Linfonodi Reattivi

Generalità

I linfonodi reattivi si riscontrano per l'attivazione del sistema immunitario in risposta a svariate condizioni parafisiologiche o patologiche.

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2018/06/22/linfonodi-reattivi-orig.jpeg

Quando si verifica questo fenomeno, il paziente manifesta generalmente linfoadenopatia (aumento di volume generalizzato o locale) e dolorabilità, soprattutto alla palpazione.

Le cause dei linfonodi reattivi sono principalmente infiammatorie o infettive, ma questa manifestazione può segnalare anche la presenza di cellule neoplastiche.

Cosa sono

Cosa di intende per Linfonodi Reattivi?

I linfonodi reattivi sono quei linfonodi che risultano infiammati ed aumentati di volume rispetto alle loro dimensioni fisiologiche, che variano da pochi millimetri ad un centimetro circa.

Il loro riscontro è spesso motivo di preoccupazione, ma, nella maggior parte dei casi, indica che il sistema immunitario sta svolgendo il proprio dovere.

Nella maggior parte dei casi, i linfonodi diventano reattivi quando rispondono ad un'infezione. Tuttavia, la loro attivazione può dipendere anche da un'infiammazione o da un problema di natura neoplastica.

Cosa sono i Linfonodi?

  • I linfonodi, chiamati anche ghiandole linfatiche o linfoghiandole, sono dei piccoli organi periferici, ovali o rotondeggianti, che partecipano alla difesa del nostro organismo.
  • I linfonodi sono disseminati lungo il decorso dei vasi linfatici, in punti ben precisi del corpo (collo, ascelle, inguine ecc.), dove, talvolta, possono essere percepiti al tatto. Questa particolare distribuzione permette loro di comportarsi come delle "sentinelle", alle quali è stato assegnato un determinato distretto corporeo da sorvegliare. Più nel dettaglio, i linfonodi si trovano a livello dei collettori linfatici, ovvero delle zone del sistema linfatico che svolgono un'azione di drenaggio dei liquidi dai tessuti.
  • Grazie a quest'attività di filtraggio, i linfonodi possono individuare la presenza di agenti esterni (come batteri, virus o funghi), ma anche elementi interni al nostro organismo, come le cellule tumorali. Quando ciò accade, aumentano di volume (linfoadenopatia), in quanto si verifica, al loro interno, una proliferazione di cellule della risposta immunitaria. Spesso, è proprio questo ingrossamento dei linfonodi che spinge le persone a rivolgersi ad un medico.

Tipologie e distribuzione dei Linfonodi Reattivi

I linfonodi possono essere classificati in base alla causa che ne ha determinato la reattività ed al territorio di competenza.

In base alla zona in cui si trovano, è possibile attribuire un significato ai linfonodi reattivi ed avere indicazioni sulla patologia. Ad esempio, un linfonodo reattivo inguinale avrà un significato diverso da un linfonodo reattivo nel collo.

Occorre sottolineare, però, che vi sono patologie di tipo infettivo o infiammatorio che causano l'ingrossamento generalizzato dei linfonodi (ovvero in tre o più sedi): si tratta, solitamente, di malattie sistemiche virali (varicella, morbillo ecc.) o autoimmuni (come artrite reumatoide e lupus eritematoso sistemico).

In base alla loro posizione nel nostro organismo, i linfonodi possono essere classificati in:

  • Linfonodi di testa e collo, tra cui:
    • Linfonodi reattivi latero-cervicali: situati nella zona laterale del collo, appena sotto l'orecchio. Generalmente, vengono indicati come "linfonodi del collo";
    • Linfonodi sottomandibolari o "linfonodi della gola": si trovano a livello della zona sotto il mento, a livello delle ghiandole salivari.
  • Linfonodi dell'arto superiore e della parete toracica, tra cui:
    • Linfonodi ascellari: sono quelli vicino al cavo ascellare. Di questi, fa parte il linfonodo sentinella, importantissimo quando vi è il sospetto o la diagnosi di cancro al seno;
    • Linfonodi mediastinici: presenti a livello del mediastino, cioè lo spazio che si trova tra i due polmoni.
  • Linfonodi dell'arto inferiore e della parete addominale, tra cui:
  • Linfonodi viscerali: sono le ghiandole più profonde (per questo, non sono palpabili) che si occupano di intestino, fegato, pancreas, stomaco, esofago, polmoni, cuore, reni, vescica, uretere ed organi dell'apparato riproduttore.

A seconda del motivo che ha determinato la reattività dei linfonodi, è possibile distinguere:

  • Cause parafisiologiche: i linfonodi reattivi risultano spesso correlati ad una situazione di natura infiammatoria aspecifica, ossia non conseguente all'azione di un patogeno. Un esempio è l'ingrossamento dei linfonodi delle ascelle o dell'inguine, dopo un'epilazione o una depilazione particolarmente aggressiva.
  • Cause infiammatorie: in tal caso, i linfonodi reattivi dipendono da un'infiammazione causata da agenti patogeni, quali, ad esempio, virus o batteri o quando è causata da un'infiammazione legata a patologie di natura autoimmune.
  • Cause neoplastiche: a volte, i linfonodi risultano reattivi per la presenza di cellule neoplastiche che provocano l'insorgenza di uno stato infiammatorio. Spesso, queste ghiandole linfatiche risultano anche vascolarizzate in modo atipico, cioè vi è una disorganizzazione dei vasi sanguigni a causa del processo tumorale.

Infine, i linfonodi reattivi possono essere differenziati in:

  • Benigni: la causa che ha determinato l'aumento di volume dei linfonodi e la loro reattività è una patologia di natura non neoplastica. In tal caso, viene riscontrata all'esame ecografico, una struttura ampia, iperecogena - definita ilo - che occupa la parte centrale del linfonodo reattivo, la cui presenza è considerata segno di benignità.
  • Maligni: la causa scatenante è un tumore solido localizzato in prossimità dei linfonodi reattivi, una neoplasia ematologica o una metastasi. Come anticipato, la differenza più significativa tra linfonodi benigni e maligni è data dalla presenza di vascolarizzazione periferica di quest'ultimi.

Cause e Fattori di Rischio

I linfonodi diventano reattivi ingrossandosi di volume per diverse cause, solitamente di natura parafisiologica o patologica.

Infiammazioni

Spesso, l'aumento di volume aspecifico dei linfonodi è attribuibile ad infiammazioni di natura ignota o non associate a condizioni patologiche.

Ne sono un esempio:

  • L'ingrossamento dei linfonodi delle ascelle o dell'inguine che può verificarsi dopo una depilazione o epilazione particolarmente aggressiva.
  • La reattività di un linfonodo in sede inguinale che deriva da lesioni cutanee o punture d'insetto su gambe o addome;

In altri casi, i linfonodi reattivi risultano da processi flogistici correlati a specifiche malattie, identificabili nel corso dell'iter diagnostico.

Ad esempio:

  • La reattività dei linfonodi sottomandibolari o latero-cervicali può segnalare flogosi delle ghiandole salivari, infezioni gengivali in atto o rappresentare una conseguenza di precedenti interventi dentistici;
  • Linfonodi reattivi viscerali possono essere indice di malattie infiammatorie intestinali, come il morbo di Crohn o la celiachia;
  • La presenza su una mano o un braccio di tagli cutanei, graffi di animali e punture di zecche può facilmente comportare l'insorgenza di una linfoadenopatia, che si manifesta proprio con un linfonodo reattivo del gruppo ascellare.

Infezioni

I linfonodi reattivi si riscontrano in presenza di malattie infettive virali, batteriche o di altra origine.

Tra le infezioni batteriche che possono determinare reattività linfonodale rientrano:

Le principali infezioni virali che possono provocare i linfonodi reattivi, invece, sono:

  • HIV (reattività dei linfonodi generalizzata);
  • Citomegalovirus (linfonodi reattivi sottomandibolari o latero-cervicali);
  • Herpes labiale (linfonodi reattivi sottomandibolari o latero-cervicali);
  • Herpes genitale (linfonodi reattivi inguinali);
  • Mononucleosi infettiva (linfonodi reattivi latero-cervicali o sottomandibolari);
  • Influenza o raffreddore (linfonodi reattivi latero-cervicali e sottomandibolari, con associati sintomi come mal di gola e febbre);
  • Tubercolosi (reattività dei linfonodi latero-cervicali):
  • Morbillo e varicella (reattività dei linfonodi latero-cervicali);
  • Otite o parotite (linfonodi reattivi parotidei);
  • Virus dell'epatite B o C (linfonodi reattivi viscerali).

Le malattie sessualmente trasmissibili, quali la sifilide, il linfogranuloma venereo o la candida, possono provocare aumento di volume e reattività dei linfonodi inguinali.

Infine, vi sono anche infezioni di natura parassitaria, come la toxoplasmosi, che possono causare reattività dei linfonodi del collo.

Patologie autoimmuni

I linfonodi reattivi possono associarsi a patologie autoimmuni, come:

In tal caso, il sistema immunitario si attiva in modo anomalo contro una molecola o una componente strutturale normalmente presente nelle cellule del nostro stesso organismo.

Essendo, in questo caso, l'infiammazione sistemica, anche la reattività dei linfonodi sarà diffusa e generalizzata.

Nella tiroidite di Hashimoto, patologia autoimmune della tiroide, tra le varie manifestazioni si può avere l'ingrossamento dei soli linfonodi latero-cervicali.

Tumori

Sebbene questa rappresenti una piccola percentuale di casi, molti processi neoplastici provocano una reattività linfonodale, con un aumento di volume evidente. Le cellule tumorali provenienti dai vari organi si vanno, infatti, a localizzare all'interno dei linfonodi (metastasi linfonodali) provocando una reazione infiammatoria. Questo fenomeno risulta in presenza sia di malattie neoplastiche del sangue e del sistema linfatico (come leucemia e linfoma), che determinano una reattività generalizzata dei linfonodi, sia di tumori solidi, in cui si assiste un aumento del volume dei linfonodi localizzati in prossimità dell'organo colpito dal tumore.

Sintomi e Complicazioni

Linfonodi Reattivi: come si presentano?

I linfonodi reattivi si manifestano con un aumento di volume e, quasi sempre, risultano dolenti.

A seconda della causa scatenante, possono associarsi altri segni e sintomi, come:

In caso di infezioni, ad esempio, i linfonodi reattivi attivano anche un processo flogistico, ovvero si scatena una reazione infiammatoria per indurre e sostenere la risposta immunitaria. Oltre a causare dolore al tatto, la presenza di flogosi può causare anche arrossamento e sensazione di calore, a livello della cute soprastante la ghiandola linfonodale ingrossata.

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2018/06/22/linfonodi-reattivi-2-orig.jpeg

Inoltre, la comparsa di rinite, tosse o congiuntivite può suggerire la presenza di un'infezione di origine virale, per lo più delle alte vie respiratorie. Un decadimento delle condizioni generali associato a linfonodi reattivi e febbre persistente indica, invece, un'eziologia batterica.

Quando si associano ad una patologia tumorale, i linfonodi reattivi aumentano di dimensione a causa della presenza delle cellule tumorali, ma raramente si accompagnano ad una vera e propria reazione immunitaria e flogistica. Pertanto, non sono presenti dolore o arrossamenti e, al tatto, la ghiandola risulta essere indurita e poco mobile. I linfonodi reattivi benigni tendono a mantenere, invece, una certa mobilità rispetto ai tessuti circostanti.

Diagnosi

Linfonodi Reattivi: quando rivolgersi al medico

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2018/06/22/linfonodi-reattivi-3-orig.jpeg

Quando un linfonodo risulta ingrossato alla palpazione, è bene rivolgersi al proprio medico per stabilire se sono necessari ulteriori approfondimenti diagnostici, per inquadrare meglio l'origine della reattività.

In linea generale, l'esame ecografico può determinare se il linfonodo è reattivo o meno e, in alcuni casi, sarà richiesta la biopsia.

Tuttavia, le cause possono essere non specifiche, ovvero non imputabili ad una particolare condizione. Pertanto, è possibile che i linfonodi vengano tenuti solamente sotto controllo, senza che si renda necessaria una terapia.

Linfonodi Reattivi: quali esami sono necessari?

In alcuni casi, la diagnosi di linfonodi reattivi viene stabilita attraverso un semplice esame obiettivo. Questo prevede l'osservazione e la palpazione delle ghiandole; se reattive, queste possono risultare talmente ingrossati da vedersi ad occhio nudo. Nel corso della visita, il medico prenderà in considerazione alcuni fattori, quali: dimensione del linfonodo reattivo, sede del rigonfiamento (riflette la parte del corpo dove si trova il processo infiammatorio o il tumore), età del paziente, segni e i sintomi di accompagnamento, caratteristiche al tatto ecc.

Altre volte, il riscontro dei linfonodi reattivi è accidentale, cioè viene scoperta in seguito a tecniche di imaging ed altri esami diagnostici prescritti per indagare la presenza di una patologia.

Questi accertamenti possono includere:

  • Ecografia: è un esame non invasivo, nel corso del quale i linfonodi reattivi risultano generalmente iperplastici, ovvero risultano ingrossati. In base ad alcuni parametri (forma, motilità, vascolarizzazione, consistenza e dimensioni della ghiandola), l'esame consente di discriminare tra cause benigne e maligne. Quando l'ecografia non è conclusiva, viene eseguito un prelievo citologico, meglio se con biopsia linfonodale escissionale.
  • Tomografia computerizzata (TC): è un'indagine radiografica che permette di identificare i linfonodi reattivi ed è in grado, in base alle dimensioni ed alla morfologia, di dare indicazioni sulla presenza di possibili linfonodi sospetti per malignità.
  • Mammografia: i linfonodi reattivi che appaiono sono solitamente quelli del cavo ascellare. In base ai parametri definiti dallo strumento ed interpretati dal radiologo, l'indagine mammografica è in grado di discriminare tra linfonodi benigni e maligni.

Trattamento e Rimedi

Il trattamento dei linfonodi reattivi è strettamente correlato alla causa scatenante

Tra le possibili terapie correlate all'ingrossamento ed all'infiammazione che ne ha determinato la comparsa rientrano:

  • Antinfiammatori non steroidei: sono indicati dal medico nel caso di reattività linfonodale aspecifica, causata da fenomeni infiammatori di natura ignota o non patologica;
  • Antibiotici: vengono prescritti nel caso in cui i linfonodi siano reattivi per infezioni di natura batterica;
  • Immunosoppressori e corticosteroidi: questi farmaci sono prescritti, di solito, in caso di reattività linfonodale correlata a patologie di natura autoimmune;
  • Chemioterapici o radioterapia: sono indicate nel caso in cui i linfonodi reattivi siano legati ad una patologia tumorale.