Ipertono del pavimento pelvico: cause, sintomi e terapie

Ipertono del pavimento pelvico: cause, sintomi e terapie
Ultima modifica 08.03.2024
INDICE
  1. Ipertono del pavimento pelvico: di cosa si tratta
  2. Pavimento pelvico: cos'è
  3. Cause dell'ipertono pelvico
  4. I sintomi
  5. Diagnosi
  6. Terapie

Ipertono del pavimento pelvico: di cosa si tratta

L'ipertono del pavimento pelvico è una condizione in cui i muscoli pelvici restano costantemente contratti. In genere è più nota la condizione opposta: l'ipotono pelvico che provoca prolassi e incontinenza. In realtà in base all'esperienza accumulata da Cistite.info APS in 20 anni di attività l'ipertono è molto più frequente di quanto si pensi ed è responsabile di molteplici patologie che interessano l'apparato urogenitale: cistiti ricorrenti, infezioni vaginali, prostatite cronica, incontinenza paradossa, dolore pelvico cronico, neuropatia del pudendo, vulvodinia, ecc.

 

Pavimento pelvico: cos'è

Il pavimento pelvico, noto anche come muscolatura pelvica, è un complesso sistema di muscoli, legamenti e tessuti connettivi situato nella parte inferiore della cavità pelvica. Il pavimento pelvico ha principalmente la funzione di sostenere gli organi pelvici (vagina, utero, vescica, ano, retto).
Il muscolo più importante del pavimento pelvico è il pubococcigeo (PC), poiché è attraversato da uretra, vagina ed ano e contribuisce al controllo della buona funzionalità urinaria, sessuale e defecatoria.
Questi muscoli hanno anche un ruolo cruciale durante il parto allungandosi e rilassandosi per consentire il passaggio del neonato attraverso il canale vaginale.

Cause dell'ipertono pelvico

Generalmente non abbiamo percezione della nostra muscolatura pelvica e non sviluppiamo la capacità di controllarla. Di conseguenza il pavimento pelvico può sviluppare un atteggiamento costantemente contratto o eccessivamente rilassato.
Diverse sono le attività che svolgiamo quotidianamente e che possono essere responsabili dell'ipertono pelvico:

  • trattenere la pancia per sembrare più magri ci pone in costante contrazione del pavimento pelvico;
  • fitness, pilates, palestra e tutte le attività sportive che prevedono il potenziamento dei muscoli addominali possono provocare contrattura pelvica se non viene fatto un corretto esercizio di stretching e rilassamento successivo all'attività;
  • tutte le patologie che causano dolore vescicale (cistiti ricorrenti, infezioni vaginali,prostatiti, vulvodinia, endometriosi, emorroidi, ragadi, ecc) provocano contrazione difensiva involontaria della muscolatura in reazione al dolore;
  • ogni infiammazione uro-genitale provoca attivazione dei mastociti con conseguente liberazione di leucotrieni, che contraggono la muscolatura;
  • alcune patologie comportano un irrigidimento muscolare che coinvolge anche il pavimento pelvico (per esempio: sclerosi multipla, sindrome di Fowler, morbo di Parkinson, fibromialgia, …);
  • lo stress emotivo cronico, la depressione, l'ansia e i disturbi del sonno possono portare a tensione muscolare e irrigidimento, che talvolta può focalizzarsi sul pavimento pelvico;
  • il varicocele pelvico colpendo i vasi ematici può compromettere la circolazione sanguigna ai muscoli, portando a contrattura pelvica;
  • l'errata abitudine di trattenere a lungo l'urina contraendo in maniera protratta il pavimento pelvico può comportare contrattura;
  • interventi chirurgici ginecologici e urologici, la radioterapia uro genitale possono causare lesioni al pavimento pelvico con successive cicatrici fibrotiche che faranno perdere a questa muscolatura le sue normali funzioni di contrazione e rilassamento.

I sintomi

Il muscolo teso comprimerà tutte le strutture che passano attraverso di esso (i vasi sanguigni, i nervi, il canale vaginale, il canale rettale e l'uretra) alterando la funzionalità in ogni distretto.
Le vene sono deputate al trasporto delle sostanze di scarto (provenienti dalle cellule dei vari tessuti) agli organi emuntori che le espelleranno dal corpo. Se vengono schiacciate dalla muscolatura contratta ci sarà ristagno di tali scarti e accumulo nei tessuti sottostanti a questo blocco che diventeranno fragili e sofferenti.

Le arterie sono deputate dell'apporto di ossigeno ai tessuti. Se vengono schiacciate dalla muscolatura contratta l'ossigeno non riuscirà ad arrivare a sufficienza ai tessuti a valle del blocco e gli organi coinvolti saranno sempre meno vitali.

I nervi sono deputati al trasporto verso il cervello del messaggio nervoso proveniente dagli organi pelvici per renderlo cosciente. Quando vengono schiacciati nella morsa contratturale questo trasporto andrà in tilt alterando le sensazioni percepite in questa zona e il funzionamento degli organi innervati. Il protrarsi di questa situazione può instaurare una neuropatia pelvica, spesso confusa con patologie più note quali cistite, candida e infezioni vaginali, prostatite, poiché caratterizzata dagli stessi sintomi.

Lo schiacciamento del nervo pudendo ad opera del muscolo per esempio, può provocare vulvodinia, caratterizzata da dolore alla vulva (la parte esterna dei genitali femminili) senza che a tale livello siano presenti alterazioni clinicamente visibili. Lo stesso schiacciamento del nervo pudendo può provocare anche sintomi tipici della cistite (anche in assenza di batteri nelle urine): sensazione di mancato svuotamento, urgenza, frequenza, dolore.

L'uretra è il canale che collega la vescica all'esterno del corpo e dal quale fuoriesce l'urina. Se la contrattura coinvolge l'uretra l'urina faticherà a passare, il getto sarà debole, lento, intermittente, si dividerà in 2, scorrerà lungo le cosce e si dovrà spingere per espellerla. Questo restringimento provocherà uno svuotamento incompleto e ristagno di urina, che più stazionerà in vescica, più tempo lascerà ai batteri affinché si riproducano. Tutto ciò può favorire cistiti batteriche vere e proprie.

Se l'ipertono è notevole il ristagno di urina può arrivare a superare la massima capienza vescicale e l'elevata pressione che si verrà a creare all'interno della vescica spingerà l'urina verso l'alto (provocando problemi renali) o verso il basso (provocando quella che viene chiamata incontinenza paradossa).


Il retto è il canale attraverso il quale vengono espulse le feci. Se la contrattura coinvolge il retto o l'ano può bloccare la defecazione provocando stipsi, sensazione di mancato svuotamento fecale, peso rettale, dolore anale e perineale. Le feci che stazioneranno a lungo nell'ampolla rettale diventeranno sempre più dure, grosse e difficili da espellere. Questa dura massa fecale andrà a schiacciare il nervo pudendo che decorre parallelamente al canale rettale, alterando le sensazioni provenienti dagli organi che innerva (vescica, uretra, organi genitali, ecc) dando origine a sintomi tipici di altre malattie (cistite e candida vaginale in primis).

Molte persone credono erroneamente di avere cistite ogni volta che hanno episodi di stitichezza. Infine la contrattura muscolare attorno al canale rettale ne altererà le funzioni neurologiche e fisiologiche provocando incoordinazione delle spinte defecatorie, senso di peso anale, dolore anale e perineale.

Se la contrattura coinvolge il canale vaginale può rendere impossibile o dolorosa la penetrazione durante un rapporto sessuale o l'inserimento di uno speculum, di un ovulo o di un tampone. L'attrito al quale sarà sottoposta la parete vaginale durante il rapporto provocherà irritazione e fragilità della mucosa, che sarà più facilmente aggredibile da batteri e funghi con conseguenti vaginiti, vaginosi e micosi da candida. Anche l'uretra (che decorre parallelamente al canale vaginale) subirà irritazione a causa del rapporto e nelle ore successive può comparire dolore alla minzione e infezione che può risalire in vescica provocando cistite post coitale.
La paura anticipatoria del dolore non consentirà alla donna di rilassarsi durante il rapporto e ciò può causare difficoltà nel raggiungimento dell'orgasmo.


Le continue irritazioni e/o infezioni vulvari comporteranno una sensibilizzazione delle terminazioni nervose periferiche e l'insorgere di dolore vulvare che può sfociare in vestibolodinia (vulvodinia localizzata).
Se la muscolatura pelvica è sottoposta a prolungata contrazione si svilupperanno numerosi trigger points, ossia aree del muscolo tese, rigide e molto doloranti, il cui dolore può irradiarsi in aree sane vicine o collegate.
Il dolore a sua volta incrementerà la contrattura in un circolo vizioso autoalimentante.
Fondamentale quindi interrompere questo circolo vizioso sia lavorando sul rilassamento che eliminando i fattori scatenanti (infezioni, infiammazioni e dolore vescicale o vaginale).

Diagnosi

La valutazione dell'ipertono pelvico viene effettuata dal neurologo, dall'urologo, dal ginecologo, dalla fisioterapista o dall'ostetrica esperti in riabilitazione pelvica.
Durante la visita si osserva inizialmente l'area genitale per valutare la presenza di eritemi, abrasioni, cicatrici (per esempio da episiotomia) o apertura vaginale ridotta. Si valuterà poi visivamente l'attività motoria volontaria del pavimento pelvico per procedere con la valutazione manuale della muscolatura del pavimento pelvico attraverso l'inserimento delle dita in vagina per valutare lo spessore dei fasci muscolari dell'elevatore dell'ano, la reazione all'allungamento e la sensibilità al dolore sia dell'area vulvo-vestibolare (tramite swab test), sia dell'elevatore dell'ano (tramite digitopressione in vagina).
Tramite i punti nel muscolo contratto in cui origina il dolore il sintomo doloroso può irradiarsi in altre aree, pertanto vengono valutate anche le articolazioni sacro-iliache, le anche, il pube e l'area vertebrale a livello lombare, sacrale e coccigeo.
L'ipertono pelvico può essere anche rilevato attraverso esami quali l'elettromiografia, la risonanza magtnetica e l'esame urodinamico.

Per approfondire: Pavimento pelvico: contrastare il rilassamento con la respirazione diaframmatica

Terapie

L'ipertono pelvico in genere viene trattato con sedute di riabilitazione pelvica che possono essere effettuate da un/a fisioterapista o da un'ostetrica esperti in riabilitazione pelvica.
Gli scopi di queste sedute sono: la remissione del dolore pelvico, il rilassamento dei muscoli del pavimento pelvico, il ripristino della funzionalità urinaria, fecale e sessuale, la prevenzione o la risoluzione delle complicenze uro-genitali quali cistite, candida, vulvodinia e neuropatia pelvica.


Per ottenere dei buoni risultati è necessaria la presa di coscienza dell'esistenza della muscolatura pelvica e l'acquisizione della capacità di rilassarla e contrarla volontariamente. Per fare ciò il professionista si avvale di esercizi di respirazione diaframmatica, di visualizzazione, Kegel reverse (termine coniato anni fa nel forum della nostra associazione), automassaggio vaginale e addominale, stretching dei muscoli piriformi e otturatori, dilatatori vaginali, Biofeedback. Una volta acquisita l'autonomia esecutiva degli esercizi e dei massaggi appresi durante le sedute di riabilitazione pelvica, il paziente potrà poi effettuarli in autonomia a domicilio.


Il trattamento può avvalersi anche di strumentazione che utilizza stimolazione elettrica, magnetoterapia, o elettroporazione.
L'applicazione di calore, l'Hatha yoga e l'assunzione di magnesio possono aiutare a rilassare la muscolatura contratta.

Sarà importante evitare quegli sport e quelle attività che coinvolgono i muscoli addominali e pelvici (esercizi addominali, pilates), o che sforzino eccessivamente il Pubo coccigeo (sollevamento pesi, corsa, ciclismo) almeno fino a risoluzione della contrattura.

In caso di ipertono marcato vengono utilizzati farmaci che rilassano la muscolatura da assumere per via orale o da infiltrare nei trigger points, come benzodiazepine, miorilassanti e botulino.


Sono moltissimi i professionisti che conoscono l'ipotono del pavimento pelvico, ma purtroppo quelli in grado di riconoscere e trattare l'ipertono sono ancora troppo pochi, pertanto è fondamentale assicurarsi che il professionista al quale ci si rivolge non si occupi solo di rinforzo muscolare, ma che conosca tutte le tecniche di rilassamento.
L' associazione Cistite.info APS ha selezionato un elenco di professionisti consigliati in grado di valutare e trattare l'ipertono pelvico.

Autore

Cistite.info APS

Cistite.info APS

Associazione No-Profit
Cistite.info APS è un’associazione NO-PROFIT di promozione sociale composta da donne affette da patologie uro-genitali croniche, che si attivano volontariamente in favore di donne con le stesse problematiche (cistiti recidivanti e infezioni vaginali, vulvodinia, endometriosi, neuropatia del pudendo, ipertono pelvico, ecc). Ci occupiamo di educazione sanitaria finalizzata alla promozione della salute femminile e alla prevenzione delle patologie pelviche promuovendo la conoscenza del proprio apparato uro-genitale, delle problematiche ad esso connesse e delle modalità per mantenerlo in salute. Accogliamo le donne che si sentono sole ed incomprese a causa della cronicizzazione delle loro patologie uro-genitali e le supportiamo dando loro consigli pratici, sostegno morale, sostegno economico, convenzioni e strumenti per interagire con altre pazienti e medici esperti. Contribuiamo alla ricerca collaborando con cliniche e università al fine di trovare nuove soluzioni sempre più efficaci a questi problemi tanto comuni quanto invalidanti.