Linfociti Alti (Linfocitosi): Quando Preoccuparsi?

Linfociti Alti (Linfocitosi): Quando Preoccuparsi?
Ultima modifica 01.04.2020
INDICE
  1. Generalità
  2. Cosa sono i Linfociti
  3. Perché si esaminano
  4. Valori normali
  5. Linfociti Alti: cause
  6. Come si misurano
  7. Interpretazione dei Risultati

Generalità

I linfociti alti sono un reperto indicativo di un aumento del loro numero nel sangue periferico. Questa condizione, definita nel linguaggio medico con il termine linfocitosi, riconosce diverse cause. I linfociti sono globuli bianchi preposti alle difese immunitarie dell'organismo e, come tali, sono coinvolti in svariati processi patologici e non: la causa del loro aumento può essere un'infezione estesa, così come di una condizione meno grave o fisiologica.

Definizione di Linfocitosi

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La linfocitosi indica un aumento dei linfociti. Un eccesso di questa tipologia di globuli bianchi può essere il segnale di un sottostante processo infiammatorio o di altre patologie più gravi in corso, ma non solo. I linfociti alti possono associarsi, infatti, anche mestruazioni, carenze nutrizionali e convalescenza dopo malattie infettive.

Di norma, viene definita come linfocitosi un quantitativo maggiore di 5.000 linfociti per microlitro di sangue periferico.

Sinonimi di Linfociti Alti

  • Linfocitosi
  • Leucocitosi da aumento dei linfociti

Cosa sono i Linfociti

Globuli bianchi (o leucociti)

I globuli bianchi - noti anche come leucociti o WBC (White Blood Cells) - sono elementi attivi del sistema immunitario: svolgono una funzione di difesa dagli agenti patogeni di varia natura, per preservare l'integrità biologica dell'organismo. I leucociti circolanti comprendono popolazioni cellulari molto diverse tra loro (neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili e basofili) ognuno delle quali con alcune funzioni specifiche e con un rapporto percentuale relativamente stabile da individuo ad individuo. Quantificare esattamente le sottopopolazioni di globuli bianchi aiuta i medici a valutare lo stato di salute del paziente ed a formulare una diagnosi.

Linfociti

I linfociti rappresentano circa il 20-40% dei globuli bianchi e si osservano sia nel sangue, che nel sistema linfatico. Si differenziano dalle cellule staminali linfoidi nel midollo osseo, rendendo possibile la distinzione in diverse sottopopolazioni con funzioni diverse.

  • Linfociti B:
    • Secernono anticorpi (Ab), molecole importanti per la risposta immunitaria antigene-specifica, inclusa la difesa dell'organismo dalle infezioni;
    • Mediano la risposta immunitaria umorale (cioè sono depositari della memoria immunologica);
  • Linfociti T:
    • Inducono una risposta cellulo-mediata, cioè sono in grado di riconoscere in modo specifico gli antigeni "self" dagli antigeni "non-self";
    • Elaborano molecole importanti nella difesa dalle infezioni, ossia producono citochine che supportano la risposta immune e fattori che distruggono cellule infettate o neoplastiche;
    • Danno inizio e controllano l'estensione della risposta immunitaria, aumentandola al bisogno e rallentandola alla risoluzione del problema;
    • Svolgono un ruolo essenziale nel rigetto dei trapianti.

Le plasmacellule (forme del tutto mature delle cellule B) producono Ab dirette contro batteri, virus e altri antigeni estranei "non-self" e li distruggono.

I linfociti T-helper producono citochine che attivano diversi tipi cellulari, amplificando la risposta immunitaria; le cellule T citotossiche aggrediscono le cellule infettate o tumorali e inducono la loro lisi; i linfociti Natural Killer (cellule NK) producono fattori che inducono la morte (apoptosi) di cellule riconosciute come infette e sono in grado di uccidere alcune cellule tumorali.

Perché si esaminano

L'aumento dei globuli bianchi circolanti può essere generalizzato o riguardare specifici sottogruppi di leucociti, come nel caso di una leucocitosi da aumento dei linfociti.

Conta leucocitaria: riscontro di un aumento generalizzato

I linfociti alti possono essere sospettati quando si riscontra una leucocitosi, reperto che informa sull'aumento assoluto dei globuli bianchi, ma non fornisce alcuna indicazione su quale o quali popolazioni cellulari siano responsabili di tale incremento.

La leucocitosi (leucociti o globuli bianchi alti) si evidenzia innanzitutto con la conta totale delle cellule del sangue, parte dell'emocromo, prescritta dal medico nell'ambito di esami di controllo e valutazione delle condizioni di salute del paziente. Per raccogliere qualche indizio diagnostico in più, di fronte al riscontro di leucocitosi è necessario procedere ad una conta differenziale dei globuli bianchi (o formula leucocitaria).

Linfociti Alti nella formula leucocitaria

La formula leucocitaria (o conta differenziale) consiste nel conteggio e nell'analisi morfologica di ciascun tipo di globulo bianco. Quest'esame è di fondamentale importanza, poiché fornisce una prospettiva estremamente precisa di quella che è la composizione - in termini di numero e qualità - di queste cellule all'interno del nostro organismo.

Quest'analisi è utile per la diagnosi di alcune patologie che possono colpire i globuli bianchi, come infezioni, processi infiammatori o condizioni che influenzano la produzione e la sopravvivenza di queste cellule. Inoltre, quest'esame permette di monitorare la progressione di patologie e valutare la risposta ad uno specifico trattamento.

La formula leucocitaria misura il numero di tutti i linfociti insieme, quindi non distingue tra di essi. Per accertare quali popolazioni siano implicate in una determinata condizione devono essere eseguiti altri test specialistici, tra cui la tipizzazione linfocitaria.

Tipizzazione dei Linfociti Alti

La tipizzazione dei linfociti permette di studiare le sottopopolazioni linfocitarie, quindi valutare lo stato immunitario e confermare o escludere la presenza di patologie immunoproliferative. La distinzione viene eseguita mediante citofluorimetria sulla base dell'antigene che i linfociti hanno sulla loro membrana cellulare. Aumenti e riduzioni nel numero assoluto o relativo di linfociti T, B e NK caratterizzano le diverse immunodeficienze.

Esami in combinazione

Dopo il riscontro di linfociti alti, a seconda dei segni e dei sintomi riscontrati nel paziente, è possibile che il medico possa indicare altri test specifici per meglio capire la causa di tale alterazione.

Alcuni esempi sono:

  • Esame colturale della zona che si sospetti sia interessata dall'infezione (es. coltura delle urine, dell'espettorato, delle feci e del sangue);
  • Indagini per infezioni virali, come il test per la mononucleosi infettiva causata dal virus di Epstein-Barr;
  • Test per valutare la possibile presenza di malattie autoimmuni: dosaggio degli anticorpi anti-nucleo (ANA);
  • Biopsia del midollo osseo, immunofenotipizzazione ed analisi cromosomica per valutare una possibile leucemia.

Valori normali

I valori normali di linfociti circolanti possono essere espressi come:

  • Valore assoluto di linfociti:
  • Percentuale di linfociti.

Nel primo caso, sono da considerarsi normali i valori compresi tra i 1.500 e le 5.000 unità per ogni microlitro di sangue periferico. Per il valore percentuale, va considerato che, in condizioni normali, i linfociti rappresentano il 20-40% dei globuli bianchi circolanti.

LINFOCITI

  • Valori normali percentuali: 20-40%           
  • Valori assoluti per millimetro cubo: 1.500-5.000/mm3 = 1,5-5x109/L

Nel caso di una conta al di sotto di questo intervallo si parla di LINFOPENIA, mentre nel caso di valori superiori, si ha una LINFOCITOSI. Queste condizioni possono essere un segnale importante dell'alterazione dello stato di salute del paziente.

Esistono, tuttavia, delle situazioni in cui è abbastanza normale e fisiologico avere i linfociti alti, come, per esempio, durante le mestruazioni, nel climaterio e negli stati di denutrizione. Quando si sta attraversando un periodo di stress molto intenso è possibile rilevare un aumento dei linfociti circolanti. Anche i bambini e le persone anziane possono avere una tendenza ai linfociti alti.

NOTA BENE: come altri parametri ematologici, l'intervallo di riferimento dell'esame può variare leggermente in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto che viene consegnato. Occorre ricordare, inoltre, che i risultati delle analisi devono essere valutati nell'insieme dal medico di base che conosce il quadro anamnestico del proprio paziente.

Linfociti Alti: cause

Le più comuni cause all'origine dei linfociti alti sono:

  • Aumentata sintesi per combattere un'infezione virale o batterica;
  • Malattie del midollo osseo che causano l'anomala sovrapproduzione di linfociti;
  • Disordini immunitari specifici che aumentano la sintesi di linfociti;
  • Reazione dell'organismo all'assunzione di alcuni farmaci.

Malattie associate a Linfociti Alti

I linfociti alti sono un reperto comune in caso di malattie infettive acute (es. pertosse, parotite, mononucleosi, morbillo, influenza, varicella, epatite virale, infezione da citomegalovirus) e croniche (es. herpes labiale o genitale, tubercolosi, sifilide secondaria o congenita, brucellosi, infezioni focali).

I linfociti possono aumentare anche in presenza di infezioni protozarie, come la toxoplasmosi e la tripanosomiasi americana (malattia di Chagas), endocrinopatie (ipertiroidismo, tireotossicosi, morbo di Addison), malattie reumatiche, infiammazioni (tra cui morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa) e ipersensibilità a farmaci. Altre cause di linfocitosi sono: disordini autoimmuni (es. artrite reumatoide, tireopatie autoimmuni, lupus eritematoso sistemico e vasculiti), malattie del tessuto connettivo, traumi fisici recenti, linfoma, splenectomia e splenomegalia con sequestro splenico di granulociti.

Una linfocitosi spiccata associata all'evidenza di elementi immaturi e atipici nel circolo ematico è presente in alcune neoplasie del sangue, come:

  • Leucemia linfatica cronica (o LLC): è una proliferazione monoclonale di piccoli linfociti (B), apparentemente maturi, ma immunologicamente non funzionanti, che circolano nel sangue periferico, nel midollo osseo, nella milza, nel fegato e occasionalmente in altre sedi linfatiche o extra linfatiche. La LLC è la forma più frequente, per incidenza, nei Paesi occidentali a sviluppo industriale e rappresenta il 25-35% di tutte le leucemie umane; essa colpisce con un rapporto maschi/femmine 2:1 e soggetti anziani di età superiore ai 50 anni.
  • Leucemia linfoblastica acuta (o LLA): rappresenta un disordine clonale neoplastico ad altissima aggressività originato dai precursori linfopoietici nel midollo osseo, nel timo e nei linfonodi. I linfoblasti non sono dei veri e propri blasti, ma delle cellule non ancora completamente differenziate. L'80% circa delle LLA sono proliferazioni maligne della filiera B, mentre il 20% comprende quadri derivanti dal coinvolgimento di precursori della filiera T.

Condizioni fisiologiche e parafisiologiche

Un aumento dei linfociti si può osservare nei bambini di età compresa tra 4 mesi e 4 anni e nelle persone anziane, durante le mestruazioni, nel climaterio e negli stati di denutrizione e disidratazione. Inoltre, i linfociti alti sono presenti nelle situazioni di forte stress e nella fase di guarigione di molte malattie infettive.

Linfociti Alti: quali sintomi comportano?

Di solito, è difficile accorgersi di valori alti dei linfociti, in quanto i sintomi associati possono essere aspecifici. Tuttavia, il medico può identificare l'esatta causa sottostante dei linfociti alti con la tipizzazione ed altri esami di supporto all'ipotesi diagnostica e, se necessario, consiglierà la terapia più appropriata al proprio caso.

Come si misurano

Per quantificare il numero totale di linfociti, basta sottoporsi ad un esame emocromocitometrico completo (emocromo) comprensivo di formula leucocitaria, eventualmente approfondita dalla tipizzazione linfocitaria. Al paziente viene prelevato, quindi, un campione di sangue da una vena del braccio. Il conteggio può essere effettuato automaticamente dai contatori elettronici o mediante l'osservazione al microscopio ottico (striscio di sangue).

Preparazione all’esame

Il prelievo si esegue, in genere, al mattino. Per sottoposi al prelievo di sangue, è necessario astenersi da cibi e bevande per almeno 8-10 ore. Il medico di base che prescrive le analisi potrà comunque fornire le informazioni utili al caso.

Cosa può influenzare il risultato

Alcuni farmaci possono alterare i valori della formula leucocitaria e della conseguente tipizzazione linfocitaria.

L'uso di corticosteroidi, antibiotici e farmaci contro l'epilessia possono aumentare il rischio di avere un risultato anomalo nella conta differenziale dei globuli bianchi.

Interpretazione dei Risultati

Linfociti Alti: quando preoccuparsi?

Una linfocitosi può rappresentare una condizione di risposta transitoria a condizioni mediche acute, ma frequentemente la troviamo associata a infezioni virali o batteriche. Se l'aumento della sottopopolazione in esame è persistente, sono necessari altri esami per determinarne l'esatta causa e stabilire eventualmente un piano terapeutico.

Come interpretare il referto dell’esame?

Il risultato della formula leucocitaria indica il numero e/o la percentuale di ogni tipo di globulo bianco presente nel sangue del paziente, linfociti inclusi. In caso di linfociti alti, il reperto può essere approfondito con la tipizzazione delle sottopopolazioni linfocitarie. Nella valutazione finale, il medico considererà il grado di aumento (o diminuzione) delle diverse tipologie di linfociti, oltre a considerare nell'insieme i sintomi e la storia clinica dell'individuo.

Da tenere in considerazione

Tra i valori dei linfociti (percentuale ed assoluto) è più importante considerare quello assoluto; valutando il solo valore percentuale si rischia di mal interpretare il risultato dell'esame. Ad esempio, quest'ultimo potrebbe risultare eccessivo o troppo basso anche quando è assolutamente normale in termini assoluti; ciò può accadere per il contemporaneo aumento o riduzione di un'altra categoria di leucociti con variazione del numero assoluto di globuli bianchi.

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici