Farmaci per la cura della COVID-19: quali sono?
Ultima modifica 05.12.2023
INDICE
  1. Definizione
  2. Cause
  3. Sintomi
  4. Farmaci contro COVID-19: quali sono?
  5. Farmaci per la cura della COVID-19 a casa propria
  6. Farmaci per la cura di COVID-19 in ospedale
  7. Farmaci per la Prevenzione di COVID-19
  8. Farmaci NON raccomandati per la Cura della COVID-19

Definizione

Cos'è la COVID-19?

La COVID-19 è la malattia causata dal virus SARS-CoV-2 e dalle sue varianti e sottovarianti comparse dall'inizio della pandemia fino ad oggi.

Attualmente, si assiste alla circolazione di sottovarianti discendenti tutte da Omicron, alcune della quali sono anche varianti ricombinanti.

Per saperne di più sulle varianti circolanti in Italia in questo momento, leggi l'articolo:

Varianti SARS-CoV-2: classificazioni e quali circolano nell'autunno-inverno 2023?

Cause

Cosa provoca la COVID-19?

Come accennato, la COVID-19 è causata da un'infezione virale sostenuta da SARS-CoV-2. Le modalità di trasmissione sono principalmente collegate all'emissione di droplets e aerosol da parte di una persona infetta quando parla, respira, starnutisce o tossisce. I droplets così emessi possono essere inalati, oppure possono depositarsi su superfici con cui altre persone possono venire in contatto con conseguente rischio di infezione se cis i tocca il viso, la bocca o gli occhi senza aver lavato accuratamente le mani.

Il virus, tuttavia, è stato isolato anche nelle feci di individui infetti, pertanto, anche una trasmissione oro-fecale potrebbe essere plausibile.

Sintomi

Come si manifesta la COVID-19?

I sintomi che si possono manifestare in presenza di un'infezione da SARS-CoV-2 variano in funzione della sua severità e della risposta immunitaria dello stesso ospite. Difatti, è possibile avere un quadro asintomatico, oppure è possibile che si manifesti al malattia con sintomi come:

Sintomi quali anosmia o iposmia, disgeusia o ageusia sono stati definiti come tipici di COVID-19, anche se, con il prevalere delle più recenti varianti, questa specifica sintomatologia sembra essere meno frequente.

Nei casi più gravi si possono manifestare polmonite, sindrome da distress respiratorio e altre complicanze potenzialmente letali.

Leggi anche: COVID sintomi autunno-inverno 2023: quali sono? Sintomi COVID 2023: quali sono e cosa fare in caso di contagio?

Farmaci contro COVID-19: quali sono?

La lista dei farmaci che si possono utilizzare contro la COVID-19 è in continuo aggiornamento e varia in base alle nuove scoperte, agli studi di laboratorio e alle evidenze cliniche osservate nel corso della pratica quotidiana.

Di seguito cercheremo quindi di fornire una panoramica generale di tutti i farmaci approvati/autorizzati per il trattamento e la prevenzione di COVID-19, distinguendo fra farmaci che si possono utilizzare per la cura della COVID-19 domiciliare e farmaci utilizzabili per la cura della COVID-19 nel setting ospedaliero.

Antivirali orali COVID Shutterstock

Farmaci per la cura della COVID-19 a casa propria

Terapia Sintomatica

In presenza di febbre e/o dolori di tipo muscolare e/o articolare, è possibile ricorrere ad un trattamento farmacologico sintomatico assumendo paracetamolo o farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), naturalmente, solo se non sono presenti controindicazioni al loro impiego. Ad ogni modo, è possibile ricorrere all'uso anche di altri farmaci sintomatici su giudizio clinico del medico.

Farmaci Antivirali contro COVID-19

Con il rapido avanzare della ricerca, è stato possibile autorizzare l'utilizzo di farmaci antivirali espressamente ideati per combattere SARS-CoV-2, virus responsabile della COVID-19.

Remdesivir

Il remdesivir è un farmaco antivirale da somministrare per via endovenosa inizialmente approvato per il trattamento di pazienti ospedalizzati.

Alla fine di dicembre 2021, tuttavia, esso ha ottenuto l'autorizzazione anche per il trattamento di pazienti con COVID-19 di grado da lieve a moderato, non ospedalizzati ma con condizioni cliniche concomitanti che costituiscono fattori di rischio per lo sviluppo della COVID-19 in forma grave, quali:

Il trattamento con remdesivir deve essere iniziato il prima possibile dopo la diagnosi di COVID-19 e comunque entro 7 giorni dall'inizio dei sintomi. La durata totale del trattamento per i pazienti non ospedalizzati è di 3 giorni.

Nonostante il farmaco possa essere usato su pazienti non ricoverati in ospedale, questi devono essere monitorati durante il trattamento con il remdesivir e, come si legge dalle raccomandazioni AIFA: "la somministrazione del farmaco in ambiente ambulatoriale deve essere monitorata secondo la pratica locale. L'utilizzo deve avvenire in condizioni in cui è possibile trattare le reazioni di ipersensibilità severe, inclusa l'anafilassi".

Per approfondire: Remdesivir: Quando si Usa ed Effetti Collaterali

Paxlovid

Paxlovid è il nome commerciale di un farmaco antivirale orale realizzato da Pfizer, a base di nirmatrelvir e ritonavir presenti in due compresse distinte, per il trattamento di pazienti adulti che non necessitano di ossigeno supplementare ma che sono ad alto rischio di sviluppare la malattia in forma grave.

Il trattamento deve essere iniziato entro cinque giorni dall'insorgenza dei sintomi ed ha una durata di 5 giorni.

Per approfondire: Paxlovid: Cos'è? Come Funziona, Efficacia, Effetti Collaterali

Molnupiravir

Fino a qualche tempo fa, il molnupiravir poteva essere utilizzato nei pazienti non ospedalizzati che presentano condizioni che espongono al rischio di sviluppare la COVID-19 in forma grave, ad oggi non è più così.

Questo antivirale era stato reso disponibile tramite autorizzazione alla distribuzione in emergenza ai sensi del'Art.5.2 del DL 219/2006, ma il suo utilizzo è stato sospeso dall'Agenzia Italiana del Farmaco in seguito al parere negativo formulato dal CHMP di EMA in data 24/02/2023 per la mancata dimostrazione di un beneficio clinico in termini di riduzione della mortalità e dei ricoveri ospedalieri.

Anticorpi Monoclonali

Nel trattamento domiciliare della COVID-19 è possibile prescrivere al paziente anche anticorpi monoclonali, anche in questo caso però, si tratta di farmaci che devono essere utilizzati solo in condizioni ben precise e in pazienti di un certo tipo.

Stando alle raccomandazioni AIFA sui farmaci per la gestione domiciliare di COVID-19 aggiornate a inizio 2023, gli anticorpi monoclonali autorizzati da EMA che si possono utilizzare in questo senso sono:

  • L'associazione casirivimab/imdevimab (Ronapreve®);
  • Il sotrovimab (Xevudy®);
  • L'associazione tixagevimab/cilgavimab (Evushled®).

I pazienti candidabili alla terapia con i suddetti anticorpi monoclonali sono individui adulti e soggetti aventi età uguale o superiore a 12 anni e peso corporeo di almeno 40 kg, non ospedalizzati, non in ossigenoterapia per COVID-19 e con sintomi di grado da lieve a moderato che presentano fattori di rischio per lo sviluppo della malattia in forma grave. Fra i possibili fattori di rischio, ricordiamo:

  • Età superiore a 65 anni;
  • Indice di massa corporea (Body Mass Index, BMI) ≥ 30, oppure > 95% percentile per età e per genere;
  • Malattia cardio-cerebrovascolare (inclusa ipertensione con concomitante danno d'organo);
  • Emoglobinopatie;
  • Immunodeficienza primitiva o secondaria;
  • Broncopneumopatia cronica ostruttiva e/o altra malattia respiratoria cronica (per esempio, soggetti affetti da asma, fibrosi polmonare o che necessitano di ossigenoterapia per ragioni differenti dall'infezione da SARS-CoV-2);
  • Diabete mellito non controllato (HbA1c ≥ 9.0% o 75 mmol/mol) o con complicanze croniche;
  • Insufficienza renale cronica, incluse dialisi peritoneale o emodialisi;
  • Epatopatia cronica;
  • Patologie del neurosviluppo e patologie neurodegenerative.

Il trattamento deve essere iniziato entro 7 giorni dall'insorgenza di COVID-19; è possibile iniziare il trattamento dopo sette giorni solo in pazienti con immunodeficienza che presentino sierologia per SARS-CoV-2 negativa e prolungata positività al tampone molecolare.

Per tutti gli anticorpi monoclonali sopra elencati è prevista un'unica somministrazione a dosaggi ben definiti e reperibili nei rispettivi foglietti illustrativi, oltre che nelle raccomandazioni AIFA. Tutti questi farmaci sono da somministrare per via endovenosa (l'associazione casirivimab/imdevimab può, tuttavia, essere somministrata anche per via sottocutanea qualora la somministrazione endovenosa non sia fattibile e comporti un ritardo nel trattamento).

La somministrazione deve essere monitorata fino ad un'ora dopo il termine dell'infusione da parte di un operatore sanitario che sia adeguatamente formato e capace di gestire eventuali reazioni avverse gravi.

Infine, è importante ricordare che "l'efficacia degli anticorpi monoclonali potrebbe essere ridotta per alcune varianti virali; di questo si dovrà tener conto in sede di scelta terapeutica anche in relazione alla situazione epidemiologica locale".

Per approfondire: Anticorpi Monoclonali COVID-19: Cosa Sono, Come Funzionano, Effetti Collaterali

Farmaci Corticosteroidi

I farmaci corticosteroidi sono solitamente impiegati nei pazienti ospedalizzati. Tuttavia, come si legge dalle raccomandazioni AIFA, l'impiego di simili medicinali per la cura domiciliare della COVID-19 può essere presa in considerazione nei pazienti che "presentano fattori di rischio di progressione della malattia verso forme severe, in presenza di un peggioramento dei parametri pulsossimetrici che richieda l'ossigenoterapia e qualora non sia possibile nell'immediato il ricovero per sovraccarico delle strutture ospedaliere".

Va ricordato, per altro, che in molti soggetti con patologie croniche, l'utilizzo di farmaci corticosteroidi può determinare eventi avversi importanti che rischiano di complicare il decorso della malattia virale.

Eparine

L'impiego delle eparine, generalmente a basso peso molecolare, per la profilassi degli eventi trombo-embolici nei pazienti con infezione respiratoria acuta e ridotta mobilità è raccomandato dalle linee guida e deve essere protratto per l'intero periodo di immobilità.

Tuttavia, l'impiego routinario delle eparine NON è raccomandato nei soggetti non ospedalizzati e non allettati a causa dell'infezione, in quanto non esistono evidenze di un benefico clinico in questo setting di pazienti / fase di malattia.

In questa sede è opportuno precisare che l'infezione da SARS-CoV-2 non è una controindicazione al proseguo di eventuali terapie anticoagulanti e/o antiaggreganti già in corso. In altri termini, i pazienti che già assumono farmaci anticoagulanti e/o antiaggreganti possono continuare la terapia anche in presenza di infezione da SARS-CoV-2. Naturalmente, in caso di presenza di tale infezione, rimane comunque fondamentale contattare il medico: questa figura sanitaria fornirà tutte le indicazioni del caso e le informazioni su come comportarsi in caso di eventuali terapie farmacologiche già in atto.

Per approfondire: Come si Cura la COVID-19 a Domicilio?

Farmaci per la cura di COVID-19 in ospedale

Farmaci Corticosteroidi

Come accennato, fatta eccezione per particolari casi e particolari tipologie di pazienti, l'uso di farmaci corticosteroidi nell'ambito del trattamento della COVID-19 è riservato all'ambito ospedaliero.

Più nel dettaglio, l'utilizzo del desametasone rappresenta lo standard di cura in soggetti che necessitano di ossigenoterapia supplementare (con o senza ventilazione meccanica).

Eparine a Basso Peso Molecolare

L'uso delle eparine a basso peso molecolare a dosaggio profilattico è raccomandato - in assenza di controindicazioni specifiche - nella profilassi degli eventi trombo-embolici nel paziente medico con infezione respiratoria acuta e ridotta mobilità.

Inoltre, nelle fasi avanzate della malattia, per contenere gli effetti sulla coagulazione della tempesta citochinica, le più recenti evidenze di letteratura indicano che l'utilizzo di dosi profilattiche potrebbe essere preferito rispetto a dosi intermedie/terapeutiche.

L'utilizzo delle eparine a basso peso molecolare a dosaggi intermedi o alti, invece, è raccomandato nel trattamento di fenomeni trombotici o trombo-embolici del sistema venoso o arterioso. In questo caso le EBPM (e le eparine non frazionate) dovranno essere utilizzate a dosi terapeutiche secondo le indicazioni registrate.

Farmaci Antivirali

Pur non rappresentando uno standard di cura consolidato, fra i farmaci antivirali che si possono utilizzare in ambito ospedaliero per la cura della COVID-19 ritroviamo:

  • Il remdesivir, il cui uso è da considerare solo in casi selezionati di soggetti in ossigenoterapia standard (a bassi flussi) e con insorgenza di sintomi <10 giorni.

Anticorpi Monoclonali

Gli anticorpi monoclonali che si possono utilizzare nell'ambito del trattamento ospedaliero della COVID-19, sono:

  • Casirivimab e imdevimab (al dosaggio 4000/4000 mg), il cui uso è raccomandato per il trattamento di pazienti adulti e pediatrici di età superiore a 12 anni ospedalizzati per COVID-19, anche in ossigenoterapia convenzionale (non ad alti flussi e non in  ventilazione meccanica), ma con sierologia negativa per gli anticorpi IgG anti-Spike di SARS-CoV-2.
  • Il tocilizumab, il cui impiego è da considerare solo per i pazienti ospedalizzati con condizioni cliniche rapidamente ingravescenti:
    • Pazienti recentemente ospedalizzati ricoverati in terapia intensiva da meno di 24/48 ore che ricevono ventilazione meccanica o ossigeno ad alti flussi; oppure pazienti recentemente ospedalizzati con fabbisogno di ossigeno in rapido aumento che richiedono ventilazione meccanica non invasiva od ossigeno ad alti flussi in presenza di elevati livelli di indici di flogosi (CRP ≥ 75 mg/L).
    • Soggetti ospedalizzati in rapida progressione clinica dopo 24/48 ore di utilizzo di desametasone, o altri cortisonici. Per rapida progressione clinica s'intende fabbisogno di ossigeno in rapido aumento, pur senza necessità di ventilazione non invasiva od ossigeno ad alti flussi, e con elevati livelli di indici di flogosi (CRP ≥ 75 mg/L).
  • Il sarilumab che può essere impiegato in alternativa al sopra citato tocilizumab qualora quest'ultimo non fosse disponibile. I pazienti candidabili al trattamento con questo anticorpo monoclonale sono gli stessi sopra menzionati per il tocilizumab.

Anakinra

L'anakinra è un antagonista umano del recettore dell'interleuchina 1 (IL-1) capace di neutralizzare l'attività biologica delle interleuchine 1 di tipo alfa e beta (IL-1α e IL-1β) attraverso l'inibizione competitiva del legame di queste interleuchine con il loro recettore di tipo I.

L'anakinra è indicato per il trattamento di altre condizioni cliniche, ma in specifici casi può essere usato nel trattamento ospedaliero di pazienti con COVID-19. In particolare, sulla base delle attuali conoscenze, si ritiene che il principio attivo possa essere impiegato limitatamente nel trattamento di pazienti adulti ospedalizzati con polmonite da COVID-19 di grado da moderato a severo (con pO2/FiO2 > 150, e non sottoposti a C-PAP - una particolare modalità di ventilazione non invasiva - o ventilazione meccanica) e con livelli di plasma Soluble Urokinase - Type Plasminogen Activator Receptor (suPAR) ≥ 6 ng/ml.

Baricitinib

Il baricitinib è un principio attivo inibitore selettivo e reversibile di Janus chinasi (JAK) di tipo 1 e 2 (JAK1 e JAK2), particolari enzimi intracellulari coinvolti nella trasmissione del segnale di fattori di crescita e citochine, implicati nell'ematopoiesi e nella risposta immunitaria.

Si tratta di un principio attivo autorizzato dall'Agenzia Europea per i Medicinali per altre condizioni cliniche, ma che può essere impiegato - in casi particolari - anche in pazienti con infezione da SARS-CoV-2 e COVID-19.

Più nel dettaglio, secondo le raccomandazioni di AIFA aggiornate a marzo 2023, l'uso del principio attivo in questione è da considerare, alla luce della potenziale carenza delle alternative già disponibili in L648/96 per la medesima indicazione, in pazienti recentemente ospedalizzati con fabbisogno di ossigeno in rapido aumento che richiedono ventilazione meccanica non invasiva o ossigeno ad alti flussi in presenza di elevati livelli di indici di flogosi (CRP≥75 mg/L).

Farmaci ospedalieri COVID Shutterstock

Farmaci per la Prevenzione di COVID-19

I farmaci impiegati per la prevenzione della COVID-19 sono rappresentati dai vaccini, il cui scopo è quello di stimolare il sistema immunitario dell'organismo a riconoscere e combattere il virus responsabile della malattia - il SARS-CoV-2 - fornendo protezione dallo sviluppo della malattia in forma grave.

Ciò significa che è comunque possibile contrarre l'infezione da coronavirus e manifestare la COVID-19, ma la vaccinazione è in grado di proteggere dallo sviluppo di forme gravi, riducendo quindi in maniera significativa il rischio di ospedalizzazione e morte.

I vaccini attualmente approvati/autorizzati per la prevenzione della COVID-19, sono di due tipologie:

  • Monovalenti, fra cui ritroviamo:
    • Comirnaty di Pfizer/BioNTech (vaccino ad mRNA);
    • Comirnaty Omicron XBB.1.5 di Pfizer (vaccino a mRNA);
    • Spikevax di Moderna (vaccino ad mRNA);
    • Vaxzevria di AstraZeneca (vaccino a vettore virale ricombinante);
    • Jcovden di Janssen (vaccino a vettore virale precedentemente noto come COVID-19 Vaccine Janssen);
    • Nuvaxovid di Novavax (vaccino a subunità proteica ricombinante, adiuvato);
    • Nuvaxovid XBB 1.5 di Novavax (vaccino a subunità proteica ricombinante, adiuvato);
    • Valneva di Valneva Austria (vaccino a virus inattivato, adiuvato, indicato per gli adulti di età compresa tra 18 e 50 anni. Attualmente non commercializzato);
    • VidPrevtyn Beta di Sanofi Pasteur (vaccino a subunità proteica ricombinante, adiuvato, indicato come dose di richiamo eterologa per l'immunizzazione attiva nella prevenzione di COVID-19 in adulti che hanno precedentemente ricevuto un vaccino anti-COVID-19 a base di mRNA o vettore adenovirale).
  • Bivalenti, fra cui ritroviamo:
    • Comirnaty Original/Omicron BA.1 di Pfizer (vaccino a mRNA);
    • Comirnaty Original/Omicron BA.4-5 di Pfizer (vaccino a mRNA);
    • Spikevax Bivalent Original/Omicron BA.1 di Moderna (vaccino a mRNA);
    • Spikevax Original/Omicron BA.4-5 di Moderna (vaccino a mRNA).
Farmaci prevenzione COVID Shutterstock

Farmaci NON raccomandati per la Cura della COVID-19

L'utilizzo dei seguenti farmaci NON è raccomandato per prevenire e tantomeno per trattare la COVID-19:

  • Idrossiclorochina;
  • Associazione lopinavir/ritonavir;
  • Associazione darunavir/ritonavir;
  • Associazione duranavir/cobicistat;
  • Molnupiravir.

Tale giudizio si basa sui dati finora disponibili sulla base dei quali è stato concluso per una sostanziale inefficacia dell'uso dei sopra menzionati farmaci.

Antibiotici

Argomento alquanto dibattuto è quello inerente l'uso di antibiotici. Partiamo subito con il dire che i farmaci antibiotici NON sono utili per curare le infezioni virali, in quanto gli antibiotici sono indicati ed efficaci solo per il trattamento di infezioni di natura batterica, provocate quindi da batteri e non da virus.

L'utilizzo di antibiotici può essere considerato dal medico SOLO "quando si sospetta la presenza di una sovrapposizione batterica, in rapporto al quadro clinico generale del paziente".

Per altro, un ingiustificato e improprio utilizzo degli antibiotici può favorire il fenomeno dell'antibiotico-resistenza e della nascita di ceppi batterici resistenti agli stessi antibiotici, determinando in questo modo la compromissione di eventuali terapie antibiotiche future.

 

Fonti e Precisazioni

La fonte utilizzata per la stesura di questo articolo è il sito ufficiale dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), le raccomandazioni e le indicazioni fornite da AIFA stessa.

Va precisato, tuttavia, che nonostante si sia raggiunto un periodo in cui si convive con SARS-CoV-2 e con le infezioni da esso indotte, la situazione è ancora in costante evoluzione. I farmaci utilizzati per la cura della COVID-19 - domiciliare od ospedaliera - potrebbero perciò variare in funzione dei più recenti studi e/o delle evidenze cliniche.

Autore

Dott.ssa Ilaria Randi

Dott.ssa Ilaria Randi

Chimica e Tecnologa Farmaceutica
Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ha sostenuto e superato l’Esame di Stato per l’Abilitazione alla Professione di Farmacista