dei processi maturativi cellulari.

La paracheratosi si manifesta più comunemente nell'ambito di:

  • Psoriasi: è una dermatosi eritemato-desquamativa, caratterizzata da un'anormale corneificazione e da un'attività mitotica epidermica fortemente aumentata. Le lesioni tipiche della psoriasi sono placche ben delimitate, di colore rosa o rosso, nascoste da numerose squame biancastre, lucide, secche e friabili. Queste si manifestano soprattutto su gomiti, ginocchia, regione sacro-lombare e tronco; raramente, su viso e cuoio capelluto.
  • Dermatite seborroica: è un'affezione della pelle frequente, sostenuta da un dismetabolismo. La paracheratosi si riscontra nella forma di placche eritematose a squame grasse. Le manifestazioni della dermatosi seborroica sono localizzate a livello di cuoio capelluto, sopracciglia, solchi naso-genieni e retro-auricolari, condotti uditivi esterni e regione medio-sternale.

Altre condizioni in cui si riscontra la paracheratosi sono:

  • Dermatite da stasi: la paracheratosi si manifesta soprattutto a livello delle gambe e si associa alla formazione di scaglie e ulcerazioni;
  • Eczema cronico: la paracheratosi si forma sopra aree di spongiosi (edema intercellulare dello strato spinoso dell'epidermide, che risulta imbibito di siero), probabilmente come risultato di un'accelerazione nel movimento dei cheratinociti verso la superficie.

Focolai di paracheratosi si osservano anche in presenza di:

La paracheratosi può riscontrarsi anche nelle neoplasie della pelle maligne (come il carcinoma a cellule squamose).

Pelle, ma non solo

  • Come anticipato, la paracheratosi interessa principalmente l'ambito dermatologico. Questa condizione è relativamente comune nelle malattie della pelle sia benigne, che maligne.
  • La paracheratosi è utile per classificare alcune forme di dermatite e rappresenta una caratteristica morfologica utile per la differenziazione delle malattie infiammatorie della pelle.
  • Il suo valore diagnostico nella distinzione tra lesioni e neoplasie di natura benigna non è stato ancora sufficientemente approfondito; per quanto riguarda la morfologia nucleare tra paracheratosi benigna e maligna, invece, è stata riscontrata una differenza abbastanza consistente.
  • Questa manifestazione, tuttavia, si riscontra anche in ginecologia e odontoiatria. La paracheratosi è un fenomeno normale nelle membrane mucose squamose (come la mucosa orale).

Sintomi

In presenza di paracheratosi, si assiste ad una serie di manifestazioni dermatologiche. In particolare, gli strati superficiali della pelle e delle mucose assumono un aspetto ispessito, biancastro e cheratinizzato. La paracheratosi è alla base della formazione delle squame.

Diagnosi

La paracheratosi va opportunamente valutata da un medico specialista in dermatologia. La diagnosi può implicare la raccolta dei dati anamnestici personali e familiari e l'esame obiettivo dell'area della pelle o delle mucose coinvolte.

Di solito, la definizione della paracheratosi richiede l'esecuzione di una biopsia cutanea.

Trattamento

Gli approcci terapeutici alla paracheratosi sono diversi a seconda del tipo di patologia di base da trattare.

In generale, le strategie disponibili per rimediare al problema si basano prevalentemente su tre interventi d'azione:

  • Farmaci ad uso topico: è un tipo di trattamento che viene scelto quando il disturbo riguarda una zona circoscritta del corpo. Questi medicinali vanno applicati localmente, nel punto delle manifestazioni cutanee;
  • Farmaci sistemici: sono somministrati in base all'entità della malattia; il ricorso a questi medicinali è indicato quando la paracheratosi e le manifestazioni ad essa associate sono diffuse e riguardano contemporaneamente più distretti del corpo;
  • Fototerapia: vengono utilizzate sorgenti artificiali di raggi UVA ed UVB, calibrati in maniera specifica per il singolo caso.

In ogni caso, è opportuno attenersi soltanto alle indicazioni fornite dal dermatologo o dal proprio medico di base. La paracheratosi va monitorata con una cadenza stabilita dal clinico (ad esempio, ogni sei-dodici mesi), in modo da tenere sempre sotto controllo la progressione o meno delle lesioni.

Giulia Bertelli

L'autore

Giulia Bertelli

Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici


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Ultima modifica dell'articolo: 31/10/2018