pH urinario: cos'é, come misurarlo e come influenza la salute vescicale

pH urinario: cos'é, come misurarlo e come influenza la salute vescicale
Ultima modifica 16.05.2024
INDICE
  1. pH urinario
  2. PH ed equilibrio acido/base
  3. Cos'è il pH urinario?
  4. Come misurare il pH delle urine?
  5. Alcalinizzare o acidificare l'urina?
  6. Consigli per il benessere vescicale
  7. Dieta alcalina

pH urinario

Il nostro corpo produce continuamente scorie. Il sangue raccoglie dai tessuti queste scorie per trasportarle verso i filtri deputati alla loro eliminazione. Tra questi filtri vi è il rene, che elimina tutti gli scarti trasformandoli in urina. Più sostanze acidificanti verranno introdotte o prodotte nell'organismo e più l'urina sarà acida. Ma quali danni può provocare l'acidità sulle vie urinarie?

PH ed equilibrio acido/base

Il pH è l'unità di misura del grado di acidità di un liquido, che può variare da 0 (il massimo dell'acidità) a 14 (il massimo dell'alcalinità) passando da 7 che è il valore neutro.
Il sangue ha un pH compreso tra 7.35 e 7.45 . Il superamento (in alto o in basso) di tali valori può compromettere la sopravvivenza. Per assicurare il corretto pH ematico i reni, i polmoni e la pelle agiscono da filtri che eliminano dal sangue le sostanze acide o alcaline/basiche in eccesso assicurando così l'equilibrio acido/base.
Lo stile di vita occidentale caratterizzato da poco movimento e vita stressante acidifica il nostro organismo. Inoltre lo stile alimentare odierno, ricco di carboidrati raffinati e povero di vegetali, non consente l'introduzione adeguata di sostanze alcaline (magnesio, potassio, calcio, sodio) utili a compensare l'acidità prodotta.
Il sangue però può trasportare limitate quantità di scorie acide verso i filtri deputati alla loro eliminazione, altrimenti varierebbe troppo il suo pH mettendo a rischio la vita (acidosi metabolica). Quindi queste sostanze acide introdotte potranno essere raccolte dal sangue solo quando tornerà ad essere sufficientemente alcalino. Queste scorie acide di conseguenza stazioneranno a lungo nei tessuti provocando acidosi tissutale. Il nostro organismo cercherà di compensare l'eccesso di acido sottraendo elementi alcalinizzanti (calcio, magnesio, sodio, potassio, ferro, acido alfa lipoico) a ossa (provocando osteoporosi, carie, paradontite), muscoli (provocando contratture, spasmi muscolari, crampi), ed altri tessuti (provocando per esempio fragilità di unghie e capelli e malattie croniche sistemiche).
Anche gli organi escretori (polmoni, intestino, reni, pelle) sottoposti al contatto prolungato con l'acido aggressivo manifesteranno problemi respiratori (bronchiti, asma), gastrointestinali (acidità gastrica, gastrite, disbiosi, stipsi, flatulenza, diarrea), urinari (calcoli, cistiti, nefriti) dermatologici (seborrea, sudorazione, eczemi, micosi della cute) e genitali (candida, infezioni vaginali, vulvodinia e infiammazioni genitali).

 

Cos'è il pH urinario?

Quando parliamo di pH urinario intendiamo la quantità di sostanze acide eliminate dai nostri reni attraverso le urine.
Il pH urinario oltre a fornirci importanti indicazioni circa la quantità di acidi espulsi, ci può indicare la presenza di patologie renali, metaboliche o respiratorie, uno stato di alcalosi o acidosi tissutale o una vera e propria acidosi metabolica.
Il pH urinario può variare da 4,5 a 8 (anche se questi 2 valori estremi indicano un eccesso rispettivamente di acidità e di alcalinità, che andrà corretto). In caso di cistiti ricorrenti è consigliabile mantenere il ph urinario superiore a 6 affinché l'urina non sia irritante sulla mucosa vescicale infiammata. Se infatti in situazioni normali la vescica tollera anche pH molto acidi poiché è rivestita da uno strato protettivo di GAG (glucosaminoglicani), in caso di infezioni recidivanti questo strato viene compromesso lasciando scoperto il tessuto sottostante che è molto più debole, ricco di terminazioni nervose sensibili e di capillari sanguigni. Di conseguenza l'eccessiva acidità urinaria può provocare dolore, infiammazione e talvolta sangue nelle urine (ematuria), anche in assenza di batteri. Il tessuto irritato, infiammato e con uno strato di GAG lesionato dall'acido resta fragile e indifeso e quindi più soggetto anche alle aggressioni batteriche).

Come misurare il pH delle urine?

Si può valutare il pH urinario attraverso un esame urine effettuato in laboratorio analisi oppure autonomamente a domicilio attraverso delle semplici cartine tornasole.
Le cartine tornasole sono strisce reattive, che a contatto con i liquidi cambiano colore in base al pH. Più il colore virerà verso il blu e più l'urina sarà alcalina; più si avvicineranno al rosso e più sarà acida.
E' consigliabile effettuare la misurazione sulla prima urina del mattino raccogliendola in un contenitore pulito, oppure urinando direttamente sulla striscia.
Una volta impregnata la striscia di urina si possono avere due risultati:

  • Urina acida
    Al mattino è normale avere un'urina piuttosto acida. Il digiuno, la diarrea, l'assunzione di vitamina C o di alcuni farmaci (Cloruro di ammonio, Diazosside, Metenamina mandelato, Metolazone, L-metionina) possono acidificare le urine.
    Valori molto acidi (inferiori a 5) possono rivelare acidosi metabolica, chetoacidosi diabetica, disidratazione severa, enfisema, malattie respiratorie.
  • Urina alcalina (basica)
    Dopo i pasti è normale avere un'urina più alcalina. Allo stesso modo la presenza di sangue mestruale nelle urine, alcalinizza le urine.
    Valori leggermente superiori a 7 indicano che si stanno assumendo troppe sostanze alcalinizzanti.
    Valori molto alcalini (oltre 7.5) rivelano patologie quali: cistiti causate da Proteus, perdita di troppi acidi, iperattività delle ghiandole surrenali, iperventilazione, bassi livelli di ossigeno nel sangue, ematuria (sangue nelle urine) e sovradosaggio di Aspirina.
    Rilevazioni ripetute con valori di pH sempre uguali indicano che i reni non stanno funzionando.

 

Alcalinizzare o acidificare l'urina?

Conseguenze dell’acidità urinaria

L'eccesso di acidità delle urine può provocare diverse problematiche serie:

  • Irritazione vescicale
    In una vescica infiammata l'acidità urinaria provoca il peggioramento immediato della sintomatologia in quanto l'acidità va ad irritare la mucosa fragile e ipersensibile, esattamente come fa un cibo acido sulla mucosa gastrica.
  • Cristalli e calcoli
    Un ph acido può favorire l'aggregazione di cristalli precursori di renella e calcoli (di urato amorfo, di acido urico, di ossalato di calcio, di cistina, di leucina, di tirosina, di colesterolo, di bilirubina e di xantina). Questi cristalli irritano le mucose urinarie durante il loro passaggio danneggiando lo strato dei GAG, provocando forti bruciori (soprattutto uretrali) e incrementando il rischio di infezione.
  • Cellule tumorali
    La continua espulsione di scorie acide attraverso le urine comporta la penetrazione dell'acido all'interno del nucleo delle cellule alterandone il corretto funzionamento e dando il via alla formazione di cellule potenzialmente tumorali.

Conseguenze dell’alcalinità urinaria

Anche un'eccessiva alcalinità delle urine può portare a conseguenze negative:

  • Cistiti da Proteus
    Il Proteus è un batterio ureasi positivo, che vive bene in ambiente alcalino. L'acidità invece ne ostacola la sopravvivenza.
  • Cristalli e calcoli
    L'ambiente alcalino favorisce la formazione di cristalli e calcoli di fosfati amorfi, carbonato di calcio, fosfato di calcio, urato acido di ammonio, solfato di calcio e struvite.

I fattori che provocano alcalinizzazione urinaria sono: la sauna, le sostanze alcalinizzanti, l'alga spirulina, frutta e verdura, il vomito, farmaci diuretici e Aspirina, l'iperventilazione, le infezioni polmonari, la febbre, l'iperattività delle ghiandole surrenali, i bassi livelli di ossigeno nel sangue.

In sintesi, a meno che in vescica non vi siano Proteus o cristalli e calcoli che si aggregano in ambiente acido, è sempre consigliabile alcalinizzare le urine.

 

Per approfondire: Alcalinizzare le urine

Consigli per il benessere vescicale

Esattamente come bisognerebbe evitare di introdurre cibi acidi in caso di gastrite per non infiammare ulteriormente le pareti gastriche, anche a chi soffre di cistiti ricorrenti è consigliabile alcalinizzare le urine. Infatti un tessuto vescicale costantemente infiammato e ormai carente di GAG, l'acidificazione rischia solo di peggiorare la situazione.
In base all'esperienza accumulata negli anni dalla nostra associazione Cistite.info APS (link: https://cistite.info) possiamo elencare alcuni consigli su come evitare un'eccessiva acidità delle.

  • Bere almeno 2 di acqua al giorno preferendo un'acqua alcalina (o bicarbonata) e ricca di magnesio. Evitare l'acqua gassata perché l'anidride carbonica contenuta è acida.
  • In caso di eventi che potrebbero indurre all'acidificazione (allenamenti sportivi intensi, stress prolungato, insonnia, digiuno, assunzione di farmaci antinfiammatori, sedentarietà, diarrea, fumo e alcool), aumentare la quantità di alimenti alcalinizzanti o di integratori alcalinizzanti a base di sali minerali (magnesio, potassio, sodio, ecc) ed attivare tutte le strategie alcalinizzanti
  • Applicazioni basiche. Effettuare bagni e pediluvi in acqua contenente sali minerali alcalini come carbonati di magnesio e di sodio, che verranno assorbiti tramite la pelle.
  •  Seguire una dieta alcalina

Dieta alcalina

Se il pH urinario risulta ripetutamente acido è fondamentale correggere l'acidità tissutale con un'alimentazione alcalinizzante.


I termini acido e alcalino indicano il grado di acidità o di alcalinità di una sostanza. Il limone per esempio è acido (ha un pH intorno al 3), ma nel nostro organismo, una volta metabolizzato, provoca alcalinizzazione. L'effetto alcalinizzante o acidificante degli alimenti viene calcolato in PRAL (potenziale di acidosi renale): più il PRAL è positivo e più l'alimento è acido.


Alimenti acidificanti: tutti i cereali (pasta, pane, pizza, riso, ecc.), la carne, i formaggi, le bevande gassate (il loro pH varia da 2,4 a 3,2!), alimenti conservati con additivi acidificanti, tutti i cibi troppo cotti.
Attenzione! L'alimento produce acidi quando viene utilizzato dal nostro metabolismo per produrre energia. Carne, uova e pesce contengono proteine ad alto valore biologico, che non hanno scopo energetico, ma plastico, pertanto il contributo delle proteine all'acidità tissutale è inferiore rispetto ai carboidrati che hanno scopo esclusivamente energetico.


Alimenti alcalinizzanti: la frutta, la verdura, le mandorle, i semi, i crauti e i germogli sono ricchi di sali minerali alcalinizzanti: sodio, calcio, magnesio, potassio.


Alimenti neutri: gli olii vegetali, i grassi animali (burro e lardo), le uova, il miele e lo zucchero integrale di canna non fanno variare significativamente il pH del nostro corpo.


Distanziare l'assunzione di frutta da quella di pasta, pane, pizza, riso. La frutta, seppur alcalinizzante non dovrebbe essere la scelta alcalinizzante principale sia per l'elevato contenuto di zuccheri, sia perché l'unione di frutta acida e carboidrati forma acido ossalico (acido), che favorisce la formazione di cristalli, renella e calcoli.
Importante non eliminare i cibi acidi dalla dieta, ma compensarli con alimenti alcalini. L'alimentazione alcalinizzante dovrebbe essere composta per il 70-80% circa da alimenti alcalinizzanti e per il 20-30% da alimenti acidi.

Bibliografia

Autore

Cistite.info APS

Cistite.info APS

Associazione No-Profit
Cistite.info APS è un’associazione NO-PROFIT di promozione sociale composta da donne affette da patologie uro-genitali croniche, che si attivano volontariamente in favore di donne con le stesse problematiche (cistiti recidivanti e infezioni vaginali, vulvodinia, endometriosi, neuropatia del pudendo, ipertono pelvico, ecc). Ci occupiamo di educazione sanitaria finalizzata alla promozione della salute femminile e alla prevenzione delle patologie pelviche promuovendo la conoscenza del proprio apparato uro-genitale, delle problematiche ad esso connesse e delle modalità per mantenerlo in salute. Accogliamo le donne che si sentono sole ed incomprese a causa della cronicizzazione delle loro patologie uro-genitali e le supportiamo dando loro consigli pratici, sostegno morale, sostegno economico, convenzioni e strumenti per interagire con altre pazienti e medici esperti. Contribuiamo alla ricerca collaborando con cliniche e università al fine di trovare nuove soluzioni sempre più efficaci a questi problemi tanto comuni quanto invalidanti.