Febbre del Nilo (West Nile): cos’è? Come si prende? Sintomi e cura

Febbre del Nilo (West Nile): cos’è? Come si prende? Sintomi e cura
Ultima modifica 22.07.2022
INDICE
  1. Cos’è
  2. Come si trasmette
  3. Sintomi e conseguenze
  4. Diagnosi
  5. Trattamento
  6. Prevenzione

Cos’è

Febbre del Nilo: cos’è?

La febbre del Nilo (o Febbre West Nile) è una malattia infettiva trasmessa dalla puntura di zanzare. Causata dal virus West Nile, l'infezione decorre spesso senza provocare alcun sintomo, ma, in alcuni casi, può dare origine a disturbi simil-influenzali che durano qualche giorno. Raramente, soprattutto nelle persone debilitate, la febbre del Nilo può complicarsi in forme neurologiche gravi che possono lasciare esiti permanenti o possono determinare il decesso del paziente.

Perché si chiama West Nile disease?

Il virus West Nile è stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, nel distretto West Nile, da cui prende il nome. La febbre del Nilo è chiamata, talvolta, anche: febbre West Nile (o febbre di West Nile), West Nile disease o malattia del Nilo Occidentale.

Come si trasmette

Quali sono le cause della Febbre del Nilo?

L'infezione all'origine della febbre del Nilo è causata dal virus West Nile (WNV), appartenente alla famiglia dei Flaviviridae. L'agente patogeno della West Nile disease si mantiene nell'ambiente attraverso il continuo passaggio fra i vettori artropodi ematofagi (soprattutto zanzare del genere Culex) e gli uccelli selvatici, che fungono da serbatoio di infezione. Altri vertebrati sono, invece, ospiti occasionali, nei quali il ciclo biologico del virus West Nile tende ad interrompersi, poiché il grado di viremia risulta insufficiente per il mantenimento dell'infezione in natura.

Tra i mammiferi, solo l'uomo e gli equini sviluppano la malattia, anche se una transitoria viremia può essere riscontrata in diversi altri animali (tra cui cani, gatti e conigli).

In generale, nei serbatoi di infezione, uccelli migratori e animali domestici, il virus può persistere da alcuni giorni a qualche mese.

Dove è diffuso il virus West Nile?

Attualmente, il virus West Nile è diffuso nelle regioni temperate e subtropicali di Africa, Asia occidentale, Europa, Australia ed America.

In Italia, il primo focolaio di febbre del Nilo è stato confermato nella tarda estate del 1998 in Toscana; dal 2008, la circolazione del virus West Nile è stata segnalata ogni anno nelle persone, negli animali e nelle zanzare, in diversi territori italiani.

Come si prende la Febbre del Nilo?

La febbre del Nilo viene trasmessa alle persone e agli animali, generalmente equini e uccelli, attraverso la puntura di zanzare infette. L'infezione non si trasmette, invece, da persona a persona.

Modalità di contagio più rare comprendono:

  • Contatto con animali infetti o con il loro sangue e tessuti;
  • Trasfusioni di sangue e trapianti di organi;
  • Trasmissione verticale, cioè da madre a feto durante la gravidanza.

Ruolo delle zanzare

Le zanzare s'infettano quando pungono gli animali infetti. Il virus West Nile arriva alle ghiandole salivari e, a sua volta, può essere trasmesso con la puntura alle persone o ad altri animali, nell'organismo dei quali può causare la malattia.

In Italia, le specie di zanzare che più frequentemente possono trasmettere il virus responsabile della febbre del Nilo sono Culex pipiens s.l., Culex modestus e Ochlerotatus caspius mentre, come serbatoio di infezione sono state identificate oltre 70 specie di uccelli, per lo più passeriformi e corvidi.

Cosa accade nell’uomo dopo la trasmissione del virus West Nile?

Subito dopo essere stato inoculato nell'uomo, il virus West Nile inizia a moltiplicare nelle cellule di Langerhans del derma, quindi si diffonde attraverso il circolo ematico a tutti gli organi del sistema linfatico.

La viremia dura circa 10 giorni, con un picco a 4-8 giorni dalla puntura del vettore.

Il superamento della barriera ematoencefalica da parte del virus West Nile, determina l'evoluzione del quadro clinico verso gravi forme di meningite o encefalite.

Ricapitolando: come si contrae la febbre del Nilo?

La febbre del Nilo:

Sintomi e conseguenze

Periodo d’incubazione: dopo quanto si manifesta la Febbre del Nilo?

Dal momento della puntura della zanzara infetta, il periodo di incubazione varia fra i 3 e i 14 giorni.

