Macrocitosi

Generalità

La macrocitosi è una condizione caratterizzata dalla presenza, nel sangue periferico, di numerosi globuli rossi (o eritrociti) di grandezza superiore al normale.

I macrociti si possono riscontrare in numero esiguo anche in condizioni normali nel circolo ematico, soprattutto nei neonati. Tuttavia, uno spiccato aumento di questi elementi è indicativo di alcuni processi patologici, quali, ad esempio, l'anemia perniciosa e le epatopatie.

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La presenza dei macrociti è riscontrata tramite un esame del sangue, che valuta, in particolare, il volume corpuscolare medio dei globuli rossi (MCV) e gli altri indici eritrocitari.

La terapia della macrocitosi dipende dalla causa: se è in relazione con una carenza di vitamina B12 o di acido folico, ad esempio, viene indicata semplicemente l'assunzione di integratori a base di questi elementi e la correzione della dieta.

Cos’è

Globuli rossi: struttura e dimensioni

I globuli rossi sono cellule del sangue deputate al trasporto dell'ossigeno dai polmoni ai tessuti. Affinché possano svolgere al meglio la propria funzione, gli eritrociti devono avere una forma di un disco biconcavo, con nucleo schiacciato e dimensioni adeguate.

Quando sono più grandi rispetto alla norma, gli eritrociti vengono definiti macrociti (o megalociti).

Nel dettaglio, sulla base delle dimensioni degli eritrociti è possibile distinguere:

  • NORMOCITOSI: i globuli rossi sono di dimensioni normali, cioè presentano un diametro pari a 7-8 micrometri (µm);
  • MICROCITOSI: è caratterizzata da eritrociti microcitici, cioè più piccoli rispetto alla norma;
  • MACROCITOSI: è la condizione opposta alla microcitosi, nella quale gli eritrociti hanno un diametro maggiore del normale, compreso tra 9-12 µm. I megalociti sono globuli rossi di dimensioni ancora maggiori dei macrociti (diametro maggiore di 14 µm).
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Le caratteristiche fisiche dei globuli rossi sono definite mediante gli indici eritrocitari. Nell'ambito delle analisi di laboratorio, il parametro ematochimico più utile per stabilire se i globuli rossi sono normali, troppo grandi oppure troppo piccoli, è il volume corpuscolare medio (MCV).

Per definizione, la macrocitosi sussiste quando il volume cellulare medio (MCV) è superiore a 95 femtolitri.

Cos'è la Macrocitosi?

La MACROCITOSI è la presenza nel sangue di macrociti. Questa condizione si manifesta spesso, ma non necessariamente, insieme all'anemia.

La macrocitosi può essere distinta in due forme:

  • MEGALOBLASTICA: la presenza di macrociti nel sangue è riconducibile ad un difetto di maturazione dei precursori eritroidi, che impedisce la differenziazione terminale degli eritrociti. Di conseguenza, questi elementi si accumulano nel midollo osseo, determinando megaloblastosi. Esempi: anemia perniciosa, anemia da carenza di folati ecc.;
  • NON MEGALOBLASTICA: a livello midollare, non si osserva un difetto di produzione dei globuli rossi.

In un quadro di macrocitosi, la patologica riduzione del contenuto dell'emoglobina configura uno stato di ANEMIA MACROCITICA.

Anemia Macrocitica

L'anemia macrocitica è una malattia del sangue caratterizzata da un anomalo aumento del volume corpuscolare medio dei globuli rossi (MCV). In tal contesto, oltre alla macrocitosi, la concentrazione media di emoglobina (Hb) contenuta all'interno dei globuli rossi è inferiore rispetto alla norma; il risultato è una ridotta capacità del sangue di trasportare ossigeno.

Cause

La macrocitosi si riscontra in associazione con diverse malattie ematologiche e non. Di solito, la comparsa di una popolazione di eritrociti macrocitici è indice di un'emopoiesi inefficace, soprattutto per quanto riguarda la linea cellulare dei globuli rossi. Nonostante le alterazioni iniziali possano essere minime, ciò comporta l'immissione in circolo di elementi più grandi.

La macrocitosi si riscontra più frequentemente per la carenza o la difettosa utilizzazione della vitamina B12 o dei folati.

Deficit di folati o vitamina B12 (cobalamina)

I folati e la vitamina B12 sono fondamentali per la corretta sintesi dei globuli rossi.

La loro carenza può risultare da:

  • Ridotto apporto con la dieta;
  • Diminuito assorbimento;
  • Aumentato fabbisogno;
  • Terapie farmacologiche;
  • Difetti congeniti del metabolismo.

La presenza nel sangue di macrociti è spesso indicativa di alcune forme di anemia, come quella megaloblastica e sideroblastica. La macrocitosi può dipendere dall'aumentata sintesi midollare in seguito ad emolisi o perdite elevate di sangue (emorragie).

L'aumento dei macrociti nel circolo ematico si riscontra anche in alcune leucemie acute, malattie del fegato e quadri post-splenectomia. Altre cause comprendono l'assunzione di farmaci (in genere, antitumorali ed immunosoppressori) che interferiscono con la sintesi del DNA e, con una frequenza decisamente inferiore, alcuni disturbi metabolici (come l'aciduria orotica ereditaria).

Raramente, poi, gli eritrociti possono essere più grandi a causa della presenza di anomalie congenite nella sintesi del DNA in grado di interferire con l'eritropoiesi, cioè nella formazione delle cellule del sangue (es. sindrome diseritropoietica).

Alcuni casi di macrocitosi hanno un'eziologia sconosciuta.

Macrocitosi: cause principali

Le cause più frequenti di macrocitosi sono:

La macrocitosi può dipendere anche da:

Sintomi e Complicazioni

La macrocitosi comporta quadri clinici molto variabili, correlati alla causa da cui deriva: in qualche caso, il disturbo è pressoché asintomatico; altre volte, la condizione è invalidante o mette a rischio la vita di chi ne soffre.

A seconda della causa che l'ha determinata, la macrocitosi assume caratteristiche particolari sia nei sintomi, sia nei valori riscontrati con le analisi di laboratorio.

Nella maggior parte dei casi, si manifestano:

Se durano per qualche settimana, senza mai regredire, tali sintomi sono indicativi della presenza di un'anemia macrocitica.

Nei casi più severi, la macrocitosi può associarsi a:

Diagnosi

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La macrocitosi è riscontrata con gli esami del sangue e può essere sospettata per la presenza di una sintomatologia suggestiva. Talvolta, però, il riscontro può avvenire in modo del tutto casuale, in quanto il paziente è asintomatico. In questo caso è opportuno rivolgersi al medico per valutare se la macrocitosi è transiente o meno e qual è la causa all'origine del problema.

Dopo aver raccolto le informazioni anamnestiche, il medico di base prescrive una serie di indagini di laboratorio, con l'obiettivo di valutare:

  • Numero e volume dei globuli rossi;
  • Quantità e tipo di emoglobina;
  • Stato del ferro corporeo.

Per una migliore caratterizzazione della macrocitosi, quindi, è utile l'esecuzione delle seguenti analisi del sangue:

  • Esame emocromocitometrico completo:
    • Numero dei globuli rossi (RBC): la conta eritrocitaria è generalmente, ma non obbligatoriamente diminuita nell'anemia macrocitica;
    • Indici eritrocitari: forniscono indicazioni utili riguardo la dimensione dei globuli rossi (anemie normocitiche, microcitiche o macrocitiche) e la quantità di Hb contenuta al loro interno (anemie normocromiche o ipocromiche). I principali indici eritrocitari sono: Volume Corpuscolare Medio (MCV, consente di stabilire le dimensioni medie dei globuli rossi), Emoglobina Corpuscolare Media (MCH) e Concentrazione Emoglobinica Corpuscolare Media (MCHC, coincide con la concentrazione di emoglobina in un singolo globulo rosso);
    • Conta dei reticolociti: quantifica il numero di globuli rossi giovani (immaturi) presenti nel sangue periferico;
    • Piastrine, leucociti e formula leucocitaria;
    • Ematocrito (Hct): percentuale del volume totale di sangue costituito da globuli rossi;
    • Quantità di emoglobina (Hb) nel sangue;
    • Variabilità delle dimensioni dei globuli rossi (ampiezza della distribuzione dei globuli rossi o RDW, dall'inglese "Red Cell Distribution Width").
  • Esame microscopico della morfologia eritrocitaria e, più in generale, dello striscio di sangue periferico;
  • Sideremia, TIBC e ferritina sierica;
  • Bilirubina e LDH;
  • Indici di infiammazione, tra cui la proteina C reattiva.

Eventuali anomalie riscontrate nel corso della definizione di questi parametri possono mettere in allerta il personale di laboratorio circa la presenza di anomalie a carico dei globuli rossi; il campione di sangue potrebbe essere sottoposto ad ulteriori analisi per individuare la causa della macrocitosi. Raramente, potrebbe essere necessario l'esame di un campione prelevato dal midollo osseo.

MCV: valori della Macrocitosi

Nell'ambito di un esame emocromocitometrico completo, l'analisi dell'MCV permette di conoscere la "qualità" dei globuli rossi del sangue.

MCV è la sigla di "Mean Cell Volume" o "Mean Corpuscular Volume". Quest'acronimo è utilizzato per indicare il volume corpuscolare medio, vale a dire il volume medio dei globuli rossi. In sostanza, l'MCV permette di sapere se gli eritrociti sono troppo piccoli, troppo grandi o, semplicemente, normali.

L'MCV è, dunque, l'indice più utile per evidenziare una macrocitosi e si ottiene dividendo l'ematocrito per il numero di globuli rossi.

Questo parametro consente di classificare, inoltre, il tipo di anemia a seconda della morfologia dei globuli rossi:

  • Anemie microcitiche: MCV < 80 fl*.
  • Anemie normocitiche: MCV = 80-95 fl; eventuali anemie normocitiche possono essere dovute a emorragie acute o emolisi (distruzione dei globuli rossi).
  • Anemie macrocitiche: MCV > 95 fl; la presenza di macrociti può essere dovuta a mielodisplasia, reticolocitosi, ipotiroidismo, epatopatia (malattia del fegato, come la cirrosi) ed alcolismo.

*fl (femtolitri) è l'unità di misura del volume cellulare medio ed equivale a 0,000001 miliardesimi di litro (0,000000000000001 litri); l'MCV può essere espresso anche in micrometri cubi o µm3. Va ricordato, infatti, che un litro equivale ad un decimetro cubo, un millilitro ad un centimetro cubo, un microlitro ad un millimetro cubo e così via.

Occorre segnalare che il valore di riferimento dell'MCV può variare leggermente da laboratorio a laboratorio. Pertanto, quando è necessario stabilire con maggior precisione il significato patologico della macrocitosi o di un'altra alterazione dell'MCV, è utile incrociare tale valore con altri parametri, come il numero dei globuli rossi (RBC), il contenuto medio di emoglobina per ciascun globulo rosso (MCH) e la concentrazione media dell'emoglobina all'interno di un globulo rosso (MCHC, dato apparentemente simile al precedente, ma importantissimo, poiché fornisce un'indicazione del rapporto tra il volume di globuli rossi ed il loro contenuto in emoglobina).

Il valore di MCV ha importanza clinica anche quando viene interpretato alla luce di un altro parametro del sangue: l'RDW. Quest'ultimo fornisce informazioni sulla distribuzione dei globuli rossi e permette, tra l'altro, la distinzione tra l'anemia ipoproliferativa (caratterizzata dalla presenza di reticolociti, cioè eritrociti immaturi) e l'anemia emolitica (dovuta ad un aumento della distruzione dei globuli rossi).

Trattamento e Rimedi

Il trattamento della macrocitosi varia a seconda della causa: la cura delle patologie responsabili migliora la sintomatologia e determina, di solito, la risoluzione della condizione clinica. Occorre segnalare, però, che alcune forme ereditarie di macrocitosi sono congenite, pertanto non sono curabili.

Interventi possibili

In presenza di forme lievi e transitorie, la macrocitosi non compromette la qualità di vita e non sono richiesti particolari provvedimenti. Tuttavia, qualche accortezza può risultare utile.

In linea generale, il medico può raccomandare di assumere per via orale integratori di vitamina B12 e folati, per aumentare la produzione di normociti. Nei casi di anemia perniciosa, in cui è presente uno stato infiammatorio della membrana gastrica, può essere indicato anche l'utilizzo di immunosoppressori e corticosteroidi ad alte dosi.

Nei casi più gravi, invece, la gestione della macrocitosi può prevedere:

Oltre alle terapie specifiche, grande importanza ricoprono l'attività fisica praticata regolarmente e l'adozione di un regime alimentare sano e bilanciato.


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Ultima modifica dell'articolo: 14/08/2018

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