Melanoma: come riconoscerlo e come si cura

Melanoma: come riconoscerlo e come si cura
Ultima modifica 22.01.2024
INDICE
  1. Introduzione
  2. Diagnosi
  3. Terapia

Introduzione

Cos’è il Melanoma?

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2023/11/21/melanoma-diagnosi-e-cura-orig.jpeg Shutterstock

Il melanoma è un grave tumore maligno, che origina dalla proliferazione anomala dei melanociti e che colpisce soprattutto la pelle (melanoma cutaneo).
L'insorgenza di questa pericolosa neoplasia è fortemente associata all'eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti del sole e delle lampade abbronzanti: i raggi UVA e UVB, infatti, sono in grado di danneggiare il DNA dei melanociti in modo da favorire la loro trasformazione tumorale.
Il melanoma della cute può presentarsi come una macchia delle pelle di neoformazione oppure come un'alterazione di un nevo preesistente; in genere, possiede specifiche caratteristiche, che ne aiutano il riconoscimento.
Il melanoma è un tumore curabile con buone probabilità di successo, a patto però che diagnosi e trattamento siano tempestivi.

Per approfondire: Melanona: Cause, Sintomi e Cenni di Terapia

Diagnosi

Diagnosi Melanoma: come riconoscerlo?

La diagnosi di melanoma cutaneo comincia solitamente dall'esame obiettivo e dalla storia clinica del paziente; queste indagini sono molto utili, ma non sufficiente a definire con assoluta certezza la situazione presente.

Per una diagnosi definitiva di melanoma, sono fondamentali la visita specialistica presso un dermatologo e, soprattutto, la biopsia su un campione di cellule prelevate dall'area sospetta. 

In caso di confermata presenza di melanoma, potrebbero essere necessari ulteriori esami, finalizzati a stabilire se e in che modo la neoplasia si è diffusa in altri organi e tessuti dell'organismo; più nel dettaglio, il paziente potrebbe doversi sottoporre a:

Esame Obiettivo

L'esame obiettivo consiste nell'osservazione dell'area sospetta e nella valutazione delle sue caratteristiche, secondo anche la regola ABCDE.

Di solito, l'indagine comprende anche un controllo generale dei nevi e delle altre macchie cutanee, in funzione anche di un possibile confronto.

A occuparsi dell'esame obiettivo può essere anche il medico di base, il quale poi, ovviamente, raccomanderà la visita dermatologica.

Anamnesi

L'anamnesi in presenza di sospetto melanoma prevede una serie di domande finalizzate a chiarire:

  • L'eventuale evoluzione dell'area sospetta (ha subìto cambiamenti nel tempo? Se sì, quali e con quale frequenza?
  • Se l'area sospetta è responsabile di sintomi, quali dolore, prurito, sanguinamento ecc.
  • Le abitudini del paziente. In caso di sospetto melanoma, le domande su questo tema verteranno soprattutto sul rapporto, passato e presente, che il paziente ha o può aver avuto con l'esposizione alla luce solare o con l'uso di lampade abbronzanti.
  • La storia familiare. Come affermato in precedenza, alla comparsa del melanoma possono contribuire fattori genetici e la predisposizione familiare; di conseguenza, è fondamentale considerare se nella famiglia del paziente ci sono o ci sono stati casi di melanoma, o se ricorre una qualche condizione genetica associata alla comparsa del melanoma (es: sindrome del neo multiplo atipico a carattere familiare o FAMMM).
  • La storia medica del paziente. Presenza di diabete, assunzione di immunosoppressori o precedenti tumori della pelle sono solo alcuni dei possibili fattori di rischio di melanoma, che il medico è tenuto a valutare.

Visita Dermatologica

La visita specialistica presso un dermatologo è una tappa fondamentale del percorso diagnostico.
Grazie alle sue competenze, il dermatologo è in grado di rendersi conto immediatamente di quale sia la reale entità della situazione.

Oltre al controllo specifico dell'area sospetta, la visita dermatologica comprende solitamente la ripetizione dell'indagine anamnestica.

L'iter classico prevede il consulto del medico di base e poi del dermatologo; tuttavia, se si desidera accorciare i tempi di attesa, è possibile rivolgersi fin da subito allo specialista.

Biopsia

Preceduta da una leggera anestesia locale, la biopsia prevede la raccolta di un campione di tessuto dall'area sospetta e la sua analisi di laboratorio alla ricerca di cellule con caratteristiche neoplastiche.

La biopsia è l'unica vera indagine che permette di stilare una diagnosi definitiva di melanoma; pertanto, è una tappa fondamentale e obbligata.

Ma non è tutto; l'esame bioptico ha anche un'altra importante funzione: lo studio delle cellule con caratteristiche neoplastiche, infatti, pone le basi per la conoscenza dello stadio (o stadiazione) del tumore, un reperto clinico indispensabile alla pianificazione della terapia più corretta.

Biopsia del Linfonodo Sentinella

In specifiche circostanze, per meglio definire lo stadio del melanoma, è indispensabile ricorrere alla biopsia del linfonodo sentinella.

Effettuata in anestesia generale, questa procedura permette di stabilire se il tumore si è diffuso o meno ai linfonodi più vicini, caratteristica, quest'ultima, fondamentale per chiarire l'esatto stadio del melanoma.

La biopsia del linfonodo sentinella comprende tre momenti principali:

  • L'iniezione, circa in corrispondenza del tumore, di un mezzo di contrasto radioattivo e l'osservazione, tramite strumentazione ai raggi X, di come esso diffonde nel sistema linfatico limitrofo.
    Questo primo passaggio procedurale serve a individuare il linfonodo o i linfonodi più vicini al melanoma (linfonodo/i sentinella).
  • L'escissione locale del/i linfonodo/i sentinella.
    Al termine di questa fase e dopo alcune ore di doverosa osservazione ospedaliera, il paziente può fare ritorno a casa.
  • L'analisi istologica, in laboratorio, del/i linfonodo/i sentinella.
    Questa terza e ultima fase della procedura consente di stabilire se il melanoma è riuscito o meno a diffondere parte delle sue cellule neoplastiche al linfonodo o ai linfonodi sentinella.
    Per l'esito dell'analisi istologica potrebbero servire alcune settimane.

L'assenza di cellule tumorali nei linfonodi sentinella esclude che il melanoma possa essersi diffuso altrove rispetto al sito d'origine, questo perché, in caso di diffusione del tumore, i sopraccitati linfonodi sarebbero stati i primi a essere intaccati.
In linea generale, una biopsia del linfonodo sentinella con un simile esito è un segnale positivo per il paziente.

La presenza di cellule neoplastiche nei linfonodi, invece, è significativa di un melanoma di medio-alto rischio, estremamente pericoloso.

Stadi del Melanoma

La stadiazione (o stadio) di un tumore maligno comprende tutte quelle informazioni, raccolte in corso di biopsia, che concernono la grandezza della massa tumorale, il suo potere infiltrante e le sue capacità metastatizzanti.

Per definire la stadiazione di un melanoma, i dermatologi utilizzano tradizionalmente il cosiddetto sistema AJCC, il quale riconosce l'esistenza di 5 stadi tumorali principali e diversi sotto-categorie.

Ecco, brevemente, gli stadi e le sotto-categorie del sistema AJCC:

