Influenza B: cos’è? Come si prende, sintomi e trattamento

Influenza B: cos’è? Come si prende, sintomi e trattamento
Ultima modifica 06.03.2024
INDICE
  1. Cos’è
  2. Influenza B: quanto è comune?
  3. Cause
  4. Come si trasmette?
  5. Influenza B Sintomi
  6. Quali sono i rischi?
  7. Come si cura
  8. Prevenzione

Cos’è

Che cos’è l’Influenza B?

L'influenza B è una delle principali forme di influenza stagionale: parliamo della seconda per ordine d'incidenza, rappresentando circa il 25% di tutti i casi. Si tratta, quindi, di una malattia respiratoria ad eziologia virale che coinvolge il naso, la gola e, talvolta, i polmoni. L'influenza B è più comune nei bambini di età superiore ai cinque anni e si manifesta con i tipici sintomi influenzali, inclusi dolori muscolari, tosse e febbre.

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Questo articolo descriverà come riconoscere l'influenza B, quali sono le differenze rispetto ad altri ceppi influenzali e quali trattamenti possono contribuire a stare meglio più rapidamente.

Influenza B: quanto è comune?

Il virus influenzale che ne è responsabile è il secondo tipo più comune di virus influenzale dopo quello dell'influenza A. L'influenza A (75% dei casi) tende a manifestarsi prima nella stagione influenzale (dicembre-febbraio), mentre l'influenza B generalmente si manifesta più tardi (febbraio e marzo).

Influenza B: il picco è in primavera?

L'influenza B è una malattia causata da virus che infettano le vie aeree, il cui contagio segue un andamento tipicamente stagionale: in Italia, ogni anno, il picco si registra generalmente da dicembre a fine febbraio. Per la situazione climatica e l'andamento delle epidemie influenzali, però, non si escludono focolai anche nel periodo che precede la primavera (marzo) per la circolazione dei virus influenzali di tipo B, soprattutto tra i più piccoli. Va segnalato comunque che questo tipo di influenza si diffonde più lentamente dell'influenza A e, fortunatamente, la maggior parte delle persone guarisce dall'influenza B entro una settimana.

Cause

Influenza B: quali sono le cause?

L'influenza B è un'infezione delle vie respiratorie causata da virus influenzali appartenenti al genere Orthomixovirus. Brevemente, ricordiamo che i virus influenzali sono classificati in A, B, o C in funzione delle nucleoproteine espresse e delle proteine della matrice; una delle peculiarità di questi ceppi virali è la grande capacità di mutare, ovvero cambiano a livello genetico assumendo ogni anno caratteristiche leggermente diverse.

I virus dell'influenza B (o virus influenzali di tipo B) sono classificati in sottotipi in base al lineage come B/Yamagata o B/Victoria.

Differenze tra influenza A e influenza B

L'influenza A e l'influenza B sono entrambe provocate da virus influenzali, ma differiscono in termini di:

  • Quanto sono comuni:
    • L'influenza A è molto più comune (tipicamente il 75% dei casi totali di influenza) rispetto all'influenza B.
    • Sia l'influenza A, che l'influenza B possono causare focolai ed epidemie, ma solo l'influenza A causa pandemie (nota: in un'epidemia, la diffusione di una malattia è generalmente contenuta e prevedibile; in una pandemia, la diffusione è fuori controllo e può diventare globale). 
  • Chi tendono a colpire:
    • L'influenza A è più grave negli adulti.
    • L'influenza B è più comune nei bambini e, sebbene sia generalmente da lieve a moderata nei bimbi sani, può essere più grave in chi ha meno di 5 anni d'età (probabilmente a causa di una minore esposizione precedente e quindi di una minore immunità).
    • L''influenza A può trasmettersi dagli animali, compresi gli uccelli, alle persone, mentre l'influenza B si sviluppa solo negli esseri umani.
  • Quanto sono difficili da controllare: l'influenza A muta più rapidamente dell'influenza B, rendendo più difficile la creazione di vaccini che rimangano efficaci.

Influenza B nei bambini: cosa sapere

L'influenza nei neonati è più probabile che sia l'influenza A, mentre l'influenza B è comune nei bambini in età scolare. Nella maggior parte dei bambini sani, sia l'influenza A, che quella B presentano sintomi da lievi a moderati, ma nei bambini sotto i 5 anni i sintomi dell'influenza B possono essere più gravi.

Come si trasmette?

Influenza B: come si prende?

L'influenza B è contagiosa e si trasmette facilmente da persona a persona per via aerea, diffondendosi attraverso le goccioline di saliva (droplets) e di muco emesse normalmente con starnuti, colpi di tosse o parlando a distanza molto ravvicinata con un'altra persona. Quando i virus raggiungono le mucose delle vie respiratorie provocano l'infezione.

I virus dell'influenza B sono in grado di sopravvivere temporaneamente al di fuori del corpo, quindi la trasmissione può avvenire anche indirettamente da mani, oggetti e superfici - come fazzoletti, maniglie, interruttori della luce e rubinetti - appena contaminati dalle secrezioni respiratorie. Per questo motivo, l'influenza si diffonde più facilmente tra familiari, compagni di scuola o colleghi e nei luoghi chiusi e affollati come i mezzi pubblici, i bar o il cinema.

Influenza B Sintomi

Influenza B: periodo d’incubazione

Il periodo d'incubazione dell'influenza B, cioè il tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi, è abbastanza breve, poiché dura circa 1-2 giorni.

Il quadro iniziale dell'influenza B è caratterizzato dall'insorgenza rapida e improvvisa di sintomi respiratori e generali, che includono tipicamente febbre (superiore ai 38°C), tosse, mal di gola, dolori ossei e muscolari diffusi, spossatezza e malessere generale.

Influenza B: come si manifesta?

I sintomi più comuni dell'influenza B includono:

Sebbene sia raro, alcune persone possono avere anche sintomi di gastrointestinali, come: riduzione dell'appetito, nausea, vomito, diarrea e crampi addominali.

Influenza B: quanto durano i sintomi?

La maggior parte dei sintomi respiratori dell'influenza B si risolve in un periodo compreso tra pochi giorni e meno di due settimane, senza alcuna sequela significativa. In qualche caso, però, alcune persone svilupperanno complicazioni, come la polmonite.

Se i sintomi respiratori persistono oltre le due settimane o se si risolvono e poi si ripresentano, consultare tempestivamente il medico assistenza medica urgente.

Per approfondire: Sintomi influenzali: quali sono i primi, i più comuni e quelli rari

Quali sono i rischi?

L'influenza B è una malattia infettiva a decorso generalmente benigno. Alcune categorie della popolazione presentano, però, un aumentato rischio di sviluppare decorsi più gravi o incorrere nell'esacerbazione di malattie preesistenti (come asma, diabete e cardiopatie); per questo motivo, si consiglia di sottoporsi annualmente alla vaccinazione antinfluenzale. In particolare, sono considerate persone ad alto rischio:

  • Anziani (più della metà dei casi gravi e complicati si registrano nei soggetti di età superiore ai 65 anni);
  • Pazienti con malattie croniche, quali, ad esempio il diabete, le malattie immunitarie o cardiovascolari e quelle respiratorie;
  • Donne in gravidanza;
  • Bambini di età compresa fra i 6 mesi e i 5 anni;
  • Pazienti sottoposti a terapie che indeboliscono il sistema immunitario.

Quali sono le possibili complicanze dell’Influenza B?

Nonostante i casi di influenza B siano meno frequenti rispetto all'influenza A, la malattia non è più lieve o priva di rischi. Si tratta di una malattia infettiva che non va sottovalutata e, nelle persone più vulnerabili, può arrivare a richiedere un ricovero per complicanze, quali:

L'influenza può peggiorare, inoltre, problemi di salute cronici preesistenti; le persone con enfisemi, bronchiti croniche o asma possono accusare, ad esempio, un'insufficienza respiratoria, mentre chi è affetto da coronaropatie o insufficienza cardiaca può sviluppare uno scompenso cardiaco acuto.

Influenza B: quando preoccuparsi

Sintomi come tosse produttiva con espettorazione, febbre alta e respiro difficile e doloroso, dovrebbero spingere l'individuo a richiedere un rapido intervento medico.

Come si cura

Trattamento dell’Influenza B

Trattandosi di un'infezione virale, l'influenza B non si cura con gli antibiotici, ma con una terapia sintomatica che prevede riposo, bere molta acqua per evitare la disidratazione e consumare pasti facilmente digeribili. In genere, la sintomatologia si attenua e scompare nell'arco di 7-10 giorni.

All'occorrenza, è possibile il ricorso ad antipiretici e antinfiammatori per abbassare la temperatura, se la febbre è elevata, e alleviare i dolori. Ricordiamo, a tal proposito, come l'utilizzo di salicilati (quindi della classica aspirina) sia controindicato al di sotto dei 16 anni (per il rischio di insorgenza della sindrome di Reye) e di come la febbre abbia un effetto favorevole sul decorso della malattia (ovviamente quando è particolarmente alta o a soffrirne sono individui a rischio complicanze, dev'essere comunque abbassata).

Soprattutto in caso di febbre alta, di bambini piccoli e di persone fragili, è comunque doveroso rivolgersi al proprio pediatra o medico di famiglia che potrà indirizzare verso la terapia più opportuna.

Prevenzione

Come si previene l’Influenza B?

Il modo migliore per prevenire l'influenza B è sottoporsi al vaccino antinfluenzale annuale; in Italia, per la situazione climatica e l'andamento delle epidemie influenzali, il momento migliore per farsi vaccinare va dalla metà di ottobre alla fine di dicembre.

Per evitare l'infezione, è anche importante praticare una buona igiene:

  • Lavarsi accuratamente e frequentemente le mani con acqua calda e sapone; in alternativa possono essere usate soluzioni detergenti a base di alcol o salviettine disinfettanti
  • Evitare, se possibile, il contatto ravvicinato con persone con l'infezione in corso
  • Aerare regolarmente le stanze dove si soggiorna
  • Evitare di portare le mani non pulite a contatto con occhi, naso e bocca
  • Coprire la bocca e il naso con un fazzoletto di carta quando si tossisce e starnutisce e gettare il fazzoletto usato nella spazzatura

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Autore

Dott.ssa Giulia Bertelli

Dott.ssa Giulia Bertelli

Biotecnologa Medico-Farmaceutica
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici