Malattia X: cos’è e cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo virus che potrebbe causare un’altra pandemia

Malattia X: cos’è e cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo virus che potrebbe causare un’altra pandemia
Ultima modifica 26.09.2023
INDICE
  1. Introduzione
  2. Cos’è la Malattia X
  3. L’elenco dei patogeni prioritari
  4. Perché le pandemie sono sempre più probabili
  5. Malattia X, le strategie per fronteggiarla

Introduzione

Sono trascorsi solo pochi mesi dal termine dell'emergenza internazionale di sanità pubblica dovuta alla pandemia da Covid-19 e si sta già parlando di una nuova possibile minaccia. Si tratta della cosiddetta Malattia X, termine coniato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità o Oms per definire una patologia ancora sconosciuta, che secondo le previsioni potrebbe essere davvero molto impattante e provocare 20 volte più vittime del Covid.

Cos’è la Malattia X

Malattia X è il nome di un ipotetico nuovo morbo che secondo l'Oms potrebbe scatenare una pandemia peggiore di quella dovuta al Covid-19. Al momento non si sa da quale microrganismo patogeno potrebbe essere scatenata questa patologia né quali sintomi avrebbe né che quali conseguenze provocherebbe sulla salute. Non si sa nemmeno quando arriverà.

L'unica cosa certa è che le probabilità che la malattia X effettivamente si manifesti causando molte vittime è davvero elevata. In un articolo scritto per il Daily Mail, la ex presidente della task force sui vaccini del Regno Unito Kate Bingham ha spiegato che il nuovo morbo potrebbe avere un impatto simile alla devastante influenza spagnola del 1918-1920.

"La pandemia influenzale del 1918-19 uccise almeno 50 milioni di persone in tutto il mondo, il doppio di quelle della Prima guerra mondiale. Oggi, potremmo aspettarci un bilancio di vittime simile da uno dei tanti virus che già esistono" si legge nell'articolo. "Non sappiamo ancora con certezza quale forma assumerà la nuova pandemia, ma solo che il suo arrivo, secondo gli esperti sanitari globali, non è solo una possibilità ma una probabilità".

Secondo gli esperti, dunque, quella provocata dal Covid-19 non sarà certo l'ultima pandemia che colpirà l'umanità. Del resto, non è stata nemmeno la prima: la storia dell'uomo è stata costellata da pandemie che si sono presentate ciclicamente a causa della diffusione di nuovi virus o della mutazione di virus già esistenti.

L’elenco dei patogeni prioritari

Nel 2017, l'Oms ha pubblicato il primo elenco dei patogeni prioritari, ossia dei microrganismi che possono causare epidemie o pandemie, allo scopo di orientare la ricerca e gli investimenti globali, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo di vaccini, test e cure. 

L'elenco è stato costantemente aggiornato e oggi comprende malattie e agenti come Covid-19, febbre emorragica Crimea-Congo, virus Ebola, virus Marburg, febbre di Lassa, MERS, SARS, Nipah henipavirus, febbre della Rift Valley, Zika e, appunto, Malattia X.

Perché le pandemie sono sempre più probabili

  • Globalizzazione
  • Sovrappopolamento delle città 
  • Deforestazione

Attualmente, gli scienziati conoscono migliaia di singoli virus: non tutti ovviamente sono nocivi e hanno il ​​potenziale per scatenare una pandemia, ma alcuni sì. Le probabilità sembrano più elevate rispetto al passato. Come mai? Le ragioni sono essenzialmente tre: la globalizzazione, il sovrappopolamento delle città e la deforestazione, che secondo gli esperti stanno contribuendo a creare le condizioni ideali affinché i virus mutino e possano passare da una specie all'altra.

La Malattia X potrebbe essere scatenata proprio da uno di questi "nuovi" virus nati da queste mutazioni. Per questo, è essenziale studiare le famiglie conosciute di virus e iniziare a mettere a punto arme per contrastarle.

Malattia X, le strategie per fronteggiarla

Kate Bingham ha spiegato quanto sia importante oggi creare diversi prototipi di vaccini per ogni famiglia di virus minacciosi di cui siamo a conoscenza: svilupparli prima che inizi la prossima potenziale pandemia significa che nel momento X si avrebbero a disposizioni delle ottime basi da cui partire per mettere a punto vaccini più specifici.

In altre parole, permetterebbe di avere a disposizione in tempi brevi vaccini mirati. La sfida degli scienziati (che è anche uno degli obiettivi globali fissati dal G7 nel 2021) è riuscire a fermare i nuovi virus con un antidoto ad hoc entro cento giorni dalla loro identificazione

Sulla stessa linea di pensiero anche Michael Ryan, direttore esecutivo del Programma per le emergenze sanitarie dell'Oms, che ha dichiarato: "Prendere di mira gli agenti patogeni e le famiglie di virus prioritari per la ricerca e lo sviluppo di contromisure è essenziale per una risposta rapida ed efficace alle epidemie e alle pandemie. Senza investimenti significativi in ​​ricerca e sviluppo prima della pandemia Covid non sarebbe stato possibile sviluppare vaccini sicuri ed efficaci in tempi record. Sviluppare vaccini adeguati in meno di un anno è stato una sorta di miracolo. Eppure anche questa velocità sarebbe insufficiente se la prossima pandemia si rivelasse molto più letale della precedente".

Gli esperti auspicano che tutti i Paesi del mondo firmino un Trattato sulla pandemia globale, per favorire la condivisione di conoscenze e informazioni tra scienziati e medici e lo sviluppo e la produzione dei vaccini, e che venga creato un unico organismo globale responsabile della risposta alla malattia X, finanziato tramite un bilancio globale con contributi diversi basati sulla ricchezza nazionale.