Monocitosi (Monociti Alti): Quando Preoccuparsi?

Monocitosi (Monociti Alti): Quando Preoccuparsi?
Ultima modifica 03.03.2020
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos’è
  3. Perché si misura
  4. Valori normali
  5. Cause di Monocitosi
  6. Come si misura
  7. Preparazione
  8. Interpretazione dei risultati

Generalità

La monocitosi (monociti alti) è indicativa di un aumento del numero di monociti nel sangue periferico.

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2020/02/26/monocitosi-orig.jpeg Shutterstock

Un eccesso di questa tipologia di globuli bianchi può essere il segnale di un sottostante processo infiammatorio o di altre patologie in corso, ma non solo. I monociti alti possono associarsi, infatti, anche a condizioni meno gravi o addirittura fisiologiche.

I monociti prodotti dal midollo osseo, intervengono nei meccanismi di difesa aspecifica o innata, cioè la prima linea di difesa dell'organismo contro le aggressioni genericamente riconosciute come pericolose.

Cos’è

Cosa s’intende per Monocitosi?

La monocitosi indica un aumento dei monociti nel sangue periferico.

I monociti sono un tipo di globuli bianchi (o leucociti) che svolgono più ruoli nell'ambito delle nostre difese immunitarie. Tra questi compiti spicca la capacità fagocitaria, i cui processi di attivazione non sono solamente implicati nella classica difesa da patogeni (infezioni), ma anche nella regolazione di altre attività fisiologiche (coagulazione) e/o patologiche (aterosclerosi).

I monociti hanno origine nel midollo osseo e viaggiano attraverso il flusso sanguigno verso i tessuti di tutto l'organismo dove maturano e si differenziano in macrofagi. Inoltre, i monociti ed i macrofagi stimolano altre cellule del sistema immunitario rilasciando enzimi, proteine di complemento ed altri fattori regolatori.

Per saperne di più: Monociti: Cosa sono e Funzioni

Di norma, viene definita come monocitosi un quantitativo maggiore di 600 monociti per microlitro di sangue periferico. Per i ridotti tempi di permanenza (circa otto ore), i monociti non sono molto abbondanti nel sangue, dove rappresentano circa l'1-6% di tutti i globuli bianchi.

Punti chiave

  • I globuli bianchi - noti anche come leucociti o WBC (White Blood Cells) - sono le cellule di difesa del nostro organismo. Se ne conoscono 5 tipi (neutrofili, eosinofili, basofili, linfociti, monociti), ognuno dei quali possiede alcune funzioni specifiche ed è presente nel sangue con un rapporto percentuale relativamente stabile da individuo ad individuo.
  • In base alle caratteristiche morfologiche e alla diversa affinità verso alcuni coloranti istologici, i 5 tipi di globuli bianchi possono essere raggruppati in due famiglie - quella dei granulociti e quella degli agranulociti - a seconda della presenza o meno di granuli nel citoplasma. I granulociti sono a loro volta divisi in basofili, neutrofili ed eosinofili, mentre gli agranulociti includono i monociti ed i linfociti (questi ultimi a loro volta distinti in più sottotipi, di cui i più importanti sono i linfociti T, B e Natural Killer o NK).
  • Circa il 95% dei granulociti è neutrofilo, il 4% eosinofilo e l'1% basofilo. Per la netta prevalenza dei neutrofili, i termini "granulociti" e "neutrofili" sono spesso usati in modo intercambiabile nella letteratura medica

Perché si misura

Monocitosi: a cosa serve l’analisi dei Monociti?

I monociti possono essere valutati con la formula leucocitaria, esame del sangue che quantifica il numero di globuli bianchi in un millimetro cubo di sangue, esprimendo anche il rapporto quantitativo e percentuale dei vari tipi di leucociti.

Il conteggio e l'analisi morfologica dei monociti-macrofagi consente di fare lo screening o la diagnosi di alcune patologie che possono colpire questi tipi di globuli bianchi, come infezioni, infiammazioni o condizioni che ne influenzano la produzione e la sopravvivenza.

La determinazione dei monociti permette, inoltre, di monitorare la progressione di patologie specifiche e controllare la risposta dell'organismo a vari trattamenti (efficacia, conservata o alterata funzione del midollo osseo, eventuali effetti collaterali di tali terapie ecc.).

Per approfondire: Formula leucocitaria - A cosa Serve e Come si interpreta

Esami in combinazione

Dopo il riscontro della monocitosi, a seconda dei segni e dei sintomi riscontrati nel paziente, è possibile che il medico possa indicare altri test specifici per meglio capire la causa di tale alterazione.

Alcuni esempi sono:

  • Esame colturale della zona che si sospetti sia interessata dall'infezione (es. coltura delle urine, dell'espettorato, delle feci e del sangue);
  • Indagini per infezioni virali, come il test per la mononucleosi infettiva causata dal virus di Epstein-Barr;
  • Test per valutare la possibile presenza di malattie autoimmuni: dosaggio degli anticorpi anti-nucleo (ANA);
  • Biopsia del midollo osseo, immunofenotipizzazione ed analisi cromosomica per valutare una possibile leucemia.

Valori normali

Quali valori di Monociti sono normali?

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2020/02/26/monocita-orig.jpeg Shutterstock

In condizioni di normalità, i monociti costituiscono l'1-6% delle cellule nucleate del sangue periferico (circa 200-600 monociti per microlitro di sangue).

Valori che se si dovessero trovare al di fuori del range devono essere considerati anomali ed indirizzare il medico verso indagini più approfondite. Queste devono necessariamente portare a stabilire la natura della patologia, allo scopo di intervenire a supporto del sistema immunitario il prima possibile.

NOTA BENE: come altri parametri ematologici, l'intervallo di riferimento dell'esame può variare leggermente in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto che viene consegnato. Occorre ricordare, inoltre, che i risultati delle analisi devono essere valutati nell'insieme dal medico di base che conosce il quadro anamnestico del proprio paziente.

MONOCITI

  • Valori normali percentuali: 1-6%
  • Valori assoluti per millimetro cubo: 200-600 monociti per microlitro di sangue

Nel caso di una conta al di sopra di questo intervallo si parla di MONOCITOSI. Queste condizioni possono essere un segnale importante dell'alterazione dello stato di salute del paziente.

Cause di Monocitosi

Come anticipato, i monociti non sono molto abbondanti nel sangue, dove rappresentano circa l'1-6% di tutti i globuli bianchi, a causa dei loro ridotti tempi di permanenza (circa otto ore). Decisamente più duratura, invece, risulta la permanenza dei macrofagi a livello tissutale, dove possono sopravvivere per mesi o addirittura anni.

Quali malattie possono provocare Monocitosi?

L'aumento patologico della concentrazione ematica di monociti viene definito monocitosi e caratterizza una lunga serie di condizioni, le cui principali sono:

Da sapere

Nella mononucleosi, la monocitosi è caratteristica insieme alla triade sintomatologica costituita da: febbre, angina e linfadenomegalia.

Condizioni fisiologiche e parafisiologiche

Un aumento dei monociti si può osservare durante la convalescenza di infezioni acute e nella post-splenectomia.

Monocitosi: quali sintomi comporta?

Di solito, è difficile accorgersi della monocitosi, in quanto i sintomi associati possono essere aspecifici. Tuttavia, il medico può identificare l'esatta causa sottostante dei monociti alti con altri esami di supporto all'ipotesi diagnostica e, se occorre, consiglierà la terapia più appropriata al proprio caso clinico.

Un basso numero di monociti nel sangue (monocitopenia) si può riscontrare in corso di infezioni acute, leucemie acute e ridotta funzionalità del midollo osseo (aplasie midollari, chemioterapia ecc.).

Come si misura

Monocitosi: in cosa consiste l’esame?

Per stabilire il valore dei monociti, è sufficiente sottoporsi ad un esame emocromocitometrico (emocromo), completo di formula leucocitaria. Al paziente viene prelevato, quindi, un campione di sangue da una vena del braccio, in genere al mattino ed a digiuno.

Il conteggio può essere effettuato automaticamente dai contatori elettronici o mediante l'osservazione al microscopio ottico (striscio di sangue).

Preparazione

Monocitosi: è necessaria una preparazione?

Per sottoposi al prelievo di sangue utile per la valutazione dei monociti o dei macrofagi, è necessario astenersi da cibi e bevande per almeno 8-10 ore. Il medico di base che prescrive le analisi potrà comunque fornire le informazioni utili al caso.

Interpretazione dei risultati

Come interpretare il referto dell’esame?

L'aumento del numero dei monociti nel sangue segnala generalmente la presenza di una malattia infettiva acuta in corso, quindi rappresenta una risposta immunitaria transitoria. Se la monocitosi è persistente, sono necessari altri esami per determinarne l'esatta causa e stabilire eventualmente un piano terapeutico. La presenza di monociti in misura superiore rispetto alla norma si manifesta anche nelle malattie autoimmuni, nelle malattie ematologiche e in alcuni tipi di tumori. La proliferazione dei macrofagi nei tessuti si verifica in risposta alle infezioni, nella sarcoidosi e nell'istiocitosi a cellule di Langerhans.

Nella sezione relativa alla formula leucocitaria, il risultato è indicato con la sigla MON% (che sta per percentuale di monociti) o, meno spesso, come valore assoluto.

Monocitosi: quando preoccuparsi?

Le malattie che possono indurre un incremento dei valori dei monociti sono moltissime. Per questo, nel caso in cui le analisi del sangue restituiscano dei valori anomali di monociti del sangue, è consigliabile rivolgersi immediatamente al proprio medico; costui è in grado di individuare la possibile la causa dell'alterazione e stabilire il percorso terapeutico più corretto.

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici