Obbligo vaccinale: cos'è? Cosa potrebbe succedere in caso di abolizione?

Obbligo vaccinale: cos'è? Cosa potrebbe succedere in caso di abolizione?
Ultima modifica 08.07.2024
INDICE
  1. Cos'è l'obbligo vaccinale?
  2. Quali sono i vaccini contenuti nell'obbligo vaccinale?
  3. Cosa prevede l'obbligo vaccinale?
  4. Chi è esonerato dall'obbligo vaccinale?
  5. Quali potrebbero essere le conseguenze dell'eliminazione dell'obbligo vaccinale? Il parere degli esperti

Cos'è l'obbligo vaccinale?

L'obbligo vaccinale riguarda tutti i minori tra 0 e 16 anni (compresi i minori stranieri non accompagnati) che devono essere vaccinati, pena l'esclusione da asilo nido e scuola d'infanzia. Tale obbligo al vaccino per poter essere ammessi all'asilo nido e alle scuole dell'infanzia, venne introdotto con una legge del 2017, "Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale", nota come Legge vaccini o legge Lorenzin, dal nome dell'allora ministra della Salute, Beatrice Lorenzin.

 

Quali sono i vaccini contenuti nell'obbligo vaccinale?

Gli ultimi quattro con revisione triennale in funzione delle tendenze epidemiologiche.

 

Cosa prevede l'obbligo vaccinale?

L'obbligo vaccinale prevede che tutti i vaccini elencati siano obbligatori fino ai 16 anni di età e vengano somministrati gratuitamente.  Quello contenuto nella legge Lorenzin del 2017 è un requisito necessario per poter accedere ad asili nido e scuole dell'infanzia. Per la scuola primaria o di livello successivo, ci sono delle eccezioni.

I bambini e i ragazzi che non sono stati vaccinati per le malattie elencate nella legge del 2017, possono infatti accedere comunque a scuola e fare gli esami, ma devono seguire il percorso dell'Asl per effettuare le vaccinazioni mancanti. 

Chi non rispetta l'obbligo vaccinale può incorrere in una sanzione amministrativa che va dai 100 ai 500 euro.

 

Chi è esonerato dall'obbligo vaccinale?

  • Bambini e ragazzi già immunizzati a seguito di malattia naturale, 
  • bambini con condizioni cliniche che rappresentano una controindicazione permanente e/o temporanea alle vaccinazioni

 

Quali potrebbero essere le conseguenze dell'eliminazione dell'obbligo vaccinale? Il parere degli esperti

  • Mancata prevenzione delle malattie infettive
  • Evitare focolai edpidemici
  • Aumento potenziale dei casi di morbillo, pertosse, poliomielite e influenza grave
  • Ospedalizzazioni più frequenti e prolungate
  • Svantaggio economico
 
"Le vaccinazioni rappresentano uno degli strumenti più efficaci nella prevenzione delle malattie infettive. È definitivamente dimostrato che il loro ruolo è fondamentale per garantire la salute e il benessere dei bambini". Non si è fatta attendere la risposta della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale all' emendamento al decreto liste d'attesa che vuole abolire l'obbligo delle vaccinazioni pediatriche.

I pediatri della Sipps, dunque, si schierano compatti per il sì all'obbligo vaccinale. Durante il loro XXXVI Congresso Nazionale, che si è chiuso a Palazzo degli Affari di Firenze, si è parlato dell'obbligo vaccinale, come la misura che in Italia ha garantito la protezione di tutta la popolazione attraverso le efficaci coperture vaccinali che devono essere almeno del 95%.

In periodi storici in cui l'obbligo è stato sospeso, le coperture vaccinali sono diminuite e si sono subito verificati focolai epidemici, che ne hanno indotto la recente reintroduzione, con immediato recupero dei livelli di protezione.

"Le vaccinazioni- spiega il presidente della Sipps, Giuseppe Di Mauro- proteggono i più piccoli da numerose e gravi patologie, molte delle quali prive di possibilità di cura e potenzialmente mortali: mi riferisco al morbillo, alla pertosse, alla poliomielite e anche all'influenza".

"L'abolizione dell'obbligo vaccinale- ricorda la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale- ha anche una forte valenza comunicativa che getta un'ombra su efficacia, sicurezza e sulla reale utilità di questa fondamentale misura preventiva."
 
Non ultimo, prevenire le malattie tramite le vaccinazioni è anche economicamente vantaggioso. Il costo di una vaccinazione è infatti infinitamente inferiore rispetto al trattamento di una patologia grave ed anche al carico di dolore per le famiglie e per i bambini travolti da una malattia evitabile con una semplice vaccinazione.
 
"Le malattie infettive- conclude Di Mauro- possono prevedere il ricorso a ospedalizzazioni prolungate, possono portare a trattamenti costosi e possono avere un impatto economico significativo sulle famiglie e sull'intera società. Le vaccinazioni contribuiscono, dunque, a mantenere basso il costo complessivo del nostro Servizio sanitario nazionale".