Mascherine e allergie ai pollini: come comportarsi?

Mascherine e allergie ai pollini: come comportarsi?
Ultima modifica 26.03.2021
INDICE
  1. Introduzione
  2. Covid-19: ridotta esposizione ai pollini
  3. Lo studio: allergie ai pollini e sintomi
  4. Mascherine e allergie: protezione maggiore

Introduzione

Alberi in fiore, giornate primaverili con temperature al di sopra di qualche grado rispetto alla media stagionale e pollini che si liberano nell'aria creando fastidi e disturbi anche persistenti e seri per molti soggetti allergici. Quest'anno, con l'obbligo dei dispositivi di protezione per contrastare la diffusione del Covid-19, l'utilizzo anche all'aperto delle mascherine potrebbe creare qualche ulteriore disagio per i soggetti con allergia ai pollini sintomatica.

Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione che fa parte di Federchimica, ha messo in luce come quello delle allergie sia un disturbo più diffuso di quanto si possa pensare. Ne soffrono, infatti, quasi quattro milioni di italiani per lo più di giovane età, con sintomi più o meno evidenti e persistenti nel lungo periodo.

Covid-19: ridotta esposizione ai pollini

Grazie all'uso della mascherina anche all'aperto e alla ridotta possibilità di trascorrere del tempo fuori dalle quattro mura domestiche, il periodo di lockdown potrebbe giovare in caso di allergia ai pollini. Come confermato anche dall'Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri (AAIITO), ci si aspetta una riduzione dell'esposizione quotidiana ai sintomi delle allergie, perché le mascherine filtrano il virus e quindi anche i pollini. 

Quest'anno, tuttavia, come per l'anno passato, la stagione degli allergici ai pollini potrebbe non essere come le altre, dal momento che le persone sono chiuse in casa a seguito delle disposizioni di contenimento del Coronavirus. Anche per i ricercatori della SIAAIC (Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica), gli allergici ai pollini potrebbero soffrire meno e avere meno manifestazioni sintomatiche derivanti dall'esposizione. In un contesto in cui si passa molto più tempo chiusi in casa, e si utilizzando le mascherine, gli allergici ai pollini riescono maggiormente a proteggere le vie respiratorie. 

Lo studio: allergie ai pollini e sintomi

Un fenomeno largamente diffuso quello delle allergie ai pollini, sintomatico per il 17,4% degli italiani. Secondo uno studio condotto da Assosalute, all'aperto (in maniera molto più significativa e persistente), così come al chiuso, possono manifestarsi episodi di stranuti frequenti, un disturbo di cui soffre il 51,8% degli allergici, prurito agli occhi (46,2%), ostruzione nasale (36,2%), gocciolamento nasale (31,3%) e tosse. Questi i sintomi più fastidiosi riferiti dal 23,2% della popolazione campionata dallo studio. 

Secondo la ricerca, il 30% delle persone allergiche ha ricadute anche sulla qualità della vita quotidiana, come il sonno che diventa difficoltoso per via della respirazione affannosa. Anche l'umore inizia a risentirne.

Mascherine e allergie: protezione maggiore

Come comportarsi in caso di allergia ai pollini, dovendo indossare la mascherina? Con l'utilizzo pressochè obbligato della mascherina anche all'aperto, non si verificano rischi aggiuntivi per la capacità respiratoria nei soggetti allergici. Gli esperti raccomandano sia per i bambini sia per gli adulti allergici o asmatici in terapia di mantenimento per allergie il rispetto e l'assunzione in modo scrupoloso delle terapie prescritte del proprio specialista di riferimento. 

Per gli allergologi dell'AAIITO, "la mascherina può provocare una sensazione psicologica di respiro faticoso, ma non peggiora in nessun modo la situazione bronchiale del paziente. Al contrario la mascherina può diventare un fattore di protezione aggiuntivo contribuendo a filtrare maggiormente i granuli pollinici che durante la stagione primaverile iniziano a essere aerodispersi dalle piante in fioritura".

Il filtro delle mascherine anti Covid-19 scherma dal virus, ma anche dai pollini. La dimensione dei pollini delle spore fungine, infatti, è compresa tra 1 e 15 micron. Molto più grande del coronavirus, che ha una dimensione che varia dagli 0,6 agli 0,14 micron. Il filtro delle mascherine, quindi, può contribuire a impedire l'inalazione di queste particelle aerobiologiche, con il beneficio evidente della  riduzione della sintomatologia allergica.

Quali mascherine sono più indicate per gli allergici?

Le mascherine, per chi soffre di allergia (4 milioni di italiani), diventano indispensabili anche per proteggersi dai pollini. Fondamentale, soprattutto per i soggetti allergici, è il ricambio dei dispositivi di protezione: cambiare mascherina almeno ogni due giorni, o trovare un modo per igienizzarla (senza alcool o disinfettanti a base alcolica) e pulirla. In questo modo le polveri e i pollini possano essere eliminati dalle protezioni. I soggetti allergici al polline potranno utilizzare mascherine chirurgiche monouso o mascherine lavabili o di tipo FFp2 (anche se è il tipo di mascherina che risulta meno adatta in caso di asma). In caso di manifestazioni asmatiche importanti, è possibile utilizzare mascherine multistrato in tessuto, che risultano idonee a fornire una adeguata barriera e, al contempo, garantiscano comfort e respirabilità.

Evitare di utilizzare prodotti chimici (come alcool o disinfettanti), per sanificare le mascherine, in modo da non respirare questi prodotti che potrebbero contribuire a scatenare crisi di broncospasmo per chi soffre di asma.