Massaggio Cardiaco: come si fa, quando serve e quando non farlo

Massaggio Cardiaco: come si fa, quando serve e quando non farlo
Ultima modifica 22.02.2024
INDICE
  1. Cos'è il Massaggio Cardiaco?
  2. Come funziona il Massaggio Cardiaco?
  3. A Cosa Serve
  4. Come Si Fa
  5. Quando concludere il Massaggio Cardiaco
  6. Effetti indesiderati

Cos'è il Massaggio Cardiaco?

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Il massaggio cardiaco è una manovra di primo soccorso, che consiste nella compressione ritmica del torace, in corrispondenza di dove si trova il cuore, allo scopo di garantire la funzione meccanica di pompa svolta proprio dal cuore.

Anche noto come compressione toracica o compressione cardiaca, il massaggio cardiaco rappresenta una parte fondamentale di manovre salva-vita, quali:

Il massaggio cardiaco è una manovra che può svolgere chiunque, anche una persona senza alcuna formazione medica: è, infatti, un'azione meccanica abbastanza semplice, facile da apprendere e che non richiede conoscenze mediche particolari.

Oggi, esistono sempre più corsi, alcuni anche gratuiti, dedicati alla spiegazione e all'insegnamento del massaggio cardiaco e delle altre manovre di primo soccorso.

Saper eseguire un massaggio cardiaco può salvare la vita di un familiare e di uno sconosciuto, se malauguratamente dovesse averne bisogno.

L'introduzione del massaggio cardiaco come tecnica di rianimazione cardiopolmonare e di primo soccorso risale al 1960; prima di allora, esisteva soltanto il massaggio cardiaco a cuore aperto (o interno), una tecnica di stimolazione dell'organo cardiaco eseguita esclusivamente da medici, dopo toracotomia.

Per approfondire: BLS e BLS-D: Cosa Sono? A Cosa Servono e Come si Praticano

Come funziona il Massaggio Cardiaco?

Le compressioni effettuate durante il massaggio cardiaco servono a garantire il flusso di sangue per verso gli organi vitali, in particolare cervello e cuore stesso.

Sono sostanzialmente due le teorie che intendono spiegare come ciò avvenga:

  1. Modello 1: il massaggio comporta una compressione del cuore tra sterno e colonna vertebrale. Tale compressione determina la distribuzione del sangue verso i vari organi e verso i polmoni (per l'ossigenazione), assicurando un ritorno minimo.
  2. Modello 2: durante il massaggio cardiaco e la compressione del torace, la pressione intratoracica globale aumenta e, in modo equivalente, aumenta la pressione del cuore, nell'aorta e nella vena cava. Questo insieme di aumenti pressori innesca il flusso sanguigno.

Il modo esatto con cui il massaggio cardiaco mette in moto il flusso sanguigno non è ancora ben chiaro; tuttavia, la certezza è che, con la giusta compressione, avviene.

A Cosa Serve

Il massaggio cardiaco serve a mimare l'azione meccanica di pompa svolta dal cuore nella persona in arresto cardiaco.
Com'è noto, il cuore è l'organo collegato ai vasi sanguigni principali del corpo umano e a cui spetta il compito vitale di pompare il sangue verso i vari organi e tessuti, per apportarvi ossigeno e nutrienti; è anche l'organo che immette il sangue a livello polmonare, per la sua ossigenazione.

Il massaggio cardiaco è fondamentale per garantire l'afflusso minimo di sangue e ossigeno a cervello e cuore, che sono gli organi vitali che più soffrono per una cessata attività del miocardio.

Il massaggio cardiaco appropriato e tempestivo può scongiurare fenomeni ischemici potenzialmente letali.

Quando fare il Massaggio Cardiaco?

Il massaggio cardiaco si esegue sulla persona in arresto cardiaco.

Dello scopo si è già parlato; resta da chiarire cos'è l'arresto cardiaco.

Per arresto cardiaco si intende una condizione clinica di estrema emergenza, caratterizzata dall'interruzione, spesso improvvisa e inaspettata, dell'attività cardiaca e polmonare, e dalla perdita di coscienza.

In assenza di soccorsi, l'arresto cardiaco comporta in pochi minuti danni cerebrali irreversibili e, perfino, la morte. Ciò accade perché viene meno la funzione di pompa esercitata dal cuore.

L'arresto cardiaco non va confuso con l'infarto del miocardio, condizione medica caratterizzata da una sofferenza e, talvolta, morte del miocardio e indotta da una mancato afflusso di sangue a tessuti muscolari cardiaci.

L'arresto cardiaco può essere dovuto a vari fattori:

Con questo ripasso dell'arresto cardiaco, risulterà sicuramente più facile capire la frase: il massaggio cardiaco mima l'azione meccanica di pompa svolta dal cuore.

Come capire quando serve il Massaggio Cardiaco?

Il massaggio cardiaco è una manovra di primo soccorso, per la quale bisogna sincerarsi che sussistano le basi per metterla in pratica.

Più esattamente, il soccorritore deve controllare, prima di tutto, se il paziente è cosciente e se respira: il massaggio cardiaco, infatti, è praticabile solo se l'individuo è incosciente e se non respira (o non respira regolarmente).

Ecco come un soccorritore dovrebbe comportarsi per valutare lo stato di coscienza e la respirazione:

  • Dopo essersi assicurato che l'ambiente circostante è sicuro, deve scuotere delicatamente la persona che sta male per le spalle e chiamarla, questo per valutarne lo stato di coscienza.
    Se la persona non risponde, significa che è incosciente.
  • A questo punto, deve controllare la respirazione; per farlo, innanzitutto, deve disporre la persona che sta male in posizione supina. Dopodiché deve appoggiare una mano sulla fronte e indice e medio dell'altra mano sotto il mento; fatto ciò, con estrema delicatezza, deve estendere il capo all'indietro e, contemporaneamente, sollevare il mento.
    La suddetta procedura consente di aprire le vie aeree della persona che sta male e di valutarne la respirazione nonché la presenza di corpi estranei.
    Per valutare il respiro, il soccorritore deve avvicinare un lato del volto (guancia e orecchio) al viso della persona che sta male e applicare il cosiddetto protocollo GAS:
    • Guardare se il torace si alza o si abbassa;
    • Ascoltare se ci sono rumori respiratori;
    • Sentire sulla guancia se fuoriesce aria dalla bocca.

Se la persona che sta male è incosciente, ma respira, occorre che il soccorritore la disponga in posizione laterale di sicurezza e contatti immediatamente il 118 fornendo all'operatore tutte le informazioni necessarie.

Al contrario, se la persona che sta male è incosciente e non respira, il soccorritore deve provvedere non solo a mettersi in contatto con il 118, ma anche a iniziare la rianimazione cardiopolmonare per mezzo del massaggio cardiaco.
In questo caso, è importante che la comunicazione con il 118 avvenga in modo da mantenere le mani libere (vivavoce o auricolare): questo permetterà di praticare la rianimazione durante il colloquio con l'operatore del 118.
Inoltre, se è a conoscenza dell'utilizzo del defibrillatore e se c'è qualcuno nelle vicinanze con cui comunicare, il soccorritore dovrebbe richiedere di farsi portare questo dispositivo salva-vita; se non c'è nessuno a cui chiedere quanto appena detto, non dovrebbe per nessun motivo interrompere la rianimazione per andarlo a cercare.

Come Si Fa

Massaggio Cardiaco nell’adulto

Posizione

Il soccorritore deve mettersi in ginocchio di fianco al soggetto che sta male.
È da segnalare che la persona da soccorrere dovrebbe trovarsi su una superficie rigida, per rendere efficaci le compressioni; se si trova su un letto o su un divano, va spostata.

Posizione delle mani e area di compressione

Una volta ben posizionato, il soccorritore deve posiziona il palmo della mano dominante al centro del torace della persona in arresto cardiaco, in corrispondenza della metà inferiore dello sterno.
Dopodiché, deve collocare l'altra mano sulla prima mano e intrecciare le dita, avendo cura di mantenere estese le dita della mano dominante (la chiusura a pugno potrebbe provocare dei danni non necessari).
Un aspetto importante da curare riguarda le braccia: il soccorritore dovrebbe tenerle rigide e perpendicolari al torace; per meglio riuscirvi, dovrebbe posizionarsi il più vicino possibile alla persona che sta male.
La corretta posizione permette di canalizzare meglio le energie e di sfruttare al meglio la potenzialità delle singole compressioni.
Si ricorda che il massaggio cardiaco dovrebbe continuare fino all'arrivo dei soccorsi; in alcuni casi potrebbe volerci diverso tempo, ragion per cui il soccorritore deve trovarsi nelle migliori condizioni per stancarsi il più tardi possibile.

La compressione deve avvenire al centro dello sterno e non sulle costole.

Numero e ritmo delle compressioni

Durante il massaggio cardiaco, il soccorritore deve attuare compressioni a un ritmo di 100-120 per minuto; questo significa poco meno di 2 compressioni al secondo circa.
Se il soccorritore vuole attuare anche la ventilazione bocca-bocca o bocca-maschera, secondo il protocollo della rianimazione polmonare, dovrebbe alternare 30 compressioni a 2 ventilazioni artificiali; in caso, contrario, deve continuare con le compressioni al ritmo suddetto, fino all'arrivo dei soccorsi o del defibrillatore portatile.
È importante precisare che non dovrebbe mai togliere le mani dal torace, per non perdere la posizione corretta; mentre dovrebbe alleggerire completamente la pressione dopo ogni compressione, per favorire il ritorno elastico del torace.

Profondità della compressione

Nel soggetto adulto, il massaggio cardiaco deve prevedere compressioni di profondità pari a 4-5 centimetri.

Massaggio Cardiaco nel bambino

Nei bambini di età superiore a 1 anno di vita, il massaggio cardiaco deve avvenire soltanto dopo 5 ventilazioni artificiali, che non hanno sortito alcun cambiamento allo stato di incoscienza.

Per il massaggio, il soccorritore deve usare una mano soltanto, aperta, con il palmo posizionato sulla porzione inferiore dello sterno.

Il ritmo delle compressioni rimane tra 100 e 120 per minuto; tuttavia, se la manovra si alterna alle ventilazioni, bisogna che il soccorritore esegua 15 compressioni alternate a 2 ventilazioni artificiali.

È da segnalare che, per i bambini molto grandi, il protocollo da seguire per quanto concerne l'alternanza compressioni-ventilazioni è lo stesso degli adulti.

Prima delle ventilazioni artificiali, il soccorritore deve controllare la pervietà delle vie aeree, come nell'adulto; c'è, però, una differenza nella modalità di controllo: la testa va estesa, ma non iperestesa come nell'adulto.

Massaggio Cardiaco nel neonato

Anche nei soggetti di età inferiore a 1 anno, prima di iniziare il massaggio cardiaco, occorre praticare 5 ventilazioni artificiali e verificare se queste migliorano le condizioni della vittima.

In assenza di segni di vita, il soccorritore deve procedere con il massaggio cardiaco.

Per il massaggio, deve sfruttare due dita soltanto, da collocare sulla parte inferiore dello sterno.

Il ritmo delle compressioni è ancora pari a 100-120 per minuto; se il massaggio si alterna alle ventilazioni, l'alternanza è sempre 15 compressioni e 2 ventilazioni.

Anche in questo caso, prima di effettuare le ventilazioni, il soccorritore deve controllare le vie aeree della vittima; nei bambini molto piccoli, il controllo deve avvenire con la testa in posizione neutra, naturale.

Per approfondire: Rianimazione Cardiopolmonare - RCP: a cosa serve? Come si pratica in adulti e bambini

Quando concludere il Massaggio Cardiaco

Il soccorritore dovrebbe continuare il massaggio cardiaco fino all'arrivo dei soccorsi del 118 o del defibrillatore portatile; in questo secondo caso, tuttavia, è bene precisare che la sospensione del massaggio deve avvenire solo se c'è qualcuno in grado di usare il defibrillatore (in caso contrario, il massaggio deve continuare).

Per approfondire: Defibrillatore: cos'è, come funziona e quando serve

Effetti indesiderati

Il massaggio cardiaco è una manovra salva-vita, ragion per cui i benefici sono sempre più importanti degli effetti avversi.

Tuttavia, è doveroso segnalare che il massaggio cardiaco può causare fratture da compressione a carico delle costole o delle vertebre.

Uno studio ha dimostrato che le fratture da massaggio cardiaco sono più frequenti nei pazienti anziani e quando il massaggio ha avuto una durata molto prolungata.

Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza