Ghiandole di Skene: Cosa Sono? Funzioni e Disturbi di G.Bertelli

Generalità

Le ghiandole di Skene sono due piccole strutture appartenenti dell'apparato genitale femminile esterno, situate in prossimità del meato dell'uretra.

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Chiamate anche ghiandole parauretrali, la loro funzione è correlata prevalentemente all'attività sessuale: nella fase di eccitazione della donna, queste strutture concorrono alla secrezione di un liquido chiaro e viscoso che, riversandosi nel vestibolo vaginale, agisce da lubrificante.

Considerata la loro posizione, le ghiandole di Skene sono coinvolte soprattutto da infiammazioni, durante le quali aumentano di volume e risultano dolenti.

Quando si ostruiscono i canali da cui defluisce il fluido lubrificante (dotti di Skene), possono risultare delle cisti. Quest'ultime possono rimanere per lungo tempo asintomatiche ma, se s'infettano, evolvono in ascessi (cioè formazioni sacciformi contenenti pus).

Altre condizioni che possono interessare le ghiandole di Skene sono i traumatismi, i processi neoplastici e le malformazioni congenite del tratto genitale.

Le patologie che interessano le ghiandole di Skene richiedono la valutazione del ginecologo, il quale può effettuare il corretto inquadramento diagnostico, oltre ad indicare il trattamento più adeguato allo specifico caso.

Cosa sono

Che cosa sono le Ghiandole di Skene?

Le ghiandole di Skene sono due strutture di forma rotondeggiante, situate profondamente nello spessore della cute che riveste il vestibolo della vagina (inteso come spazio ovalare compreso tra le piccole labbra), in prossimità dello sbocco dell'uretra distale.

Rispetto all'orifizio del canale vaginale, le ghiandole di Skene si trovano nella parte superiore e sono disposte in maniera simmetrica (una su ciascun lato).

Le ghiandole di Skene sono circondate, quindi, dal tessuto epiteliale che va a costituire anche parte delle piccole labbra e del clitoride; alla vulva, queste strutture sono collegate tramite i dotti escretori di Skene.

Come le ghiandole vestibolari maggiori (g. di Bartolini) e quelle minori sparse nella parete del vestibolo della vagina, in uno stato di eccitazione sessuale, tali strutture cominciano a secernere un fluido viscoso che sembra possa contribuire alla lubrificazione vaginale durante la copulazione.

Le ghiandole di Skene sono molto piccole e non palpabili (tranne in presenza di malattie o infezioni).

Sinonimi

Le ghiandole di Skene sono note anche come:

  • Ghiandole parauretrali;
  • Ghiandole periuretrali esocrine;
  • Ghiandole vestibolari minori;
  • Prostata femminile.

Le ghiandole di Skene devono il loro nome al ginecologo scozzese che per primo le descrisse nel 1880, Alexander Skene, nonostante la "paternità" della loro scoperta sia piuttosto dibattuta.

Lo sapevate che…

Le ghiandole di Skene vengono considerate le omologhe ancestrali della prostata maschile. Le similitudini riguardano le strutture all'esame del microscopio elettronico e la composizione dei fluidi secreti dai dotti di Skene durante l'eccitazione femminile e dalla ghiandola prostatica maschile. Per questo motivo, le ghiandole di Skene sono note anche con il termine di "prostata femminile".

Funzioni

Ghiandole di Skene: qual è la loro funzione?

Allo stesso modo delle ghiandole di Bartolini, anche quelle di Skene secernono una sostanza mucosa, viscosa e trasparente, che contribuisce al mantenimento della lubrificazione del canale vaginale, quando una donna è sessualmente eccitata.

Durante il coito, una piccola quantità di questo liquido denso può contribuire ad inumidire l'apertura della vagina, rendendo più confortevole il rapporto sessuale.

Eiaculazione femminile: come partecipano le Ghiandole di Skene

In alcune donne, le ghiandole di Skene sono le responsabili del fenomeno denominato come "eiaculazione femminile" (o "squirting"). In pratica, durante la stimolazione sessuale, alcune donne sperimentano una fuoriuscita involontaria e piuttosto copiosa di liquido dall'uretra nel momento o poco prima dell'orgasmo.

Patologie

Le ghiandole di Skene sono coinvolte soprattutto dalle infiammazioni e dalla formazione di cisti; questi problemi sono comuni nelle donne in età riproduttiva, in particolare tra i 20 ed i 30 anni. In qualche caso, tuttavia, queste strutture possono essere interessate da infezioni e processi neoplastici.

Quali condizioni patologiche possono interessare le Ghiandole di Skene?

Le ghiandole di Skene possono essere interessate da:

  • Processi infiammatori;
  • Infezioni;
  • Traumatismi.

Le ghiandole di Skene possono essere coinvolte da malattie trasmesse per via sessuale, come gonorrea, clamidia e tricomoniasi.

Quando si ostruiscono i dotti escretori delle ghiandole da cui fuoriesce normalmente il fluido lubrificante, può risultare, invece, la formazione delle cisti di Skene. Quest'ultime possono rimanere per lungo tempo asintomatiche ma, se s'infettano, evolvono in ascessi (formazioni sacciformi contenenti pus).

Meno spesso, le ghiandole di Skene sono interessate da tumori o malformazioni congenite, responsabili dello sviluppo anomalo di uno o più tessuti del tratto genitale.

Cisti di Skene

Le cisti di Skene sono formazioni cistiche vulvari che insorgono in seguito ad un'ostruzione dei dotti escretori, da cui deriva l'ingrossamento della ghiandola per il ristagno del suo secreto.

Il motivo per il quale il fluido prodotto dalle ghiandole di Skene riscontra una difficoltà a defluire normalmente non è sempre identificabile. Talvolta, le cisti possono essere correlate a lesioni traumatiche, infezioni e processi infiammatori.

Le cisti delle ghiandole di Skene più voluminose possono provocare una sensazione fastidiosa, soprattutto durante i rapporti sessuali e la deambulazione.

Le cisti di Skene si manifestano solitamente tra i 20-30 anni d'età. Con l'avanzare del tempo, invece, l'affezione si manifesta con minore probabilità. Nelle donne in peri-menopausa, infatti, allo stesso modo di altre ghiandole annesse ai genitali esterni, anche quelle di Skene vanno incontro ad una fisiologica involuzione. Per tale motivo, l'eventuale comparsa di un nodulo o una massa vulvare rende necessaria la biopsia escissionale, allo scopo di escludere la presenza di un tumore maligno.

Ascesso delle Ghiandole di Skene

Quando il liquido contenuto all'interno di una cisti di Skene s'infetta, può formarsi un ascesso (cioè una raccolta di pus, in seguito alla penetrazione di alcuni microrganismi patogeni).

La formazione ascessuale diventa molto voluminosa e provoca intenso dolore intorno alla ghiandola e secrezioni (solitamente, di colore giallastro). In qualche caso, è possibile che si presenti anche qualche linea di febbre. Gli ascessi della ghiandola di Skene sono sensibili al tatto e provocano un arrossamento della mucosa che li sovrasta.

Gli ascessi che riguardano la ghiandola di Skene sono spesso polimicrobici; gli agenti patogeni isolati più frequentemente sono Escherichia coli, Neisseria gonorrhoeae e Chlamydia trachomatis.

Questa patologia rende necessario ricorrere agli antibiotici prescritti dal medico ed al drenaggio per favorire la fuoriuscita del materiale purulento. Quest'approccio consente un miglioramento repentino del dolore vulvare.

In caso di recidive dell'ascesso, può essere indicata la marsupializzazione, ossia la ghiandola viene incisa e lasciata aperta per consentire un drenaggio continuo ed impedire che il liquido non possa ristagnare all'interno; dopo l'intervento, le pareti della cisti ascessualizzata si retraggono, lasciando un nuovo orifizio per le secrezioni. In alternativa, è possibile procedere con l'asportazione chirurgica della formazione cistica infetta.

Skenite (Infiammazione delle Ghiandole di Skene)

La skenite è un'infiammazione che può interessare una sola o entrambe le ghiandole di Skene. Di solito, il processo comporta una tumefazione del terzo superiore delle grandi labbra, associata a dolore acuto, arrossamento e tensione della cute sovrastante. Altri sintomi spesso connessi sono senso di peso al basso ventre e prurito locale.

L'infiammazione delle ghiandole di Skene è causata generalmente da un'infezione vaginale (vaginite). I fattori predisponenti comprendono le scarse condizioni igieniche, i rapporti sessuali, l'impossibilità di lavarsi per lungo tempo e l'uso eccessivo di biancheria intima sintetica o di abiti attillati che provocano sfregamento.

L'infiammazione semplice delle ghiandole di Skene può essere transitoria e si risolve nel giro di 3-5 giorni. In diversi casi, tuttavia, il processo patologico può dare luogo alla formazione di una cisti.

Processi neoplastici

Raramente, i tumori della vulva originano per la trasformazione in senso neoplastico delle componenti epiteliali della ghiandola di Skene.

Sintomi e Complicazioni

La maggior parte dei disturbi a carico delle ghiandole di Skene non provocano sintomi, ma, qualora l'aumento del loro volume diventasse significativo o s'infettassero, potrebbe risultare fastidioso sedersi, camminare o avere un rapporto sessuale.

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Cisti di Skene

Frequentemente, le formazioni cistiche sono asintomatiche; tuttavia, le cisti di Skene di maggiori dimensioni possono provocare una sensazione fastidiosa, soprattutto durante la deambulazione ed i rapporti sessuali.

Le lesioni più voluminose possono associarsi, inoltre, a:

La maggior parte delle cisti delle ghiandole di Skene è monolaterale e palpabile in prossimità dell'orifizio vaginale; quando sono di grandi dimensioni, queste formazioni distendono le grandi labbra del lato interessato e provocano un'asimmetria vulvare.

Infezioni delle Ghiandole di Skene

Se le ghiandole di Skene sono interessate da un processo infettivo, si possono manifestare:

  • Gonfiore;
  • Arrossamento;
  • Dolore molto intenso;
  • Febbre.

Le infezioni delle ghiandole di Skene possono associarsi alla produzione di secrezioni vaginali (solitamente, di colore giallastro o bianco).

Infiammazioni

Le infiammazioni delle ghiandole di Skene possono provocare irritazione vulvare e dolore durante i rapporti sessuali.

Il processo infiammatorio può comportare anche tensione della cute sovrastante il terzo superiore delle grandi labbra, arrossamento, prurito locale e senso di peso al basso ventre. Anche la minzione può diventare difficoltosa.

Tumori delle Ghiandole di Skene

Il tumore delle ghiandole del Skene si presenta, di solito, come una neoformazione vulvare palpabile irregolare, nodulare e persistentemente indurita. Tardivamente, compaiono segni clinici come escoriazioni, dolore e prurito. La lesione può diventare necrotica o ulcerata, causando a volte sanguinamento o secrezioni vaginali acquose.

Diagnosi

La valutazione dei disturbi che colpiscono le ghiandole di Skene prevede una visita medica specialistica. Con l'esame obiettivo, il ginecologo può effettuare il corretto inquadramento diagnostico ed indicare il trattamento più adeguato al caso.

Nelle donne di età superiore ai 40 anni, viene eseguita quasi sempre una biopsia escissionale, per escludere un eventuale cancro vulvare.

Esame pelvico

Se la cisti di Skene è abbastanza voluminosa o provoca dei sintomi, il medico riesce ad osservarla o a palparla durante la visita ginecologica. Dal suo aspetto, inoltre, egli può stabilire se è infetta. La diagnosi è generalmente clinica.

In caso di infezioni delle Ghiandole di Skene

Se sono presenti delle secrezioni anomale, il medico può inviare un campione al laboratorio, per accertare o meno la presenza di infezioni, tra cui le malattie sessualmente trasmesse. Nel caso si sia sviluppato un ascesso a carico delle ghiandole di Skene, il medico esegue anche la coltura del relativo liquido.

Biopsia

In qualche caso, i segni del tumore della vulva mimano quelli della cisti di Skene. Pertanto, il medico può eseguire un esame bioptico per esaminare al microscopio un campione della lesione e caratterizzarla dal punto di vista istologico.

Di solito, si procede alla biopsia se la donna ha superato i 40 anni di età e la cisti appare di forma irregolare o presenta delle strane protuberanze.

Diagnosi differenziale

La diagnosi differenziale delle affezioni delle ghiandole di Skene viene posta con altre lesioni cistiche e solide della vulva, come:

  • Cisti epidermiche da inclusione (rigonfiamenti rotondi e asintomatici localizzati nelle grandi labbra);
  • Idroadenoma papillare (neoplasia benigna che deriva dalle ghiandole sudoripare, localizzato soprattutto a livello delle piccole labbra);
  • Fibroma;
  • Lipoma.

Nel corso degli accertamenti, è possibile che il medico ricorra ad un'ecografia o una cistoscopia per confermare la presenza di un diverticolo della parte distale dell'uretra, il quale può essere clinicamente indistinguibile da una cisti delle ghiandole di Skene.

Trattamento

L'obiettivo dell'eventuale trattamento è quello di preservare, quando possibile, la ghiandola di Skene interessata dal processo patologico e la sua funzione.

In linea generale, è importante mantenere una corretta igiene intima, avere rapporti sessuali protetti e consultare il medico quando si notano noduli o infiammazioni nell'area genitale.

Per quanto riguarda l'infiammazione delle ghiandole di Skene (skenite), il medico può prescrivere una cura di tipo farmacologico a base di antinfiammatori per contrastare il processo flogistico acuto in corso ed, eventualmente, antibiotici, sia per via orale, sia attraverso l'utilizzo di prodotti da impiegare a livello locale.  Se l'infiammazione si ripresenta due o tre volte nel corso di un anno, invece, può essere indicata la rimozione chirurgica delle ghiandole di Skene coinvolte.

Generalmente, le cisti delle ghiandole di Skene non hanno bisogno di trattamento quando presentano modeste dimensioni, non provocano fastidio e non sono oggetto d'infezioni. Quando le cisti di Skene provocano disturbi lievi e sopportabili, è possibile effettuare dei bagni in acqua calda, da eseguire 3 o 4 volte al giorno, per 10-15 minuti ciascuno, immergendosi fino alle pelvi (semicupi locali). Questa pratica ha un effetto calmante e può essere utile per diminuire la congestione della zona. Qualora i semicupi locali fossero inefficaci, è opportuno consultare il medico.

Quando consultare un medico

  • La cisti della ghiandola di Skene continua ad ingrossarsi o persiste dopo diversi giorni, nonostante le immersioni in acqua calda (nella vasca o mediante semicupi);
  • La cisti di Skene è dolorosa ed insorge la febbre; queste manifestazioni indicano la probabile evoluzione della lesione in un ascesso;
  • La cisti di Skene interferisce con la deambulazione o non permette di stare seduti.

Se la cisti di Skene si è complicata in un ascesso, viene prescritta dal medico una terapia antibiotica, seguita dal drenaggio per favorire la fuoriuscita del materiale purulento, con o senza resezione della ghiandola colpita. Quest'approccio consente un miglioramento repentino del dolore vulvare. Dopo l'intervento, le pareti della cisti si retraggono, lasciando un nuovo orifizio per le secrezioni. In alternativa, è possibile procedere con l'asportazione chirurgica delle ghiandole di Skene infette.

A seguito di questi interventi, la paziente può osservare delle perdite sulla biancheria intima; queste altro non sono che le secrezioni provenienti dalle ghiandole di Skene ascessualizzate nel corso del loro svuotamento. Eseguire più volte al giorno dei semicupi tiepidi può contribuire ad alleviare il fastidio, oltre ad accelerare la guarigione.

La terapia delle lesioni neoplastiche delle ghiandole di Skene prevede l'escissione chirurgica del tumore locale e la dissezione dei linfonodi inguinali e femorali. Questi approcci sono associati, talvolta, a radioterapia post-operatoria e chemioterapia.

Prevenzione

Come si possono prevenire i disturbi delle Ghiandole di Skene?

  • La prima e più importante regola di prevenzione delle infiammazioni, delle cisti e delle altre affezioni delle ghiandole di Skene è il mantenimento di una buona igiene genitale. Occorre fare attenzione, quindi, ad un'accurata pulizia locale quotidiana e, soprattutto in estate, cambiare frequentemente la biancheria intima.
  • Un'altra buona abitudine per ridurre il rischio di incorrere in infezioni genitali, è evitare l'abuso di assorbenti e salva-slip (ad esempio, la loro applicazione per l'intero arco della giornata), se non necessario, poiché non permettono la corretta traspirazione cutanea. Per lo stesso motivo, è sconsigliato l'uso di indumenti sintetici e biancheria particolarmente stretta: lo sfregamento continuo del tessuto sulla pelle può dare origine a irritazioni a livello locale.
  • Altra misura di prevenzione utile consiste nel praticare sesso sicuro – utilizzando, in particolare, un profilattico ogni volta che si hanno rapporti coitali con il proprio partner - può contribuire a ridurre le probabilità di sviluppare l'infezione di una cisti e la formazione di un ascesso delle ghiandole di Skene.
Giulia Bertelli

L'autore

Giulia Bertelli

Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici