Omicron 5 e contatto con caso COVID: dopo quanto si diventa positivi?

Omicron 5 e contatto con caso COVID: dopo quanto si diventa positivi?
Ultima modifica 27.07.2022
INDICE
  1. Sottovarianti di Omicron prevalenti
  2. Omicron 5: i principali sintomi
  3. Contatto con caso COVID: quando ci si positivizza?
  4. Quanto durano i sintomi di Omicron 5?
  5. Quanto dura la positività da Omicron 5?
  6. Positività ai tamponi: quali sono le regole attuali?
  7. Omicron 5 e Long COVID
  8. Omicron 5 e reinfezione: è possibile?
  9. Come si cura Omicron 5?
  10. Vaccino Omicron: quando arriverà?

Sottovarianti di Omicron prevalenti

A luglio 2022 la sottovariante Omicron 5 (BA.5) risulta essere quella predominante in Italia.

Stando a quanto riportato dall'Istituto Superiore di Sanità nel report del 20 luglio, infatti, la prevalenza a livello nazionale è salita al 75,5%. Ancora circolanti anche altre sottovarianti di Omicron, quali Omicron 4 (BA.4) che rimane pressoché stabile con una prevalenza del 13,2%; Omicron 2 (BA.2) con prevalenza in calo al 10,3%; mentre Omicron 1 (BA.1) si trova ad essere ormai al di sotto dell'1% del totale delle sottovarianti di Omicron identificate nel Paese.

Omicron 5: i principali sintomi

Omicron 5 è una sottovariante di Omicron che presenta diverse mutazioni. Si ritiene sia più contagiosa delle altre varianti si SARS-CoV-2 precedentemente circolanti e che possieda una maggior capacità di fuga immunitaria rispetto ad esse.

Rispetto al ceppo originario e alle successive varianti di SARS-CoV-2, la sintomatologia indotta da Omicron risulta diversa.

Ad oggi, i principali sintomi indotti da Omicron 5 sembrano essere:

A questi sintomi possono poi aggiungersene altri che, tuttavia, sembrano essere meno comuni, quali:

Omicron 5 e contatto con caso COVID Shutterstock

Contatto con caso COVID: quando ci si positivizza?

Se si entra in contatto con un caso accertato di COVID-19, il contagio è un'evenienza possibile ed è quindi necessario prestare particolare attenzione.

Generalmente, il tempo d'incubazione associato all'infezione da SARS-CoV-2 è, in media, di 5 giorni, con una forbice temporale compresa fra i 2 e i 14 giorni. Tuttavia, la variante Omicron, e in particolare Omicron 5, pare avere un tempo di incubazione inferiore che potrebbe essere ridotto a 3-4 giorni circa.

I sintomi potrebbero quindi iniziare a manifestarsi già dopo tre gironi dall'avvenuto contatto con un caso COVID-19 confermato, con conseguente positività all'eventuale tampone effettuato per identificare la presenza o meno del virus.

Tuttavia, sono stati segnalati anche diversi casi in cui, in seguito a contatto con caso COVID e comparsa dei sintomi compatibili con l'infezione da Omicron 5, i tamponi antigenici eseguiti hanno restituito risultati negativi per poi diventare positivi dopo la risoluzione della sintomatologia. Per tentare di spiegare questo comportamento, ritenuto per certi versi anomalo, sono state fatte diverse ipotesi. Per saperne di più leggi l'articolo dedicato:

Sintomi COVID con Tampone Negativo: perché accade e cosa fare

Quanto durano i sintomi di Omicron 5?

I sintomi indotti da Omicron 5 sembrano avere una durata inferiore rispetto a quelli indotti dalle precedenti varianti circolanti, come ad esempio, la Delta.

Infatti, alcuni studi suggeriscono una durata media della sintomatologia indotta da Omicron intorno ai 5 giorni. Per alcuni individui vaccinati, i dati disponibili suggeriscono che la durata potrebbe essere ulteriormente inferiore, di circa 3 giorni.

Allo stesso modo, è stato osservato che anche nei bambini la sintomatologia può perdurare per un tempo inferiore rispetto a quanto avviene negli adulti.

Quanto dura la positività da Omicron 5?

Se i sintomi indotti dall'infezione sostenuta da Omicron 5 sembrano avere una durata inferiore rispetto a quanto finora osservato, ciò non sempre è vero per quel che concerne la positività.

Da un lato, sono sati osservati diversi casi che suggeriscono che il periodo in cui si resta positivi potrebbe essere inferiore quando l'infezione è causata da Omicron 5 rispetto alle infezioni scatenate da precedenti varianti; in questi casi, il periodo si ridurrebbe a 5-7 giorni. Dall'altro lato, è bene precisare che, purtroppo, non sempre è così. Difatti, per alcuni individui, la positività può avere una durata maggiore e persistere per diverso tempo dopo la scomparsa della sintomatologia, arrivando a toccare addirittura i 10-15 giorni.

Positività ai tamponi: quali sono le regole attuali?

Attualmente (luglio 2022), le regole prevedono che in caso di tampone (antigenico o molecolare) con esito positivo l'individuo debba restare in isolamento per 7 giorni, allo scadere dei quali potrà effettuare un nuovo tampone per accertare l'avvenuta negativizzazione. Qualora il tampone risultasse ancora positivo, l'isolamento andrà prolungato fino a che non si otterrà l'esito negativo.

È ancora in vigore la regola per cui coloro che risultano ancora positivi dopo 21 giorni dal primo tampone, possono uscire dall'isolamento una volta trascorso tale lasso temporale, questo perché si ritiene che trascorse tre settimane non vi sia più il rischio di essere ancora contagiosi.

Contatto stretto con un caso COVID: come ci si comporta?

In caso di contatto stretto con un caso COVID confermato non è più prevista la quarantena obbligatoria. Il contatto stretto, tuttavia, dovrà applicare il regime di autosorveglianza (come da D.L. 24 marzo 2022) consistente principalmente in:

  • Indossare la mascherina FFP2 per 10 giorni dall'ultimo contatto;
  • In caso di comparsa di sintomi compatibili con l'infezione da SARS-CoV-2, effettuare subito un test alla prima comparsa degli stessi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo alla data dell'ultimo contatto.
Per approfondire: COVID-19: cessazione stato di emergenza, contagi in Italia, misure adottate

Omicron 5 e Long COVID

Anche se i sintomi provocati da Omicron 5 sembrano essere - nella maggioranza dei casi, ma non in tutti - di intensità inferiore rispetto a quelli provocati dalle precedenti varianti in circolazione, la possibilità di incappare nel Long COVID non può essere esclusa.

Il Long COVID è una sindrome che si caratterizza per la persistenza - o, talvolta, per la nuova insorgenza - di sintomi e segni clinici correlati all'infezione da SARS-CoV-2 a distanza di diverse settimane dal termine della fase acuta della COVID-19.

Informazioni più dettagliate in merito sono reperibili nei seguenti articoli specifici:

Long COVID Sintomi: quali sono i disturbi più comuni e cosa fare Long COVID: Cos'è la Sindrome Post-COVID? Chi è più a rischio?

Omicron 5 e reinfezione: è possibile?

Le reinfezione - ovvero la possibilità di ammalarsi nuovamente in seguito a guarigione da un'infezione primaria - è un'evenienza possibile anche con SARS-CoV-2. Il tasso di reinfezioni ha subito un progressivo aumento da quando ha iniziato a circolare la nuova variante Omicron e la tendenza è ancora in lieve crescita ad oggi, con il prevalere della variante Omicron 5.

Per saperne di più, leggi gli articoli dedicati:

Omicron: dopo quanto tempo ci si può reinfettare? Come proteggersi? Reinfezione da SARS-CoV-2 e COVID-19: chi è guarito può ammalarsi di nuovo?

Come si cura Omicron 5?

In caso di infezione da Omicron 5, le strategie terapeutiche sono le stesse adottate per le altre sottovarianti di Omicron e per le varianti precedentemente in circolazione.

Nei casi più lievi o asintomatici si consiglia la sorveglianza della sintomatologia per identificarne tempestivamente l'insorgenza o l'eventuale peggioramento della stessa. In caso di febbre e dolori è possibile ricorrere - previo consulto con il proprio medico - all'uso di paracetamolo o di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

Se lo ritiene necessario, inoltre, il medico può decidere di prescrivere l'assunzione di antivirali specifici. Generalmente, ciò avviene in caso di pazienti che presentano un rischio elevato di sviluppare la COVID-19 in forma grave.

Per informazioni più dettagliate, leggi: Omicron e Sottovarianti: come si curano? Farmaci e quando preoccuparsi

Vaccino Omicron: quando arriverà?

Sono diversi i vaccini specifici contro la variante Omicron attualmente in fase di studio. Ad un buon punto sembrano essere quelli ideati da Moderna e da Pfizer/BioNTech che mirano ad ottenere l'autorizzazione per il loro impiego a partire già dal prossimo autunno. Tuttavia, ancora nulla è certo e la situazione resta in evoluzione.

Vaccino contro Omicron: quando sarà disponibile? Sarà efficace contro Omicron 5?