Livido: Cos’è? Perché si Manifesta? Disturbi associati e Cura di G.Bertelli

Generalità

Il livido è un versamento di sangue che si raccoglie nello strato prossimo alla superficie della pelle.

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Nella maggior parte dei casi, questo stravaso ematico risulta evidente dopo un trauma di lieve o media entità, che danneggia i piccoli vasi sanguigni, senza provocare lacerazioni della pelle. Nella zona interessata, il livido si manifesta come una chiazza di colore rosso-violaceo, relativamente estesa, che non scompare alla pressione. Alcuni fattori possono, però, aumentare la probabilità che questo segno si manifesti con grande facilità o in modo spontaneo, apparentemente senza nessuna causa ben precisa. I lividi si possono riscontrare, infatti, in presenza di patologie e terapie farmacologiche che determinano:

  • Eccessiva fragilità della parete vasale;
  • Alterazioni della capacità coagulativa;
  • Riduzione del numero delle piastrine.

Il livido si associa tipicamente a dolore locale, tumefazione, pizzicore e sensazione di intorpidimento, talvolta seguita da una fastidiosa tensione dell'area interessata. In base all'eziologia specifica, poi, possono manifestarsi altri disturbi, quali, ad esempio, prurito e senso di calore.

Le caratteristiche cliniche del livido e l'insorgenza di questo in rapporto ad altri sintomi sono aspetti importanti per la diagnosi differenziale. Pertanto, se questo segno è ricorrente o persiste più del dovuto, è importante rivolgersi ad un medico per gli opportuni approfondimenti diagnostici. Normalmente, un livido tende a risolversi spontaneamente entro pochi giorni, ma è possibile ricorrere ad alcuni rimedi per accelerarne il processo di guarigione.

Cos’è

Cos'è un Livido?

Un livido è uno stravaso di sangue che rimane limitato allo spessore della pelle. Il significato medico di questo segno di colore rosso-violaceo è variabile: i contesti nei quali si può riscontrare un livido vanno da eventi patologici locali e di lieve entità (come un urto o una contusione) a malattie che coinvolgono l'intero organismo (ematopatie, neoplasie, patologie del fegato ecc.), talvolta anche potenzialmente fatali. Nella maggior dei casi, il livido risulta da un trauma che non ha leso la cute (urto, contusione ecc.).

Livido: quale differenza con Ematomi, Ecchimosi e Petecchie?

Le lesioni emorragiche elementari che coinvolgono lo spessore cutaneo possono essere suddivise – per ordine di dimensione – in:

  • Petecchie: si manifestano come punteggiature emorragiche cutanee molto piccole;
  • Ecchimosi: termine medico utilizzato come sinonimo di livido; si tratta, dunque, di un'infiltrazione di sangue nello spessore della cute e nel tessuto sottocutaneo.

Qualora lo stravaso creasse una vera e propria raccolta di sangue associata ad un rigonfiamento visibile e palpabile, si parla, invece, di ematoma.

Cause e Fattori di Rischio

Da cosa dipende la formazione di un Livido?

Come anticipato, un livido può essere l'espressione di condizioni di varia natura.

Il più delle volte, questo segno insorge quando s'incorre in un urto o una lesione diretta (come, ad esempio, una caduta o una martellata) ed il tessuto sottopelle, insieme alle fibre muscolari, viene schiacciato. In pratica, il livido si verifica quando la pelle non subisce una lacerazione, ma vengono danneggiati i vasi capillari situati al di sotto del tessuto cutaneo ed il sangue al loro interno si riversa, rimanendo intrappolato nello strato prossimo alla superficie.

Tuttavia, un livido può comparire anche all'improvviso, apparentemente senza motivo. Lo stravaso ematico può dipendere, infatti, da un problema locale (cioè limitato ad alcune zone del corpo) o da patologie sistemiche che rendono più propensi alla formazione di tale segno (es. cirrosi epatica, leucemia e scorbuto).

Livido da Trauma

La causa più comune alla base dell'insorgenza di un livido è sicuramente un trauma, di lieve o di media entità, che coinvolge direttamente la zona in cui si forma la chiazza rossastra-violacea.

Nella maggior parte dei casi, questo segno si manifesta dopo urti accidentali o infortuni, come contusioni, fratture e lussazioni.

Un livido può comparire anche in seguito a:

  • Morso di uomo o di animali (cani, gatti e altri);
  • Incidenti domestici (cadute, martellate ecc.);
  • Pizzicotti, percosse, strattonamenti e spinte violente.
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Livido da Farmaci

Alcuni farmaci possono causare o facilitare la formazione di un livido. Questi comprendono, in particolare:

Quando un livido si sviluppa come effetto avverso all'uso di un determinato medicinale, è opportuno segnalarlo al proprio medico e rimodulare o correggere il protocollo terapeutico.

Facilità alla formazione di un Livido: quali cause?

Un livido può insorgere spontaneamente o con grande facilità nel contesto di condizioni morbose che:

Un livido può segnalare la presenza di patologie che determinano un'eccessiva fragilità della parete vasale, come accade, ad esempio, in presenza di:

  • Porpora (semplice o senile);
  • Scorbuto.

Altre condizioni che possono predisporre allo sviluppo di lividi comprendono:

Fattori predisponenti e/o aggravanti

Tra i fattori che possono influenzare la maggiore tendenza a manifestare un livido rientrano:

  • Tipologia di pelle e spessore del tessuto cutaneo (un livido è più evidente sulla pelle molto chiara e sottile);
  • Invecchiamento (con l'avanzare dell'età, i capillari diventano più fragili, quindi più soggetti a rotture);
  • Assunzione di certi farmaci che tendono a fluidificare il sangue (ad esempio: aspirina);
  • Sbalzi della pressione sanguigna determinati da sforzi fisici eccessivi.

Sintomi e Complicazioni

Livido: come si riconosce?

Un livido si manifesta come un'evidente chiazza rosso-violacea, relativamente estesa, che non scompare alla pressione.

Con il trascorrere dei giorni, il colore del livido vira dal violaceo al verde o giallo, fino a risolversi totalmente entro 15-20 giorni, quando l'infiltrazione sanguigna si riassorbe. Questa variazione cromatica dipende dalle modificazioni dell'emoglobina contenuta negli eritrociti, di colore rosso, che, in assenza di ossigenazione polmonare, si trasforma in successione in metaemoglobina, ematina (verde-brunastra), emosiderina (verde-giallastra) ed ematoidina (gialla).

A volte, il livido può addirittura formarsi in una zona distante da quella che ha subito direttamente la lesione, poiché il sangue stravasato può migrare. Fortunatamente, un livido non è permanente e regredisce in modo spontaneo, nel giro di qualche giorno.

Livido: quali sintomi comporta?

A seconda della causa scatenante, un livido può associarsi a vari altri sintomi, locali o sistemici. La comparsa del livido in rapporto con il quadro generale è molto importante per la diagnosi differenziale.

Oltre all'evidente stravaso ematico di colore rosso-violaceo, a livello locale, si manifestano tipicamente:

  • Dolore, senso di tensione e tumefazione locale;
  • Pizzicore e sensazione di intorpidimento nell'area interessata.

Un livido può comportare altri segni e sintomi, quali:

  • Prurito;
  • Formicolio o sensazione di bruciore;
  • Ipersensibilità;
  • Desquamazione;
  • Formazione di croste.

Le manifestazioni sistemiche associate alla comparsa dei lividi sono, invece, molto variabili. A seconda della causa che ne provoca l'insorgenza, ad esempio, possono presentarsi malessere generale, dolore alle articolazioni, febbre, mal di pancia, perdita di peso, debolezza, palpitazioni e cefalea.

Quando occorre rivolgersi al medico con urgenza

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In linea generale, il medico andrebbe consultato quando un livido persiste e non guarisce entro due settimane. Tuttavia, è consigliabile recarsi immediatamente al pronto soccorso se viene percepito un forte senso di pressione nella zona in cui è stato subito l'urto, con annesso formicolio e/o perdita della sensibilità.

Inoltre, è importante contattare il medico quando non si riesce a muovere un'articolazione (ad esempio, di una gamba o di un braccio) oppure se i lividi:

  • Si formano con estrema facilità (anche in assenza di una causa ben precisa, almeno apparentemente);
  • Provocano un forte dolore o iniziano a gonfiarsi;
  • Insorgono i segni di un'infezione.

Diagnosi

Per accertare se un livido è correlato a particolari condizioni patologiche che ne possono favorire l'insorgenza, è opportuno consultare, innanzitutto, il proprio medico di base.

Per prima cosa, l'iter per stabilire l'esatta causa scatenante prevede la raccolta dei dati anamnestici e l'esame obiettivo.

Livido: quali esami sono necessari?

Quando un livido è accompagnato da altri sintomi di significativa importanza (es. febbre, dispnea, mal di testa ecc.) e l'eziologia è ancora incerta, il medico può indicare l'esecuzione di esami di laboratorio e strumentali.

Questi test comprendono:

Qualora da una delle indagini diagnostiche emerga un'anomalia, sono generalmente necessari ulteriori accertamenti per stabilire le esatte cause del livido, confermando o escludendo i vari sospetti clinici.

Trattamento e Rimedi

Il trattamento di un livido varia in base alla causa che ne è responsabile.

Nel caso in cui questo segno sia causato da un trauma o da un disturbo temporaneo, in linea generale, non è necessario intraprendere alcun tipo di trattamento, poiché si risolverà gradualmente entro pochi giorni.

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Livido: quale trattamento è previso?

Per ridurre le dimensioni di un livido, così come il dolore ed il gonfiore, è utile applicare direttamente sulla parte degli impacchi freddi, avvolgendo qualche cubetto di ghiaccio in un asciugamano o un panno per proteggere la pelle, facendo attenzione a rispettare gli intervalli di circa quindici minuti.

Anche i principi attivi naturali ad azione antiedemigena ed antinfiammatoria (come l'arnica, la bromelina, l'ippocastano, l'ananas e l'escina) possono essere utili per alleviare i sintomi associati al livido.

Nei casi più gravi, per attenuare il dolore associato ad un livido, il medico può indicare dei trattamenti farmacologici a base di pomate analgesiche o antinfiammatorie. Per favorire e accelerare il riassorbimento del sangue travasato, ad esempio, è possibile applicare pomate, creme e gel contenenti eparinoidi.

Da evitare assolutamente è, invece, lo svuotamento del livido (ad esempio, provando a bucarlo con un ago), poiché non accelererebbe la risoluzione del versamento.

Qualora un livido sia provocato da una specifica patologia di base, il trattamento di quest'ultima può indurre la risoluzione della sintomatologia. Purtroppo, non sempre ciò si verifica e, in certi casi, questo segno tende a comparire anche se la malattia che le ha scatenato è stata adeguatamente trattata.

Per contrastare la predisposizione alla rottura dei capillari e la facile comparsa dei lividi è importante curare l'alimentazione, limitando il sale, bevendo molta acqua e consumando sostanze ricche di flavonoidi, come i frutti di bosco e l'uva.

Giulia Bertelli

L'autore

Giulia Bertelli

Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici


Ultima modifica dell'articolo: 27/11/2018

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