Incontinenza Cardiale – Cardias Incontinente di G.Bertelli

Generalità

L'incontinenza cardiale è un disturbo dell'apparato digerente, caratterizzato da un cattivo funzionamento del cardias, una sorta di valvola che regola il passaggio del cibo dall'esofago allo stomaco, impedendogli di tornare indietro.

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Questa problematica riconosce diverse cause patologiche. In ogni caso, il cardias non riesce più contrarsi a sufficienza per evitare la risalita del contenuto gastrico acido verso l'esofago. L'incontinenza cardiale si manifesta con una sintomatologia caratteristica, rappresentata da bruciore retrosternale, tosse persistente, rigurgito, dolore toracico e salivazione eccessiva.

La diagnosi viene definita mediante studi radiografici con il bario e manometria esofagea.

Il trattamento varia a seconda dell'entità dell'incontinenza cardiale, ma generalmente la soluzione definitiva è rappresentata dalla chirurgia.

Cos’è

L'incontinenza cardiale è una condizione patologica che colpisce il cardias.

Di norma, questa sorta di valvola ha il compito di far passare il cibo ingerito dall'esofago allo stomaco, impedendogli di tornare indietro. Nell'incontinenza cardiale, questo meccanismo viene meno e si verifica il rigurgito di materiale gastrico. Il fenomeno determina pirosi, cioè una sensazione di bruciore a localizzazione toracica determinata dall'irritazione della parete esofagea.

Cos'è il cardias?

  • Il cardias è struttura appartenente all'apparato gastrointestinale, posta nella parte superiore dell'addome, tra il fondo dello stomaco e la fine dell'esofago.
  • Il cardias presenta una forma di un anello; al suo interno, avviene il passaggio tra la mucosa dell'esofago e la mucosa costituente la barriera acida dello stomaco. Il lume dell'esofago si apre nel cardias tramite l'orifizio cardiale.
  • Il cardias svolge le funzioni di uno sfintere, pur non presentandone le tipiche caratteristiche (come l'inspessimento delle fibre muscolari); il meccanismo di contenimento a cui è deputato è coadiuvato dalla curva che l'esofago forma all'attaccatura con lo stomaco (angolo di His). A tal proposito, va ricordato che uno sfintere si definisce generalmente come un anello muscolare che circonda un orifizio e regola il passaggio di materiale attraverso di esso, modificando il suo diametro.
  • Normalmente, il cardias è chiuso e si apre solo quando il cibo viene deglutito, impedendo che il contenuto acido dello stomaco entri nell'esofago. In termini pratici: il cardias si dilata mentre mangiamo, quindi il bolo alimentare riesce a passare nello stomaco; una volta che il cibo è arrivato nello stomaco, invece, lo sfintere si contrae per evitare la risalita dei succhi gastrici nell'esofago.

Curiosità: perché si chiama "cardias"?

Il cardias è chiamato così per il fatto che - in corrispondenza della regione in cui si trova - lo stomaco è in rapporto con il cuore, tramite interposizione del diaframma.

Cause e Fattori di Rischio

L'incontinenza cardiale deriva da un cattivo funzionamento del cardias, secondario alla sua contrazione e/o dilatazione anomala. In pratica, dopo il passaggio del bolo di cibo attraverso l'apertura dello sfintere muscolare tra l'esofago e lo stomaco, il contenuto gastrico non viene contenuto in sede. Ne consegue il reflusso degli acidi dello stomaco.

Il motivo principale dell'incontinenza cardiale è dovuto proprio alla struttura dello sfintere, che lo espone ad alterazioni funzionali. Tra queste ricordiamo il cardiospasmo, condizione patologica che impedisce il corretto transito degli alimenti.

Cardias: come partecipa alla digestione?

Per comprendere al meglio le cause che possono indurre all'incontinenza cardiale, occorre ricordare alcune nozioni relative all'anatomia dell'esofago e dello stomaco ed al loro funzionamento durante l'ingestione del cibo.

  • L'esofago è un condotto muscolo-membranoso, lungo circa 25-30 centimetri e largo 2-3 cm, che collega la faringe allo stomaco. Questa struttura è situata quasi interamente nel torace, davanti alla colonna vertebrale.
  • Le pareti dell'esofago sono costituite da uno strato di rivestimento epiteliale simile a quello della bocca, mentre sono circondate esternamente da due strati di muscolatura liscia. La mucosa esofagea è ricca di ghiandole produttrici di muco, muco che ha la funzione di lubrificare le pareti facilitando il transito del cibo deglutito.
  • Contraendosi nell'atto della deglutizione, la componente muscolare esofagea spinge il cibo verso il basso, in direzione dello stomaco, dal quale è separato dal cardias, che impedisce agli alimenti ingeriti ed ai succhi gastrici di risalire. In altre parole, dopo il passaggio di un boccone alimentare, l'esofago si contrae per farlo avanzare e l'onda di contrazione si propaga scendendo.
  • Come anticipato, il cardias ha il compito di far passare il cibo ingerito dall'esofago allo stomaco, impedendogli di tornare indietro. Il funzionamento di questa struttura è assicurato dai muscoli dell'esofago. In condizioni normali, quest'ultimi rimangono contratti in corrispondenza del cardias; per tale motivo, a riposo, ne comprimono il lume ed impediscono al contenuto dello stomaco di risalire. Durante la deglutizione, invece, i muscoli dell'esofago si rilassano e lasciano transitare il bolo. In tale maniera, l'esofago - che non è protetto dalla barriera gastrica come lo stomaco - non viene a contatto con contenuti acidi di questo e non subisce danni.
  • Le terminazioni del nervo vago hanno il compito di inibire il cardias, mentre le afferenze del sistema nervoso simpatico si occupano dell'attività opposta, cioè hanno una funzione eccitante.

Incontinenza cardiale: possibili cause, fattori aggravanti e predisponenti

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Il cardias può risultare parzialmente o completamente compromesso nel suo funzionamento.  

L'incontinenza cardiale può essere causata da:

  • Perdita generalizzata del tono sfinterico intrinseco;
  • Rilasciamenti transitori inappropriati (ossia non correlati alla deglutizione, ma scatenati dalla distensione gastrica o dalla stimolazione faringea al di sotto dei valori soglia).

L'aumento del calibro del cardias può essere correlato all'ernia iatale, cioè la fuoriuscita di una parte di parete dello stomaco verso l'esterno, proprio in prossimità dello sfintere.

L'incontinenza cardiale può essere causato da processi infiammatori (es. esofagiti, esofago di Barret ecc.) che coinvolgono la mucosa del cardias. Questa condizione si può verificare anche come disfunzione secondaria ad altre patologie che possono alterare la motilità e la funzione del cardias, come il cancro esofageo o la presenza di varie lesioni (cisti, noduli o diverticoli).

Altri fattori che contribuiscono ad un'alterata competenza del cardias sono:

In assenza di altre condizioni scatenanti, l'incontinenza cardiale può essere favorita da un'anomala innervazione della muscolatura dell'esofago.

Sintomi e Complicazioni

La sintomatologia caratteristica dell'incontinenza cardiale può esordire in qualsiasi momento della vita; in genere, le manifestazioni compaiono gradualmente.

I disturbi che possono presentarsi comprendono:

Nell'incontinenza cardiale, la disfagia può associarsi a:

Incontinenza cardiale: possibili complicanze

L'incontinenza cardiale tende a peggiorare progressivamente nel tempo e rappresenta una delle possibili cause della malattia da reflusso gastroesofageo (GERD).

 Altre possibili conseguenze dell'incompetenza prolungata del cardias comprendono:

Nei casi più gravi, il paziente affetto da incontinenza cardiale, può arrivare a soffrire anche di raucedine, faringite, disfonia (tono di voce alterato), laringite e bronchiti.

Diagnosi

Quando gli episodi di malessere si ripetono frequentemente, è opportuno consultare il proprio medico o un gastroenterologo, per un'attenta valutazione.

L'iter diagnostico per accertare la presenza dell'incontinenza cardiale prevede, innanzitutto, la raccolta delle informazioni relative alla storia clinica del paziente (anamnesi) e l'esame obiettivo, in associazione con le analisi di sangue, urine e feci.

Per completare la valutazione dell'incontinenza cardiale, tre sono le indagini più comunemente utilizzate:

  • Radiografia con il bario. Viene eseguita una sequenza di immagini radiografiche, dopo l'ingestione da parte del paziente di una preparazione a base di bario. In presenza di insufficienza cardiale, il movimento peristaltico attraverso l'esofago non è normale e si associa ad un accelerato o ritardato passaggio del bario nello stomaco.
  • Esofagogastroduodenoscopia (EGDS). Uno strumento flessibile, chiamato endoscopio, viene introdotto dalla bocca per consentire al medico di osservare direttamente l'interno di esofago, stomaco e duodeno.
  • Manometria esofagea. Quest'indagine valuta la funzionalità esofagea e, per la sua sensibilità, fornisce la conferma diagnostica. La manometria esofagea permette di registrare le caratteristiche delle onde peristaltiche esofagee (durata, ampiezza e modalità con cui si propagano), verificando quali contrazioni intervengono a livello del cardias durante la deglutizione (cioè come si rilassa e si contrae e se lo fa in modo opportuno).

In caso di dubbio, può essere richiesto un esame ecografico dell'addome o altri studi di imaging (TAC o RMN).

Trattamento e Rimedi

Per quanto riguarda il trattamento, le opzioni sono variabili e variano in base all'entità dell'incontinenza cardiale. Alcuni farmaci possono essere utilizzati temporaneamente per i casi lievi o moderati, ma il sollievo più duraturo è determinato dalla terapia chirurgica.

Farmaci utilizzati in caso di incontinenza cardiale

La terapia farmacologica è indicata soprattutto per i pazienti con incontinenza cardiale lieve. Questa è basata su medicinali che proteggono dalla secrezione acida gastrica e mantengono sotto controllo i sintomi della malattia da reflusso gastro-esofageo associata alla disfunzione del cardias. Generalmente, si utilizzano farmaci gastroprotettori (ad esempio, gli inibitori della pompa protonica) a digiuno, prima di un pasto, ed antiacidi dopo i pasti (come gli alginati).

Nella gestione dell'incontinenza cardiale, occorre ricordare che i medicinali funzionano solo nel breve termine: la terapia farmacologica non rappresenta la soluzione definitiva del problema.

Stile di vita

Il trattamento dell'incontinenza cardiale implica una serie di modificazioni dello stile di vita.

In particolare, è necessario intervenire sulle cattive abitudini alimentari e sui comportamenti errati che possono contribuire ad esacerbare la sintomatologia. Se il disturbo si manifesta sempre con le stesse caratteristiche e risulta un malessere cronico, è consigliabile, innanzitutto, limitare il consumo di bevande gassate e mangiare lentamente. Nel regime dietetico, poi, dovrebbero essere evitati alimenti acidi, irritanti o che possono aggravare il reflusso gastroesofageo, tra cui agrumi, cioccolato, alcol e caffeina. Altro accorgimento importante è quello di contenere il sovrappeso.

Chirurgia dell'incontinenza cardiale

La remissione totale dell'incontinenza cardiale è possibile con la terapia chirurgica. Lo scopo del trattamento consiste nel ripristinare la normale funzionalità dello sfintere.

L'intervento per la correzione dell'incontinenza cardiale si può eseguire con tecniche poco invasive, come le procedure endoscopiche (cioè con una chirurgia eseguita attraverso la bocca, senza nessuna incisione esteriore) o laparoscopiche, per ricostruire la naturale barriera anti-reflusso.

Gli interventi con accesso dall'esterno sono limitati a pochi specifici casi.

Dopo il trattamento

Dopo l'intervento chirurgico, il medico può prescrivere alcuni farmaci inibitori della secrezione acida gastrica (inibitori della pompa protonica).

Per ridurre i sintomi dell'incontinenza cardiale, sia prima che dopo il trattamento, i pazienti possono:

  • Masticare bene il cibo;
  • Mangiare lentamente, mantenendo una posizione verticale;
  • Evitare di consumare alimenti immediatamente prima di andare a dormire;
  • Utilizzare diversi cuscini per dormire, in modo tale da mantenere la testa abbastanza eretta e agevolare lo svuotamento dell'esofago per gravità.
Giulia Bertelli

L'autore

Giulia Bertelli

Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici


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Ultima modifica dell'articolo: 20/09/2018

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