Frattura dell’Anca di G.Bertelli

Generalità

La frattura dell'anca è una grave lesione che si verifica soprattutto nelle persone anziane. Spesso, quest'evento patologico è la conseguenza di una banale caduta a terra, ma può dipendere anche da urti diretti, incidenti stradali e traumi sportivi.

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Solitamente, la rottura interessa la parte prossimale del femore (collo femorale), che collega l'osso principale della gamba all'anca, nell'articolazione coxo-femorale.

La frattura dell'anca si manifesta tipicamente con un dolore violento nel punto in cui si è verificata la rottura, a livello della coscia esterna o dell'inguine, con deformazione dell'arto e difficoltà a muovere la gamba. In seguito al trauma, è possibile che l'arto assuma un aspetto o una posizione inconsueta (ci può essere una torsione, un'angolazione o un accorciamento dell'arto stesso). Successivamente, possono comparire tumefazione ed ecchimosi.

Per effettuare una diagnosi certa di frattura dell'anca, il paziente è sottoposto ad una radiografia.

La condizione necessita quasi sempre di un intervento per sistemare l'osso rotto, la cui scelta dell'intervento spetta al chirurgo ortopedico.

Nei casi in cui la frattura dell'anca risultasse particolarmente scomposta, è necessario intervenire con la rimozione chirurgica della parte lesa e posizionare una protesi. Successivamente, è essenziale seguire un ciclo di fisioterapia per rieducare l'arto alla deambulazione.

Cos’è

Una frattura dell'anca consiste nella rottura parziale o totale della porzione superiore dell'osso della coscia (femore). Quest'evenienza risulta, spesso, da un trauma, un urto violento o una caduta, specie se il soggetto è affetto da osteoporosi.

Nota

La frattura si verifica generalmente a livello della parte prossimale del femore.

Quest'osso della gamba, infatti, entrando nell'acetabolo, partecipa all'articolazione dell'anca (o coxo-femorale).

Più che frattura dell'anca, quindi, sarebbe corretto parlare di frattura del femore.

Frattura dell'Anca: dove si verifica più comunemente?

L'anca è un'articolazione molto complessa, che permette alla coscia di flettere e ruotare all'interno del bacino.

  • La maggior parte delle fratture interessa il collo femorale, cioè l'area immediatamente al di sotto della testa sferica, che si innesta nella cavità articolare della pelvi; a questo livello entrano muscoli fondamentali allo svolgimento dei movimenti.
  • Nei restanti casi, è coinvolta l'area intertrocanterica, lungo la parte esterna dell'estremità superiore dell'osso della coscia.

In base alla zona in cui si localizza la rottura, la frattura dell'anca può essere distinta anche in extra-capsulare o intra-capsulare.

Tipologie di Frattura dell'Anca

L'anca può rompersi in diversi modi.

In particolare, la frattura può verificarsi a livello:

  • Intra-capsulare (all'interno della capsula articolare);
  • Extra-capsulare (al di fuori della capsula articolare).

Quando la rottura si verifica nel punto in cui il femore si collega all'anca, cioè a livello della capsula composta da fibre legamentose (frattura dell'anca intra-capsulare), la lesione è più grave. Questa zona è, infatti, altamente vascolarizzata, quindi a rischio di necrosi del tessuto osseo.

La frattura dell'anca può anche essere:

  • Non scomposta: i frammenti ossei, anche se sono rotti, sono ancora allineati nella loro posizione normale;
  • Scomposta: è una frattura in cui le ossa rotte risultano spostate dalla loro posizione normale, quindi i frammenti dovranno essere riallineati e fissati in sede.

Cause e Fattori di Rischio

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Le persone più a rischio di incorrere in una frattura dell'anca sono gli anziani, soprattutto se affetti da osteoporosi. Questa malattia, infatti, rende le ossa fragili ed inclini alla rottura.

La ragione più tipica è una banale caduta fortuita. Nel paziente giovane, la frattura dell'anca è frequentemente collegata a incidenti stradali o a traumi sportivi.

Quali sono le cause della Frattura dell'Anca?

La frattura dell'anca si verifica più comunemente in seguito a:

  • Caduta accidentale: è responsabile del 90% di tutte le fratture dell'anca; si può verificare quando una persona anziana inciampa su un tappeto o uno scalino. Nei pazienti affetti da una forte osteoporosi, le probabilità di incorrere in tale lesione cadendo a terra, aumentano drasticamente;
  • Colpo diretto al lato dell'anca;
  • Traumi sportivi;
  • Incidenti stradali.

In casi gravi, è possibile che un anziano si fratturi l'anca, stando in piedi e senza caduta, semplicemente con una torsione della stessa o un carico sbagliato ed eccessivo.

Oltre all'osteoporosi, la frattura dell'anca può essere favorita da altre condizioni patologiche, come:

  • Cancro;
  • Lesioni croniche da uso eccessivo: possono indebolire l'osso e rendere l'anca più suscettibile alla rottura.

Frattura dell'Anca: chi è più a rischio

Le probabilità per un paziente di fratturarsi un'anca aumentano con:

  • Il sesso del paziente: per le donne, il rischio di incorrere in una frattura dell'anca è due-tre volte maggiore rispetto a quello dell'uomo.
  • L'età: la frattura dell'anca può succedere ad ogni età, ma le probabilità aumentano sensibilmente dopo i 50 anni, per raddoppiare, in seguito, ogni cinque-sei anni, principalmente a ragione del continuo indebolimento delle ossa a causa dell'osteoporosi.
  • Le condizioni patologiche pregresse e/o concomitanti: fragilità fisica, artrosi, equilibrio instabile, difficoltà motorie, alterazione della vista, senilità, demenza e/o morbo di Alzheimer possono aumentare il rischio di cadere.

Altri fattori che possono aumentare il rischio di incorrere in una frattura dell'anca sono:

Sintomi e Complicazioni

La frattura dell'anca si manifesta con dolore acuto alla parte alta della coscia esterna o all'inguine, con deformazione dell'arto (ci può essere una torsione, un'angolazione anomala o un accorciamento della gamba). Dopo la lesione, il paziente avverte un forte disagio a qualsiasi tentativo di flettere o ruotare l'anca.

In ambito geriatrico, la frattura dell'anca rappresenta una delle principali emergenze sanitarie. Il 30% circa delle persone con più di 65 anni d'età che subisce questa lesione decede dopo un anno per una combinazione di disturbi correlati alla grave disabilità ed alla perdita di autonomia.

Quali sono i sintomi della Frattura dell'Anca?

I sintomi della frattura dell'anca possono variare in base al punto di lesione.

Solitamente, si manifestano:

  • Dolore violento, che aumenta nel punto esatto in cui si è verificata la frattura dell'anca;
  • Incapacità di muoversi immediatamente dopo la caduta, il trauma o l'incidente;
  • Problemi a rimanere in piedi ed a scaricare il peso sull'anca lesionata;
  • Rotazione verso l'esterno della gamba lesa;
  • Deformazione ed accorciamento dell'arto interessato (se l'osso è completamente rotto).

Successivamente, possono comparire:

  • Gonfiore (tumefazione dell'arto);
  • Ecchimosi o lividi.

Va segnalato che se l'osso era già indebolito da una malattia (come nel caso di una frattura da stress o un tumore), il paziente avvertirà dolore all'inguine o alla coscia per un periodo di tempo pregresso alla frattura.

Frattura dell'Anca: possibili complicanze associate

La frattura dell'anca non gestita nella maniera adeguata può associarsi a delle complicazioni che includono:

La frattura dell'anca provoca anche molte complicazioni collegate alla repentina assenza di autonomia ed al bisogno di un lungo periodo di ricovero o riposo a letto.

Queste includono:

Dopo una frattura dell'anca, molti pazienti non sono in grado di riconquistare la loro capacità di vivere in modo indipendente. L'aspetto psicologico di quest'eventualità non va sottovalutato: una persona anziana si trova improvvisamente dall'essere autosufficiente ad essere malato e privata della propria autonomia.

Diagnosi

Generalmente, dopo la frattura dell'anca, il paziente o chi lo assiste deve chiamare il 118, evitando il trasporto in ospedale con mezzi propri. Gli operatori sanitari provvederanno al trasporto dopo aver immobilizzato opportunamente l'arto, in modo da alleviare il dolore e ridurre il rischio di complicanze.

Attenzione! La persona che offre il primo soccorso in caso di caduta a terra con dolore all'anca deve comportarsi come se l'infortunato avesse una frattura e corresse il massimo rischio.

La diagnosi di una frattura dell'anca è generalmente posta tramite una radiografia. Qualora una frattura parziale (incompleta) non risultasse evidente con tale esame, è possibile il ricorso alla risonanza magnetica o, in alternativa, alla tomografia computerizzata (TAC).

Trattamento

Nella maggior parte dei casi, la frattura dell'anca rende necessaria un'operazione immediata per riparare la rottura dell'osso. La scelta del trattamento chirurgico dipende dal tipo di rottura riportata (intracapsulare o extracapsulare). In genere, l'intervento consiste nell'unione dei frammenti ossei con placche o chiodi oppure nell'applicazione di una protesi articolare totale o della sola estremità femorale.

Dopo l'operazione, è importante la riabilitazione e, nel paziente anziano, un controllo continuo della salute generale, oltre alla corretta gestione dell'osteoporosi.

Terapia chirurgia della Frattura dell'Anca

Nella maggior parte dei casi, il soggetto viene sottoposto a un intervento chirurgico entro 24 ore dal trauma.  Quest'approccio mira ad ottenere una ripresa funzionale precoce.

La tecnica adottata dipende principalmente dal tipo di frattura e dall'età del paziente.

Se la rottura si è verificata lungo la parte esterna dell'estremità superiore del femore (area intertrocanterica), è possibile riallineare le estremità frammentate, assicurandole con un fissaggio interno. I candidati ideali per quest'intervento di riparazione presentano ossa robuste ed una normale irrorazione della parte lesionata.

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Nel fissaggio interno, le estremità rotte delle ossa vengono allineate e rimesse in sede con l'ausilio di dispositivi metallici di piccole dimensioni.

Tuttavia, una frattura dell'anca che potrebbe ostacolare o interrompere la normale irrorazione ematica alla testa del femore può condurre a necrosi avascolare. Per tale motivo, alcuni medici ritengono che una sostituzione totale o parziale dell'anca sia la scelta migliore, soprattutto se le ossa sono indebolite dall'osteoporosi.

Dopo l'intervento

In qualche caso, la persona riesce ad alzarsi in piedi già il giorno successivo all'intervento. Altre volte, è necessario sistemare la frattura con delle viti speciali e l'arto non deve essere "caricato" per almeno due mesi.

Gli esiti delle cure sono variabili:

  • Molti soggetti guariscono con una ripresa rapida ed ottimale delle proprie funzionalità.
  • Per altri, invece, la frattura significa la perdita della mobilità e, talvolta, dell'autonomia e dell'impossibilità a vivere a casa propria.

Nel complesso, un anno dopo l'evento patologico, la mortalità è elevata - intorno al 30% - anche se solo un terzo è direttamente attribuibile alla frattura all'anca.

Riabilitazione dalla Frattura dell'Anca

Dopo il trattamento chirurgico per riparare la frattura dell'anca, è essenziale seguire un ciclo di fisioterapia per rieducare l'arto alla deambulazione e ripristinare la precedente autonomia, compatibilmente con le condizioni generali della persona.

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Il programma di riabilitazione è graduale e si articola diversamente in base alla tipo di frattura ed al tipo di intervento chirurgico.

In linea generale, l'obiettivo consiste nel ridurre il più possibile il tempo di allettamento, recuperare l'equilibrio e lo schema motorio (cioè camminare con doppio appoggio, controllando adeguatamente il peso sull'arto operato), al fine di riacquistare l'autonomia nelle attività della vita quotidiana.

Prevenzione

Per prevenire le fratture dell'anca occorre agire cercando di ridurre i fattori di rischio. Questi possono essere suddivisi in due gruppi, ovvero quelli che:

  • Riducono la densità ossea (osteoporosi);
  • Aumentano il rischio di caduta nell'anziano.

Alcuni fattori, come l'immobilità, agiscono su entrambi questi aspetti.

La prevenzione della frattura dell'anca è possibile con alcuni semplici accorgimenti, validi a qualsiasi età:

  • Quando si svolgono delle attività sportive, è bene porre attenzione alla protezione delle articolazioni;
  • Non sottoporre l'articolazione a movimenti reiterati e logoranti.

Per fare fronte ai problemi associati all'osteoporosi e ridurre il rischio di incorrere in una frattura dell'anca, si dovrebbe:

  • Esercitare un'attività motoria regolare, come il cammino a passo svelto, per mantenere una buona tonicità muscolare ed una corretta coordinazione dei movimenti ad ogni età, soprattutto quando la massa ossea è ridotta;
  • Limitare il più possibile i periodi prolungati di immobilizzazione;
  • Evitare posture, attività ed esercizi che producono un elevato stress da carico;
  • Completare l'alimentazione con calcio e vitamina D, oltre ad attenersi alle terapie farmacologiche prescritte dal medico.

Alcuni fattori comportamentali incidono negativamente sul patrimonio minerale osseo, come:

Un'importante misura preventiva consiste nell'individuare o controllare i possibili fattori responsabili di caduta.

A tal proposito, è consigliabile:

  • Utilizzare sempre scarpe comode e chiuse con suola antiscivolo;
  • Togliere tutti gli ostacoli lungo i percorsi abituali, fuori e dentro la casa, tipo i tappeti, i fili della luce e del telefono o mobili;
  • Eliminare sedie e/o poltrone se poco stabili;
  • Integrare gli ambienti domestici, come il bagno, con accessori utili per assicurare il sostegno ed evitare le cadute (es. tappeti antisdrucciolo nella doccia, corrimano vicino alla vasca da bagno, maniglie e supporti accanto al WC o al bidet ecc.)
  • Dotare le scale di un corrimano ed illuminare adeguatamente i gradini (soprattutto il primo e l'ultimo), eventualmente applicando anche delle strisce antiscivolo.
  • Illuminare bene tutte le stanze e prestare attenzione se si cammina all'aperto, su superfici scivolose;
  • Evitare i movimenti bruschi, come alzarsi dalla poltrona o dal letto, per evitare giramenti di testa che potrebbero provocare una caduta;
  • Far valutare regolarmente l'equilibrio, l'andatura, la forza muscolare e la capacità visiva;
  • Non abusare di ansiolitici, sonniferi o altri farmaci (soprattutto se agiscono sul sistema nervoso centrale) per mantenere integro lo stato di vigilanza e di reazione in caso di perdita dell'equilibrio. Eventualmente, è possibile fare valutare periodicamente dal medico la prescrizione farmacologica nei soggetti a rischio, per rimodularla, se possibile, e ridurre il rischio di caduta.
Giulia Bertelli

L'autore

Giulia Bertelli

Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici