Influenza stagionale 2023-2024, superato il picco: ora cosa ci aspetta?

Influenza stagionale 2023-2024, superato il picco: ora cosa ci aspetta?
Ultima modifica 15.01.2024
INDICE
  1. Introduzione
  2. Influenza stagionale, l'andamento
  3. Cos'è il picco di influenza
  4. Il picco dell'influenza stagionale 2023-2024
  5. Il rischio di ammalarsi non è cessato
  6. I sintomi dell'influenza
  7. I consigli di prevenzione

Introduzione

In genere, l'influenza stagionale segue un andamento abbastanza imprevedibile. Tuttavia, ogni anno, dopo una fase iniziale più o meno prolungata e "accidentata", raggiunge sempre un picco di incidenza, per poi calare. Secondo il sistema "RespiVirNet" curato dall'Istituto Superiore di Sanità, l'influenza stagionale 2023-2024 ha appena superato il suo picco e i casi hanno iniziato a diminuire. Questo non significa però che il pericolo di ammalarsi sia terminato.

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Influenza stagionale, l'andamento

L'influenza stagionale è una malattia infettiva acuta dell'apparato respiratorio scatenata dai virus influenzali, appartenenti al genere Orthomyxovirus. Nell'emisfero occidentale, si presenta durante il periodo invernale, da ottobre a marzo circa.

Ha un andamento abbastanza imprevedibile, ma in genere dopo una fase iniziale in cui la sua incidenza comincia a salire (con settimane più o meno virulente), raggiunge il suo picco di incidenza fra fine dicembre e gennaio, per poi iniziare a diminuire progressivamente.

Questo non significa che ci si possa ammalare solo fra la fine del vecchio anno e l'inizio dell'anno nuovo e soprattutto che non possano esserci periodi "intensi" anche al di fuori della fase di picco.

Cos'è il picco di influenza

Nel caso dell'influenza stagionale, per picco di contagio si intende il momento di massimo sviluppo dell'influenza, ossia il periodo in cui ci sono più casi, cioè più persone colpite. In Italia, in genere, il picco dell'influenza si verifica fra metà dicembre e fine gennaio, ma dipende da anno ad anno.

Nel nostro paese esiste un servizio di sorveglianza dell'influenza, la sorveglianza RespiVirNet, il Sistema di Sorveglianza Integrata (epidemiologica e virologica) dei casi di sindromi simil-influenzali e dei virus respiratori (prima chiamato InfluNet), che si basa sui dati dei Medici di Medicina Generale, dei Pediatri di Libera Scelta e dei Laboratori di Riferimento Regionale per i virus respiratori.

La sorveglianza è coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) con il sostegno del ministero della Salute, che ogni settimana elabora i numeri e produce un rapporto settimanale epidemiologico e uno virologico. È proprio grazie a questo rapporto che si tiene traccia dell'andamento dell'influenza e si stabilisce quando si verifica il picco. 

Il picco dell'influenza stagionale 2023-2024

Secondo il bollettino del sistema "RespiVirNet" curato dall'Istituto Superiore di Sanità, il picco di incidenza di sindromi simil-influenzali (ILI), cui concorrono diversi virus respiratori con predominio di quelli dell'influenza, in Italia è stato raggiunto nell'ultima settimana del 2023 con un valore di 18,3 casi per mille assistiti, valore tra l'altro mai raggiunto nelle stagioni precedenti.

Nella prima settimana del 2024 si osserva, un netto calo dell'incidenza che è pari a 16,5 casi per mille assistiti (18,3 nella settimana precedente). Durante la prima settimana del 2024, la percentuale dei campioni risultati positivi all'influenza sul totale dei campioni analizzati è risultata pari al 34%, in diminuzione rispetto alla settimana precedente (46%).

Tuttavia, va specificato che se l'incidenza appare in netta diminuzione nelle fasce di età pediatriche, specialmente nei bambini al di sotto dei cinque anni con un valore pari a 33,6 casi per mille assistiti (47,2 nella settimana precedente), è stabile negli adulti e anziani.

"Anche se è sempre difficile fare previsioni sull'andamento della stagione, un calo così netto fa pensare che il picco sia stato raggiunto", ha spiegato Antonino Bella, responsabile della sorveglianza epidemiologica RespiVirNet e curatore del bollettino epidemiologico. "Sono comunque possibili oscillazioni al rialzo, soprattutto nei bambini, favorite dalla riapertura scuole".

Il rischio di ammalarsi non è cessato

Il fatto che, con tutta probabilità, sia stato raggiunto il picco di incidenza dell'influenza non significa che ora non ci si potrà più ammalare. Il rischio rimane elevato e si stima che la circolazione dei virus influenzali e parainfluenzali rimarrà elevata ancora per qualche settimana, facilitata anche dalla riapertura delle scuole e dal ritorno al lavoro.

È ancora presto dunque per abbassare la guardia, tanto che gli esperti raccomandano ancora la vaccinazione antinfluenzale per le persone più a rischio.

Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, a oggi sono circa 8 milioni gli italiani che hanno contratto l'influenza; molti anche i ricoveri per polmoniti di origine virale. Si stima che a fine stagione, saranno circa 14 milioni i soggetti colpiti.

I sintomi dell'influenza

I consigli di prevenzione

  • Sottoporsi alle vaccinazioni raccomandate dagli esperti
  • Bere molto perché i liquidi sono necessari al buon funzionamento degli organi e dei meccanismi di difesa
  • Evitare i luoghi affollati
  • Tenersi a debita distanza dalle persone che tossiscono o starnutiscono
  • Lavare spesso le mani con acqua e sapone
  • Trascorrere più tempo possibile all'aria aperta
  • In casa l'ideale è mantenere la temperatura attorno ai 19-20 gradi e il grado di umidità attorno al 50-55%
  • Vestirsi a cipolla: indossare vari strati di indumenti, da togliere e rimettere a seconda della necessità e della circostanza

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