  • Stadio 0 (o melanoma in situ): il melanoma di stadio 0 è un tumore localizzato negli strati superficiali della pelle, sull'epidermide. A questo stadio, la neoplasia è nella sua forma meno pericolosa.
  • Stadio 1: il melanoma di stadio 1 è un tumore limitato alla pelle, che però può avere caratteristiche più o meno aggressive.
    Lo stadio 1 si divide in due sotto-stadi:
    • 1A: significa che il melanoma presenta uno spessore inferiore a 1 millimetro e può essere o meno ulcerato. Questa circostanza potrebbe richiedere il ricorso alla biopsia del linfonodo sentinella, per approfondire l'istologia del tumore.
    • 1B: significa che il melanoma presenta uno spessore compreso tra 1 e 2 millimetri e non è ulcerato. Questa circostanza impone sempre un approfondimento istologico mediante biopsia del linfonodo sentinella.
  • Stadio 2: il melanoma di stadio 2 è ancora un tumore limitato alle pelle, ma lo spessore può essere rilevante e può avere caratteristiche più o meno aggressive.
    Lo stadio 2 comprende tre sotto-stadi:
    • 2A: può significare che il melanoma presenta uno spessore compreso tra 2 e 4 millimetri e non è ulcerato oppure che misura tra 1 e 2 millimetri di spessore ed è ulcerato.
    • 2B: può indicare che il melanoma presenta uno spessore maggiore di 4 millimetri e non è ulcerato oppure che misura tra 2 e 4 millimetri di spessore ed è ulcerato.
    • 2C: può significare che il melanoma presenta uno spessore maggiore di 4 millimetri ed è ulcerato.
  • Stadio 3: il melanoma di stadio 3 è un tumore diffuso ai linfonodi più vicini oppure  nei tessuti che lo separano dai linfonodi più vicini (melanoma con metastasi in transito e melanoma con metastasi satellite).
    Lo stadio 3 si divide in tre sotto-stadi:
    • 3A: significa che il melanoma ha intaccato da 1 a 3 linfonodi vicini, ma è di piccole dimensioni e non è ulcerato.
    • 3B: può indicare che il melanoma ha intaccato da 1 a 3 linfonodi vicini, è ulcerato, ma di piccole dimensioni; oppure che ha intaccato da 1 a 3 linfonodi vicini, è piccolo, ma non ulcerato; oppure ancora che si è diffuso nei tessuti che lo separano dai linfonodi, ma non in quest'ultimi.
    • 3C: può indicare che il melanoma ha intaccato da 1 a 3 linfonodi vicini, è di grandi dimensioni e ulcerato, oppure che ha intaccato più di 4 linfonodi.
  • Stadio 4: il melanoma di stadio 4 è un tumore che ha diffuso metastasi in vari organi del corpo, anche molto distanti dal sito d'origine della neoplasia.

Approfondimento

Se la biopsia del linfonodo sentinella su un melanoma apparentemente di stadio 1 o 2 rileva che c'è interessamento linfonodale, la stadiazione del tumore è da aggiornare a stadio 3.
In tali situazioni, ovviamente, cambia anche il piano terapeutico.

Per approfondire: Melanoma: Classificazione e Stadi

Terapia

Melanoma: Come si Cura?

Esistono vari approcci terapeutici per la cura del melanoma e l'attuazione di uno piuttosto che di un altro oppure la loro combinazione dipende da precisi fattori, che sono:

  • La sede precisa della massa tumore;
  • Lo stadio della neoplasia e il risultato di un'eventuale biopsia del linfonodo sentinella;
  • Lo stato di salute generale della paziente.

Attualmente, i principali trattamenti per la cura del melanoma sono:

Chirurgia

Il trattamento chirurgico per la cura del melanoma consiste nell'asportazione della neoplasia e, se necessario, dei tessuti circostanti e dei linfonodi più vicini.

L'intervento di asportazione di un melanoma è anche noto come escissione locale.

La chirurgia rappresenta, senza dubbio, la terapia più importante per i melanomi ai primi stadi.

Terapia Mirata

La terapia mirata si basa sull'uso di medicinali in grado di contrastare ciò che, sulla base di specifici esami, risulta favorire la crescita e lo sviluppo delle cellule tumorali.

Alcuni farmaci usati per la terapia mirata del melanoma sono:

  • Vemurafenib;
  • Dabrafenib;
  • Encorafenib;
  • Trametinib;
  • Cobimetinib;
  • Binimetinib.

Le applicazioni della terapia mirata per la cura del melanoma saranno discusse più avanti.

Immunoterapia

L'immunoterapia si fonda sull'utilizzo di cellule o proteine del sistema immunitario umano capaci di riconoscere le cellule tumorali e aggredirle, fino a distruggerle.

L'immunoterapia per il trattamento del melanoma può prevede l'impiego di:

  • Ipilimumab;
  • Pembrolizumab;
  • Nivolumab. 

Le applicazioni dell'immunoterapia per la cura del melanoma saranno discusse più avanti.

Chemioterapia

La chemioterapia consiste nella somministrazione di farmaci (i cosiddetti chemioterapici) in grado di uccidere tutte le cellule in rapida crescita, tra cui anche quelle tumorali.

Tra i chemioterapici impiegati nel trattamento del melanoma, figurano:

Le applicazioni della chemioterapia per la cura del melanoma saranno discusse più avanti.

Radioterapia

La radioterapia prevede l'esposizione della massa tumorale a una certa dose di radiazioni ionizzanti ad alta energia (raggi X), allo scopo di distruggere le cellule neoplastiche.

Le applicazioni della radioterapia per la cura del melanoma saranno discusse più avanti.

Per approfondire: Farmaci per la Cura del Melanoma

Cura del Melanoma Stadio per Stadio

Melanoma di Stadio 0

Il trattamento classico per i melanomi di stadio 0 consiste nell'escissione locale limitata all'area tumorale.

È tuttavia doveroso segnalare che esiste un'alternativa, basata sull'utilizzo per via topica (crema) di imiquomod (Aldara), un farmaco immunoterapico; non sempre applicabile, questo approccio alternativo presenta il vantaggio di non lasciare cicatrici (come invece accade nel caso del trattamento chirurgico).

Melanoma di Stadio 1

In presenza di confermato melanoma di stadio I, la terapia prevede l'asportazione del tumore (escissione) e di parte del tessuto circostante.

In specifiche occasioni, al trattamento chirurgico potrebbe seguire il ricorso all'immunoterapia o alla terapia mirata, con l'intento finale di ridurre il rischio di recidiva.

Melanoma di Stadio 2

In presenza di confermato melanoma di stadio 2, la terapia prevede l'escissione del tumore e l'asportazione di parte del tessuto circostante.

In determinate circostanze, al trattamento chirurgico potrebbe seguire il ricorso all'immunoterapia o alla terapia mirata, con l'intento finale di ridurre il rischio di recidiva.

Melanoma di Stadio 3

Il piano terapeutico adottato canonicamente in presenza di un melanoma di stadio 3 prevede:

  • La rimozione chirurgica del tumore primario e dei linfonodi intaccati dalla neoplasia (in caso di melanoma con metastasi in transito e melanoma con metastasi satellite, la rimozione interessa i tessuti su cui si è diffuso la neoplasia e non i linfonodi).
  • Il ricorso a una terapia adiuvante, basata su trattamenti come chemioterapia, radioterapia, immunoterapia e/o terapia mirata. Adiuvante significa che segue la chirurgia e che ha lo scopo di eliminare eventuali le eventuali cellule tumorali residuali e ridurre il rischio di recidive.

È da segnalare, tuttavia, che non sempre in presenza di melanomi di stadio 3, la chirurgia è applicabile; in tali frangenti, il piano terapeutico si basa unicamente sulla combinazione di chemioterapia, immunoterapia, radioterapia e terapia mirata.

Approfondimento

  • Melanoma di stadio 3 con metastasi satellite: significa che le cellule tumorali si sono diffuse nei tessuti tra melanoma e linfonodi limitrofi, rimanendo entro la distanza di 2 centimetri dal tumore originario.
  • Melanoma di stadio 3 con metastasi in transito: vuol dire che le cellule tumorali si sono diffuse nei tessuti tra melanoma e linfonodi limitrofi, andando oltre la distanza di 2 centimetri dal tumore originario.

Melanoma di Stadio 4

Le condizioni dei pazienti con melanoma a questo stadio sono drammatiche e il trattamento ha generalmente valore palliativo.

Il piano terapeutico in presenza di melanomi di stadio 4 potrebbe comprendere l'intervento chirurgico di asportazione del tumore primario e di eventuali linfonodi, la chemioterapia, l'immunoterapia, la radioterapia e la terapia mirata.

Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza