Mangiare dopo le 23: perché fa male?

Mangiare dopo le 23: perché fa male?
Ultima modifica 26.03.2024
INDICE
  1. Introduzione
  2. Mangiare dopo le 23: rischi per la salute
  3. Mangiare dopo le 23: lo studio sulle conseguenze
  4. Ormoni e luce: la correlazione

Introduzione

Mangiare in tarda serata, dopo le 23:00 o di notte, per via di cattive abitudini o turni al lavoro, è strettamente correlato ad un rischio maggiore per la salute. Rischio che raddoppia nei soggetti diabetici. Un problema che coinvolge di più i lavoratori notturni e turnisti, esposti anche a disturbi del sonno, aumento dei livelli di colesterolo e accumulo di peso. 

Segui il canale WhatsApp di Mypersonaltrainer per rimanere aggiornato su tutte le novità

 

Mangiare dopo le 23: rischi per la salute

  • Aumento dei livelli di glucosio, colesterolo, trigliceridi
  • aumento del rischio di insorgenza di diabete
  • disturbi cardiovascolari
  • bruciore di stomaco
  • reflusso gastroesofageo
  • disturbo del sonno notturno
  • aumento di peso

Mangiare dopo le 23: lo studio sulle conseguenze

Uno studio pubblicato su Nutrition & Diabetes ha analizzato i dati di 41mila persone del database NANHES, focalizzandosi su determinati parametri quali informazioni su tempo, frequenza e qualità del cibo consumato in orari notturni.

Lo scopo dello studio era quello di dimostrare la correlazione tra consumo di pasti di notte e diabete, e conseguente aumento del rischio di mortalità.

Il momento in cui vengono consumati i pasti è di fondamentale importanza. Basti pensare che consumare pasti notturni ad alto carico energetico aumenta esponenzialmente i rischi per la salute. Si parla infatti di incremento dei livelli di glicemia, colesterolo, trigliceridi e, di conseguenza, di un aumento del rischio cardiovascolare, ma anche dell'insorgenza di diabete, disturbi metabolici e di incremento del peso.

In soggetti diabetici, come dimostrato dalla ricerca, l'aggravamento della patologia e il rischio di mortalità aumentano più del doppio se si cena sempre tra le 23 e mezzanotte. 

Ormoni e luce: la correlazione

Quanto contano l'orologio biologico e la luce solare? L'orologio biologico è influenzato, ad esempio, dall'esposizione alla luce (senza distinguere tra luce naturale e artificiale). 

E' noto che l'alterazione del ritmo sonno-veglia, influenzata in maniera importante dall'orario dei pasti, abbia un impatto decisivo sul metabolismo. L'orologio biologico è sensibile al momento della giornata in cui si mangia, perchè esercita la propria influenza anche nei meccanismi molecolari che avvengono nel tessuto adiposo. Ritardare l'orario dei pasti, dopo le 23, implica uno squilibrio nel ritmo sonno-veglia, oltre ai già citati aumenti dei livelli di colesterolo, trigliceridi e glicemia.