Quali sono i sintomi della Febbre del Nilo?

Il più delle volte, le infezioni da virus West Nile decorrono in modo del tutto inapparente, mentre nel 20% circa dei casi, provocano una sindrome "simil-influenzale": si parla allora di febbre del Nilo.

La sintomatologia compare improvvisamente con:

Raramente, questi sintomi sono accompagnati da linfonodi ingrossati ed eruzioni cutanee (eritema maculo-papuloso o morbilliforme, specie sul tronco).

La maggior parte delle persone affette da questa forma di febbre del Nilo guariscono completamente, tuttavia lo stato di debolezza e affaticamento può persistere per settimane o mesi.

Dopo l'infezione, si sviluppa un'immunità che può durare per tutta la vita.

Possibili complicanze della Febbre del Nilo

Soprattutto negli anziani, nei bambini molto piccoli, nelle persone immunodepresse o affette da alcune patologie (tumori, diabete, ipertensione, malattie renali), sono possibili manifestazioni più gravi, quali meningite, encefalite e paralisi flaccida (febbre del Nilo neuro-invasiva, WNND), con possibile decorso fatale (3-15% dei casi).

I segni neurologici più frequenti comprendono:

Nell'encefalite da West Nile, inoltre, possono manifestarsi paralisi (agli arti o al cranio) determinate da lesioni focali, tremori e difficoltà nel controllo dei movimenti.

La guarigione può avvenire dopo settimane o mesi, ma sono possibili esiti neurologici permanenti.

Diagnosi

Esami per la diagnosi della Febbre del Nilo

La diagnosi dell'infezione da virus West Nile viene effettuata attraverso test di laboratorio (ELISA o immunofluorescenza per il riscontro di anticorpi delle classi IgM o IgG). La comparsa nel siero di anticorpi di tipo IgM coincide con il termine della viremia.

Trattamento

Febbre del Nilo: come si cura?

Al momento, non esiste una terapia specifica per la febbre del Nilo.

Nella maggior parte dei casi, i sintomi scompaiono spontaneamente dopo pochi giorni o qualche settimana. Nei casi più gravi è necessario, invece, il ricovero in ospedale, dove i trattamenti sintomatici comprendono la somministrazione di fluidi intravenosi e la respirazione assistita.

Prevenzione

Esiste un vaccino per la Febbre del Nilo?

Attualmente, non esiste un vaccino per uso umano contro l'infezione da virus West Nile.

Febbre del Nilo: come proteggersi e misure di prevenzione

Non essendo ancora disponibile un vaccino efficace, la prevenzione dell'infezione da virus West Nile è basata essenzialmente su interventi per il controllo ambientale dei vettori e su misure di profilassi comportamentale.

In altre parole, la prevenzione più efficace consiste nell'evitare le punture di zanzara.

Per proteggersi dalla febbre del Nilo, il Ministero della Salute, raccomanda di:

  • Utilizzare repellenti cutanei per uso topico registrati come presidi medico chirurgici (PMC), attenendosi alle norme indicate sui foglietti illustrativi
  • Indossare abiti di colore chiaro che coprano le maggior parte del corpo
  • Evitare le attività all'aperto nelle ore in cui le zanzare sono più attive
  • Soggiornare in ambienti con aria condizionata o protetti da zanzariere applicate a porte e finestre
  • Dormire in letti muniti di zanzariere, ed eventualmente utilizzare spray a base di piretro o altri insetticidi per uso domestico oppure utilizzare diffusori di insetticida elettrici, areando bene i locali prima di soggiornarvi nel solo caso di presenza di questi insetti in ambienti interni.

Inoltre, come riportato dal Ministero della Salute, le persone dovrebbero collaborare attivamente alle misure di controllo delle zanzare, impedendo che queste possano riprodursi. Per fare ciò, le persone devono mettere al riparo dalla pioggia tutto ciò che può raccogliere acqua, introdurre pesci in vasche e fontane, chiudere con coperchi o coprire con teli i bidoni e i recipienti che non possono essere spostati, svuotare i sottovasi ed altri recipienti almeno una volta alla settimana.

Bibliografia e fonti utili

  • Ministero della Salute, West Nile virus (infezione da) web site
  • Centers for Disease Control and Prevention. West Nile Virus, Atlanta, GA: CDC; 2022
  • World Health Organization. West Nile virus, fact sheet
Per approfondire: West Nile Virus

Autore

Dott.ssa Giulia Bertelli

Dott.ssa Giulia Bertelli

Biotecnologa Medico-Farmaceutica
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici