Morbo di Parkinson
Ultima modifica 29.03.2021
INDICE
  1. Definizione
  2. Caratteristiche della Malattia
  3. Epidemiologia

Definizione

Cos’è il Morbo di Parkinson

Il morbo di Parkinson, o malattia di Parkinson, è una patologia neurodegenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale.

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Questa condizione è principalmente correlata alla degenerazione di cellule nervose situate in una zona profonda del cervello (substantia nigra) che producono dopamina (neurotrasmettitore) responsabile dell'attivazione di circuiti che controllano i movimenti e l'equilibrio.

Morbo di Parkinson: Un Disordine del Movimento

Il morbo di Parkinson rientra nella categoria dei disordini del movimento, poiché contraddistinta dalla comparsa di sintomi motori, come tremore a riposo, lentezza e diminuzione dei movimenti (bradicinesia), rigidità e associati ad instabilità della postura e/o dell'andatura.

Il morbo di Parkinson è una malattia degenerativa caratterizzata da un'evoluzione lenta e progressiva: i primi sintomi si evidenziano quando risultano danneggiate il 60-80% delle cellule che producono dopamina.

Caratteristiche della Malattia

Una caratteristica importante del morbo di Parkinson è la progressiva e cronica degenerazione dei neuroni della substantia nigra (una piccola area del sistema nervoso centrale), i cui assoni si connettono al nucleo striato. Per degenerazione s'intende la perdita di alcuni gruppi di cellule nervose o strutture collegate tra loro.

Substantia nigra

La substantia nigra - conosciuta anche come sostanza nera di Sommering - appartiene a quelle strutture anatomiche che, nel loro insieme, costituiscono i gangli della base. Il termine substantia nigra deriva dal fatto che questa zona si presenta più scura rispetto all'area cerebrale circostante; tale colorazione, in particolare, è legata alla presenza nelle cellule di un pigmento, chiamato neuromelanina. A causa della lenta, ma considerevole perdita di cellule che caratterizza il morbo di Parkinson, è stata osservata una minore colorazione brunastra in tali aree del cervello dei pazienti.

I neuroni della subtantia nigra producono la dopamina, che agisce sul nucleo striato fungendo da messaggero chimico per il controllo di:

  • Postura;
  • Movimento;
  • Marcia.

Si tratta della cosiddetta via nigro-striatale facente parte del sistema extrapiramidale.

Nel morbo di Parkinson, il mancato rilascio di dopamina nello striato porta ad una serie di gravi disfunzioni di gangli basali, talamo e corteccia cerebrale. Da queste alterazioni dipendono disturbi motori e non, tra cui tremore, rigidità, bradicinesia e perdita dell'equilibrio.

Corpi di Lewy

Un segno distintivo del morbo di Parkinson, dal punto di vista anatomo-patologico, è rappresentato dalla presenza dei corpi di Lewy (dal nome del neurologo F.H. Lewy che li identificò nel 1912), che si accumulano in particolare nella subtantia nigra. I corpi di Lewy sono inclusioni sferiche, riscontrabili all'esame istologico, formate principalmente da aggregati di alfa-sinucleina, una proteina in forma insolubile.

Dopamina

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Altra caratteristica importante delle cellule della subtantia nigra è la produzione di dopamina. A causa della degenerazione del Parkinson, viene a determinarsi una grave carenza del neurotrasmettitore nell'area di proiezione dei neuroni dopaminergici nigrali, cioè nel neostriato.

Brevemente, la dopamina è un neurotrasmettitore essenziale per l'attività motoria. Essa, infatti, permette che i movimenti possano esplicarsi in maniera veloce ed armonica, regolando l'attività dei gangli della base che, come descritto inizialmente, sono il centro regolatore del cervello per quanto riguarda tutta l'attività motoria.

Epidemiologia

Morbo di Parkinson: quanto è comune?

La malattia di Parkinson è la seconda più comune patologia neurodegenerativa, dopo il morbo di Alzheimer.

La prevalenza del Parkinson è molto variabile nel Mondo, con stime che vanno da 15/100.000 abitanti in Cina, a 150-200/100.000 abitanti in Europa e Nord America.

In Italia, in base agli ultimi dati del Ministero della Salute, le persone colpite dal morbo di Parkinson sono circa 230.000, delle quali circa il 5% con un'età inferiore ai 50 anni, mentre il 70% ha un'età superiore ai 65 anni. Secondo le stime, a causa del crescente invecchiamento della popolazione generale, il numero di casi è destinato a raddoppiare raddoppierà entro il 2030.

L'età media d'insorgenza del morbo di Parkinson è di circa 60 anni; questo significa che la maggior parte delle persone a rischio è rappresentata dalla fascia di età compresa tra i 50 e i 70 anni.

Chi è più colpito?

Il 70% delle persone affette da morbo di Parkinson hanno più di 65 anni di età. La malattia si manifesta raramente, invece, prima dei 50 anni (5%).

Il morbo di Parkinson risulta leggermente più frequente negli uomini, con una incidenza superiore di 1,5-2 rispetto alle donne.

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici