Eutanasia e Suicidio Assistito in Svizzera: sono legali?

Eutanasia e Suicidio Assistito in Svizzera: sono legali?
Ultima modifica 13.11.2023
INDICE
  1. Introduzione
  2. Cos'è l'Eutanasia
  3. Cos’è l’Assistenza al Suicidio?
  4. Cosa si può fare in Svizzera?
  5. Suicidio Assistito in Svizzera
  6. Costo

Introduzione

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L'eutanasia e il suicidio assistito in Svizzera sono due pratiche ammesse, ma a specifiche condizioni: l'eutanasia solo nelle forme attiva indiretta e passiva; il suicidio assistito solo nel caso in cui l'aiutante non agisca con intenti egoistici.

L'eutanasia e il suicidio assistito in Svizzera hanno un loro prezzo: chi si reca in questo Paese per il servizio, infatti, deve contare su una certa disponibilità economica.

Questo articolo analizzerà cosa sono l'eutanasia e il suicidio assistito, quali tipologia di eutanasia esistono e qual è la posizione della Svizzera a riguardo.

Cos'è l'Eutanasia

L'eutanasia è l'atto di porre termine di proposito all'esistenza di una persona in gravissime condizioni di salute, al fine di alleviarne il dolore e le sofferenze.

Esistono vari tipi di eutanasia:

  • Eutanasia attiva diretta;
  • Eutanasia attiva indiretta;
  • Eutanasia passiva.

Inoltre, in base a un'altra classificazione, l'eutanasia si può distinguere in:

  • Eutanasia volontaria;
  • Eutanasia non-volontaria;
  • Eutanasia involontaria.

Eutanasia attiva diretta

L'eutanasia attiva diretta è a tutti gli effetti un omicidio mirato a ridurre le sofferenze di una persona. Nella pratica, si può ottenere quando un medico o un'altra persona somministrano un'iniezione che ha sicuramente effetto letale.

Eutanasia attiva indiretta

Si parla di eutanasia attiva indiretta quando, per alleviare la sofferenza di un malato, un medico o un'altra persona impiega mezzi (es: farmaci antidolorifici) che, come effetto secondario, possono abbreviare la vita. Si accetta, quindi, che questi mezzi possano causare la morte anzitempo.

Eutanasia passiva

Si parla di eutanasia passiva quando una persona favorisce la morte di un soggetto in gravi condizioni di salute non somministrando a quest'ultimo alcun tipo di trattamento necessario al mantenimento in vita. L'eutanasia passiva è un agire in maniera indiretta, omettendo volontariamente il ricorso a cure indispensabili alla sopravvivenza.

Esempi tipici di eutanasia passiva sono: lo spegnimento della macchina che supporta nella respirazione un malato terminale incapace di respirare autonomamente, oppure il mancato ricorso a un intervento chirurgico che potrebbe (ma non è certo) allungare la durata della vita del paziente.

Eutanasia volontaria

Si parla di eutanasia volontaria quando un medico o un'altra persona provoca la morte di un altro individuo su espressa richiesta di quest'ultimo; generalmente, il soggetto che fa tale richiesta è gravemente malato e vorrebbe evitare le sofferenze che si profilano in base al suo stato di salute.

Eutanasia non-volontaria

Si definisce eutanasia non volontaria l'uccisione di una persona in gravissime condizioni di salute, persona favorevole all'eutanasia ma incapace di esprimersi a favore di questa a causa dello stato in cui si trova.

In genere, l'eutanasia non volontaria riguarda persone in coma o con un grave danno cerebrale, le quali, in precedenza, avevano dichiarato a più riprese che, in siffatte circostanze, avrebbero optato per l'eutanasia.

Eutanasia involontaria

Si parla di eutanasia involontaria quando una persona, per alleviare la sofferenza, decide per la morte di un individuo il cui destino è ormai segnato, ma che ciononostante non si è mai espresso a favore dell'eutanasia.

Non è esattamente omicidio, ma un modo per ridurre la durata delle sofferenze.

Per capire, si pensi al caso di un soldato colpito allo stomaco da un colpo d'arma da fuoco. La ferita è mortale e la sua sorte decisa, tuttavia la morte non è immediata, ma potrebbe sopraggiungere anche nel giro di diverse ore. Il medico che si occupa di tale soldato riconosce la situazione e agisce somministrando al soggetto in cura una dose letale di sedativi, per alleviarne le sofferenze.
Il soldato "subisce" le decisioni di un'altra persona; tuttavia, questa persona agisce nell'interesse del paziente/malato, perché le conseguenze della ferita mortale sarebbero decisamente più penose.

Cos’è l’Assistenza al Suicidio?

Il suicidio assistito è l'atto attraverso cui una persona, in modo del tutto deliberato, pone fine alla propria vita mediante l'autosomministrazione di una dose letale di farmaci e con l'aiuto di un medico o un'altra persona che ha fornito le sostanze necessarie.

Il suicidio assistito è considerato tale solo se la persona che vuole uccidersi compie l'ultimo gesto in autonomia; l'altra persona deve limitarsi a procurare il mezzo (es: farmaci) e nulla più.
Se tali condizioni non sono rispettate, non si parla più di suicidio assistito.

Di regola, avviene in luoghi protetti dove soggetti terzi si occupano di assistere la persona per tutti gli aspetti correlati all'evento morte (ricovero, preparazione delle sostanze, gestione tecnica e legale post mortem).

Cosa si può fare in Svizzera?

Posizione della Svizzera in merito all’Eutanasia

In Svizzera, vige in modo assoluto il divieto di uccidere. È proibito, quindi, ricorrere all'eutanasia attiva diretta. Chi la pratica è punibile per legge ai sensi degli articoli 111 CP (omicidio intenzionale), 114 CP (omicidio su richiesta) o articolo 113 CP (omicidio passionale).

Per contro, sono ammissibili in linea di massima, in quanto non regolate esplicitamente dal Codice Penale vigente, l'eutanasia attiva indiretta e l'eutanasia passiva.
Nelle sue direttive, anche l'Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM) considera ammissibili entrambe queste pratiche.

Posizione della Svizzera in merito al Suicidio Assistito

In Svizzera, la pratica del suicidio assistito non è punibile per Legge, salvo il caso in cui la persona che assiste non compia tale atto per motivi egoistici.
Se l'aiuto ha fondamenti egoistici, la Legge svizzera prevede una pena detentiva sino a 5 anni o una pena pecuniaria secondo quanto riportato dall'articolo 115 CP

Organizzazioni come EXIT prestano assistenza al suicidio nell'ambito di questa legge appena riportata.

Cos'è EXIT?

EXIT è un'associazione basata sul diritto svizzero. Essa si impegna in favore dell'autodeterminazione delle persone nella vita e nella morte.

Suicidio Assistito in Svizzera

Come funziona il Suicidio Assistito in Svizzera?

Primo passo

Il primo passo è la scelta della clinica dove ricorrere alla pratica. In Svizzera ci sono diverse cliniche. Si ricorda che nessuna di queste effettua l'eutanasia attiva: deve essere sempre la persona che vuole morire ad autoderminare la fine della propria esistenza; le altre persone rappresentano soltanto uno strumento che gli fornisce i mezzi per suicidarsi.

Secondo passo

Il secondo passo è la stesura di un testamento biologico da inviare con le cartelle cliniche alla struttura clinica scelta. Di fronte a tre testimoni, la persona malata, nelle sue piene facoltà di intendere e di volere, nomina un fiduciario e rilascia le proprie volontà sulla fine della sua esistenza.

A questo punto, una commissione medica appartenente alla struttura clinica si riunisce, analizza la documentazione e valuta la richiesta del paziente.

Requisito fondamentale per accedere al servizio fornito dalle strutture presenti nel territorio svizzero è l'irreversibilità della malattia, irreversibilità per la quale esiste un accertamento clinico.
Tale requisito esclude la possibilità di potersi avvalere del suicidio assistito in assenza di un reale problema di salute o per una malattia curabile.
In sostanza, bisogna soffrire di una malattia incurabile, che porterà comunque alla morte.

Una volta accettata la richiesta, solo per i cittadini svizzeri, esiste la possibilità di un colloquio con uno psicologo.

A scegliere data e giorno dell'ultimo giorno di vita è il paziente.
I medici svizzeri sono tenuti, in ogni caso, a far ricredere i pazienti fino all'ultimo.
I malati possono cambiare idea in qualsiasi momento o anche variare la data.

Terzo passo

Il terzo passo è la procedura di suicidio.

Un medico della struttura scelta fornisce al paziente due pastiglie di antiemetico, un farmaco contro la nausea che serve per la buona riuscita della successiva somministrazione.

Dopodiché, prepara il medicinale che indurrà l'arresto cardiaco, quindi la morte del paziente.
Il medicinale in questione è il Pentobarbital, una sostanza usata nell'induzione dell'anestesia generale.
Perché garantire il decesso, il medico diluisce una dose di Pentobarbital 4 volte più alta di quella letale e la mette a disposizione del paziente. Come detto in più occasioni, deve essere quest'ultimo ad assumerla; non deve ricevere aiuto da parte di nessuno.

Nel giro di 2-3 minuti dall'assunzione, il paziente si addormenta profondamente; l'arresto cardiaco si verifica dopo circa 30 minuti, mentre il malato è completamente incosciente.

Anche i pazienti tetraplegici possono avvalersi del suicidio assistito: esistono macchinari per il rilascio di farmaci. Il requisito, tuttavia, rimane lo stesso: deve riuscire ad azionare il macchinario in autonomia, senza l'intervento di nessun'altro.

Costo

Quanto costa il Suicidio Assistito in Svizzera?

Il suicidio assistito in Svizzera costa tra gli 8.000 e i 10.000 euro. Tale importo copre le spese di pernottamento in hotel, pasto dell'ultimo giorno e, ovviamente, procedura.
Esistono numerose associazioni no-profit che aiutano gli interessati nei vari passaggi (ricerca clinica, organizzazione trasporto ecc.).

Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza