Lassativi: Caratteristiche generali e Tipologie

Lassativi: Caratteristiche generali e Tipologie
Ultima modifica 08.04.2021
INDICE
  1. Generalità
  2. Lassativi di Massa
  3. Lassativi Irritanti
  4. Lassativi Emollienti
  5. Lassativi Osmotici o Elettrolitici
  6. Insorgenza dell'effetto

Generalità

I lassativi sono farmaci i prodotti utili per promuovere o accelerare l'evacuazione intestinale. Conosciuti anche come purganti - termine generalmente attribuito ai prodotti con maggior effetto lassativo - possono essere classificati, in base al meccanismo d'azione prevalente, in:

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I lassativi sono largamente utilizzati, spesso su autoprescrizione ed in assenza di una reale esigenza terapeutica. Molte persone ricorrono a questi farmaci per regolarizzare le proprie funzioni intestinali, credendo di trarne benefico. Altre, ossessionate dalla bilancia, utilizzano i lassativi per "dimagrire". Indipendentemente dal motivo per cui vengono assunti, dal momento che sono reperibili senza ricetta medica, si tende a prestare poca attenzione alle loro controindicazioni.

Solo conoscendone, almeno a grandi linee, caratteristiche e ripercussioni sulla salute umana, si possono evitare alcuni spiacevoli effetti indesiderati associati all'abuso di lassativi.

Lassativi di Massa

I più conosciuti lassativi di massa sono: agar-agar, crusca, gomma di guar, semi di psillio, cellulosa, carbossimetilcellulosa (di sintesi), semi di lino.

Meccanismo d'azione

Questi lassativi aumentano il volume del residuo solido non assorbibile, apportando notevoli quantità di sostanze indigeribili (fibra alimentare). Se assunti insieme ad abbondanti quantità di acqua, giunti a livello intestinale formano una sorta di gel che aumenta il volume delle feci e la loro morbidezza, facilitandone l'evacuazione. L'effetto massa aiuta il transito intestinale, distendendo le pareti del viscere e promuovendo, di conseguenza, un'attività propulsiva secondaria. A tutto ciò si associa un effetto positivo sulla crescita della flora microbica intestinale, che contribuisce ad aumentare ulteriormente la massa fecale e a migliorare la funzionalità e la salute dell'intestino.

L'effetto purgante non è immediato ma apprezzabile soltanto dopo 14-72 ore.

Effetti Indesiderati

Questa categoria di lassativi è la più sicura, in quanto naturalmente presente in numerosi alimenti e capace, tra l'altro, di ridurre l'assorbimento del colesterolo e rallentare quello degli zuccheri semplici. Nonostante ciò è bene utilizzare questi prodotti con la dovuta cautela in quanto, se assunti in eccesso, possono causare una serie di disturbi che vanno da un aumentato meteorismo a vere e proprie ostruzioni intestinali. Quest'ultima eventualità è tanto più probabile quanto minore è la contemporanea assunzione di liquidi.

I lassativi di massa non vanno quindi utilizzati in presenza di stenosi esofagee o gastrointestinali, cioè in quei casi in cui la stipsi è dovuta ad un'ostruzione meccanica (cancroinfiammazione  e ischemia cronica, endometriosi, ernie, neoplasie dell'ovaio o dell'utero).



Lassativi Irritanti

I più conosciuti lassativi irritanti sono: antrachinonici o deriati antracenici (cascara, senna, aloe, frangola, rabarbaro), bisacodilesodio picosolfato, olio di ricino.

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Frutti di senna

Meccanismo d'azione

L'effetto di questi lassativi è basato su particolari sostanze, prodotte in laboratorio o contenute nella fonte vegetale utilizzata (antrachinoni presenti in aloe, cascara, rabarbaro e senna), in grado di aumentare le contrazioni coliche, favorendo il progredire delle feci verso l'esterno.

Si tratta di lassativi piuttosto forti (purganti); per questo motivo il loro utilizzo dovrebbe essere sporadico (non più di 10 giorni), limitato a dosi minime e dovrebbe avvenire solo ed esclusivamente dopo il consulto con il medico.

Effetti Indesiderati

I lassativi irritanti sono probabilmente i più pericolosi della categoria, specie se utilizzati indiscriminatamente per lunghi periodi di tempo. Essi agiscono abbastanza rapidamente (6-12 ore) e, se assunti ad alte dosi, causano diarrea secretoria associata a dolori addominali.

L'uso continuato può causare un disturbo noto come colite ipotonica, dal momento che contrazioni coliche eccessivamente energiche possono compromettere, con il passare del tempo, la funzionalità della muscolatura del colon. In pratica, le onde peristaltiche necessarie per favorire l'evacuazione, vengono dapprima potenziate "artificiosamente" attraverso l'utilizzo di lassativi e successivamente indebolite dagli stessi farmaci, che un po' alla volta rendono la muscolatura del colon sempre più spastica ed incapace di contrarsi.

I purganti antrachinonici possono conferire alle urine un colorito rosaceo o brunastro e sono controindicati in gravidanza e allattamento. Bisogna quindi abbandonare l'idea, fin troppo diffusa, che un lassativo sia allo stesso tempo innocuo ed efficace solo perché di derivazione naturale. Inoltre, mente nelle formulazioni farmaceutiche il principio attivo viene accuratamente dosato, in molti lassativi di derivazione erboristica la concentrazione dell'ingrediente attivo è piuttosto variabile, perché influenzata da numerosissimi fattori.

L'olio di ricino, oltre ad un sapore tristemente noto per la sua sgradevolezza, può causare malassorbimento e squilibri idroelettrolitici.

Un ulteriore effetto indesiderato legato all'abuso di questi lassativi è la melanosi del colon (o pseudomelanosi).

Aggiornamento: Nuovo Regolamento Europeo del 18 Marzo 2021

In data 8 aprile 2021 è entrato in vigore il divieto di commercializzare alimenti e integratori alimentari contenenti idrossiantraceni e loro derivati, una famiglia di molecole contenuta in diverse piante, come aloe, cassia, rabarbaro e senna.

Più nel dettaglio, il nuovo Regolamento Europeo del 18 marzo 2021 - entrato in vigore, per l'appunto, l'8 aprile 2021 - modifica l'allegato III del regolamento (CE) n. 1925/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio per quanto riguarda le specie botaniche contenenti derivati dell'idrossiantracene.

Il testo completo è consultabile cliccando qui. Tuttavia, possiamo riassumere i punti principali nel seguente modo:

  • Vengono aggiunte alla lista delle sostanze il cui impiego negli alimenti è vietato (allegato III parte A del suddetto regolamento):
    • Aloe-emodina e tutte le preparazioni in cui è presente tale sostanza;
    • Emodina e tutte le preparazioni in cui è presente tale sostanza;
    • Preparazioni a base di foglie di specie di Aloe contenenti derivati dell'idrossiantracene;
    • Dantrone e tutte le preparazioni in cui è presente tale sostanza.
  • Vengono aggiunte alla lista delle sostanze il cui impiego negli alimenti è sottoposto alla sorveglianza della Comunità (allegato III parte C):
    • Preparazioni a base della radice o del rizoma di Rheum palmatum L., Rheum officinale Baillon e loro ibridi contenenti derivati dell'idrossiantracene;
    • Preparazioni a base di foglie o frutti di Cassia senna L. contenenti derivati dell'idrossiantracene;
    • Preparazioni a base di corteccia di Rhamnus frangula L. o Rhamnus purshiana DC. contenenti derivati dell'idrossiantracene.

Lassativi Emollienti

I più conosciuti lassativi emollienti sono: glicerina, olio di vaselina (noto anche come olio di paraffina).

Meccanismo d'azione

Mescolandosi al materiale fecale, questi lassativi contribuiscono ad ammorbidirlo e lubrificarlo, facilitando il transito intestinale.

Possono essere assunti per via orale (richiedono dalle 12 alle 72 ore per esercitare il loro effetto) oppure per via rettale (supposte di glicerina), qualora si necessiti di un effetto immediato (15-60 minuti).

Effetti Indesiderati

Interferiscono con l'assorbimento delle vitamine liposolubili e di alcuni minerali (calcio e fosforo). Se si assume olio di vaselina in eccesso (oltre i 2-6 cucchiai al giorno normalmente consigliati) può sfuggire all'azione contenitiva dello sfintere anale e macchiare i vestiti. Inoltre, se l'elevata assunzione perdura nel tempo può provocare un restringimento dell'ano.

Lassativi Osmotici o Elettrolitici

I più conosciuti lassativi osmotici sono: lattulosio, sali di magnesio (magnesia S. pellegrino), sorbitolo, mannite, tamarindo.

Meccanismo d'azione

Questi lassativi, una volta giunti a livello intestinale, trattengono e richiamano importanti quantità d'acqua, dando alle feci una consistenza semisolida o francamente liquida. Se assunti a dosi elevate hanno un effetto piuttosto rapido, ma non certo privo di controindicazioni.

Effetti Indesiderati

Lassativi osmotici assunti in eccesso possono causare problemi renali (legati all'eccessiva assunzione di magnesio) e squilibri elettrolitici. Per questo motivo, essi sono controindicati nei pazienti affetti da patologie renali e generalmente sconsigliati ad anziani e bambini.

Insorgenza dell'effetto

Di seguito è riportata una tabella riassuntiva con i tempi d'insorgenza dell'effetto lassativo di alcuni dei più comuni lassativi impiegati.

Tipo di lassativo Tempo di insorgenza d'azione (ore)
Senna 6-12
Cascara (estratto fluido) 6-12
Crusca 12-72
Psillio 12-72
Sali di magnesio 0,5 - 3
Metilcellulosa 12 - 72
Sorbitolo (sciroppo) 24 - 48
Lattulosio (sciroppo) 24 - 48
Olio di ricino 2-6
Oli minerali 6-8
Bisacodile 6-8

Concludiamo ricordando che prima di assumere lassativi di qualsivoglia tipo, anche se venduti in forma di rimedi naturali o di farmaci che non necessitano di ricetta medica per essere dispensati, è di fondamentale importanza chiedere il consiglio preventivo del proprio medico.

 

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